Jakala wrote:darioambro wrote:oltretutto basterebbe anche qualche economista preso a caso, questa mi sa tanto di operazione di facciata, faranno qualche taglio qua e la, e tutti felici e contenti "almeno ci abbiamo provato", staremo a vedere.
La verità, ma dirla è impopolare, è che tagliare bruscamente le spese, anche quelle inutili, rischia di peggiorare il PIL visto che i tagli di spesa pubblica non verrebbero coperti da investimenti privati... ergo qualche taglio ci sarà, ma sarà più in ottica futura.
L'unico modo sensato di uscirne da questa spirale che si autoalimenta è convincere i tedeschi che siamo "seri" e togliere dal fiscal compact le spese per investimenti infrastrutturali (ferrovie, strade, metropolinanee, etc).
Questo è vero, in un momento di simile crisi non puoi effettuare tagli di spesa troppo repentini, la conseguenza sarebbe una ulteriore recessione. Oltretutto ricordiamo pure che la voce maggiore della spesa pubblica è sulla previdenza, che è appena stata rivista, forse col contributivo e l'innalzamento dell'età si arriverà alla sostenibilità, ma nel frattempo non si può tagliare le pensioni già erogate, se non in minima parte.
Si, potremmo tagliare le pensioni troppo elevate, ma questo sarebbe più una mossa di buon senso, che dimostrerebbe come la casta sia disposta a condividere i sacrifici dei cittadini, ma economicamente migliorerebbe poco la situazione.
Su sanità, scuola, servizi, difesa non spendiamo più della media dei paesi europei, spendiamo semplicemente peggio. Potremmo intervenire sugli sprechi, potremmo commissariare quelle realtà dove vengono effettuati sprechi, ma comunque i risultati sarebbero lenti. Facciamo un esempio, quel pazzesco spreco di soldi (ad essere generosi) che è la regione Sicilia, dove ad esempio la sanità costa 7 o 8 volte quella della Lombardia, il grosso degli sprechi è sul numero pazzesco di dipendenti. Allora che facciamo, licenziamo in tronco la metà dei dipendenti pubblici siciliani? Certo che dovremmo dimezzare i dipendenti pubblici siciliani, ma non si può fare tutto insieme e di botto in un solo colpo, dimenticando anche le ragioni di oppurtunità significherebbe distruggere l'economia siciliana. Facciamo intervenire la Corte dei Conti su Lombardo e mettiamolo in condizioni di non nuocere, ma non possiamo licenziare migliaia di persone tutte insieme.
I tagli servono, ma occorre all'inizio diminuire gli sprechi ed effettuare ritocchi sostenibili. Tagliare in un momento economicamente buono, come hanno fatto i previdenti governi di Svezia, Danimarca, Germania, è stato relativamente semplice e non solo non ha provocato scompensi, ma ha favorito la crescita. La nostra pessima classe politica ed in misura minore quella spagnola (viva Zapatero? O piuttosto Schroeder? speriamo che almeno la sinistra italiana sappia scegliere meglio i modelli) non hanno avuto la stessa previdenza e ci troviamo a dover intervenire ora che siamo in crisi.
Tagli adesso, come sta facendo la Spagna, non aiutano la crescita, provocano recessione. Verissimo che noi e la Spagna dobbiamo assolutamente dare il segno che la gestione economica è corretta e non siamo più al livello dei primi anni di Zapatero in Spagna ed agli anni di Berlusconi ed è necessario rallentare la stretta europea, verissimo.
Vero anche però che occorre effettuare subito un vero piano di riduzione della spesa pubblica, credibile, che vada realizzato nel tempo. Non puoi togliere le pensioni a chi le prende? Però la riforma previdenziale ha modificato la struttura del sistema previdenziale e fornirà risparmi di spesa nel tempo, rendendo forse sostenibile il sistema. Si faccia lo stesso riguardo a tutti i settori dello Stato. Allo stesso modo non si può licenziare i lavoratori pubblici, ma ridefinire i confini dell'intervento dello Stato e programmare un budget realistico nei vari settori dello Stato diventa indispensabile. Non si possono effettuare tagli drastici? Vero, verissimo, ma almeno programmiamoli.