Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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lele_warriors
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by lele_warriors »

doc G wrote:
Sullo spostamento della competenza puoi aver ragione.
Anzi, probabilmente ce l'hai totalmente.
Come sulle leggi ad personam. Niente da obiettare sul fatto che ce ne siano state molte.

Di provvedimenti ad personam Berlusconi ne ha fatti tanti, per fare il primo esempio che mi viene in mente la riforma del falso in bilancio.





Ancora sulle leggi ad personam non ho nulla da obiettare, come sopra.
:ok: :ok:
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darioambro
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by darioambro »

torno ora dalle ferie, cerco di dire la mia su alcune questioni:

La casa di Montecarlo è stata una schifezza di Fini, è ormai evidente che la famosa contessa lascia in eredità la casa ad Alleanza Nazionale, quando AN si scioglie il patrimonio immobiliare (che posso pensare cospicuo specie nella capitale) finisce ovunque, Fini e famiglia, tramite transazioni immobiliari con società offshore, si prendono l'appartamento per se, non a caso ci finisce il cognato, e che fa nella vita il cognato per stare a Montecarlo? boh.....

la cosa che mi da fastidio è che la stessa persona che ha fatto 'sta roba parla di moralizzare la politica, ma fatemi il piacere.

beninteso che non leggo nè Libero, nè il Foglio nè tantomeno il Giornale.

ora, mi pare ovvio che rispetto a tutte le schifezze che a fatto Silvio nella sua vita, l'appartamento di Montecarlo è una caccola in un fazzoletto pieno di moccio, però ognuno dovrebbe prima guardare nel proprio armadio prima di guardare in quello degli altri.

incredibile è la vicenda di Verdini, che beccato a gestire in maniera + che disinvolta i soldi della "sua" banca ha il coraggio di dire che gli ispettori di Banca d'Italia non sanno fare il loro lavoro.........brutto fesso, i soldi non sono tuoi ma dei correntisti che ti portano i loro soldi ogni mese, la fine sarà che commercianti ed artigiani che hanno fidi o magari sono scoperti, dovranno rieantrare alla svelta pena l'impalamento in pubblica piazza......che schifo gente, mi viene la nausea.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by theref86 »

darioambro wrote: torno ora dalle ferie, cerco di dire la mia su alcune questioni:

La casa di Montecarlo è stata una schifezza di Fini, è ormai evidente che la famosa contessa lascia in eredità la casa ad Alleanza Nazionale, quando AN si scioglie il patrimonio immobiliare (che posso pensare cospicuo specie nella capitale) finisce ovunque, Fini e famiglia, tramite transazioni immobiliari con società offshore, si prendono l'appartamento per se, non a caso ci finisce il cognato, e che fa nella vita il cognato per stare a Montecarlo? boh.....

la cosa che mi da fastidio è che la stessa persona che ha fatto 'sta roba parla di moralizzare la politica, ma fatemi il piacere.

beninteso che non leggo nè Libero, nè il Foglio nè tantomeno il Giornale.

ora, mi pare ovvio che rispetto a tutte le schifezze che a fatto Silvio nella sua vita, l'appartamento di Montecarlo è una caccola in un fazzoletto pieno di moccio, però ognuno dovrebbe prima guardare nel proprio armadio prima di guardare in quello degli altri.

incredibile è la vicenda di Verdini, che beccato a gestire in maniera + che disinvolta i soldi della "sua" banca ha il coraggio di dire che gli ispettori di Banca d'Italia non sanno fare il loro lavoro.........brutto fesso, i soldi non sono tuoi ma dei correntisti che ti portano i loro soldi ogni mese, la fine sarà che commercianti ed artigiani che hanno fidi o magari sono scoperti, dovranno rieantrare alla svelta pena l'impalamento in pubblica piazza......che schifo gente, mi viene la nausea.
Quoto...assolutamente...il problema è che leggevo da qualche parte..ed emerge cmq palese, che per far parte di quel sistema politico DEVI essere attaccabile e ricattabile..altrimenti non vieni accettato e non fai strada. E' un circolo vizioso che non porterà mai da nessuna parte.
Io poi la mia personale idea me la sono fatta sulla vicenda Fini...certo non credevo si sarebbe fatto infinocchiare cosi...
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Manu Ginobili »

