BruceSmith wrote:Spree wrote:
Poi, come si faccia a mettersi nei panni di un padre seriamente senza esserlo, mi sfugge. Ma facciamo finta che si possa, non si può metterlo in astratto: si dovrebbe sapere bene come è andata e cosa è successo, fare le differenze tra casi e individuie, etc.
visto che del 'mettersi nei panni' ho scritto anche io...
volevo semplicemente dire che è normale che il padre tenda a credere al proprio figlio, al di là di tutto. soprattutto se il bambino sta soffrendo per quello che è successo.
ma i giudici 'terzi' esistono per questo motivo.

Ci sarebbe ache da considerare - e so che non è bello dirlo - che capita, in questi casi, che all'origine delle testimonianze dei bambini ci siano proprio le convinzioni dei genitori. Di modo che, alla fine, il bambino risulta convinto di aver subito violenza davvero, perché suggestionato dal genitore, e di conseguenza ne soffre davvero e rinforza la convinzione del genitore che il figlio abbia subito violenza. Alla fin fine, su problemi come questo, la nostra società è basata sulla paura e rischia spesso e volentieri di generare l'isteria collettiva. E' un pericoloso circolo vizioso, ma come è stato ampiamente detto in questo caso specifico sembra che ci siano pochi dubbi sui fatti. Ma non da ieri, visto che ci sono state in mezzo due sentenze (del giudice del riesame e della cassazione) che dicevano più o meno le stesse cose.
In tutto questo, c'è una perversa concezione della giustizia come ha fatto notare Renè.
E io mi sarò sbagliato, ma sembrava proprio che i post di Porsche andassero in quella direzione (visto che non è il primo ambito in cui li applica più o meno in questa direzione: pensiamo alla politica, per dire). Poi se non è vero, per carità: chiedo scusa, e mi cospargo il capo di cenere. Forse in questo caso era solo una riflessione sulla possibile reazione di un genitore in questo caso, e allora, ribadisco,
pardon.