Porsche 928 wrote:Ma lo Spread Ita-Ger non doveva "calare"?
Dopo l'inculata con i bond argentini secondo te quanta voglia hanno gli italiani di comprare bond argentini? Non a caso l'Argentina ha impiegato ben 10 anni prima di poter chiedere di nuovo soldi all'estero.
Ora ribalta il concetto, dopo l'inculata che si sono presi i fondi pensione americani, canadesi, giapponesi perché dovrebbero, passato appena un mese, ricomprare i bond italiani?
La reputazione è una cosa che costa farsi e costa mantenere, se te la sputtani hai bisogno di tempo per ricostruirla (forse).
il paragone con l'argentina mi sembra parecchio forzato, però.
al momento, lo stato italiano ha sempre pagato e questo fa un notevole differenza.
che poi i titoli italiani si siano deprezzati è fuori di dubbio, ma basta lasciarli scadere per rientrare dell'investimento.
abbiamo un debito in una valuta che non possiamo difendere, come i paesi del terzo mondo. uno dei problemi è questo.
Maialone wrote:"le dimissioni di Silvio valgono da sole 300 punti di spread" (cit.)
Bentornato al polemista professionista!
Immagino ci si divertirà di più prossimamente.
Basta che non mi tiri fuori la lega, sennò ci tocca tirare fuori un flame lungo quanto Rocco.
Per quanto riguarda la tua affermazione, come diceva un noto forumista "ti rispondo prima che lo pensi".
Guarda qualche post sopra, ti ho già risposto qualche giorno fa.
Porsche 928 wrote:Quindi in sostanza, prima a 500 era l'apocalisse ora a 500 e` "normale amministrazione"??
oggi ho sentito a radio 24 una cosa interessante sullo spread che schizza in alto come durante il governo Berlusconi, la morale è che la BCE non ci sostiene più acquistando sul secondario i nostri titoli di stato, quindi ora lo spread non è drogato come prima ma è al naturale.......io non ci capisco più una mazza.
IGNOTO SEPARATISTA NFL if you don't believe in yourself, nobody's will
darioambro wrote:
oggi ho sentito a radio 24 una cosa interessante sullo spread che schizza in alto come durante il governo Berlusconi, la morale è che la BCE non ci sostiene più acquistando sul secondario i nostri titoli di stato, quindi ora lo spread non è drogato come prima ma è al naturale.......io non ci capisco più una mazza.
In realtà è piuttosto semplice:
doc G wrote:Infine, volete una ragione in più per cui lo spread aumenta? Il fatto che la manovra ha ricevuto un buon giudizio da UE e BCE e che l'Italia viene considerata meno a rischio di qualche settimana fa.
Vi pare assurdo? Ecco la spiegazione.
La BCE considera l'Italia meno a rischio di qualche settimana fa e quindi riduce gradualmente il finanziamento all'acquisti di titoli di stato italiani.
Ma secondo voi e` possibile/plausibile che sia stata la "culona inchiavabile"(cit.) a far fuori politicamente il nano, come leggo in alcuni siti che riportano un articolo del financial time(mi sembra).
Porsche 928 wrote:Ma secondo voi e` possibile/plausibile che sia stata la "culona inchiavabile"(cit.) a far fuori politicamente il nano, come leggo in alcuni siti che riportano un articolo del financial time(mi sembra).
si, ma non solo lei. in europa volevano togliere il berlusca per attuare un piano salva-euro evitando il crollo italiano. se andava dal culo la grecia, gliene fregava niente a nessuno, ma il nostro peso sulla moneta unica è determinante, quindi non potevano permettere che si andasse ulteriormente alla deriva.
certo, a fare una manovra come quella di monti eravamo capaci pure io e te.
alla fine va a spremere ulteriormente i soliti coglioni che già pagavano prima per tutti.
vedo riforme catastali ecc... ma non vedo manovre di regolarizzazione di immobili abusivi nel suditalia. se si facesse pagare l'ici di quelle costruzioni, mai accatastate, visto il numero stimato, non ci sarebbe neanche bisogno di una riforma, di una manovra... ci ritroveremmo pure col tesoretto.
ma si sa, gli evasori vanno tutelati.
