Re: Statistiche sabermetriche

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ANDREA ILB
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

rene144 wrote: Oltre a quanto detto da IBL
E' una domanda seria: intendevi me, ILB, o mi sono perso qualcosa?  :D

Comunque sono personalmente in fermento per l'arrivo dell'Hit F/X, offrirà una comprensione ancora più completa e dettagliata del gioco.
rene144 wrote: una palla battuta a 23° che lascia la mazza a 112 mph, al livello del mare, con 88° F ed il vento di 4 mph da nord-ovest
Sbaglio o questo sarebbe un laser ben sopra i 450 piedi?
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rene144
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by rene144 »

ANDREA ILB wrote: E' una domanda seria: intendevi me, ILB, o mi sono perso qualcosa?  :D
Ho scritto in fretta ed ho postato senza rileggere :forza:
Sbaglio o questo sarebbe un laser ben sopra i 450 piedi?
Non ne ho idea. Ho buttato dei numeri puramente casuali a scopo puramente esemplificativo.
ANDREA ILB
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

rene144 wrote: Ho scritto in fretta ed ho postato senza rileggere :forza:

Non ne ho idea. Ho buttato dei numeri puramente casuali a scopo puramente esemplificativo.
Okay  :cheer:


Tempo fa ho letto su http://www.hittrackeronline.com/ che per lasciare il campo una palla deve avere una velocità di almeno 90 miglia al contatto con la mazza e che dalle 110-112 miglia in su per un line drive iniziamo ad andare oltre i 450 piedi con vento neutro etc, non sono sicuro di queste cifre ma è un'occasione per andarsi a rileggere qualche numero.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by everest2002 »

Scusate se sono fuori argomento; per esaminare un pitcher ed un hitter di quanto "sample size" si dovrebbe aver bisogno?....se non un dato preciso, almeno un'indicazione....
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by rene144 »

everest2002 wrote: Scusate se sono fuori argomento; per esaminare un pitcher ed un hitter di quanto "sample size" si dovrebbe aver bisogno?....se non un dato preciso, almeno un'indicazione....
Il più possibile. Come minimo un anno. Ma anche un anno è soggetto a casualità. Più si amplia il sample size, più è affidabile l'analisi.

Alcune statistiche iniziano a stabilizzarsi una volta raggiunte certe quote. Quello che l'articolo intende è che (ad esempio) sotto le prime 150 PA, la LD% non ha alcun significato ed è totalmente casuale. Sopra le 150 PA inizia ad avere un significato concreto (ma comunque non è definitivo - solo che 150 PA è la quota oltre alla quale l'abilità inizia ad avere un'importanza superiore alla casualità, che rimane comunque ancora alta).

Sotto le quote elencate, le statistiche sono prive di significato in termini di previsione futura e sono dunque estremamente soggette a variazioni casuali.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by koper »

secondo me dipende anche da come sono distribuite le stats nell'arco dell'anno ..
per spiegarmi meglio (faccio riferimento ad una tua vecchia domanda relativa al campionato italiano dove non si gioca tutti i giorni) .. una stat (del tipo K%) misurata su 100 PA distribuita su 4-5 mesi credo possa dare più informazioni di una misurata su 150 PA concentrate tutte in un mese-meseemezzo perchè risente meno dei picchi  di condizione del giocatore .. 
D'altronde il baseball è così: alle volte si vince, alle volte si perde, altre volte...... piove  (Cit.P)
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by louis »

svestiamo i panni del tifoso e cerchiamo di capire cosa succede ai Cards.
già è difficile accettare come realtà assoluta il concetto di "slump" di un giocatore. BABIP, simple-size, split vari ci dicono che tutto si normalizza.
Come è possibile spiegare uno "slump di squadra" ????
nelle ultime 9 partite (1W-8L) la squadra ha una linea di 222-279-343 con BABIP di 249
La ERA avversaria complessiva dei lanciatori avversari è stata di 2.75 e la FIP di 3.94.
Se prendiamo solo la serie a Houston (0-3) i dati sono: 133-212-200 con 155 BABIP. 0.67 e 3.35 la ERA e la FIP avversarie.
Hanno affrontatato un buon pitching ma non certo in giornate di grazia.

Che spiegazioni date?
manca qualche altro dato per capirci qualcosa?
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by joesox »

louis wrote: Come è possibile spiegare uno "slump di squadra" ????
Red Sox, agosto 1978
Dodgers, settembre 1951
Phillies, settembre 1964
Mets, tarda estate, più o meno ogni anno

Mi pare che lo slump sia più lungo, quindi sta per finire.
Infatti i Cards erano 65-49 venerdi 13 e da quel giorno sono andati 4-13.
Solo 4 volte hanno segnato più di 5 runs e ben 9 volte ne hanno segnate tre o meno.
Sfortuna.

