Mike wrote:
le caratteristiche di un partito di protesta come M5S si prestano infinitamente meglio all'amministrazione di un Comune rispetto a quelle di un ente sovraordinato (per non parlare dell'intero Paese): vuoi per la limitatezza ideologica del programma e delle politiche da attuare, vuoi per la specificità delle problematiche che si affrontano. il compito non dico che sia più facile, ma sicuramente hanno la possibilità di fare bene nelle città, soprattutto se si confermerà vera la loro natura anti-sistema e quindi scevri da ogni legame con le sovrastrutture del potere, economico in primis, portatori di corruzione. è dunque proprio dai Comuni che può crescere e prendere volume M5S anche in proiezione nazionale (elezioni alle Camere). e se ci pensate, sarebbe un percorso simile a quello già percorso dalla Lega (forte negli enti locali, risibile al Governo), partito con il quale è accomunato - lasciando perdere il populismo quasi irrilevante ai fini di quanto voglio dire - dalla mancanza di una ideologia politica classica in favore di una maggiore attenzione alla pragmaticità dell'agenda politica. tutto questo però, dovrà sempre passare dalla maturità e dall'operato degli amministratori che hanno eletto in questi giorni e che - presumibilmente - potrebbero ancora eleggere.
p.s.: diamine, possibile sia il mio primo post in questo topic da quando abbiamo cambiato forum?
Sei uccel di bosco, in effetti.
Le tue apparizioni nel forum ultimamente sono pari pari a quelle di Berlusconi nell'agone politico degli ultimi mesi.
Sul discorso concordo in pieno, il parallelo con la Lega l'avevo fatto pure io. E se a livello nazionale prima di tutto non credo possano fare molto, in secondo luogo rischiano di fare ancora peggio della Lega, a livello locale possono anche far bene, come accaduto ad alcuni sindaci leghisti, il cui lavoro sul territorio è andato perduto per via del pessimo lavoro di Bossi e compagnia a livello nazionale.
Per quanto riguarda un eventuale successo del M5S a livello nazionale, è proprio il paragone con la Lega che mi spaventa. Come la Lega di allora hanno preso alcune idee buone, altre meno, altre assurde, tutte accomunate dalla critica a tutti i costi di quel che avviene.
Ed un programma con idee di grande presa ma inconciliabili fra loro.
Per esempio, come conciliare l'assoluta chiusura contro nuove centrali elettriche, il puntare tutto su energie alternative che sono meno economiche e criticare poi il costo delle bollette?
Come si concilia la richiesta del KM 0 a tutti i costi e poi la difesa degli interessi degli agricoltori che esportano ed addirittura l'occhiolino ai forconi?
Come si concilia l'esasperazione della lotta all'evasione con la critica ad Equitalia?
Come si concilia la richiesta di decrescita con la richiesta di un salario minimo per tutti i cittadini per rilanciare i consumi?
E poi la concessione di un salario minimo per tutti non ricorda l'abolizione dell'ICI? La critica ai medici non ricorda la vicenda Di Bella?
Soprattutto, niente accordi con nessuno a nessun costo, e poi se ottenessero, per esempio, il 25% che si fa, si torna a votare all'infinito fino a che non spariscono o non ottengono il 51%?
La cosa che non mi piace affatto è la ripetizione di un film già visto nel 1992/3, con un partito populista che con la sua protesta e la sua richiesta di legalità prende voti senza un piano realizzabile, anche lontanamente, puntando solo sulla critica a quello che c'è (ed attenzione, le idee di un Miglio o di un Pagliarini potevano non piacere, a me non piacevano, ma non erano di presa minore rispetto a quelle di Grillo), con un leader unico che monopolizza qualsiasi decisione puntando sul proprio prestigio.
Poi ci mancherebbe, peggio della Lega non credo possano fare, mal che vada ci ritroveremmo nella situazione attuale, ma le premesse sono troppo simili a quelle di Bossi e compagnia per rendermi tranquillo.