Voglio ricordare a tutti che per Fini si parla del patrimonio di un Partito, non di vicende che riguardano patrimonio pubblico o accuse provate di Mafia, corruzione...

invito alla lettura:
http://www.repubblica.it/politica/2010/08/22/news/scalfari_22_agosto-6427545/

Il partito della P3
può perdere le elezioni
di EUGENIO SCALFARI
SARANNO presentati in Parlamento nei prossimi giorni i cinque dossier programmatici sui quali il governo è intenzionato a chiedere la fiducia: la riforma della giustizia, il federalismo, il fisco, il Mezzogiorno, la sicurezza. Si aspettava questo annuncio dopo l'ennesimo "consiglio della Corona" svoltosi venerdì scorso a Palazzo Grazioli.

Nella conferenza stampa tenuta subito dopo da un Berlusconi palesemente stanco e incattivito nonostante il consueto trucco di scena, il documento scaturito dal vertice è stato presentato come una sorta di ultimatum all'ala dissidente dei finiani, un pugno sul tavolo del premier di nuovo sicuro di sé: o mi date la fiducia senza cambiare una virgola o si vota a dicembre. Ma le cose non stanno esattamente così.

La mozione di fiducia verrà posta sul documento uscito dal vertice o su una sua parafrasi e i finiani hanno già dichiarato che lo voteranno senza problemi. Ma poi le varie leggi sui cinque punti in programma dovranno essere presentate, discusse e approvate dal Parlamento con le procedure previste dai regolamenti. Il voto di fiducia preliminare non lega le mani di nessuno, fa soltanto slittare la crisi dall'inverno alla primavera 2011. I motivi di questo sostanziale rinvio - anche se parzialmente smentito da Berlusconi nel secondo atto del vertice tenutosi ieri - sono svariati. Fini ha bisogno di tempo per organizzare le sue forze e la sua strategia, tuttora piuttosto incerta.

Berlusconi dal canto suo teme uno smottamento massiccio del consenso in suo favore. Le attuali intenzioni di voto registrate da numerosi sondaggi fino all'inizio di agosto danno il Pdl tra il 26 e il 28 per cento, di fatto alla pari con il Pd e il sorpasso leghista in tutte le tre regioni padane, Piemonte, Lombardia, Veneto. Di qui la tregua provvisoria con Fini e il rinvio della crisi. Ma la situazione politica non cambia, la scissione finiana non rientra, la "golden share" della coalizione di centrodestra resta saldamente nelle mani della Lega.

A Bossi importa poco dei programmi sul fisco e sul Mezzogiorno; li considera secondari rispetto al federalismo e del resto rientrano entrambi nella competenza di Tremonti che ha con Lega un legame ormai consolidato. Quanto alla sicurezza, è materia di Maroni che ieri ha dichiarato di voler essere molto più duro di Sarkozy per quanto riguarda i rimpatri degli immigrati e dei Rom.
Il vero scambio sotteso al programma dei cinque punti si verifica dunque tra il federalismo di cui Bossi reclama l'esclusiva e la riforma della giustizia che interessa Berlusconi e l'"inner circle" dei suoi accoliti.

In cambio della mano libera sul federalismo Bossi darà il suo appoggio incondizionato a Berlusconi sul tema della giustizia e su quello strettamente connesso dei conflitti di interesse che ormai, penetrando dalla persona e dall'azienda del premier, avvolgono in una fittissima rete l'intera cupola del Pdl ed ora, proprio sul fronte della giustizia, se ne profila un altro: dietro l'annuncio del premier, che dichiara di voler snellire il contenzioso delle cause civili, potrebbe celarsi l'ennesimo colpo di spugna. Stavolta sulla causa che vede contrapposte la Cir e la Finivest, già condannata in primo grado al pagamento di 750 milioni di euro come risarcimento dei danni subiti dal gruppo De Benedetti ai tempi del Lodo Mondadori.

Siamo dunque in presenza di uno scambio di grandi proporzioni: l'assetto federale dello Stato dato in appalto ad un partito territoriale che nel Paese raccoglie tra il 10 e il 12 per cento dei consensi e, dall'altro lato, il salvacondotto giudiziario al premier e al suo gruppo insieme ad un mutamento radicale dei rapporti tra la giurisdizione e l'autorità politica e, più in generale, tra la sovranità del potere politico e le istituzioni di controllo e di garanzia. Questo è il vero contenuto dello scontro politico in atto.

