Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

La gente vuole solo il goal
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doc G
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by doc G »

shaq2002 wrote: quindi esattamente quello che serviva per il biglietto nominale: nome, cognome e faccia all'ingresso, con documento che prova la corrispondenza.
I tifosi in determinate circostanze si coprivano il volto prima e se lo coprono pure ora, anche perchè generalmente queste circostanze si verificano sempre all'esterno dello stadio, dove non c'è bisogno di mostrare biglietti o tessere per accedervi. E soprattutto può parteciparvi qualsiasi criminale, indipendentemente dal nulla-osta della questura :D
intendiamoci, io non faccio la guerra alla tessera del tifoso ne a chi la sottoscrive, ritengo però sia uno strumento inutile.......
Sulla differenza col biglietto nominale mi riesprimo per l'ultima volta, altrimenti diventerei tedioso.
Fino a pochi anni fa le banche davano prestiti con la presentazione di carta di identità, codice fiscale, buste paga. Alla fine un numero considerevole di prestiti erano erogati a persone fasulle.
Oggi le banche chiedono oltre a queste cose, necessarie per l'istruttoria, il contratto di lavoro, numero di telefono fisso di casa (di un vicino se non posseduto) e del datore di lavoro (e non si possono dare orari, chiamano quando cavolo gli pare), numero di cellulare, cud, denuncia dei redditi, iscrizione INAIL, bollette di telefono, acqua e gas (molte banche una sola, a dire il vero), certificato contestuale (con residenza, stato di famiglia e cittadinanza), se sei sposato certificato di matrimonio e certificato di regime matrimoniale, se il regime è la comunione gli stessi documenti anche di tua moglie.
Non lo fanno per cacciare via i clienti, ma perchè altrimenti non sono in grado di fare i controlli del caso e non riescono a garantire che la persona cui danno un prestito sia effettivamente quella che dichiara di essere.
Chiaro che le persone normali vanno con il proprio documento, ma i criminali no.
Non so quanti siano i criminali fra i tifosi, non provo nemmeno ad immaginarlo, ma se non riusciva una banca in due settimane a fare i controlli anagrafici necessari ad essere sicuri dell'identità di una persona, figurati se può farlo un bigliettaio in pochi minuti.
Sberl wrote: Se mi dessero la possibilità di comprarmi il biglietto comodamente seduto a casa semplicemente online sarei più che felice. E non credo possano rendere obbligatorio acquistare il biglietto e pagarlo solo con la tessera. Purtroppo però, non mi stupirei se potessero (e sarebbe una cosa scandalosa).
Sorvolando su ogni commento, quanto sei disposto a scommettere che questo sarà il prossimo passo?
Io direi che una scommessa simile non sarebbe quotata.
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lele_warriors
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by lele_warriors »

doc G wrote:
Oggi le banche chiedono oltre a queste cose, necessarie per l'istruttoria, il contratto di lavoro, numero di telefono fisso di casa (di un vicino se non posseduto) e del datore di lavoro (e non si possono dare orari, chiamano quando cavolo gli pare), numero di cellulare, cud, denuncia dei redditi, iscrizione INAIL, bollette di telefono, acqua e gas (molte banche una sola, a dire il vero), certificato contestuale (con residenza, stato di famiglia e cittadinanza), se sei sposato certificato di matrimonio e certificato di regime matrimoniale, se il regime è la comunione gli stessi documenti anche di tua moglie.
sarò io fortunato ma per il mio mutuo metà di queste cose non le ho mai date  :gazza:
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Sberl
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Sberl »

doc G wrote: Sorvolando su ogni commento, quanto sei disposto a scommettere che questo sarà il prossimo passo?
Io direi che una scommessa simile non sarebbe quotata.
Eh, è la mia paura. Sarebbe allo stesso tempo un passo avanti (il fatto di potersi comprare i biglietti online) e un'enorme cazzata (vincolarlo al pagamento tramite tessera del tifoso). Io ho sempre più la percezione che non sappiano che pesci pigliare e che stiano facendo tutto in maniera estremamente approssimativa a dir poco.
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by andreaR »

io so solo che sabato vado a viadana a vedere aironi rugby - ulster in mezzo a italiani e irlandesi, rigorosamente mischiati e non divisi da gabbie e gabbiotti con una buona percentuale di sbronzi, fra gli irlandesi forse arriviamo al 99% con gli italiani che si faranno rispettare, non ditelo a maroni però che sennò è un casino  :D
da francilive » 10 ago 2012, 17:20