Sono a 5 dai Phillies e a 7.5 dai Reds. Serve una sweep di Cincinnati.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

Louis, ci sono una miriade di fattori da considerare. Alcuni possono essere entrati in campo altri no. Sono fattori tecnici, ambientali, psicologici e semplicemente casuali. E' un'analisi che non mi sognerei mai di fare, la lascio a chi ne sa di più e mi limito a commentare il suo eventuale lavoro.

Vorrei solo dire che ad un livello puramente statistico è perfettamente possibile che si verifichi uno slump di squadra con magari una BABIP collettiva ben sotto la media. Si tratta di una ricorrenza casuale di eventi (lo slump individuale) che si manifestano un po' tutti insieme, e finiscono per influenzarsi tra loro: quando un giocatore è in slump inizia a girare tutto, perde fiducia in sé e finisce per battere poco e male, così il fenomeno BABIP si accentua. E ciò può verificarsi a più giocatori contemporaneamente, ed influenzare gli altri. Ovviamente per un tempo molto breve, gli slump di squadra in genere durano pochissime partite - se non sono i Mets del 1962 s'intende.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by koper »

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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

Max Marchi, all the way from Italy by way of NYC, Cooperstown, Syracuse, Buffalo, South Bend and Chicago, gave us examples of how you could use PITCHf/x, HITtf/x and FIELDf/x to scout players. He had a number of examples from the blogoshpere (his work, Jeremy's work, my work). It was a very cool talk to see all of the ways these data can be used to measure players' abilities.
:applauso:
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

Inverted platoon splits: un'occorrenza molto rara, qualcuno avrebbe degli esempi da sottoporre? Non me ne viene alcuno.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by rene144 »

ANDREA ILB wrote: Inverted platoon splits: un'occorrenza molto rara, qualcuno avrebbe degli esempi da sottoporre? Non me ne viene alcuno.
Pitchers o hitters?

Mariano Rivera ed Ichiro Suzuki vengono subito in mente. Comunque di lanciatori ce ne sono parecchi, di hitters meno.
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by ANDREA ILB »

rene144 wrote: Pitchers o hitters?

Mariano Rivera ed Ichiro Suzuki vengono subito in mente. Comunque di lanciatori ce ne sono parecchi, di hitters meno.
Entrambi. Mi chiedevo quali fattori li determinano. Per i lanciatori si capisce, la cutter di Rivera lanciata "sulle mani" ai battitori mancini è letale. In altre parole dipende dal movimento dei lanci e (probabilmente in misura minore) da quanto è ingannevole la meccanica di lancio per i battitori di mano opposta. Ma per i battitori? Mi viene da pensare che un pull swing accentuato possa invertire a loro favore i lanci provenienti dalla stessa mano prima che "escano" dalla zona di strike o colpendo con lo sweet spot quelli lanciati sul filo interno che se girati in ritardo verrebbero colpiti di manico. Mi viene da pensare ad un pull hitter estremo come Matsui ed infatti l'ipotesi sembra reggere: lo svantaggio verso i lanciatori mancini è trascurabile, si può parlare quasi di platoon neutri, comunque non lo si mette KO con un loogy come puoi fare con altri. Ovviamente ciò non vale per tutti i pull hitters, quindi devono entrare in gioco altri fattori.

Lanciatori: movimento della palla e meccanica ingannevole.
Battitori: pull swing, probabilmente meccanica di battuta che tende ad aprirsi di più riducendo il vantaggio dei platoon.

E poi?
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Re: Statistiche sabermetriche

Post by rene144 »

Il platoon è principalmente una questione di "visibilità" e di percezione della palla. Come hai detto tu, alcuni lanci per "costituzione" (ossia per movimento) sono più portati ad annullare i battitori di un lato piuttosto che dell'altro.
Cutter, cambio e splitter (e knuckleball) sono molto efficaci contro i battitori del lato opposto, mentre le breaking balls vanno meglio contro quelli dello stesso lato. Moltissimi LOOGY non a caso fanno della slider (che si allontana dal battitore mancino) la loro arma principale.

Al contrario un pitcher che lancia cambi e cutters...

Infatti, senza andare a controllare le loro statistiche (potete farlo voi), semplicemente a memoria mi aspetterei platoon neutri o inversi (come OPS) in carriera da parte dei seguenti lanciatori:
- Cole Hamels (cambio)
- Jon Lester (cutter)
- John Danks (cutter)
- Johan Santana (cambio)
- Jonathan Papelbon (splitter)
- Shaun Marcum (cambio)

Sono i primissimi che mi siano venuti in mente oltre a Rivera e Wakefield. Chissà se abbiano tutti un reverse split... di sicuro hanno le caratteristiche per averlo.

Al contrario invece i pitchers che usano primariamente fastball e breaking ball (magari slider) hanno un platoon split "normale". Mi aspetto questo da gente come Jake Peavy, Randy Johnson o quasi qualsiasi rilievo.