Ma il quadro sarebbe incompleto se non segnalassimo altri due aspetti della situazione.
Il primo riguarda il Pd. Messo alla frusta dalla gravità della crisi, Bersani ha deciso un rilancio in grande stile mobilitando i 3 milioni e mezzo di elettori delle primarie per una campagna capillare per riportare in linea quella parte dell'elettorato democratico - riformista che si è rifugiata nell'area dell'astensionismo. Se questa mobilitazione verrà condotta con efficacia e passione il risultato potrebbe addirittura consentire il sorpasso del Pd rispetto al Pdl, che avrebbe effetti clamorosi sull'intero quadro politico.

Il secondo aspetto della situazione riguarda il presidente della Repubblica ed è altrettanto essenziale. Ho scritto in un articolo dell'11 aprile scorso intitolato "L'ultima sfida del Cavaliere al Quirinale" una frase che voglio qui riportare perché ha acquistato in questi giorni un'inquietante attualità: "Sta emergendo con sempre maggiore chiarezza la volontà berlusconiana di dare una spallata definitiva alla Costituzione repubblicana sostituendola con un regime autoritario, un Parlamento di "cloni" plebiscitati, un potere giudiziario frantumato e subordinato all'esecutivo.
"In uno degli angoli del ring c'è Silvio Berlusconi, nell'altro, almeno per il momento, non c'è nessuno o meglio c'è un capannello di persone discordi tra loro dalle quali sembra difficile estrarre un valido competitore. "Giorgio Napolitano dovrebbe arbitrare la partita, dalla quale dovrebbe uscire una Repubblica ammodernata ma fedele ai principi dello Stato di diritto e alla libertà oppure un autoritarismo plebiscitario.

"Questo scontro comincerà tra meno di un mese e si concluderà nel 2011. Credo di sapere che Napolitano deve e vuole restare al di sopra delle parti anche perché il capitale di fiducia che riscuote nel Paese è il solo elemento che può far inclinare il piatto della bilancia dalla parte giusta e non da quella terribilmente sbagliata. "Credo di sapere che contro le sue intenzioni sul ring, a contrastare un vero e proprio "golpe bianco" ci sarà lui. "Non in veste di giocatore ma in veste di arbitro di fronte a chi contesta gli arbitri, i soli che possono richiamarlo a rispettare le regole del gioco. Credo di sapere e prevedo che sarà una durissima battaglia per la democrazia italiana".
È esattamente questa la piega che hanno preso le cose.

* * *
La riforma della giustizia è impostata su due punti che nel loro insieme costituiscono la concezione che il berlusconismo ha dello Stato e della democrazia. Il primo punto riguarda il rapporto tra il potere esecutivo e le istituzioni di controllo e di garanzia, prima tra tutte la magistratura. Il secondo punto si dà carico  -  così suona la motivazione  -  delle carenze del servizio, della estenuante lunghezza dei suoi percorsi che causano costi altissimi ai cittadini e al Paese. E quindi: processo breve, possibilità di rendere esecutive e inappellabili le decisioni dopo uno o almeno due ordini di giurisdizione, terzietà del giudice rispetto alla pubblica accusa, separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti, diluizione o addirittura abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale.

In questo quadro va da sé che vi sia una specialissima attenzione all'improcedibilità nei confronti dei membri del governo e la protezione assoluta del premier e delle altre massime cariche istituzionali per ogni tipo di reato, non importa quando commesso. Quest'aspetto del problema figura come un codicillo ma sappiamo che per gli estensori della riforma ne costituisce invece un punto capitale. Quale sia la concezione liberal-democratica dell'intera questione della giustizia è fin troppo noto perché sia necessario entrare nei dettagli anche se il tema dei disservizi della giurisdizione si impone oggettivamente ad ogni cittadino e ad ogni legislatore e va dunque affrontato con il massimo impegno e la massima concretezza. Ho la fondata sensazione che le cause principali di quei disservizi non siano minimamente presenti agli estensori della riforma in questione. Perciò mi propongo qui di formulare alcune riflessioni su questa delicatissima materia.

