per cortesia, non confondiamo il ragazzo: il regime fascista non è un regime totalitario. je sarebbe piaciuto, ma non hanno nemmeno fatto così tanti sforzi per diventarlo dopotutto.
i motivi principali, in ordine sparso (nel caso li chiediate):
- per essere totalitari non si può essere nazionalisti (o quanto meno lo si può essere soltanto di facciata come fu per il nazismo: lasciando perdere la sigla di partito, essi non rivendicavano il predominio del popolo tedesco, bensì quello della razza pura ariana, concetti minimamente sovrapponibili) in quanto per totalitario si intende soprattutto la pretesa di comandare tutto, senza confini.
- il totalitarismo annienta i suoi nemici (non nel senso che li uccide, ma nel senso che fa in modo che essi non siano mai esistiti) che nell'ordine si presentano come a) oppositori, b) nemici oggettivi (persone che rappresentano la categoria antagonista del movimento totalitarista, gli ebrei per i nazisti, le classi possidenti per i sovietici per fare due esempi), c) persone scelte arbitrariamente (persone indesiderate a prescindere da quale che sia la loro condotta per riempire i campi di concentramento, vedi punto seguente): il fascismo si ferma evidentemente al punto a e assolutamente non per motivi di scarsità di tempo (il nazismo nella metà del tempo va oltre), inoltre il fascismo prevede una pratica inaudibile per un totalitarismo: la scarcerazione per innocenza.
- i campi di concentramento, dicevo, dove il regime totalitario distrugge la personalità dei suoi prigionieri, li elimina nel senso di cui sopra in modo che non siano mai esistiti, ma soprattutto condiziona quotidianamente la vita di chi ne rimane fuori: non si può parlare di ciò che vi accade dentro, non si può ricordare chi vi è dentro, i rapporti umani sono basati sul sospetto reciproco che l'altro possa essere una spia e - quindi - rischiare l'internamento per qualsiasi frase compromettente. il risultato da ottenere per un totalitarismo non è una società di simpatizzanti e adepti, perché l'adesione e la simpatia proverrebbero da un moto razionale verso l'ideologia e il movimento: bensì una società in cui il totalitarismo è l'unica realtà esistente (si ricordi il primo punto).
- il totalitarismo conquista il potere in uno Stato con il partito e con esso continua a comandarlo prescindendo dalle istituzioni esistenti che rimangono di facciata (come i ministeri in Germania, o i soviet con l'ascesa di Stalin) mentre le decisioni vengono prese all'interno del movimento e da esso applicate. in Italia accade che il contrario, ovvero il fascismo entra nelle istituzioni esistenti mentre il partito perde di influenza, le decisioni vengono prese dal duce in qualità di capo del governo e non del movimento (che difatti movimento non è). e - altra cosa inaccettabile per un totalitarismo - non riesce nemmeno a impadronirsi del vertice dello Stato: il re rimane lì dov'è.
la parola chiave per individuare un totalitarismo è quella di movimento: un movimento possiede dentro di sé anche un partito ma non è solo quello e va ben oltre. ma soprattutto un movimento totalitario rincorre un compito affidatogli dalla storia secondo la propria ideologia, ovvero di governare un giorno - anche lontano (sia Hitler che Stalin parlano in termini millenaristici sui tempi di realizzazione dei rispettivi obiettivi) - su tutto e su tutti.
la parola più ambigua a tal proposito è quella di regime: lungo il percorso del movimento non vi può essere nulla di statico, e difatti anche gli Stati in cui arrivano per primi al potere - Germania o Russia - sono visti come base operative da cui lanciare la propria offensiva al mondo intero. la famosa frase di Stalin del "socialismo in un solo Paese" è da vedersi non come una rinuncia alla "rivoluzione mondiale", bensì come una diversa strategia espansionistica dello stalinismo.
Radiofreccia wrote:Vorrei fare una domanda, sperando di non scatenare una discussione troppo accesa.
Studiando il Fascismo mi sono sempre chiesto come sia possibile che tutt'ora, nel 2012, ci siano persone ancora ''affascinate'' da quel mondo e da quell'ideologia. E che al giorno d'oggi ci siano ancora persone che rimpiangano il periodo fascista ed idolatrino Mussolini.
Ametto di aver studiato questo argomento sotto una certa influenza ( gli appunti del mio professore sono palesemente di fazione opposta ), ma trovo illogico non condannare quel periodo, quel movimento e quella persona.
Perche' questa ideologia non e' ancora morta ?
una ideologia, in quanto concetto astratto, non può morire. nemmeno se tutti smettessero di credere in data ideologia essa morirebbe, in quanto sarebbe ancora lì disponibile per motivi di studio.
pardon la puntigliosità, quello che forse intendevi è: come mai c'è ancora chi è attratto dal fascismo?
innanzitutto, la libertà d'opinione.
secondariamente, la molteplicità delle preferenze umane che ci portano a tendere verso principi diversi in base al nostro essere: la violenza, il nazionalismo, il familismo, l'ordine soprattutto in forma gerarchica, l'omologazione etc. sono cose che piacciono anche a chi non per forza è fascista.
terzo, l'approvazione per i risultati conseguiti (una volta m'hanno risposto: "ha istituito le ferie").
sull'idolatria per una persona salita a potere a costo della vita altrui, la storia risponde "bazzecole". e per "storia" intendo quelle stesse persone che applaudivano sotto il balcone di Palazzo Venezia alle parole "per un pugno di morti sederemo al tavolo dei vincitori": quel pugno di morti era gente della propria fazione, figuriamoci perché scandalizzarci per dei morti della fazione avversa. si dirà che erano fascisti quelli che applaudivano, certo, più o meno come gli idolatri di oggi, no?