DODO29186 wrote:
Io sono con il Jasone a riguardo.
La mentalità vincente mancante è certo un aspetto, ma non è l'unico. Io ci vedo anche chiare ragioni tattiche. Miami ha la tendenza a partire dando il massimo sin dal primo minuto e questo gli consente di prendere subito un vantaggio consistente, sufficiente nella maggior parte dei casi per segnare definitivamente la partita. Però accade anche che gli avversari, col passare dei minuti e sopratutto nella seconda parte della gara, aumentino l'intensità su entrambi i lati del campo, cercando di recuperare lo svantaggio. Non è certo facile, ma questo mette in difficoltà Miami che, essendo partita già al 100%, non riesce a cambiare di marcia. Trovandosi di fronte avversari più aggressivi e determinati che nella prima frazione, ma giocando allo stessa maniera, la squadra trova ovviamente più difficoltà e se la palla non entra come prima si creano nervosismo e confusione che portano ai soliti buchi neri e alle rimonte subite, mentre contemporaneamente si alimenta la fiducia degli avversari nel poter vincere la partita.
Il problema ci riporta alle solite questioni: gli Heat sanno giocare ad una sola velocità perché non hanno un playmaker capace di controllare il tempo e far scalare le marce alla squadra, paradossalmente la scelta di correre ogni volta che se ne presenta l'occasione ha aggravato questa tendenza. Poi però c'è il rovescio della medaglia: ha senso cercare questo tipo di giocatore quando hai in squadra James e Wade che dominano la palla per la maggior parte del tempo? La risposta è variabile, quella che si sono dati a Miami probabilmente è "no, non ha senso" e quindi si è deciso di premere in fondo l'acceleratore sin dalla palla a due, creando i problemi che ora vediamo. Come spesso accade la disputa verrà risolta ai PO: in caso di vittoria verrà elogiata la scelta di puntare tutto sulle caratteristiche dei big three, in caso di sconfitta si criticherà fino allo sfinimento la decisione di non imporre un sistema più rigido capace di controllare ed indirizzare l'azione dei singoli.
sei sicuro sia così? Ovvero che Miami parte forte e poi non cambia marcia?
Lo scorso anno era così, quasi sempre.
Quest'anno invece spesso Miami si amministra nei primi quarti, poi esplode con qualche parziale nel secondo o terzo quarto in cui difende forte e poi dalla difesa costruisce contropiedi o cmq attacca con fiducia.

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