"Più buoni giocatori riesci a creare, più facile sarà che ti ritrovi tra le mani il campione" è ovvio e scontato. Ha ragione angy, aveva ragione Tommasi, basta essere logici e pensare a ciò che circonda noi o altri paesi. Ogni pretestuosa polemica a riguardo è finalizzata a visioni soggettive dello sport cui ognuno può mettere il proprio, per carità, ma il discorso di Tommasi non fa una piega. Né quello di angy.Mike wrote:innanzitutto Gaudenzi è un campionissimo. Nargiso pure. no, ma a parte gli scherzi: i campioni sarebbero solo i Federer, Nadal e Djokovic o anche i Del Potro e i Murray? perché mi sembra chiaro che più si restringe il numero degli "eletti", più il margine di errore della statistica si allarga.Angyair wrote: Ma perchè? Perchè non si può definire la differenza tra buoni giocatori e campioni? (capisco che ci possano essere atleti borderline, però la differenza tra un Gaudenzi e un Panatta è evidente, per rimanere in Italia) O per il fatto che i buoni giocatori non si possono costruire?
secondariamente, ammesso e non concesso che si possa ragionare per categorie, due sono insufficienti per un ragionamento serio. io ad esempio andrei per grandezze di scala e/o per risultati raggiunti. e nella logica territoriale andrei non solo per nazionalità, ma anche per concentrazione geografica*.
trovo comunque che la contraddizione sorga con il passaggio, riporto testualmente, "più buoni giocatori riesci a creare, più facile sarà che ti ritrovi tra le mani il campione". questa frase dice chiaramente che - anche in modo diretto (neanche troppo, di seconda mano) - la nascita di un campione si può facilitare; mentre lo slogan che criticavo nega qualsiasi opportunità in tal senso.
*la concentrazione geografica spesso aiuta a capire molti fenomeni al limite dell'inspiegabile: un esempio facilissimo è il grande successo, considerate le ridottissime dimensioni della popolazione, di San Marino nelle moto. questo perché spesso la vicinanza ad un paese più grande e più attrezzato può trainare anche realtà più piccole.
Detto ciò, fermo restando che Twitter è un modo (anche) per dire cazzate, caro Mike, nel mio tweet non mancava un cit, ma una faccina, perché partire all'attacco nazionalistico o, addirittura, pretendere dibattiti su 140 caratteri è davvero un non senso.





