Re: Universo Universitario vol. II

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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theref86
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by theref86 »

francilive wrote: Premetto di non aver fatto la Bocconi e nemmeno il corrispettivo di una delle Facoltà che in essa trovano sede.
Al di là di una Laurea Quinquennale In Architettura con Lode e cazzi vari (non c'era ancora il 3+2) e di un Master di II Livello finanziato UE con megaselezione, chiuso con Lode e cazzi vari, ma a conti fatti rivelatosi utile si e no per pulirsi il culo, ho continuato a gravitare come assistente e collaboratore alla Didattica presso il Diap (Poli Milano), facendo qualcosa saltuariamente anche al Poli Torino.
Frequentandoli da anni, prima come studente, poi come docente, conosco abbastanza bene gli ambienti universitari, pur avendo deciso di non intraprendere la carriera universitaria, una delle poche scelte giuste che ho fatto nella vita.
Fatico a recepire un'affermazione come la tua.
Per un semplice motivo. Il grado di pari conoscenze e capacità non è riconoscibile a priori. Anzi, a livello lavorativo uno che esce non ha dimostrato assolutamente niente. In termini meritocratici, l'unica qualità spendibile nel lavoro è l'esperienza che fai una volta uscito dall'Ateneo, oltretutto in ambiti molto specifici. Se parliamo in termini di primo impiego, è normale che ci si presenta con referenze più qualificate, come nel caso della Bocconi, abbia maggiori chance rispetto che uno che, non avendo dimostrato niente al pari suo, proviene da un Ateneo meno prestigioso. Non è questione di retta, è questione che quell'Ateneo ha saputo costruirsi una fama migliore rispetto ad altri.
Ma se lo studente Bocconi è una capra, i limiti vengono subito a galla. Così come uno studente che arriva da Atenei meno prestigiosi, se ha qualità, se ha costanza di battersi, non arrendersi di fronte ai no, migliorare sempre e cercare con ostinazione le occasioni giuste, prima o poi arriverà sulla strada giusta.

Si ma appunto...i soldi e comprano comunque una via preferenziale...grazie a fama e credenziali dell'ateneo..tu sei riuscito a realizzarti e a diventare quello che volevi..anche e sopratutto per quello che hai fatto  e i tuoi risultati..non solo per aver studiato in un ateneo dal nome pomposo e dai contatti trasversali.
Il vostro discorso avrebbe senso se il nostro sistema universitario fosse come quello americano. Sempre opinione personale si intende.
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davidvanterpool
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by davidvanterpool »

Luca10 wrote: Beh, non mi sembra propriamente un impresa eh. :gazza:
L'avrei fatta fare a te, la sua sezione. Con gli stessi professori. Poi magari saresti stato tra quei 12 che sono riusciti ad arrivare in quinta eh :gazza:

Edit. Scusate, ero OT. Per quanto riguarda la Bocconi, saprò dire maggiormente in futuro.
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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Paperone
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Paperone »

davidvanterpool wrote: Per quanto riguarda la Bocconi, saprò dire maggiormente in futuro.
classico esempio di cosa raccontata a Spizzichi e Bocconi :roll:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Maialone
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Maialone »

theref86 wrote: A parità di condizioni, ergo voto e capacità si esce comunque meglio..apre la strada spianata principalmente a chi ne ha tanti di soldi. Essendo privata i primi 3 anni sono veramente un salasso e ad appannaggio di ricchi o di genitori che investono tutto nel futuro di un figlio. So poi che per la specialistica ci sono borse di studio di merito.
Quello che contesto non è la facilità o meno dell'istituto, ma il fatto che, indipendentemente dal curriculum, una persona che esce da li abbia cmq più possibilità di chiunque altro solo per il fatto di avere i soldi. Se esco con 110 da Ingegneria Gestionale a Udine...avrò molte meno possibilità di un 90 che va alla Bocconi...anzi no..IN Bocconi...

