Bluto Blutarsky wrote:Giochino interessante però quello proposto da Gerry.
10) The New World (2005), di Terrence Malick
tralasciando che vorrei capire sopravvalutato da chi (ma già in partenza mi sembra una categoria creata ad hoc da scrive, chiunque egli sia).
il nuovo mondo è la migliore analisi dell'uomo da un punto di vista antropologico vista al cinema da quando il cinema è nato. e non è nemmeno l'unico piano di lettura attraverso cui è possibile interpretarlo.
è un film di una potenza inaudita a livello figurativo. è straordinariamente complesso per la profondità a cui parla dei rapporti uomo-uomo, uomo-donna, uomo-natura, anche uomo-dio/spiritualità. è apocalypse now scremato da tutta la retorica coppoliana. è talmente grande che ti fa dimenticare che stai guardando un film con protagonista colin farrell.
minchia davvero non capisco.
ride_the_lightning wrote:Mi ritrovo abbastanza con Bluto. Boh, proviamoci, anche se non son proprio bravo con le classifiche.
1. Avatar - ah, è cinema ?
6. The New World - mi piace moltissimo Malick, ma questo proprio non lo digerisco.
7. M. Night Shyamalan esclusi The 6th Sense e Signs - per il resto mi non piace proprio, se avete qualcosa da consigliarmi per rivalutarlo, ben vengano.
8. The Fountain - il peggiore di Aronofsky. un'accozzaglia di mille idee, simbolismo, misticismo, religiosità, si perde troppo.
già detto del nuovo mondo. per shyamalan concordo con chi ha detto the village (che però mio caro gec è un film molto più sociologico che psicologico, altro che non prendere posizione). the fountain è veramente ignobile, ma in linea con la produzione di aronofsky fino a quel momento (è riuscito a convincermi, anzi a rendermi fanboy, con il cigno nero, prima veramente poca roba).
su avatar voglio dire due parole gentili. preso per quello che è, cioè intrattenimento allo stato puro, non è nemmeno male.
d'accordo che la storia è davvero imbevibile (e ritorniamo al discorso degli americani insopportabili quando mi riampiono di melassa), però c'è un lato tecnico nel cinema che io davvero non riesco a bypassare, e quello lo trovo notevole.
la critica comunque non mi pare l'abbia incensato. e in generale temo non si possano prendere i risultati al botteghino come autorevoli per decidere se un film è grande o meno.
BruceSmith wrote:per prima cosa ricordo che gli insulti sono puniti con la sospensione.

- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (in questo caso immagino che buona parte dell'hype sia dovuto alle infamie di LC contro il commissario Calabresi)
ma plis, brus. è un film che non vive di momenti, quanto della sua straordinaria coerenza interna. è uno dei pochi film italiani che mi ha realmente tenuto sulla corda dall'inizio alla fine. è una lettura dell'italia e degli italiani che va molte oltre quel momento storico, di cui è ovviamente figlio.