* * *
1. Esiste un assoluto caos nei rapporti tra le magistrature amministrative, le magistrature contabili e la giurisdizione ordinaria. Il Tar può aprire un processo a carico di un soggetto; la sua ordinanza o sentenza è appellabile al Consiglio di Stato. Nel frattempo sullo stesso soggetto e sullo stesso reato la Corte dei Conti può aprire un processo ed emettere sentenza. Sul medesimo imputato e presunto reato possono procedere in pari tempo il giudice penale e quello civile. Le sentenze di queste diverse giurisdizioni nei loro diversi gradi possono essere in totale contrasto le une con le altre dando luogo ad una situazione che definire caotica è un eufemismo e la cui lunghezza è infinita.

2. Di questo tema mi sono occupato alcuni anni fa segnalando altresì la situazione abnorme del Consiglio di Stato che è al tempo stesso collegio giudicante nei confronti del potere esecutivo ma anche consigliere autorevole e molto ascoltato del governo stesso: situazione abnorme a cui dovrebbe esser messo riparo. Questo ed altri temi sono stati ora risollevati dall'avvocato Giovanni Pellegrino che fu anche senatore e presidente della Commissione stragi, in un libro intitolato "Il morbo giustizialista". Merita d'esser letto e attentamente meditato.

3. Scrisse più volte Paolo Barile, il grande giurista erede spirituale di Piero Calamandrei, che l'obbligatorietà dell'azione penale è la norma che presidia l'indipendenza del Pubblico ministero. La sua abolizione determinerebbe la degradazione del magistrato inquirente al rango di un pubblico funzionario. Si può anche scegliere questa strada e imboccare quella dell'avvocato di pubblica accusa, sapendo però che l'indipendenza della magistratura diventa in questo caso una lugubre barzelletta della quale abbiamo fatto esperimento in cent'anni di monarchia e in vent'anni di fascismo. In altri paesi esistono contrappesi politici, culturali e professionali che in Italia sono sconosciuti. Perciò è bene si sappia che abolire l'obbligo dell'azione penale significa la cancellazione dell'indipendenza giurisdizionale.

4. Ciò non significa che l'obbligatorietà dell'azione penale non possa essere meglio organizzata. Per esempio concentrandola nelle mani del capo della Procura e bilanciando questo centralismo con la deroga per i reati in flagranza e con incontri frequenti e obbligatori tra il Procuratore capo ed i suoi sostituti su come orientare e specializzare l'azione penale in quel distretto giudiziario.

5. La giurisdizione antimafia ha creato un modello di organizzazione nazionale con un Procuratore unico alla guida del sistema. Probabilmente per alcuni reati non necessariamente mafiosi ma con analoghe caratteristiche, quel modello andrebbe esteso. Un Procuratore nazionale per tutti i reati di corruzione e concussione nei quali sia coinvolta la Pubblica amministrazione potrebbe essere una proposta di rilevante interesse.

6. Esiste infine una serie di comportamenti gravemente illeciti ai quali non corrisponde la definizione di un preciso reato. La magistratura e la giurisprudenza hanno creato in questi casi nuove formule di incolpazione come per esempio il reato di associazione per delinquere che spesso tuttavia serve soltanto a colmare un vuoto legislativo favorendo conflitti di giurisdizione tra Corti di merito e Corte di Cassazione che sono tra le cause più importanti dell'estenuante lunghezza dei processi. Molte altre cose potrebbero esser dette su questi temi. Li ho qui segnalati proprio per stimolare un dibattito e mettere in evidenza che la cosiddetta generale riforma della giustizia che sta per essere presentata alle Camere si riduce ad una pagliacciata messa in scena per proteggere gli interessi di una casta politica, come temo stia per avvenire.
(22 agosto 2010)
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Pur non essendoci prove di violazione dell`articolo 6, tuttavia c`erano avvenimenti che non ci hanno lasciato tranquilli (Sandulli)