grande rissa, cosi!!!! giu' mazzate, spaccagli il culo!!!
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by shaq2002 »

doc G wrote: Sulla differenza col biglietto nominale mi riesprimo per l'ultima volta, altrimenti diventerei tedioso.
Fino a pochi anni fa le banche davano prestiti con la presentazione di carta di identità, codice fiscale, buste paga. Alla fine un numero considerevole di prestiti erano erogati a persone fasulle.
Oggi le banche chiedono oltre a queste cose, necessarie per l'istruttoria, il contratto di lavoro, numero di telefono fisso di casa (di un vicino se non posseduto) e del datore di lavoro (e non si possono dare orari, chiamano quando cavolo gli pare), numero di cellulare, cud, denuncia dei redditi, iscrizione INAIL, bollette di telefono, acqua e gas (molte banche una sola, a dire il vero), certificato contestuale (con residenza, stato di famiglia e cittadinanza), se sei sposato certificato di matrimonio e certificato di regime matrimoniale, se il regime è la comunione gli stessi documenti anche di tua moglie.
Non lo fanno per cacciare via i clienti, ma perchè altrimenti non sono in grado di fare i controlli del caso e non riescono a garantire che la persona cui danno un prestito sia effettivamente quella che dichiara di essere.
Chiaro che le persone normali vanno con il proprio documento, ma i criminali no.
Non so quanti siano i criminali fra i tifosi, non provo nemmeno ad immaginarlo, ma se non riusciva una banca in due settimane a fare i controlli anagrafici necessari ad essere sicuri dell'identità di una persona, figurati se può farlo un bigliettaio in pochi minuti.
ma tu ti rendi conto vero che si sta parlando di un semplice ingresso in uno stadio? no perchè io posso anche arrivare a parlare delle banche, delle assicurazioni, delle finanziarie, ecc..., ma ogni tanto è bene ricordare che sempre di un entrata in uno stadio si sta parlando...
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Sberl »

shaq2002 wrote: ma tu ti rendi conto vero che si sta parlando di un semplice ingresso in uno stadio? no perchè io posso anche arrivare a parlare delle banche, delle assicurazioni, delle finanziarie, ecc..., ma ogni tanto è bene ricordare che sempre di un entrata in uno stadio si sta parlando...
Ribadisco che sono contro la tessera del tifoso così come è concepita e realizzata, ma se è per questo vengo identificato ogni volta che prenoto al cinema (ci vuole la tessera nominativa per prenotare...non è un controllo così stretto, ma è pur sempre un controllo). Resto sempre dell'idea che nessuno ai piani alti ha voglia veramente di capire come stanno effettivamente le cose per assistere ad uno spettacolo sportivo, in che condizioni dobbiamo assistervi (cosa a mio parere fondamentale!!!) e la trafila da fare che è assurda. Resto quindi del pensiero che sia una cosa fatta tanto per fare, come si suol dire...alla carlona. Fatta più per scena che per altro. E i disagi ricardono sullo spettatore medio.
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Gerry Donato
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Gerry Donato »

Bounce wrote: Purtroppo Gerry l'immunità alle leggi riguarda ben altro (oltre) che il mondo ultras e non lo definirei quindi "specifico".

Io credo che lo Stato abbia GIA' tutti i mezzi necessari per garantire la mia sicurezza allo Stadio (mezzi che non vuole utilizzare si intende..) e non considero l'essere schedato come un valore.

Se poi ci vogliamo raccontare che le Questure non sanno chi sono i veri delinquenti facciamo pure.
I mezzi e le leggi ci sono già.
Di sicuro siamo vittime del gioco dei carrarmatini di Marghe, subendo interessi trasversali che nemmeno possiamo concepire.
Ma che lo Stato abbia convenienza a non garantire la nostra sicurezza allo stadio mi suona complessa.

Il problema è molto più serio di quanto si pensa per un semplice fatto: è sociale e culturale.
Il male è alla radice. In una scuola che nemmeno in Botswana. Nell'assenza totale di Educazione Civica. Nell'impossibilità di far fare scelte a certa gente, che trova improvvisa identità e ragione di vita in una forma di teppismo autoreferenziale e quasi inconscio, radicato ed esteso nel calcio più che in altri sport per meri motivi storici e quantitativi.