La telefonata è una fesseria, a mio parere, almeno nei modi. Se non lo fosse sarebbe piuttosto grave.
Però è certo che la caduta di Berlusconi sia dovuta ad una situazione internazionale che si faceva sempre più pesante.
Brevemente analizziamo la differenza di rapporti internazionali:
Politica: fra il 2001 ed il 2006 Berlusconi era "amico personale" di Bush, Blair, Aznar, Shroeder, Chirac, in ordine sparso. Adesso Obama, Cameron, Zapatero, Merkel, Sarkozy nella migliore delle ipotesi lo ritenevano un personaggio da operetta e, con l'eccezione di Obama, lo facevano capire ad ogni piè sospinto.
Economia: fra il 2001 ed il 2006, sebbene fosse già in atto la scellerata politica economica del governo Berlusconi, basata su aumento di tasse, aumento di spesa pubblica, protezione dei monopoli, dello statalismo ed impedimenti alla libera concorrenza, la situazione economica era buona, GRAZIE all'euro, che ci permetteva di pagare interessi molto più bassi sul debito, e le dichiarazioni di intenti, che sembravano andare in senso opposto alle azioni effettive, parevano credibili. Ora si è ripreso con aumento delle tasse, aumento del debito pubblico, intervento dello stato nell'economia in perfetto stile "veterocomunista" (cit.) e la situazione è diventata insostenibile.
Situazione insostenibile dal punto di vista della politica internazionale, dal punto di vista macroeconomico, ci aggiungiamo scandali e scandaletti che hanno minato la credibilità in patria ed ecco che il crollo era inevitabile.
Permettetemi una imitazione di Lele:
"Io l'avevo detto".
Cioè, non io, ma io ed un'altro gruppetto sostenuto di forumisti andavamo dicendo da mesi che la fine era nota, occorreva solo capire quando sarebbe avvenuta e con quali danni. Eravamo grandi esperti di politica ed economia, o avevamo solo guardato con obiettività situazioni evidentississime? Almeno per me vale la seconda ipotesi. Non ero ovviamente in grado di dire i tempi, ma la conclusione era inevitabile. E se ce ne siamo accorti in parecchi qui, vogliamo che non se ne fossero accorti da un pezzo Merkel e Sarkozy?
Ecco, posso credere che la Merkel si sia data da fare per accelerare una situazione che riteneva inevitabile, ma che abbia telefonato a Napolitano dicendo:
"Senti, bello, quello li per favore me lo togli dalle palle" mi pare difficile da credere, anche perchè Napolitano da solo, senza un voto di sfiducia dei parlamentari o senza le dimissioni di Berlusconi, non avrebbe potuto decidere. Probabilmente Napolitano si sarà limitato a dire a Berlusconi "Ma davvero vuoi che la tua azione politica dipenda da Scilipoti?"
Poi ditemi se le bombe davanti alle sedi non si spiegano, pur essendo da contrastare come metodo "di protesta" al 101%.
Perde la casa per 63 euro
bufera su Equitalia
Vittima un malato di Alzheimer: indagati il direttore Iodice e tre funzionari. La vendita nascosta al proprietario e senza abbassare il valore. L'appartamento messo all'asta e acquistato, grazie alla segnalazione di una talpa interna
di GIUSEPPE FILETTO e MARCO PREVE
Perde la casa per 63 euro bufera su Equitalia
Un uomo ammalato di Alzheimer, una multa da 63 euro, una procedura di esecuzione immobiliare che procede come un bulldozer, una serie di passaggi viziati da pesanti sospetti, specie quando l'aggiudicazione dell'appartamento avviene - secondo il consulente della Procura - grazie ad una talpa interna alla struttura che ha effettuato il pignoramento.
Tutto questo ha portato, nei giorni scorsi, il pm Francesco Pinto a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone. Si tratta del direttore ligure di Equitalia, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci, tutti assistiti dall'avvocato Giuseppe Sciacchitano. Le accuse nei loro confronti sono di abuso in atti d'ufficio e falso. Il caso risale al 2005 quando Equitalia era ancora Gestline, ma è diventato materia penale nel 2009 quando i figli dell'ex proprietario dell'appartamento di piazza Duca degli Abruzzi presentarono una denuncia affidandosi all'avvocato Massimo Auditore.