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Radiofreccia
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Radiofreccia »

darioambro wrote: ora, mi pare ovvio che rispetto a tutte le schifezze che a fatto Silvio nella sua vita, l'appartamento di Montecarlo è una caccola in un fazzoletto pieno di moccio, però ognuno dovrebbe prima guardare nel proprio armadio prima di guardare in quello degli altri.
Si ma potremmo fare anche discorso inverso.
Il Giornale è di parte, è un giornale berlusconiano: da che pulpito si permette di parlare della casa di Montecarlo, delle società off shore della trattativa etc.. etc.. ??
Perchè a quel punto non parla della villa di Arcore, venduta a 500 milioni mentre il reale valore è di 7.6 miliardi? 1/15 del prezzo reale.
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L'imbarazzo di un risveglio è di gran lunga preferibile alla solitudine di una notte
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hobbit83 »

doc G wrote: Sul resto credo di aver risposto.
Leggi ad personam ce ne sono state e probabilmente ce ne saranno ancora, non discuto, esaminiamo solo questa.
Qui la Mondadori ha avuto ragione in due gradi di giudizio. Due gradi. Quale sarebbe la porcata? Lo sarebbe se avesse perso le cause.
E se la Cassazione annullasse la causa tornerebbe sempre da quelli che hanno dato ragione alla Mondadori.
Lasciamo quindi stare il discorso evasione fiscale, i giudici hanno già stabilito che non c'è stata. in due gradi di giudizio.
E allora, se è tutto già a posto, tutto perfetto, tutto innocente..... risparmia 7 milioni di euro e aspetta fiducioso la cassazione, no?
Il fatto che lo Stato possa rimborsare un euro di spese processuali se il contribuente ha ragione probabilmente appare in Star Trek o in Ritorno al Futuro, di sicuro non è mai avvenuto nella storia d'Italia che una cosa simile sia anche presa in considerazione. E mai lo sarà, visto lo stato dei conti pubblici ed il modo con cui lavorano Guardia di Finanza o Ufficio delle Entrate. Anche se si approva il loro modo di lavorare.
Lo sconto e le multine sono indispensabili per lo Stato per ottenere qualche soldo, non entriamo nel merito. Non a caso hanno deciso in questo senso tutti i ministri degli ultimi 20 anni, compresi quelli dei governi Prodi. Nella lotta all'evasione e nella pressione fiscale non c'è differenza fra il comportamento dei vari governi degli ultimi 20 anni, non credete ai polveroni di entrambe le parti. Non è vero che il governo Prodi abbia aumentato molto la pressione fiscale come non è vero che il governo Berlusconi abbia attenuato gli strumenti contro l'evasione.
Il fatto che non sia mai avvenuto non esclude che sarebbe un modo molto più corretto di dirimere le questioni.
Qui il discorso è differente. Posso anche essere d'accordo con te, ma non c'è nessuno scandalo se avviene il contrario. Semplicemente hai l'arma della tua matita nel chiuso della cabina elettorale. Evidentemente a chi vota Berlusconi questa visione romantica non interessa, agli altri forse si forse no.
Il problema sarebbe trovare qualcuno nell'arco costituzionale che applichi questi principi, ma se c'è di sicuro va lodato per questo fatto.
Non può però essere considerato uno scandalo il contrario, semmai una nota di grandissimo merito questo comportamento.
Evidentemente sei più uomo di mondo di me. A me fa vomitare anche solo che possa essere considerato accettabile un tale ragionamento.
Ma sono davvero solo io che, se dovessi avere un posizione pubblica tale da avere la decisione finale su dove fare, per esempio, dei lavori che portino soldi pubblici nelle tasche del proprietario del terreno, affiderei la decisione a una commissione di persone competenti e senza interessi in quella specifica decisione, invece di imporre che siano fatti su un terreno di proprietà mio, dei miei amici o di miei familiari??

Il bene pubblico non interessa a nessuno?
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by rene144 »

Hobbit83 wrote: E allora, se è tutto già a posto, tutto perfetto, tutto innocente..... risparmia 7 milioni di euro e aspetta fiducioso la cassazione, no?
Ragionamento pericoloso. L'indiretta conseguenza è che chi patteggia sia colpevole, per esempio.
Ci sono motivazioni che possono spingere a comportarsi in una determinata maniera, senza per questo essere colpevoli.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hobbit83 »

rene144 wrote: Ragionamento pericoloso. L'indiretta conseguenza è che chi patteggia sia colpevole, per esempio.
Ci sono motivazioni che possono spingere a comportarsi in una determinata maniera, senza per questo essere colpevoli.

Uhm...
Consideriamo i fatti.
La mondadori ha un team di avvocati che potete immaginare e che comunque paga. Li pagherà di più se sono in qualche causa, forse, non so, ma non sono spese che spariscono totalmente.