Il problema poi si manifesta con il branco, lo sfogo, l'ideologia, la missione, l'odio, la cattiveria, la reciproca esaltazione, il gruppo che rende forti, l'unione, il rifiuto delle regole, la consapevolezza di questa potenza illimitata che ti permette di essere violento perché (forse) nessuno ti ferma e se ti ferma è "Stato bastardo ladro", il non aver nulla da perdere, il mettersi in mostra con la violenza per acquistare fama, la gara a chi è più violento, il poliziotto che mena senza motivo, il giornalista boia asservito ai poteri.

Tutto ciò, e torno al quote, è sia causa che effetto dell'incazzatura di tutti i giorni verso precariato, disoccupazione, mutui da pagare, costo della vita, sanità che non funziona, politici indecenti, "Stato bastardo ladro", banche nemiche. E mettiamoci pure il poco sesso.

Ma l'ultras non può capire tutto questo, perché non ha gli strumenti per farlo e vive all'interno di quella situazione. Ed infatti afferma garrulo che "noi non possiamo capire la mentalità ultras, bisogna vivere la curva per poter parlare" ed altre amenità simili, di cui è realmente convinto.

Tessera del tifoso? Secondo me non del tutto, ma posso anche ammettere sia sostanzialmente inutile.
Lo è perché non muta la condizione sociale e culturale del tifoso irrequieto, ma anzi ne accentua la diffidenza verso pretestuose schedature fasciste.

Bisogna invece rimuovere le cause economiche e sociali che comportano il senso di svilimento e di frustrazione nell’uomo moderno. Mission impossible nello strato culturale italiano, più facile solo se tutti i danesi si trasferissero di colpo da noi.

Se il governo assicurasse "posto di lavoro a tempo indeterminato e più figa per tutti" a chi non fa incidenti, già cambierebbe qualcosa.
Last edited by Gerry Donato on 09/09/2010, 2:56, edited 1 time in total.
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Toni Monroe »

Mi son letto le ultime 4 pagine ed ho trovato spunti interessanti e di buon senso in molti post, anche contrastanti tra loro, per le tesi sostenute;  nell'ultimo di Gerry ho trovato un accenno a quello che penso io in merito: c'è una componente culturale che è trasversale al buon senso di molte posizioni. In ogni ambito è difficile e complicato intervenire perché la volontà di sfruttare ogni possibile cavillo per raggiungere il proprio scopo -quale che sia- esula da ciò che 'comunemente' si pensa 'giusto'. Faccio notare che quest'ultima affermazione si può intendere in modo ambiguo come riferita sia all'ultrà cattivo che al poliziotto -presunto- buono o a chi buono lo sia incontestabilmente (tifoso o poliziotto) :D

C'è sempre stato quello che rifiuta di farsi inquadrare, di sottostare a delle regole e c'è sempre stato chi non ritiene sia possibile concedere 'tutto a tutti' e tutti ci troviamo nei casini quando gli estremisti di entrambi questi fronti distorcono la realtà a proprio beneficio. Ma si torna al fatto che a un certo momento l'oggettività lascia il posto ad uno scontro di filosofie (o di punti di vista o di quello che vogliamo) e -verrebbe quasi da dire- purtroppo in molti casi da tutti i contendenti vengono avanzate tesi perfettamente ragionevoli, solo che queste sono cucite con rara arte retorico-sartoriale su un tessuto che pretendono di spacciare come l'unico che si dovrebbe voler indossare. Amen, è così che va. :D
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theref86
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by theref86 »

Gerry Donato wrote: Di sicuro siamo vittime del gioco dei carrarmatini di Marghe, subendo interessi trasversali che nemmeno possiamo concepire.
Ma che lo Stato abbia convenienza a non garantire la nostra sicurezza allo stadio mi suona complessa.

Il problema è molto più serio di quanto si pensa per un semplice fatto: è sociale e culturale.
Il male è alla radice. In una scuola che nemmeno in Botswana. Nell'assenza totale di Educazione Civica. Nell'impossibilità di far fare scelte a certa gente, che trova improvvisa identità e ragione di vita in una forma di teppismo autoreferenziale e quasi inconscio, radicato ed esteso nel calcio più che in altri sport per meri motivi storici e quantitativi.

