Kratòs wrote:DODO29186 wrote:La sfida è evitare che ci siano violazioni sistematiche delle regole da parte di chi ha mezzi economici esageratamente superiori agli altri.
Sul resto capisco e magari potrei anche essere d'accordo, ma qui vorrei degli esempi per capire di che cosa parli...
Intendo semplicemente il fatto che chi ha soldi può sfondare ignominiosamente il tetto salariale grazie alle eccezioni. Niente di illegale, per carità, ma se le contender sono quasi sempre 20 milioni sopra il limite viene da chiedersi a cosa serve questo cap!
Nas wrote:
Beh fai solo il nome dei lakers ma pure i mavs quanto hanno speso prima di vincere un titolo?boston?
Per non parlare della mia ny che spendeva più di tutte per andare in lotteria,quindi non vedo il perchè di tutto questo accanimento verso LA nonostante non me ne frega niente di prendere le loro difese
DODO29186 wrote:
Adesso so che
con questo esempio
mi attirerò le ire di tutti i gialloviola presenti nel forum [...]
Dicesi esempio: ciò che costituisce un caso significativo rispetto ad una categoria. I Lakers rispondono a questa definizione e forse ne sono il caso più significativo. Avrebbero potuto rispondervi anche i Mavs o altre squadre? Si, ma non vedo perché avrei dovuto riportare ogni singolo caso!
NY se vogliamo è stato un esempio ancora peggiore: una gestione pessima unita ad una quantità di soldi indecente. Se la stessa gestione ci fosse stata in una qualunque altra franchigia, esclusi i 4-5 mercati più grandi, sicuramente il proprietario sarebbe stato costretto a vendere e poiché non ci sarebbe stato alcun acquirente avremmo avuto un'altra squadra commissariata e senza prospettive. A NY invece hanno semplicemente aspettato che scadessero tutti i contratto osceni di Thomas e hanno ricominciato ad aprire il portafogli, ma con più senno. Se non altro qualcosa hanno imparato!
Se si vuole veramente premiare le gestioni virtuose è necessario un sistema che le favorisca, dire che chi gestisce bene sopravviverà indipendentemente da tutto e tutti e chi fallisce non lo fa a causa di meno soldi ma per colpe proprie è una clamorosa cazzata!
Toni Monroe wrote:@DODO
Il fatto di spendere tantissimo per essere ai vertici, come difetto da sanare non mi trova del tutto d'accordo. C'è stato chi ha speso tantissimo e non ha vinto una mazza, c'è stato chi ha regalato contratti assurdi a giocatori che non hanno spostato neanche l'armadietto in spogliatoio, se qualcuno ha speso tanto e ne ha davvero tratto dei vantaggi, amen, ma additare quelli che hanno vinto come il male è pretestuoso, nonostante sia davvero criticabile chi spende a capocchia. Al limite bisognerebbe impedire che ci siano scambi discutibili come quello che ha portato Gasol ai Lakers ma non so in che modo si potrebbe fare e mi son perso come adesso stiano pensando di risolvere la cosa.
Quando poi parli di distruibuire meglio il talento davvero non ho capito in che modo questo aumenti la competitività. Voglio dire: distribuirlo meglio in che consisterebbe? Su quante squadre sarebbe da distribuire questo talento? Perché se prendiamo 30 squadre allora siamo rovinati, avremo uno spettacolo peggiore, secondo me, solo con una minor concentrazione di talento in pochi team. Fammi degli esempi per capire cosa intendi? Mai più big three da nessuna parte? Neanche una coppia?

Il discorso è molto ampio:
1- Nella NBA recente il rapporto soldi-vittorie è sempre stato indissolubile: non tutti quelli che hanno speso hanno vinto (E ci mancherebbe altro! Anche perché ogni anno vince uno solo...), ma tra quelli che non hanno speso non ha mai vinto nessuno e questo già mi sembra un dato importante. Oltre a questo aggiungiamoci che la maggior parte delle contender sono abbondantemente sopra il cap e le uniche eccezioni sono Bulls e Thunder, ma è una situazione temporanea dovuta ad un anno di transizione, al roster insolitamente giovane e del resto è risaputo che coi giovani stringi e stringi all'anello non ci arrivi. Visto che la NBA ha come sua prerogativa (almeno teorica) un'alta competitività garantita da un sistema di regole, mi chiedo il senso di tale sistema se continuano a proliferare eccezioni per aggirare le regole stesse. Queste eccezioni ovviamente richiedono un esborso economico che non tutti possono permettersi, o meglio, chiunque può entrare in luxury di 20 milioni, ma al di fuori delle franchigie più ricche che possono permettersi di spendere per provarci anni ed anni, le altre se sfondano il cap e non arrivano in fondo, sono destinate ad entrare in crisi economica e quindi a dover rinunciare nel competere alla pari con le altre. Questo è un aspetto su cui bisogna riflettere.
2- I Lakers li ho presi come esempio paradigmatico e per quanto riguarda il caso Gasol non saprei come evitare queste trade. Ma magari togliendo le eccezioni, le S&T e limitando le trade stesse in base al salary cap, si costruirebbe un contorno senz'altro più equo, dove i grandi mercati, che hanno il potere di attirare più star, poi devono fare i conti con un tetto che impedisce di aggiungerci tutte le pedine necessarie ad arrivare sistematicamente a giocarsi il titolo e dunque non possono più contare interamente sul portafogli, ma devono abbinarlo sempre più spesso ad una buona gestione.
3- Sulla distribuzione del talento intendo questo: rendere difficile l'aggregazione artificiale di superstar mediante la free agency spostando sulla gestione a lungo termine e valorizzazione del talento già presente nella lega. Cerco di farmi capire. Per quanto riguarda il primo punto bisogna innanzitutto partire dal draft. Se uno drafta bene ha tutto il diritto di assemblare uno squadrone, perché li è indubbio che sia questione di merito, oltre che di fortuna (ma quella serve sempre). Non mi piace invece che il danaro abbia il potere di farlo quasi da solo. Se si è costretti a passare dal draft allora si che la questione della gestione virtuosa di una franchigia risulta fondamentale! D'altro canto è vero che il talento nella lega è un bene scarso, ma il suo contenuto è variabile, infatti molto spesso parliamo di talenti potenziali e talenti sprecati. Qual'è la questione sotto questo aspetto? Che molti giocatori una volta ricevuto un buon contratto o si siedono sugli allori o impazziscono sotto il peso del danaro, penalizzando il talento totale presente nella lega. Di giocatori talentuosi il mondo ne è pieno, di giocatori talentuosi che si applicano per migliorare ne si trovano molti meno. Per questo come unica soluzione vedo la penalizzazione della classe media NBA: contratti molto alti solo alle star, contratti medi ai giocatori fondamentali ma non star e contratti visibilmente più bassi a tutti gli altri. Oltre a questo i contratti devono essere brevi, affinché il suddetto merito debba essere misurato e non si possa vivere di rendita. Il tuo contratto ti sta stretto? Allora vai in palestra ogni giorno, smetti di mangiare da McDonald e ti dai una disciplina degna di uno sportivo per valorizzare al massimo il tuo valore. Non sei ancora soddisfatto? Amen, la NBA mica è un'associazione di beneficenza! Inutile dire che il cap è fondamentale in questo scenario.
Ormai quello che è fatto è fatto, ma mettere delle regole oggi che avranno effetto domani mi sembra sacrosanto!