La differenza non la fa la qualità della didattica o la preparazione degli studenti, ho un amico che ci è andato, ma solo le opportunità che apre e i contatti che possiede. Erasmus o progetti di scambio negli USA alla Texas University,  Esade a Barcellona.....contatti per tirocini alla JP Morgan...insomma..questa è la differenza...lo studente medio Bocconi non è un cretino..ma nemmeno un genio.
Brevemente:
a-un mio carissimo amico si è laureato pochi mesi fa in bocconi: madre maestra elementare, padre geometra. Non credo sia ricco, nemmeno benestante. Classe media. Forse andrebbe sfatato il mito della Bocconi come rifugio esclusivo dei figli degli emiri. Certo, non è ad appannaggio del proletariato, ma studiare a Bologna e pagare 250€ al mese solo per un posto letto in doppia in periferia lo è?
b-il prestigio, e il suo peso esiste in qualsiasi materia e campo: e per averlo devi guadagnarlo, non te lo regalano. Io guarderei i curricula dei professori in bocconi. Perchè se aziende importanti privilegiano i bocconiani è per la credibilità che ha quell'università, che hanno i suoi metodi e i suoi professori. Perchè ad esempio alla Bocconi insegna Tito Boeri che tra una lezione e l'altra scrive editoriali per il Corsera, la Repubblica e il Sole. Per capirci.

Occhio a non scadere nell'ideologico principio dell'università privata come "pago, pretendo", perchè la realtà è molto dissimile. Molto più complessa.
Cazzo guardi?
Brawlino
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Brawlino »

:fischia: errore
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Maialone
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Maialone »

errore de che Brawlì, spiegati.
Cazzo guardi?
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ze_ginius
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by ze_ginius »

Quando ero studente e soprattutto adesso sul lavoro i bocconiani mi sembrano (scusate il francesismo) abbastanza propensi a farsi il culo e a risolvere davvero i problemi.

Magari è solo questione di sample size però io ho quasi sempre trovato persone davvero preparate.
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ripper23
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by ripper23 »

Maialone wrote: Brevemente:
a-un mio carissimo amico si è laureato pochi mesi fa in bocconi: madre maestra elementare, padre geometra. Non credo sia ricco, nemmeno benestante. Classe media. Forse andrebbe sfatato il mito della Bocconi come rifugio esclusivo dei figli degli emiri. Certo, non è ad appannaggio del proletariato, ma studiare a Bologna e pagare 250€ al mese solo per un posto letto in doppia in periferia lo è?
Si lo è, ma non è che dormi in Bocconi. Voglio dire, i 250 euro per il posto letto (anche di più a Milano) li devi pagare ugualmente, e IN PIU' hai una retta mica da ridere.

Comunque il discorso sta prendendo una strana piega. Io sono sicuro che sia una buona università. Non è che siccome costa molto allora ti debbano necessariamente regalare la laurea. Da tante parti è così, non è detto lo sia anche in questo caso. Io se fossi un 18enne interessato ai corsi che si tengono lì e con i soldi per iscrivermi, non ci penserei due volte. Hai quasi risolto il problema lavorativo prima ancora di fare un singolo esame. Al tempo stesso sono sicuro darà anche una buona preparazione. Il problema è che in un mondo ideale si dovrebbe riuscire a distinguere la persona capace sia che essa venga dalla Bocconi che dall'Università di Taranto (dico quella della mia città così non si offende nessuno). Mentre troppo spesso alcune porte sono aperte solo per chi viene da certi canali.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

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Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Contropelo »

davidvanterpool wrote: A parte il fatto che la penso come Sberl, mi rendo conto che tu non possa capire non avendola vissuta con lei. Sono 3 anni che insegue questo sogno (perché per lei era un sogno), non ha MAI, dico MAI, portato un'insufficienza in pagella tra primo e secondo quadrimestre, né in terza, né in quarta, tantomeno in quinta, è capitata in una sezione in cui hanno iniziato in 27 e hanno finito in 12.
Non ha mai chiesto trattamenti di favore, se non la possibilità di prepararsi al meglio per quella stramaledettissima terza prova. Ha sempre messo scuola e preparazione al test Bocconi come priorità rispetto a tutto, ha passato i fine settimana chiusa in casa a studiare.
E non solo lei, eh. Anche i suoi compagni di classe. Questa non è preparazione alla maturità, questa è tirannia. I professori ne hanno combinate veramente di tutti i colori. Ci sono stati giorni (svariati, durante l'ultimo anno) in cui ha avuto 2 compiti e 2 interrogazioni nello stesso giorno. La capacità di organizzarsi non dovrebbero insegnarla? E ai professori chi l'ha insegnata?
Se questo è dare il buon esempio, mi dispiace, ma sono contenta che sia stata additata come cattivo esempio.
Ti posso benissimo credere sulla difficoltà della sezione o sull'idiozia anche cattiva dei professori, del resto la scuola superiore è un insieme di regole (e soprattutto non regole, se si parla dei professori) che non hanno il benché minimo senso.
Allo stesso tempo capisco chi non riesce a capacitarsene. Per chi non ha provato esperienze del genere è assolutamente impossibile credere a certe storie - come quella di tua sorella, oppure per altri versi la mia (anche più grave, non solo per le 13 bocciature ma per molto altro).
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by ANDREA ILB »

