The Closer wrote:Per come la vedo io, adesso è stato un bene che Pato abbia rifiutato per il solo fatto che almeno il Milan in Champions abbia un attacco con almeno 3 giocatori presentabili.
Leggo di sgambetto Inter al Milan, primo derby vinto: per me non è così, ha fatto tutto Pato. Se Pato accetta il PSG, Tevez è da noi. Non vedo dove stia lo sgambetto dell'Inter.
Adesso per Pato si prospetta una convivenza tipo quella di Gasol nei Lakers: ceduto, poi tornato, ma separato in casa e comunque sul mercato. Con che animo (già fragile) andrà in campo nei prossimi mesi? In estate non mi meraviglierei se Pato venisse ceduto e magari ad una squadra di maggiore appeal del PSG.
Secondo me Galliani ha sperato fino all'intervento dell'Inter di spuntare il diritto di riscatto, sia per tirare ancora sul prezzo del cartellino e abbassarlo, sia per vedere se era possibile raccogliere in qualche modo i soldi senza dover cedere Pato.
In questo senso la mossa dell'Inter è stata perfetta.
Non poteva permettere l'ennesimo acquisto da elemosina del Milan, e si è mossa di conseguenza.
Considerato che il multimiliardario Berlusconi di soldi non ne vuole più mettere, l'Inter ha forzato il Milan a scegliere tra Pato e Tevez.
Meglio non fare discorsi di correttezza.
A parte il fatto che il "Signor" Moratti è un signore solo agli occhi di pochi patetici interisti e dei media, il Milan è proprio l'ultima società che possa fare discorsi di correttezza(vicenda Suazo) e di buongusto(vedi foto di Galliani con Tevez).
Berlusconi, ma cosa lo dico a fare, essendo in questo campo un talento inferiore solo a pochi altri sul pianeta terra, non ha potuto perdere l'occasione per fare una figura di merda e per farla fare a Galliani. Del resto i fantocci esistono per questo.
Il bello è che nel merito sono anche d'accordo con lui.
Fatti salvi i chiari limiti che Pato ha mostrato fino ad ora, quello che nella sostanza diventava più o meno uno scambio, per ragioni di età, di problematicità dei giocatori, di competitività(si fa per dire) in Champions, non aveva nessuna ragione di essere.