Sono d'accordo con Peter, una squadra Nba deve saper gestire le proprie carte in maniera razionale, dare via DH12 perchè in rotta con il coach non è detto che sia la scelta migliore.Peter wrote:Si ma qua non stiamo parlando della squadra di quartiere dove si gioca per divertirsi e dove il rompi palle lo si emargina.Witbier wrote:Ma i GM dovrebbere mandar via quelli che ciarlano inutilmente destabilizzando lo spogliatoio.
Seguire l'esempio di Utah o Denver deve essere la linea guida, ricordiamoci sempre che il basket è uno sport di squadra ed in questo momento storico in NBA i giocatori dominanti non esistono (forse solo James e Durant si avvicinano alla dominanza).
Howard è sicuramente il miglior centro della lega ma non domina neanche il mio cane, quindi cederlo oltre che un obbligo è un affare.
Otis deve spedire Howard in un bel Gulag a prendere bastonate per un anno e ottenere qualche scelta alta in questo draft che è ottimo per trovare qualche lungo interessante.
Qua parliamo di un'impresa "fabbrica soldi", e in particolare parliamo del prodotto più redditizio di cui questa impresa dispone. Prima di mandarlo via bisogna mandare via tutti gli altri. Che poi anche dal punto di vista cestistico mi pare ci sia poco da discutere. Avrà parlato più del dovuto, si sarà comportato male in determinati frangenti, ma in campo ha sempre dimostrato di valere l'attenzione che richiede. Inoltre è oramai palese come la squadra senza di lui sia da pienissima lotteria, mentre con lui se la gioca con quasi tutti ed è comunque una delle prime ad Est.
Insomma, ripeto, per me dare via Howard dev'essere l'ultima carta da giocare per provare a costruire una squadra da titolo. Prima di lui via tutti gli altri, a cominciare dal management, dal coach, dagli altri giocatori e se serve dal magazziniere e dall'usciere.
Poi leggo di darlo ai Bobcats in cambio della prima scelta assoluta (ammesso che arrivi a loro). Mi pare che si semplifichi tutto un po' troppo, in una squadra in piena ricostruzione di Howard a 20 milioni l'anno non se ne fanno assolutamente niente, anche perchè da solo non cambierebbe le sorti della franchigia, e quindi i Cats (o chiunque altro) non darebbe mai via la prima scelta per lui (che è vincolato solo per un anno).
Insomma la via per il successo è sempre più irta, e più tiriamo avanti le cose, più la salita sarà sempre più dura. Più ci teniamo Smith, più sarà difficile ricostruire.
Howard oggi è un assett di valore altissimo, per quanto scontento e demotivato, vale in ogni caso più di ogni altro lungo Nba ( il bambinone è forte ma tende all'infortunio). Se lo dai via, sapendo che prenderei in cambio meno di quanto vale, poi magari ti ritroverai a fare anni di limbo con giocatori solo discreti, perchè non hai saputo monetizzare la sua cessione.
Chiaramente a voi tifosi può aver rotto le scatole ampiamente la situazione di Howard, ci mancherebbe, però da esterno rimango perplesso di fronte alla foga distruttiva, c'è davvero il rischio di fare un passo falso e ritrovarsi a fare anni di stenti.
A margine, spezzo una lancia per i nuovi giocatori, quelli spesso etichettati come viziati.
Secondo me hanno semplicmenete meno pazienza rispetto alla generazione precedente, e The decision ha purtroppo segnato una svolta in questo senso. Con Lebron e Wade a farsi rispettivamente da sparring partner, nessun altro giocator eNba può pensare di vincere qualcosa senza avere affianco un compagno di alto livello, al di là della chemistry di squadra.
Questa conformazione può avere sfumature diverse, si va da una polarità spiccata, come per gli Heat, ad un sistema più diffuso, tipo i Bulls, ma poi la qualità complessiva è decisamente alta ( Rose ha un difensore d'area come Noah, un collante all-around id alto livello come Deng, un giocatore di post come Boozer, più una super panca). Lo stesso vale per i Thunder, il caso estremo sono i Mavericks di 12 mesi fa (forse la squadra più profonda di sempre, almeno negli ultimi 20 anni, a livello di qualità). Se invece il tuo miglior compagno è Turkoglu, o Nelson, o Big Baby..
Che poi, provocazione: ma Jordan non giocava con Pippen, idelamente secondo violino, ma di livello eccleso ( tranquillamente fra i primi 10 giocatori Nba all'epoca), il miglior rimblazista ever, una serie di gregari di lusso ( Kukoc!).. c'è così tanta differenza fra quei Bulls e una squadra di oggi, a livello di polarità? (ok, quei Bulls erano chiaramente più forti, ma il senso del discorso spero si sia capito).