Un altro fattore molto importante è il punto di rilascio. La visibilità aumenta a seconda di questo. Molti sottomarini e sidearmers mostreranno platoon splits evidentissimi. Più è basso il punto di rilascio, più platoon split verrà esibito. Randy Wolf ha un rilascio abbastanza basso, così come Bronson Arroyo dall'altro lato e da loro mi aspetto un platoon split evidente.

Non c'è solo questo in termini di punto di rilascio, ma anche il punto sul quale si sta in pedana. Barry Zito aveva (forse ce l'ha ancora!) il "vizio" di stare col piede d'appoggio al limite della pedana, dal lato della terza base. In questa maniera il rilascio arrivava dal centro della pedana, perpendicolare a casa base. Questo massimizzava l'efficacia della sua curva 12-6, ma ne riduceva il platoon split, perché al rilascio non dava vantaggi ai destri o svantaggi ai mancini... veniva rilasciata con la medesima visibilità per entrambi. Sinceramente non so se esibisca platoon splits su tutto il suo repertorio, ma la sua curva anni fa era perfettamente neutra contro mancini e destri.

Gli specialisti (sidearmers e sottomarini) cercano di spingersi al limite della pedana. Ai mondiali gli USA hanno portato un LOOGY dei Giants di nome Geno Espineli, forse lo avrete visto. Espineli è un mancino che parte sull'angolo della pedana dal lato della prima base, poi con le sue leve lunghe fa un passo quasi verso la prima base (scendendo dal monte in pratica lateralmente) prima di rilasciare il lancio. I mancini vedono la palla arrivare quasi da "dietro" a loro, mentre i destri vedono la palla molto comodamente perché arriva quasi frontalmente. Espineli esibisce le caratteristiche perfette per il platoon split ed ha anche una sweeping breaking ball che mette molto in difficoltà i mancini (accoppiata col punto di rilascio), ma che non ha alcun effetto sui destri. Fornisce anche un angolo molto inferiore ai mancini per mettere la sweet spot sulla palla (mentre il contrario vale per i destri). I sidearmers e sottomarini hanno anche tendenze da groundballers, ma questo è un altro discorso.

Quindi un altro fattore (oltre al repertorio tecnico) è:
- Rilascio molto verticale, dal centro della pedana: platoon tendente al neutro.
- Rilascio orizzontale o sottomarino, dall'angolo della pedana: platoon più pronunciato.

Per quanto riguarda i battitori, banalmente mi viene da pensare che dipendano principalmente dal repertorio. Se sai battere la slider di un pitcher del tuo stesso lato (o non sai battere il suo cambio), allora avrai un platoon split molto ridotto, e viceversa. Non credo che c'entrino le tendenze da pull hitter (anche se la logica fila), anche perché in genere è proprio per quel tipo di battitore che vengono chiamati in causa gli specialisti. Può succedere, per esempio a Hideki Matsui come hai indicato, oppure a Kevin Millar (uno dei pull hitters più estremi degli ultimi anni), ma sono eccezioni. Adam Dunn è uno degli hitters più estremi in circolazione ed ha split paurosi. Al contrario Ichiro è uno spray hitter ed ha reverse splits. Altri pull hitters con split notevoli sono David Ortiz, Adam LaRoche, Bengie Molina, Josh Hamilton, ecc, ecc... Lo stesso vale per gente come Carlos Pena, Ryan Howard o JD Drew (pull hitters estremi sulle groundballs, spray hitters sulle flyballs). Direi che una buona caratteristica potrebbe essere quella di saper battere la palla verso ogni campo, come fanno Ichiro ed Ellsbury, ma anche gli spray hitters (Derek Jeter, Magglio Ordonez, Michael Young, Miguel Cabrera, Albert Pujols) esibiscono qualche platoon split in genere, anche se inferiore al primo gruppo. Stesso discorso per gli slap hitters veloci, perché se Ichiro ed Ellsbury non hanno split, Pierre e Podsednik ad esempio ce l'hanno (anche se per Pierre è ridotto): questo ha parzialmente senso perché spesso la differenza principale nel platoon split deriva proprio dalla potenza (quindi quelli che non ne hanno, non l'avranno contro né RHP né LHP), ma comunque come detto gli split li hanno anche alcuni di quel tipo. Ergo credo che alla fine dipenda da come ci si comporta contro il repertorio avversario e dalla capacità visiva di vedere la palla sin dal rilascio. Sarebbe interessante avere tempo e modo di analizzare il Pitch F/X sugli hitters e vedere cosa generi il fenomeno. Un altro fattore interessante è che Hideki Matsui, Ichiro ed Iwamura abbiano split neutri o rovesciati. Forse il segreto è essere giapponesi! Purtroppo Fukudome invece gli split li ha...
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