Il problema poi si manifesta con il branco, lo sfogo, l'ideologia, la missione, l'odio, la cattiveria, la reciproca esaltazione, il gruppo che rende forti, l'unione, il rifiuto delle regole, la consapevolezza di questa potenza illimitata che ti permette di essere violento perché (forse) nessuno ti ferma e se ti ferma è "Stato bastardo ladro", il non aver nulla da perdere, il mettersi in mostra con la violenza per acquistare fama, la gara a chi è più violento, il poliziotto che mena senza motivo, il giornalista boia asservito ai poteri.

Tutto ciò, e torno al quote, è sia causa che effetto dell'incazzatura di tutti i giorni verso precariato, disoccupazione, mutui da pagare, costo della vita, sanità che non funziona, politici indecenti, "Stato bastardo ladro", banche nemiche. E mettiamoci pure il poco sesso.

Ma l'ultras non può capire tutto questo, perché non ha gli strumenti per farlo e vive all'interno di quella situazione. Ed infatti afferma garrulo che "noi non possiamo capire la mentalità ultras, bisogna vivere la curva per poter parlare" ed altre amenità simili, di cui è realmente convinto.

Tessera del tifoso? Secondo me non del tutto, ma posso anche ammettere sia sostanzialmente inutile.
Lo è perché non muta la condizione sociale e culturale del tifoso irrequieto, ma anzi ne accentua la diffidenza verso pretestuose schedature fasciste.

Bisogna invece rimuovere le cause economiche e sociali che comportano il senso di svilimento e di frustrazione nell’uomo moderno. Mission impossible nello strato culturale italiano, più facile solo se tutti i danesi si trasferissero di colpo da noi.

Se il governo assicurasse "posto di lavoro a tempo indeterminato e più figa per tutti" a chi non fa incidenti, già cambierebbe qualcosa.

Post da premio Pulitzer... :notworthy: :notworthy: :notworthy:

Come sintetizzare con uno stile al solito incredibile...il pensiero di molti e inquadrando la situazione con pungente realismo e una punta di ironia.
Manu Ginobili
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Manu Ginobili »

Gerry Donato wrote: Di sicuro siamo vittime del gioco dei carrarmatini di Marghe, subendo interessi trasversali che nemmeno possiamo concepire.
Ma che lo Stato abbia convenienza a non garantire la nostra sicurezza allo stadio mi suona complessa.

Il problema è molto più serio di quanto si pensa per un semplice fatto: è sociale e culturale.
Il male è alla radice. In una scuola che nemmeno in Botswana. Nell'assenza totale di Educazione Civica. Nell'impossibilità di far fare scelte a certa gente, che trova improvvisa identità e ragione di vita in una forma di teppismo autoreferenziale e quasi inconscio, radicato ed esteso nel calcio più che in altri sport per meri motivi storici e quantitativi.

Il problema poi si manifesta con il branco, lo sfogo, l'ideologia, la missione, l'odio, la cattiveria, la reciproca esaltazione, il gruppo che rende forti, l'unione, il rifiuto delle regole, la consapevolezza di questa potenza illimitata che ti permette di essere violento perché (forse) nessuno ti ferma e se ti ferma è "Stato bastardo ladro", il non aver nulla da perdere, il mettersi in mostra con la violenza per acquistare fama, la gara a chi è più violento, il poliziotto che mena senza motivo, il giornalista boia asservito ai poteri.

Tutto ciò, e torno al quote, è sia causa che effetto dell'incazzatura di tutti i giorni verso precariato, disoccupazione, mutui da pagare, costo della vita, sanità che non funziona, politici indecenti, "Stato bastardo ladro", banche nemiche. E mettiamoci pure il poco sesso.

Ma l'ultras non può capire tutto questo, perché non ha gli strumenti per farlo e vive all'interno di quella situazione. Ed infatti afferma garrulo che "noi non possiamo capire la mentalità ultras, bisogna vivere la curva per poter parlare" ed altre amenità simili, di cui è realmente convinto.

Tessera del tifoso? Secondo me non del tutto, ma posso anche ammettere sia sostanzialmente inutile.
Lo è perché non muta la condizione sociale e culturale del tifoso irrequieto, ma anzi ne accentua la diffidenza verso pretestuose schedature fasciste.