Allora va bene, devo raccontare il brutto aneddoto. Ero alla London School of Economics a fare domanda sulle politiche di ammissione. Provenendo da una piccola università come Lecce gli ho chiesto quanto questo mi avrebbe pregiudicato, e mi hanno mostrato delle note per gli impiegati del dipartimento ammissioni riguardo gli studenti italiani con scritto esplicitamente "favorire particolarmente gli studenti provenienti dalla Bocconi". Mi ha detto di non preoccuparmi perché io non studio economia dunque non entro in competizione con loro ... eppure? Se studiassi economia e fossi bravo lì quanto lo sono in scienze politiche sarebbe giusto che un bocconiano mi fregasse il posto? Se è bravo quanto me sì lo sarebbe. Perché a parità di bravura lui è stato esposto ad una qualità di insegnamento che io mi sono potuto solo sognare ed è cresciuto meglio. Non è che mi si impedisca di farmi una vita, è solo che magari non entrerò alla LSE, o ad Oxford, o a Harvard, o non lavorerò alla JP Morgan o alla Goldman Sachs - non subito, perché queste scuole e le grandi banche sono meritocratiche: vogliono il meglio, non dei buffoni, e se lo si è si emerge, a dispetto dell'istituto di provenienza.
E' come dice francilive, il vantaggio è all'inizio quando si hanno 23 anni ma poi entrano in campo le proprie capacità e basta.
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by Gio »

ANDREA ILB wrote: Allora va bene, devo raccontare il brutto aneddoto. Ero alla London School of Economics a fare domanda sulle politiche di ammissione. Provenendo da una piccola università come Lecce gli ho chiesto quanto questo mi avrebbe pregiudicato, e mi hanno mostrato delle note per gli impiegati del dipartimento ammissioni riguardo gli studenti italiani con scritto esplicitamente "favorire particolarmente gli studenti provenienti dalla Bocconi". Mi ha detto di non preoccuparmi perché io non studio economia dunque non entro in competizione con loro ... eppure? Se studiassi economia e fossi bravo lì quanto lo sono in scienze politiche sarebbe giusto che un bocconiano mi fregasse il posto? Se è bravo quanto me sì lo sarebbe. Perché a parità di bravura lui è stato esposto ad una qualità di insegnamento che io mi sono potuto solo sognare ed è cresciuto meglio. Non è che mi si impedisca di farmi una vita, è solo che magari non entrerò alla LSE, o ad Oxford, o a Harvard, o non lavorerò alla JP Morgan o alla Goldman Sachs - non subito, perché queste scuole e le grandi banche sono meritocratiche: vogliono il meglio, non dei buffoni, e se lo si è si emerge, a dispetto dell'istituto di provenienza.
E' come dice francilive, il vantaggio è all'inizio quando si hanno 23 anni ma poi entrano in campo le proprie capacità e basta.
Ahhhhrgh non sono assolutamente d'accordo .... Bocconi/Harvard/o chi per loro.
Se si e` bravi lo stesso (si e` diventati bravi) lo si e anche grazie alla qualita del insegnamento Non c'e` una correlazione diretta tra Bocconi(Harvard/Stanford) = alta qualita verso Taranato (nominata prima)o Sapienza/Florida Central University = bassa qualita`.

