Non sono due-tre volte consecutive, ma due volte e basta. Leggo invece solo ora che è richiesto andare all'ASG due volte da titolare e con questo ha già molto più senso, visto che un paio di partecipazioni forzate da infortuni altrui sono una cosa, mentre due chiamate in quintetto ben altro. Diciamo che una sopravvalutazione potrebbe capitare solo in caso di giocatori ultraspettacolari... O cinesi!FletcherLynd wrote:in realtà gli incentivi vengono conteggiati contro al cap. se sono incentivi "prevedibilmente" raggiungibili vengono conteggiati addirittura prima ancora che siano raggiunti.
per quanto riguarda i premi individuali,è vero che seguono criteri opinabili,e che spesso su una singola stagione possono essere criticati,ma sul lungo periodo, per accumulare riconoscimenti individuali uno deve essere un giocatore di valore.
diventare allstar una volta puó essere casuale,ma andare all'ASG due-tre volte consecutive no. si puó tranquillamente dire che un giocatore del genere sia uno dei migliori della lega,anche senza sapere nient'altro.
e per converso,se uno gioca dieci anni nella lega e il massimo che riesce ad ottenere è,che so,un paio di terzi quintetti,lo si puó stimare quanto si vuole ma evidentemente non è sto gran fenomeno
Sul merito di tale onore per qualcuno che vince il premio di MVP c'è poco da dire, mentre si potrebbe criticare la divisione cosi netta del criterio. Mettiamo che lo scorso anno avesse vinto James o Howard: nulla avrebbe tolto una tale decisione alla stagione disputata da Rose, ma la regola avrebbe dovuto chiamarsi in un'altra maniera e Derrick non ne avrebbe usufruito! Qualcosa di meglio potevano pensarlo.
Il problema principale rimane quello dei quintetti, perché un paio di apparizioni in terzo quintetto in sei anni possono capitare anche a un giocatore che, per quanto bravo, non è una superstar o un uomo franchigia. Sopratutto se gioca in un ruolo carente di materiale come il reparto lunghi e dove, come spesso accade, centri e ali tendono a confondersi. Anche qui il problema possono essere giocatori che con la spettacolarità sembrano più di quel che sono (Vince Carter???) o qualche lungo in periodi di magra.
No, non concordo. Visto che è difficile raggiungere questi criteri, ogni giocatore che ci arriva ha il pieno diritto di reclamarli e lo farà senza ombra di dubbio alcuna. E una franchigia che non accontenta il giocatore a riguardo dovrebbe licenziare subito il proprio GM! La trattativa c'è solo formalmente, in realtà per me il processo è pressoché automatico: chi completa i criteri riceverà il max contract. Anzi, fosse per me avrebbe quasi più senso renderlo realmente automatico... Il caso di Miami per me è molto negativo: la pratica di superstar che si mettono d'accordo tra loro per prendere meno e giocare assieme dovrebbe essere scoraggiata, perché può sbilanciare in modo deleterio il sistema della lega. So che spesso si applaude a chi si abbassa il contratto per "vincere", ma una cosa è il veterano che vuole un altra possibilità di arrivare all'anello e prende qualcosa in meno a fine carriera, una cosa sono tre superstar conclamate che lo fanno (ops, scusate, due e mezzo...). Pensa che per me, se fosse possibile, istituirei una commissione che stabilisca la giusta fascia di stipendio ad ogni singolo giocatore!Ange86 wrote:In ogni caso stiamo parlando del massimo salariale. Visto che stiamo pur sempre parlando di una trattativa starà alla due parti venirsi incontro (vedi Bosh,LBJ,Wade e altri).
Diciamo che la regola ci sta come concetto e Rose e Durant hanno tutto il merito di ricevere questo onore, ma nel concreto della sua scrittura nel CBA potevano pensarla decisamente meglio.

