Quoto parola per parola.chinasky wrote:Io non amo i governi tecnici, ma chi oggi accusa questo di antidemocrazia sbaglia. In primis perché è noto che Berlusconi non abbia incassato la sfiducia a dicembre 2010 dopo essersi letteralmente comprato alcuni parlamentari (lo hanno dichiarato loro eh...) e quindi non proprio un gran principio democratico. In secondo luogo perché questo governo era immobilista da un anno e non si sarebbe mosso in alcuna direzione (3 finanziarie in un mese?). Come fece l'ultimo governo Prodi, con la differenza che qua i numeri c'erano ma si spingeva sempre dalla parte sbagliata. Un intervento del Colle si è reso praticamente obbligato anche se non è stato molto piacevole. Diversamente, però, il nostro premier avrebbe insistito sulle intercettazioni continuando a negare la crisi o a dire che era stata superata. O a dire che stiamo meglio dei tedeschi, dei francesi ecc... è il governo del tubo catodico e dello spot pubblicitario, lo è sempre stato. Sbaglia chi dice che nel 1996-98 il governo Prodi abbia fatto schifo, non è andato così male, i problemi sono ricominciati dopo con D'Alema e sono accresciuti con l'avvento definitivo del berlusconismo, fino ad allora macchietta della politica. Silvio ha preso in mano il potere nel 2001, è stato, in dieci anni, all'opposizione appena un anno e mezzo con numeri identici a quelli della maggioranza, ma non ha fatto nulla. Il dato di fatto è questo: nulla.
Io concordo con aza, parlare degli altri è troppo facile. Chi ha votato Silvio, ma anche chi non lo ha votato, dovrebbe giudicare il suo operato e non mettersi a blaterare su cosa sarà domani, cosa faranno gli altri, chi è tizio o chi è caio. Il giudizio è sull'operato concreto che è presente attualmente, ed è il vuoto. Oltre allo sputtanamento delle minime regole di rappresentanza politica e di etica istituzionale. Cazzate, se vogliamo, che però hanno un senso. La classe dirigente andrebbe cambiata? Certo, anche il popolo andrebbe cambiato, ma non si può. Quindi si cambia l'allenatore, per ora. Di più allo stato attuale non è possibile fare.
Facendo dietrologia e parlando dei governi degli ultimi 30 anni (roba vecchia, gli ultimi 10 anni sono una generazione politica, si poteva fare tantissimo), come si suol dire, giova ricordare che il debito pubblico diventa un problema durante il CAF, ove la C sta per Craxi ossia la sponda politica di Berlusconi, ossia il Silvio in politica senza presentarsi alle elezioni. Berlusconi ha sempre accusato quella classe dirigente che, di fatto, gli ha spianato la strada come imprenditore. Del resto molti suoi soci vanno in giro a dire che il debito pubblico è colpa di Berlinguer e Moro, così, giusto per spalar merda sugli ultimi due decenti che abbiamo avuto, che avevano a cuore lo stato e le istituzioni, con tutti i loro difetti, per carità. Perché quando sono un mediocre l'unico modo che ho per rivalutarmi è raccontare agli smemorati quanto fossero scadenti gli altri. Ed esaltare il craxismo, omettendo poi quali siano state le conseguenze di tutto ciò visto che tanto, anche quello, non lo ricorda nessuno.
I mercati andranno ancora male, la crisi ci sarà ancora, ma il leader dell'immobilismo e della pubblicità non c'è più. Non è vero che rimarrà questa maggioranza, c'è oggi, ma domani non è detto. Magari le Gelmini e le Carfagna ce le togliamo dalle palle. I falliti del craxismo come Sacconi e Brunetta anche. Hai visto mai... se rifacciamo la legge elettorale, che fa schifo persino a chi l'ha fatta ma che poi nulla ha fatto per cambiarla, può essere che 'sta gente non ci sia più.
Giova sottolineare come al popolo in festa a parte Di Pietro, che è un po' quello lì, non si siano visti politici del centro sinistra mangiare mortadelle o stappare champagne in parlamento. Giova ricordare che solo i cattolicissimi Formigoni e Santanchè mostrano il dito al popolo che li fischia, cosa mai accaduta con esponenti di altri partiti. Forse il tarlo non è solo Berlusconi no? Ma quello che ha creato e il sistema che ha difeso e finanziato, lacchè inclusi (oh, la Santanchè è quella che nel 2008 si è candidata con Storace attaccando Berlusconi ogni giorno per poi tornare al PDL il giorno dopo le elezioni). Un sistema clientelare e di autodifesa, di arroganza e supponenza, del resto nessuno di quelli al governo dal 2008 a oggi fa parte del patto costituzionale, quindi nulla mi stupisce.
Gli altri cosa faranno? Li giudicheremo al momento opportuno, hanno almeno 10 anni di governo di bonus prima di poter essere definiti esattamente come gli altri. Mi auguro che Monti faccia le scelte giuste ma ne dubito. Spero che a marzo, dopo la manovra e la legge elettorale, si dimetta e permetta agli italiani di esprimersi. Diversamente, nel 2013, vincerebbe di nuovo la destra attuale e noi saremmo nulla di fronte
all'Europa occidentale.
E' stata sconvolgente, in questi ultimi giorni (e settimane e mesi, per guardare solo all'ultimo esecutivo), la convinzione di Berlusconi che fosse tutto a posto (come Hitler nel bunker che continuava a dare ordini). Ma il mondo intero ci sta osservando, non siamo la "piccola" Grecia, siamo l'Italia e siamo in una crisi economica profondissima. Non possiamo andare in default. Ma per evitarlo dobbiamo sudare sangue (ogni italiano, ognuno, compresi i neonati, dovrebbe tirare fuori così, sull'unghia, domani mattina, circa 6000 euro solo per rientrare al 100% di debito).
Ma lui se ne va a Cannes al G20 a dire che i ristoranti italiani sono pieni; un commento vergognoso, stupido, arrogante, irriverente. Offensivo per chi non può davvero permettersi di andare a cena fuori, ed offensivo per quei ristoratori che stanno chiudendo a causa della crisi. Gli altri leader mondiali lo hanno guardato come fosse un pazzo.
Ma lui non se ne rende conto. Continua con la sua demagogia. Vede nemici ovunque, colpevoli ovunque, addirittura nei media che lo boicottano, ma dei quali è spesso il proprietario. Se davvero amasse l'America come dice, metterebbe in atto anche il fatto che quando un leader politico perde, in America, se ne va senza far troppa cagnara.
Nel '94, nel video della sua epica «discesa in campo», Berlusconi magnificava l'Italia come «il Paese che amo». Diciassette anni dopo, captato in un'intercettazione telefonica, lo stesso Berlusconi non seppe frenare il rassegnato disgusto per l'Italia «Paese di merda».
Beh, se davvero crede che lo siamo - e un po' lo siamo visto che lo abbiamo eletto non una, non due, ma ben tre volte - se ne vada, scompaia per sempre, lasci lavorare noi, la spaleremo via.