La procura contesta tutta la pratica, dall'inizio alla sua conclusione. Si parte dalla procedura esecutiva, ossia quella dell'esproprio. Fino al 2 dicembre del 2005 gli ufficiali della riscossione potevano "aggredire" un appartamento anche per un debito scaduto di appena 1500 euro. Successivamente il tetto è stato alzato a 8 mila euro, con un'altra condizione necessaria, ossia che l'importo complessivo del credito debba superare il 5% del valore dell'immobile. Con una memoria difensiva gli indagati sostengono che, purtroppo, all'epoca quelle erano le regole e quindi, messo in moto il meccanismo, non ci si poteva più fermare. Ma il consulente della Procura della Repubblica, Massimo Serena, la pensa diversamente. Dall'esame della documentazione sostiene che tutto l'iter si è messo in moto per una sola cartella da 63 euro. Non è tutto. Il consulente spiega che, prima di procedere all'esecuzione, Gestline avrebbe dovuto iscrivere una nuova ipoteca che avrebbe dato sei mesi di tempo al debitore per rimediare. In questo modo, secondo la Procura, sarebbe scattata la seconda violazione, quando l'appartamento venne espropriato con i nuovi limiti alzati ormai a 8 mila euro.
Senza dimenticare che, come raccontato nella denuncia, le multe non erano state pagate non per cattiva volontà (la famiglia è benestante) ma solo perché il proprietario era gravemente malato (è deceduto nel 2008) e anche la moglie soffriva di una patologia invalidante al cento per cento.
La seconda parte delle accuse - anch'esse respinte dagli indagati - riguarda la messa all'asta dell'alloggio. La prima vendita all'incanto fu annullata con la giustificazione - falsa secondo il pm - che non era stata effettuata la pubblicità obbligatoria. La seconda asta, invece, secondo gli inquirenti venne tenuta nascosta allo scopo di non informare il proprietario espropriato e senza abbassare il valore come stabilisce la legge. L'anziano, infatti, per ragioni affettive, voleva ricomprarsi la "sua" casa, e invece di farlo all'asta, fu costretto a rivolgersi ai tre compratori che se l'erano aggiudicata con quella "procedura gravemente viziata", pagando loro 200 mila euro. Per una multa da 63 euro.
Chissà quanti casi simili ci saranno.
Quanto siamo distanti alla gente che sparerà agli ufficiali giudiziari, vedendoli come gli "inquisitori" del "tiranno"?
Tutto questo da ancora più eco ai vari Grillo(dichiarazioni che NON mi trovano d'accordo proprio in questi giorni parlando di Equitalia) & Co.
Andassero ora alle elezioni son convintissimo che non vanno sotto il 10-12%, mi viene da pensare che con questo humus di aumento di tasse e malcontento generale non può che aumentare il numero dei votanti a questi partiti.
Mah. Questa distinzione tra la "gente" e gli "altri" (politici = casta e tiranni, ufficiali giudiziari = inquisitori, chi più ne ha più ne metta - perché molti aggiungono poi tassisti, farmacisti, economisti, impiegati pubblici, baby pensionati, preti, e potrei continuare) è la cosa più insensata che si possa fare.
La questione è spiegata in modo illuminante - prendendo spunto proprio dal "problema" di Equitalia - da Massimo Gramellini, che mette in luce la natura del rapporto schizofrenico tra cittadini e stato italiani in poche righe
Equitalia, il cane lupo e i cittadini
La guerra di sguardi lividi e carte bollate che gli italiani hanno ingaggiato da anni con Equitalia non ha nulla a che spartire con i gesti criminali di chi in questi giorni, nonostante le smentite della Storia, vuole farci credere che le ingiustizie si guariscano evocandone la madre: la violenza.
La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato.
Secondo il manuale di educazione civica che prende polvere da decenni nelle nostre librerie, i cittadini sono lo Stato. E le tasse, di conseguenza, lo strumento per finanziare se stessi. Non pagarle rappresenta un atto di masochismo. Ma in Italia non è così. Per un italiano lo Stato è altro da sé, è un vampiro arrogante da buggerare più che si può. Di solito viene identificato con la casta costosa, pletorica e inefficiente dei politici, con il treno sporco e perennemente in ritardo dei pendolari, con il funzionario pubblico che digrigna i denti al di là dello sportello, complicandoci le cose facili e non semplificandoci quelle difficili.