Bisogna invece rimuovere le cause economiche e sociali che comportano il senso di svilimento e di frustrazione nell’uomo moderno. Mission impossible nello strato culturale italiano, più facile solo se tutti i danesi si trasferissero di colpo da noi.

Se il governo assicurasse "posto di lavoro a tempo indeterminato e più figa per tutti" a chi non fa incidenti, già cambierebbe qualcosa.
peggior post dell'anno (cit.)
BAZINGA
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Pur non essendoci prove di violazione dell`articolo 6, tuttavia c`erano avvenimenti che non ci hanno lasciato tranquilli (Sandulli)

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lele_warriors
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by lele_warriors »

Manu Ginobili wrote: peggior post dell'anno (cit.)
BAZINGA
i tuoi post sono in nettissimo miglioramento  :lol2:

continua così che magari fra 10 anni collegherai,se dio vuole, il cervello e leggeremo qualcosa di vagamente intelligente  :naughty:

scrivimi nuovamente anche i tuoi soliti motti,in questa pagina non sono presenti,ed è una grave mancanza  :gazza:
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Manu Ginobili
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Manu Ginobili »

lele_warriors wrote: i tuoi post sono in nettissimo miglioramento  :lol2:

continua così che magari fra 10 anni collegherai,se dio vuole, il cervello e leggeremo qualcosa di vagamente intelligente  :naughty:

scrivimi nuovamente anche i tuoi soliti motti,in questa pagina non sono presenti,ed è una grave mancanza  :gazza:
non è più il forum dei vostri padri, decisamente
ad ogni modo non sono motti miei, ma dei tuoi eroi curvaioli. mi limito solo a riportarli.
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Pur non essendoci prove di violazione dell`articolo 6, tuttavia c`erano avvenimenti che non ci hanno lasciato tranquilli (Sandulli)

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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Bounce »

Gerry Donato wrote: Di sicuro siamo vittime del gioco dei carrarmatini di Marghe, subendo interessi trasversali che nemmeno possiamo concepire.
Ma che lo Stato abbia convenienza a non garantire la nostra sicurezza allo stadio mi suona complessa.

Ma l'ultras non può capire tutto questo, perché non ha gli strumenti per farlo e vive all'interno di quella situazione. Ed infatti afferma garrulo che "noi non possiamo capire la mentalità ultras, bisogna vivere la curva per poter parlare" ed altre amenità simili, di cui è realmente convinto.
La situazione sociologica degli ultras era (è?) simile in altri paesi d'Europa ma poi le cose sono cambiate (almeno nell'approccio all'evento partita).

Sono cambiate le teste delle persone in tutta Europa oppure sono state fatte regole più ferree alle quali le società si sono dovute adeguare pena l'esclusione?

Vogliamo dire che in Uk non ci sono ultras frustrati? No ci sono..ma le leggi vigenti li tengono alla larghissima dagli stadi (ci provano almeno). Tanto che appena vanno all'estero (Charleroi 2000 ce lo ricordiamo tutti mi pare..)..

Gerry secondo te perchè un rapporto Taylor in Italia non sarebbe fattibile ne nessuno l'ha mai proposto?
Per colpa dei milioni e milioni di Ultras che tengono in scacco il governo Italiano e le sue istituzioni?
O per colpa della classe dirigente (cioè dello Stato) che non ha la forza (o la voglia) di cambiare le cose?

In generale trovo un po' difficile affibbiare agli ultras le mancanze del sistema normativo e giudiziario italiano e credo le responsabilità siano più di chi viene pagato (profumatamente) per cambiare le cose ma non fa niente di utile in questo campo.

Il discorso sulle persone frustrate l'ho trovato un po' generalizzante e abbastanza fuori luogo (ma sono opinioni)..però credo che il fatto di sfogarsi allo stadio sia indice di una cosa: la possibilità che ti viene lasciata, in quella sede, di fare quello che vuoi. Perchè se io, da frustrato e violento, mi alzo, esco dall'ufficio e vado dalla parrucchiera qui vicino (pure caruccia  :figo:) e le sfascio il locale perchè sono nervoso....cosa mi succede?

Mi danno il Daspo per tagliarmi i capelli?
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Toni Monroe »

Oltre a levarti dei punti alla patente?
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Re: La tessera del tifoso - facciamo chiarezza

Post by Bounce »

Toni Monroe wrote: Oltre a levarti dei punti alla patente?
sono 10 metri a piedi  :forza:
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