habemus papam?
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ROMA - Il tanto atteso incontro c'è stato.
Anticipato da tutti e confermato anche dallo stesso Zeman.«Ho incontrato la Roma questa mattina, ho visto Franco Baldini. Ma adesso dobbiamo rivederci» sono queste le parole del boemo riportate dal sito "Il Centro". Zeman oggi non si è mosso da Pescara e intorno alle 19 col ds Delli Carri è andato dal suo presidente ad avvertirlo dell'incontro avvenuto con la Roma. E' uscito poi dopo l'incontro sereno. Quel che doveva dire lo ha detto. ll dado per Zeman è tratto.
Scelta fatta. Dunque Zeman la sua scelta l'ha fatta. E' pronto a tornare alla Roma.
C'è accordo e sintonia col club giallorosso. Non è facile per il tecnico boemo staccarsi dall'amore della gente di Pescara e mettere nel cassetto dei ricordi una stagione straordinaria, «la più bella di sempre» come ha dichiarato commosso nella festa di domenica sera in piazza. Ma la voglia di rivincita e di tornare ad allenare la squadra a cui è rimasto più legato, la Roma, è troppo forte.
L'attesa. Dunque tutto fatto? Apparentemente sì. Le parti sono vicinissime. Ma manca l'annuncio e non è mai un dettaglio da trascurare. Come se ci fosse ancora qualcosina da risolvere e che non riguarda Zeman. Un ultimo incontro con un altro tecnico? Un summit con la proprietà americana? Questioni legate alla burocrazia finanziaria (leggi Borsa?). La scelta di Zeman di anticipare l'incontro con Sebastiani forse farà stringere i tempi.
Le parole di Sabatini. «Zeman? Ci sono percentuali rilevanti. Dobbiamo mettere a posto tutti i tasselli. Montella non era il primo candidato, era un ottimo candidato, ma stiamo facendo le valutazioni, e scegliere quello che ha le caratteristiche che coincideranno con le esigenze della Roma. L'allenatore lo annunceremo presto, tra 3-4 giorni». Walter Sabatini, ds della Roma, parla all'uscita da un ristorante dell'Eur: «Anche le altre squadre sono senza allenatore ma a differenza loro, la Roma ha una grande società dietro. Contati in ultime ore con Villas Boas? Nessun contatto, non è così. Non so dove sia Villas Boas. Baldini? È a Trigoria. L'allenatore della Roma sarà quello che la Roma avrà scelto sopra ogni altro, non facciamo scelte di ripiego, la Roma è una società molto ambita. Ci siamo detti che ci prenderemo tutto il tempo che serve perchè è una scelta che caratterizzerà tutta la stagione e in parte anche il mercato», ha proseguito Sabatini. «Qualora fosse Zeman, sarà una scelta a prescindere dall'umore della piazza, è una scelta di continuità perchè lavora su un pensiero di calcio comune a quella di Luis Enrique. Bielsa? Lo abbiamo contattato. Quanti? Abbastanza. Le risposte sono quasi tutte entusiastiche rispetto alla Roma, nessun allenatore non vorrebbe allenare la Roma. Ci sono degli allenatori con i quali stiamo ancora parlando ma si sta delineando la griglia, ma non posso dirvela», ha proseguito Sabatini.
Impossibile un ripensamento. Certo sarebbe incredibile pensare che il clamoroso ritorno di Zeman possa saltare proprio adesso che l'intesa è stata raggiunta, con tutto il popolo giallorosso che aspetta solo di riabbbracciare il tecnico. Nessun altro allenatore oggi potrebbe essere presentato alla piazza al suo posto senza lasciarla delusa. I romanisti vogliono solo Zeman come dimostrano anche i risultati del sondaggio del Messaggero con il boemo che raccoglie il 72% delle preferenze. E sarebbe una beffa insopportabile per Zeman vedersi sfuggire la panchina giallorossa. Sarebbe la terza delusione: dopo essere stato accantonato nel 1999 per far posto a Capello infatti nel 2005 fu nuovamente vicinissimo al club di Trigoria: accordo fatto e saltato per volere dei poteri forti che posero il veto e aprirono la starda al ciclo di Spalletti.
Sabatini e il budget. Sul budget di mercato il ds precisa. «La società non ci ha mai posto paletti, nessuno ci ha detto di non spendere soldi. Il progetto è rappresentato dalla società sempre, se l'allenatore ci chiederà un anno di contratto cercheremo di assecondarlo, il progetto è la società non l'allenatore, che è transitorio come il direttore sportivo e il direttore generale. Comunque è meglio fare contratti quinquennali che gli annuali, ma è uno scrupolo professionale».
(fonte il messaggero.it)