saints68 wrote:
Mah,pure io qualche dubbio ce l'ho.
Tra i tanti QB "simil Young"che vedo in NCAA l'unico che "ce l'ha fatta" e lui,dunque un motivo ci sara'.
Puo' essere che Pryor sia sopra la media e "arrivi"anche lui,pero' ho parecchi dubbi...
E' questo il punto. Tu dici, sono tutti "simil Young" ma solo Young ce l'ha fatta. La differenza sostanziale fra i "simil Young" e Vince Young è il fatto che Young non aveva bisogno di correre per rendere effettivo il suo gioco. Poteva correre, non doveva. Urban Meyer, Rich Rodriguez o molti altri, basano i loro schemi sulla corsa, dicendo per farla breve al proprio quarterback che solitamente ama correre di correre. Pryor è nella stessa situazione nel "non deve, ma può" di Young, ma con la differenza che il secondo lo faceva dallo shotgun nella zone-read, Pryor lo fa in un pro-style offense, leggendo le difese prendendo palla dal centro. Caso forse unico. Pryor usa il suo atletismo come estensione del suo gioco sulla linea di scrimmage, correndo solo ed esclusivamente quando le difese gli concedono spazio. Non ci sono giochi sistematici disegnati per lui come succede nella zone-read, non che ad Ohio State non ce ne siano eh ma sono relativamente pochi, ma corse che lui stesso seleziona a seconda delle situazioni (terzi down, primi down decisivi, grossi guadagni etc).
Il Pryor di oggi è lontanissimo dal Pryor true-freshman e in due anni i miglioramenti sono stati netti. Inoltre, c'è da dire una cosa, che forse molti danno per scontato e non sempre ne tengono conto quando lo si valuta. Pryor veniva da un livello di high-school inferiore, Class AA in Pennsylvania ed arrivò al campus di Columbus solo a giugno, perdendosi 6 mesi di lavoro di preparazione, finendo non solo in squadra da subito, ma titolare dopo 2 settimane. L'impatto è stato inevitabilmente tortuoso, magari con un redshirt (come Young) oggi si avrebbe un livello diverso e forse più alto.
In ogni caso, è migliorato tantissimo rispetto alla prima versione, molto più sicurezza nella tasca, velocità di lettura delle difese e movimento dei piedi. Nel braccio ha un cannone e ha imparato anche ad usarlo, lanci profondi che oggi sono on the money due anni fa Pryor se li sognava. Anche nella stessa preparazione al gioco profondo, la sua sicurezza nel leggere e creare è facilmente percepibile. Non altrettanto si può dire del suo gioco intermedio, dove ha problemi sia nel tocco che nel posizionamento. Probabilmente questo è anche frutto delle sue periferiche fisiche, in ogni caso la sua efficacia sul corto è mediamente decente. Alcune volte è preciso, altre lancia troppo basso, altre rischia l'intercetto o in altre ancora è salvato dal ricevitore. Insomma, il rapporto è 1/1, dove ad una giocata positiva ne segue una pessima e con pessima non intendo necessariamente un turnover ma anche ad una giocata semplicemente pericolosa. Non gli si chiede certo di diventare come Brees, ci mancherebbe, però qualora dovesse aumentare la sua precisione nel range intermedio/corto potrebbe dare al suo gioco una dimensione più completa. Tralasciando le specifiche fisiche, perfette (6-6, 235, 4.37 sulle 40) ha bisogno di un grande junior year (tutti i pro style quarterback sono migliorati terribilmente al terzo anno, vedi Stafford, Clausen, lo stesso Troy Smith, etc) non solo in termini di numeri ma sopratutto nello sviluppo del gioco. Deve dimostrare di non avere solo il braccione, ma anche di saper essere preciso, così come deve saper dimostrare di giocare di anticipo e non solamente lanciare ad un ricevitore libero o a Posey in man-to-man. Se migliora nel classico footwork (dopo spring game e due partite di campionato, potremmo già dire che i miglioramenti ci sono...) e nella sua abilità come decision maker (work in progress, ma dopo Rose Bowl e Miami non ci si può lamentare più di tanto) non solo farà un grande 2010 ma non ci sarà alcun motivo per pensare che non possa diventare un quarterback NFL ed essere scelto, anche in virtù delle caratteristiche fisico-atletiche impressionanti, abbastanza presto.