Mike wrote:
'sta storia della differenza tra i buoni giocatori che si possono costruire a differenza del campione assoluto l'ho già sentita e mi suona sempre più una cazzata: come se ci fossero categorie nette e separate, come se ci fossero dei criteri oggettivi per segnalare la differenza tra una categoria e l'altra, come se non fosse vero che - in popolazioni con grandi numeri a disposizione e prendendo per buone tali categorie - una concentrazione di "buoni giocatori" si accompagna con una maggiore possibilità di trovare "campioni". ma si sa che la gente troppo spesso non accompagna verifiche empiriche alle proprie impressioni: il Federer della piccola Svizzera sembra la miglior conferma della teoria di Tommasi, quando invece è semplicemente il caso particolare rientrante nel margine di errore della teoria statistica.
il discorso di Tommasi comunque l'ho definito nazionalistico in quanto prendeva in considerazione le nazionalità e non perché considero Tommasi un nazionalista o uno che ragiona secondo logiche nazionali. cosa che comunque potrebbe anche essere.
ah, la tua prima frase può anche essere farcita di - per me odiose - faccine, ma non fa mai piacere leggerla, né aiuta la discussione.
Una buona scuola, in questo caso tennistica, può sfornare continuamente buoni giocatori, ovviamente partendo dal numero di giocatori alla base (se sono 10 è un conto, se sono 1000 un altro) come dici tu e come, forse sbagliando, consideravo ovvio, e più buoni giocatori riesci a creare, più facile sarà che ti ritrovi tra le mani il campione, il talento naturale che non puoi costruire ma, se vengono create le giuste condizioni, puoi aiutare a far sbocciare.
Per fare un esempio diverso: da Jesi sono uscite, tra gli altri, 2 campionesse (una praticamente un fenomeno assoluto) come Valentina Vezzali e Giovanna Trillini, puro caso o condizioni favorevoli al loro sviluppo (talento naturale con una scuola di scherma di alto livello a disposizione)?
La "teoria" di Tommasi era che la colpa della federazione italiana di Tennis non era quella di non creare i campioni alla Becker o alla Federer, proprio perché la nascita di talenti del genere non è programmabile, ma quello di non creare tanti buoni giocatori come la Spagna (i Ferrer, Ferrero, etc.) tra cui poi è più facile trovare il campione come Nadal. Quella frase era inserita nel contesto della critica alla FIT perchè lui diceva che alla fine sarebbe bastato che Becker fosse nato un po' più giù e tutti, o quasi, avrebbero seguito il tennis, la federazione avrebbe fatto bella figura, tutto sembrava bello ed invece era più frutto del "caso".
Ora ho spiegato bene o devi continuare a fare il bastian contrario?