Leggo:
Lasciamo quindi stare il discorso evasione fiscale, i giudici hanno già stabilito che non c'è stata. in due gradi di giudizio.
Ci viene detto che il terzo grado di giudizio non serve a un caspio (cosa che già mi lascia perplesso) e che se anche la causa dovesse tornare indietro sarebbero assolti comunque. Cioè in pratica hanno già vinto la causa. Se questo è vero, però, considerando che un'azienda citata per prima cosa mette a passivo le cifre che le vengono richieste (con tutti i vantaggi fiscali che questo comporta), avrei capito se avessero deciso di patteggiare nei primi gradi di giudizio, quando c'era il rischio di una condanna, ma perchè farlo ora?
Questi non sono privati cittadini che stanno pagando un pesante tributo allo stress perchè in causa con lo stato, dai...
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by doc G »

Hobbit83 wrote:
Uhm...
Consideriamo i fatti.
La mondadori ha un team di avvocati che potete immaginare e che comunque paga. Li pagherà di più se sono in qualche causa, forse, non so, ma non sono spese che spariscono totalmente.

Leggo:Ci viene detto che il terzo grado di giudizio non serve a un caspio (cosa che già mi lascia perplesso) e che se anche la causa dovesse tornare indietro sarebbero assolti comunque. Cioè in pratica hanno già vinto la causa. Se questo è vero, però, considerando che un'azienda citata per prima cosa mette a passivo le cifre che le vengono richieste (con tutti i vantaggi fiscali che questo comporta), avrei capito se avessero deciso di patteggiare nei primi gradi di giudizio, quando c'era il rischio di una condanna, ma perchè farlo ora?
Questi non sono privati cittadini che stanno pagando un pesante tributo allo stress perchè in causa con lo stato, dai...
Non ho detto che la Cassazione non serve a nulla.
E nemmeno che di sicuro accetterà passivamente il giudizio dei primi due gradi.
Vero è che invece non è un tribunale con particolari competenze tributarie, vero che non decide nel merito ma solo nel diritto e che in caso di annullamento di una sentenza non significherebbe l'eventuale condanna della Mondadori, ma il rinvio ad uno dei gradi di giudizio presso gli stessi giudici che hanno deciso quel grado di giudizio.
Tenuto conto che la commissione tributaria regionale è composta da esperti tributari che fanno solo quello di mestiere, è difficile che la sentenza in Cassazione venga ribaltata, soprattutto in modo avverso al contribuente, e la casistica conferma questo che sto dicendo. In genere nella stragrande maggioranza dei casi l'annullamento di una sentenza avviene o per errori nella motivazione, dato che i giudici tributari non hanno ancora la precisione in quello di quelli ordinari, ed in tal caso la sentenza viene riemessa tal quale, oppure i ribaltamenti avvengono in modo favorevole al contribuente, che non è tutelato come negli altri tribunali. Per fare solo un esempio a cavolo, lo Stato può presentare prove testimoniali ed il contribuente no.
Perchè se uno ritiene di poter vincere paga?
Perchè prima di tutto se anche sei convinto al 95% di vincere (in questo caso direi anche al 99%) c'è sempre l'altro 5% ed in ogni caso c'è molto più tranquillità, dormi tranquillo anzichè pensare a ricorsi.
Non è neanche vero che gli avvocati comunque li paghi, agli avvocati devi comunque pagare una parcella anche in base al risultato che ottengono. Dato che si parla di cifre notevoli, notevole sarebbe pure la parcella in caso di vittoria, ammesso che sia del 2-2,5% sarebbe comunque un'operazione economicamente conveniente pagare il 5.
Torno a ribadire: restando a questo caso e solo a questo, non cascate nella trappola di un giornalista poco informato (o corretto) che vuole creare polemiche ad arte. La convenienza economica della decisione è tutta dello Stato, che prende soldi che non avrebbe mai preso. Ripeto: se vinci una causa sia in primo che in secondo grado con la stessa identica sentenza è probabile che la Cassazione confermi. Ripeto, probabile, non certo, ma probabile direi di si, diciamo altamente probabile.
Di fatto lo Stato dice: "Hai vinto due gradi di giudizio, probabilmente continueresti a vincere, però io ti romperò i coglioni fino alla fine e ti farò spendere un botto di cause, avvocati e perizie. Se però quei soldi che spenderesti li dai a me smetto di starti addosso."
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hank Luisetti »

Varie & Eventuali:

"Bisognerebbe fare uno sciopero dei lettori per insegnare ai nostri giornali a non raccontare balle." Silvio Berlusconi

:D

"Siamo i piùricchi d'Europa"
Silvio Berlusconi..probabilmente stava parlando dell sua famiglia..

