Sugli ultimi post: vero che in un mercato è impensabile che squadre gestite male possano, dopo ripetuti errori, chiudere all'attivo. Però ci sono anche una serie di regole che ti costringono a rischiare, anche quando non vorresti.
Prendiamo il caso dei Magic e Lewis: il giocatore è FA, lo firmi via sign n' trade ad una cifra spropositata di 118 x 6 anni, un po' per paura che lo prendesse un altro, un po' per grossolana sopravvalutazione. Però quello stesso soggetto risulta perfetto per il sistema e ti porta il primo anno (2007-2008) a 52 vittorie e al 2° turno di PO, la stagione successiva (2008-2009) le W sono 59 e si arriva sino alle Finals, con Lewis sempre protagonista. Fino a qui tutti d'accordo che fosse strapagato, ma sembrava il classico all star a cui devi dare più del dovuto se vuoi provare a vincere, in quanto giocatore perfetto per la squadra. Poi nella stagione 2009-2010 inizia a calare (come anche il suo minutaggio), ma è sempre un signor giocatore, tanto che i Magic registrano nuovamente 59 vittorie raggiungendo le ECF dove saranno sconfitti da una squadra semplicemente troppo forte. Infine al 4° anno con la maglia di Disneyworld (2010-2011) arrivano i problemi seri: infortuni e sopratutto la sospensione per doping (e se arriva un tale provvedimento nella NBA significa che ci hai dato dentro pesantemente!) che portano ad un brusco calo di rendimento. Da quel momento l'uomo della provvidenza degli anni passati si trasforma in un peso insostenibile, addirittura peggior contratto della lega, tanto da essere scambiato per un albatross di pari dimensioni. Colpe dei Magic ci sono sicuramente, ma gravi sono anche quelle del sistema. Quali? I sei anni di contratto garantiti ad esempio, il fatto che, nonostante il doping, i soldi gli siano dovuti per tutta la durata del contratto e il fatto stesso che si potesse dare tutti quei danari (e per cosi a lungo) tramite la firma in sign'n trade. Orlando ha sbagliato, ma lo ha fatto in maniera cosi rovinosa perché il sistema lo consentiva e anzi a volte arriva a costringerti a farlo. Del resto cosa si può obiettare dei primi 3 anni di Lewis se non un contratto si eccessivo, ma per un giocatore all star assolutamente funzionale al sistema?
Caso Joe Johnsons - Atlanta. Una squadra può scegliere se perdere la sua star senza nulla in cambio (e senza la possibilità di modificare in modo sensibile il roster migliorandolo) o strapagarla, la scelta per ogni squadra con un minimo di ambizione è ovvia: accontenti il giocatore e cedi alle richieste, semplicemente perché con lui sei decisamente meglio che senza di lui! Il problema qui è ancora una volta l'ammontare di denaro e la durata del contratto, se entrambe fossero limitate, limitato sarebbe anche il danno da una tale firma, cosi come in presenza di un hard cap un ricatto simile semplicemente non potrebbe funzionare. Già si sa che Joe Johnson diventerò l'albatross più grande della lega verso gli ultimi anni, ma cos'avrebbe potuto fare Atlanta? Lo lasci andare per farti i solito giretto ai PO senza ambizioni e poi uscire al primo turno 4-0? E poi chi li sente Horford e J-Smoove quando vengono a chiederti perché hai lasciato andare un giocatore essenziale e iniziano a dubitare seriamente del progetto?
La soluzione migliore è palesemente modificare il sistema! Ma se non lo si vuole fare (e i giocatori sono estremamente conservativi a riguardo) l'unico modo per mantenere la stabilità della lega è quello di garantire più soldi agli owner, di modo che non debbano rischiare il fallimento per ogni errore. Questo si fa sia tramite revenue sharing che BRI, ma mentre il primo è solo una redistribuzione, lo spostamento della percentuale sono nuove entrate. Va da se poi che incrementando il BRI degli owners diminuiscono i soldi che vanno ai giocatori e in conseguenza anche quelli reali dei contratti-albatross, garantendo una maggiore stabilità al sistema. Ciò non consentirebbe certo ad ogni singolo proprietario di gestire malissimo la propria franchigia e trarne profitto, ma neanche obbligherebbe gli owner delle città meno quotate a dover tremare ad ogni contratto da star dato!
La questione "sportiva" dunque rimane inscindibilmente legata a quella finanziaria: condizioni economiche più eque portano ad una lega stessa più equa e quindi più competitiva. Ad oggi la posizione dei giocatori non va in questa direzione, loro puntano a mantenere i loro privilegi sulla base dell'assunto "gli owner per la loro incapacità ci stanno impedendo di giocare" e guardano quindi all'oggi: riprendere a calcare il parquet il prima possibile senza pensare al sistema nel suo insieme. Dall'altra parte Stern e i proprietari guardano alla lega oggi, domani e dopodomani, sapendo benissimo cos'è accaduto nel passato. Ovvio che lo fanno per interesse personale, ma il caso vuole che competitività e buona salute della lega passino attraverso questo loro interesse, a differenza di ciò che accade per quello dei giocatori.





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