Il fatto che ci siano nomi importanti o meno nella facolta` non vuol dire assolutamente nulla sul livello del insegnamento che si riceve.
ANDREA ILB wrote: ........, perché queste scuole e le grandi banche sono meritocratiche: vogliono il meglio, non dei buffoni, e se lo si è si emerge, a dispetto dell'istituto di provenienza.
E' come dice francilive, il vantaggio è all'inizio quando si hanno 23 anni ma poi entrano in campo le proprie capacità e basta.

Se fossero veramente meritocratiche (lo sono ma solo successivamente), quella nota per gli studenti Italiani non ci sarebbe, o no?

Si va alla Bocconi per lo stesso motivo per cui si va a Harvard o Yale, non per l'educazione, non per le opportunita` (magari quello un po si) ma ci si va soltanto per il simbolo sulla carta intesta sul curriculum e la domanda d'impiego. Triste ma vero.

Per il resto Bocconi o universita di Pizzighettone, alla fine, per l'educazione ottieni quello che ci metti.
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theref86
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by theref86 »

Gio wrote: Ahhhhrgh non sono assolutamente d'accordo .... Bocconi/Harvard/o chi per loro.
Se si e` bravi lo stesso (si e` diventati bravi) lo si e anche grazie alla qualita del insegnamento Non c'e` una correlazione diretta tra Bocconi(Harvard/Stanford) = alta qualita verso Taranato (nominata prima)o Sapienza/Florida Central University = bassa qualita`.

Il fatto che ci siano nomi importanti o meno nella facolta` non vuol dire assolutamente nulla sul livello del insegnamento che si riceve.


Se fossero veramente meritocratiche (lo sono ma solo successivamente), quella nota per gli studenti Italiani non ci sarebbe, o no?

Si va alla Bocconi per lo stesso motivo per cui si va a Harvard o Yale, non per l'educazione, non per le opportunita` (magari quello un po si) ma ci si va soltanto per il simbolo sulla carta intesta sul curriculum e la domanda d'impiego. Triste ma vero.

Per il resto Bocconi o universita di Pizzighettone, alla fine, per l'educazione ottieni quello che ci metti.

Quoto anche le virgole...io ribadisco che pagherei  oro per poter avere quel livello di contatti e parzialmente di insegnamento..lo scandaloso è che ovviamente questa cosa non è ad appannaggio anche dei comuni mortali che non se la possono permettere...
Bocconi non è sempre sinonimo di insegnamento superiore..me lo ha confermato il mio amico, quanto appunto di fama e contatti. Solo questo io contesto, non ho fatto una crociata ideologica. Come diceva Maialone i caproni ci sono anche a UNIUD..solo che quelli probabilmente non faranno nulla nella vita..

Il problema è che anche se ci fosse una qualità superiore di insegnamento....non sarebbe a disposizione dei più meritevoli in assoluto, ma di gente brava e che se lo può permettere.
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Re: Universo Universitario vol. II

Post by ANDREA ILB »

Gio wrote: Ahhhhrgh non sono assolutamente d'accordo .... Bocconi/Harvard/o chi per loro.
Se si e` bravi lo stesso (si e` diventati bravi) lo si e anche grazie alla qualita del insegnamento Non c'e` una correlazione diretta tra Bocconi(Harvard/Stanford) = alta qualita verso Taranato (nominata prima)o Sapienza/Florida Central University = bassa qualita`.

Il fatto che ci siano nomi importanti o meno nella facolta` non vuol dire assolutamente nulla sul livello del insegnamento che si riceve.


Se fossero veramente meritocratiche (lo sono ma solo successivamente), quella nota per gli studenti Italiani non ci sarebbe, o no?

Si va alla Bocconi per lo stesso motivo per cui si va a Harvard o Yale, non per l'educazione, non per le opportunita` (magari quello un po si) ma ci si va soltanto per il simbolo sulla carta intesta sul curriculum e la domanda d'impiego. Triste ma vero.

