knaus wrote:
Quello che bisogna fare è un modello che funzioni e che produca utili possibilmente per tutte le squadre che vi partecipano: il nostro è solamente foraggiare i sogni di gloria delle big che non possono comunque più permettersi di competere ad alto livello in Champions. Nel frattempo il Palermo o l'Udinese si fanno cacciare fuori ai primi turni di Europa League, dove perdiamo davvero punti nel ranking.
Era un'iperbole l'Udinese campione d'Italia (per quanto devo ammettere che mi piacerebbe molto, ma persino in NBA sembra diventato un miraggio che vincano squadre slegate da grandi mercati) e non credo potrebbero mantenere gli stipendi citati, ma Udine terza in campionato sarebbe un anomalia persino in Germania. Devo comunque ammettere che qualcosa è stato fatto perché già il nuovo modello di distribuzione dei diritti (che prendendo in considerazione la storia dei club, peraltro con dei criteri risibili, e il bacino d'utenza comunque non mi piace) è decisamente meglio di quello passato.
Ecco, tralasciando il discorso diritti televisivi e divisione (si può sostenere tutto ed il contrario di tutto su quale sia il sistema più giusto, mi pare sia logico individuare il sistema più produttivo per il sistema calcio, come per tante altre cose), occorre riformare radicalmente il sistema in modo che stia in piedi senza bisogno di perdite clamorose. Poi se Milan, Juve ed Inter vogliono perdere soldi per provare a vincere la champions bene, ma è indispensabile un sistema in cui sia possibile restare a lungo ad alto livello con bilanci in pareggio.
Da noi invece praticamente tutte le dirigenze sono ad oggi contestate, un giretto sui topic di Milan ed Inter fa vedere mezze rivolte in corso, i tifosi juventini sono tranquilli oggi per via di Conte, del suo sistema di rinsaldare il gruppo mutuato pari pari da Mourinho e dello scudetto, ma fino a poche settimane fa l'epiteto più gentile che si leggeva per la dirigenza juventina era il vezzeggiativo vagamente omofobo di Francy, Firenze, Palermo, Bologna sono in subbuglio, per non parlare della sponda laziale di Roma (quella romanista lo era fino all'asta e lo stava tornando fino al ritorno di Zeman), Napoli inizia a contestare....
Il motto è che non si può pensare di gestire una squadra sportiva senza rimetterci decine di milioni all'anno, perchè la squadra è di tutti i tifosi (ma le perdite solo del proprietario, questo ragionamento giuro che non l'ho mai compreso) e se uno che già perde decine di milioni rifiuta di perderne ancora per prendere Ronaldo e Messi si faccia da parte e ceda allo sceicco di turno (sceicco cui io aggiungerei l'aggettivo fantomatico).
Quanto meno è indispensabile da subito, immediatamente, varare una legge per gli stadi di proprietà e ridurre drasticamente le squadre professionistiche. A che serve una A a 20 squadre con le retrocesse che rischiano il fallimento? A che serve una B a 22 squadre, di cui la metà non possono sognare manco da lontano i play off? A che serve una lega pro col Taranto, la squadra probabilmente più forte, che fallisce poco dopo Natale? Occorre tornare a campionati con 18 squadre al massimo (ma anche 16) e la vecchia cara C con squadre semidilettantistiche, occorre limitare le rose ed obbligare le squadre ad avere rose con regole più rigorose di quelle UEFA, in cui almeno 7/8 giocatori su 25 debbano venire dalle giovanili, e creare un sistema come una volta era la C, che formi i giovani dei vivai. Impossibile? Fino ad una decina di anni fa non lo era. Negli anni '90 abbiamo vinto due champions, col Milan, che era zeppo di gente dalle giovanili, come Maldini, Baresi, Costacurta, Galli, Tassotti, Albertini, Stroppa e con la Juve, che aveva pochi giocatori dalle giovanili (la Juve con Boniperti, cioè fino al 1993, puntava pochissimo sul vivaio) ma era zeppa di giocatori provenienti dalla C (magari con un passaggio in una piccola di A), come Torricelli, Di Livio, Pessotto, Juliano, Ravanelli, lo stesso Conte. Perchè mai allora si poteva ed oggi no? Forse perchè allora si avevano le capacità di farlo ed oggi no? E magari perchè i tifosi sapevano che era inevitabile, mentre oggi sono ancora viziati dagli ultimi 15 anni di gloria e da tanta propaganda?