Il derby è ancora in bilico, 1-1 il punteggio ad inizio ripresa. Juan appare ancora più gigante là in mezzo e non è solo. «Lascia perdere, prova a stare tranquillo...», gli sussurrano i giocatori della Lazio Klose, Dias e Matuzalem. Lo speaker, invitato dal quarto uomo a bordo campo, alza la voce e ricorda come in casi del genere sulla partita possa anche calare il sipario. Sono attimi interminabili: da una parte la curva, dall’altra quei settori dello stadio occupati da laziali, ma pronti a sommergere di fischi i cori razzisti. «Ho provato a farli smettere, invano. Da quando sono a Roma non mi era mai capitata una cosa del genere, come mai era accaduta quando giocavo in Germania o in Brasile. Io - spiega Juan - ho rispetto per i tifosi laziali, l’ho sempre avuto. E per quello che è accaduto mi dispiace più per loro che per me, visto che io sono in grado di sopportare».
Juan esce dal corto circuito con eleganza, come quando è il momento di fermare gli assalti avversari: non alza la voce, ma, quasi in silenzio, smaschera tutta l’ignoranza di chi ha scelto la strada dell’idiozia. «Bisognerebbe cambiare la mentalità di mezza serie A perché non è una situazione che si vive solo a Roma», sottolinea De Rossi. «Non credo purtroppo che ci possa essere una soluzione al problema. Non lo è così Luis Enrique - quella di sospendere le partite, altrimenti non si giocherebbe più a pallone: quello che è accaduto dà fastidio, ma è un fenomeno che esiste anche altrove in Europa. In Spagna, ad esempio, c’è».
E pensare che il prologo al derby era vissuto con l’ingresso in campo delle due squadre con una t-shirt in cuisi condannava ogni episodio di discriminazione. Una scelta voluta dalle due società e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto spegnere sul nascere ogni possibile deriva razzista. Adesso, la Lazio rischia una sanzione dal giudice sportivo: sicura una multa molto salata, senza contare che, per chi è recidivo, nel codice di giustizia sportiva è prevista anche la possibile chiusura del settore da dove partono i cori razzisti.
Mi auguro sinceramente che anche Mauri venga multato! Veramente un bel comportamento il suo!