Per il resto Bocconi o universita di Pizzighettone, alla fine, per l'educazione ottieni quello che ci metti.
Pienamente d'accordo Gio: sono stato ad Oxford e con gli studenti di scienze politiche del posto parlavamo alla pari, ho un compagno di corso bravissimo che ora è alla Sorbona etc etc ... ma queste sono eccezioni. Personalmente ho dovuto imparare certe cose da solo quando in quei posti mi sarebbero state insegnate con tutto il supporto dei professori: scrivere un saggio o una tesi, fare ricerca, citare le fonti, differenze tra analisi qualitative e quantitative, il porsi in maniera critica ed avalutativa, senza contare l'aver imparato l'inglese accademico praticamente da solo comprando di tasca mia testi accademici in lingua originale. Mia cugina studia alla Bocconi, di economia prima non capiva nulla è andata lì per la carriera ed un certo arrivismo sociale. Le hanno fatto un "lavaggio del cervello" ed ora è ben integrata nella materia, si è appassionata sul serio e sa molto bene ciò che sta facendo e sta imparando l'inglese in Canada grazie ad uno stage. I top students di un corso possono essere alla pari con quelli Oxford, Harvard, LSE e così via grazie a fatica, passione e dedizione ma il livello medio lì è nettamente superiore così come la qualità dell'insegnamento. Per la mia materia, se io avessi come professori Robert Keohane, James Rosenau o David Held avrei una marcia in più. E' per questo che voglio studiare ad una top university, non per il CV ma per formarmi meglio.
Last edited by ANDREA ILB on 07/09/2010, 20:44, edited 1 time in total.
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Re: Universo Universitario vol. II

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un grande Maestro sta a Lipari e fa il pescatore da 40 anni
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Re: Universo Universitario vol. II

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ANDREA ILB wrote: Pienamente d'accordo Gio: sono stato ad Oxford e con gli studenti di scienze politiche del posto parlavamo alla pari, ho un compagno di corso bravissimo che ora è alla Sorbona etc etc ... ma queste sono eccezioni. Personalmente ho dovuto imparare certe cose da solo quando in quei posti mi sarebbero state insegnate con tutto il supporto dei professori: scrivere un saggio o una tesi, fare ricerca, citare le fonti, differenze tra analisi qualitative e quantitative, il porsi in maniera critica ed avalutativa, senza contare l'aver imparato l'inglese accademico praticamente da solo comprando di tasca mia testi accademici in lingua originale. ....
Perfetto.
Io potendo scegliere tra te e tua cugina ( mi accorgo ora che la cosa possa essere facilemte fraintesa .....e` senza offesa solo per fare un esempio e nel senso puramente accademico/ lavorativo senza nessun altro secondo fine .... anzi facciamo un pari laureato della bocconi) scelgo te senza pensarci due volte. Perche secondo me la frase im boldato rappresanta perfettamente il (mio) concetto di educazione universitaria. Per come la vedo io l'accezione non sei tu, ma tutti gli altri che pur avendo le tue stesse opportunita non hanno voluto/fatto imparato quello che adesso sai tu.  Io/ amici sono/siamo stai in competizione con Harvard, Yale, Columbia e altro, eravamo meno preparati, bravi di loro? no anzi per molti versi gli giravamo cerchi intorno ma avevamo sempre l'aurea di studenti di "secondo grado", unicamente per il nome del universita`.
ANDREA ILB wrote: ..... Mia cugina studia alla Bocconi, di economia prima non capiva nulla è andata lì per la carriera ed un certo arrivismo sociale. Le hanno fatto un "lavaggio del cervello" ed ora è ben integrata nella materia, si è appassionata sul serio e sa molto bene ciò che sta facendo e sta imparando l'inglese in Canada grazie ad uno stage. .......
Ecco questo forse e` il secondo motivo per cui si sceglgono questo tipo di universita`, per il "lavaggio del cervello". Esci da li e si sa che alla fine pensi, ti comporti in una certa maniera e chi ti assuma sa cosa aspettarsi e come ti comporterai. Sei conforme alla spettative della compania, i cui dirigenti sono fatti secondo lo stesso stampo ......
Continuo ad insistere, il livello medio si, si parla anche di numeri molto differenti (sample size - per farti un esempio AB in cariera di A-Rod verso le mie), puo essere piu alto da una parte piuttosto che l'altra, ma si e` anche selezionato a priori, ma la qualita del insegnamento non e` quella che fa la differenza secondo me, se avessi quei professori probabilemte seguendo solo le lezioni non avresti imparato di piu, io ho seguito lezione di due nobel, non sono piu furbo per quello che mi hanno inseganto, alla fine conta solo la tua volonta e l'interesse/intenzioni che ci metti.
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