D’altro canto, per un funzionario pubblico il cittadino italiano non è il suo datore di lavoro, ma un postulante. Non il comproprietario dello Stato, ma un suddito. L’effetto di questa estraneità reciproca, rimasta grosso modo inalterata dai tempi delle invasioni barbariche, si riverbera sulla relazione cruciale fra chi paga le tasse e chi le riscuote. Il contribuente considera Equitalia un taccheggiatore. Equitalia considera il contribuente un evasore.
Equitalia detesta il contribuente perché sa che egli farà o ha già fatto di tutto per fregarla. Perciò gli starà addosso con i metodi dell’inquisitore, applicando senza un briciolo di buon senso quelle leggi che le consentono di pignorare la casa e l’auto a chi non possiede nient’altro per lavorare e quindi per pagare le tasse. L’agenzia agirà come se avesse sempre ragione e quando la giustizia le darà torto si rifiuterà di riconoscerlo fino all’ultimo grado di giudizio, confidando nella stanchezza del cittadino, che pur di non spendere altri soldi in tribunale accetterà di pagare in forma scontata una somma che non avrebbe dovuto pagare affatto.
A sua volta il contribuente ritiene che Equitalia si accanisca contro di lui perché è piccolo e nero, mentre i grandi patrimoni vengono risparmiati e coloro che portano i soldi all’estero o mettono le proprietà immobiliari all’ombra di società di comodo non correranno mai alcun rischio. E’ portato a considerare veniali le sue colpe, anche quando ci sono, e sproporzionata la reazione della controparte.
Questo stato d’animo è aggravato, o forse addirittura determinato, dalla mancata percezione dell’interesse comune. La maggioranza degli italiani è convinta che le tasse riscosse da Equitalia non serviranno a pagare i servizi essenziali, ma a ingrassare i soliti noti, perciò vive l’evasione come una forma di autodifesa invece che come una diserzione sociale. In realtà i servizi, anche se pessimi, ci sono e ce ne stiamo accorgendo adesso che cominciano a scarseggiare. E ci sono anche gli evasori: quelli grandi, certo, ma pure i piccini, che la latitanza dei grandi non rende meno colpevoli.
Quando si parla di cartelle esattoriali ogni italiano diventa doppio. La sua parte A applaude all’irruzione delle Fiamme gialle negli alberghi di Cortina durante le festività natalizie, a caccia di ricconi esentasse. Ma la parte B solidarizza con gli abitanti di Cortina che dal prossimo Capodanno rischiano di perdere la clientela e quindi il lavoro. In genere questa parte B è particolarmente sviluppata quando l’azione invasiva dello Stato lambisce le nostre tasche. Quando invece tocca quelle degli altri, rifulge al massimo splendore la parte A. Una schizofrenia che raggiunge livelli di autentico interesse scientifico in una certa sinistra radicale a cui ha appena dato voce Beppe Grillo. Quella che invoca uno Stato cane lupo, da aizzare addosso agli evasori, tranne poi lamentarsi se il cane lupo Equitalia sbrana tutto ciò che fiuta.
interessante.
fa il paio con l'articolo di ieri sul corriere della sera in cui si faceva notare il silenzio della politica riguardo alle bombe contro equitalia (che è lo Stato italiano).
è lo stesso concetto spiegato da Gramellini: anche i politici hanno una strana schizofrenia per cui tutti devono pagare le tasse ma poi non hanno interesse a difendere chi porta avanti (anche con modi che possono essere rivedibili) questo "lavoro sporco".
ripper23 wrote:Sono ripetitivo, omrai entro nel topic solo per segnalare Rizzo e Stella, ma ogni volta rimango un po' piu' schifato della volta precedente.
che poi io mi immagino quanto siano limpide e trasparanti le procedure per essere assunti alla Camera e al Senato.
Quanlcuno ha informazioni in merito? Immagino funzionino tramite concorsi pubblici o c'e' dell'altro?