:cheer:
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Mo_Pete »

http://stopthecensure.blogspot.com/2010 ... per-i.html

Iutile dire che qui lo si stia prendendo a insulti tutti i giorni...Vedere gruppi su Facebook..
Può una mente del genere partorire queste pazzie nel 2010?
-Essersi chiesti ma chi se ne frega del canale delle televendite 24 ore su 24 sul digitale terreste...a me basta lo chef tony su sardegna uno con i suoi coltelli che tagliano anche le anime..
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by doc G »

Hank Luisetti wrote: Varie & Eventuali:

"Bisognerebbe fare uno sciopero dei lettori per insegnare ai nostri giornali a non raccontare balle." Silvio Berlusconi
Adesso però non mi pare il caso di stare a fare le pulci su tutto quello che dice.
Ha perfettamente ragione.
Ad esempio ogni volta che mi cadono gli occhi su Libero o su Il Giornale mi vien voglia di fare lo sciopero dalla lettura.
Il fatto che lui contribuisca in modo altamente rilevante al numero di cazzate che vengono pubblicate può essere tranquillamente dimenticato con un lodo Luisetti.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hobbit83 »

doc G wrote: Adesso però non mi pare il caso di stare a fare le pulci su tutto quello che dice.
Ha perfettamente ragione.
Ad esempio ogni volta che mi cadono gli occhi su Libero o su Il Giornale mi vien voglia di fare lo sciopero dalla lettura.
Il fatto che lui contribuisca in modo altamente rilevante al numero di cazzate che vengono pubblicate può essere tranquillamente dimenticato con un lodo Luisetti.
:lol2: :lol2:

Effettivamente ha detto "nostri"
Il suo, quello di sua moglie, quello di suo fratello .... :paper:
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hank Luisetti »

doc G wrote: Adesso però non mi pare il caso di stare a fare le pulci su tutto quello che dice.
Ha perfettamente ragione.
Ad esempio ogni volta che mi cadono gli occhi su Libero o su Il Giornale mi vien voglia di fare lo sciopero dalla lettura.
Il fatto che lui contribuisca in modo altamente rilevante al numero di cazzate che vengono pubblicate può essere tranquillamente dimenticato con un lodo Luisetti.
:lol2:

"Il Giornale Libero è impenato in una campagna contro i finanziamenti pubblici al cinema o meglio «i soldi dei cittadini buttati nel cesso«. Libero è lo stesso giornale che dalla nascita ha scippato 50 mln di euro di finanziamento pubblico, fingendo di essere l'organo politico del movimento monarchico?" Belpietro è lo stesso che da Panorama polemizzava con Feltri per i soldi pubblici ai giornalied ora li incassa col trucco della coperativa? La specialità del cialtrone è l'ergersi ad autorità morale, fra gli applausi dei sottostanti cretini." Curzio Maltese

Ps: “Solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti è contraria alla legge sulle intercettazioni” Silvio Berlusconi

:lol2:

NB: tutti i vari sonaggi da quello  di MetropolisWeb, 72%, Famiglia Cristiana, 82%, Sky Tg 24, 70%..ed ancora il sole 24..dicono che i cittadini italiani non la pensano così, dal sole24:

Il 91% degli italiani ritiene che le intercettazioni siano uno strumento utile per tutelare la sicurezza del Paese; il 90% che siano uno strumento utile per proteggere il Paese dalla corruzione. (..) alla domanda su cosa debba essere primariamente tutelato, tra sicurezza, liberta’ di stampa e privacy, la stragrande maggioranza sceglie la prima con il 69%. Solo il 21% la liberta’ di stampa e appena l’8% la privacy
Last edited by Hank Luisetti on 29/08/2010, 10:07, edited 1 time in total.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hank Luisetti »

Un Quesito a tutti voi utenti di Playitusa, 

Perchè il Berlusconismo ha così piede in Italia? Su cosa si fonda?

e domanda analoga sulla Lega.
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