Dwight Howard and others were in Orlando yesterday to support their moms playing in a charity game against NFL moms.
Flo Allen-Hopson, Ray Allen’s mother, was named MVP of the game. Dwight Howard’s mom had only one rebound and Rasheed Wallace’s mom was ejected after picking two technical fouls. For real.
GERUSALEMME – Nella vita di Amar'e Stoudemire, la stella dell’Nba, oggi c’è una cosa che conta più dell’altezza: l’Altissimo. Adonai. Il Dio degli ebrei. Il campione l’ha stoppato quando gli stava scappando. L’ha preso di rimbalzo dopo una vita complicata. Adesso, dopo quattro anni d’allenamento spirituale, è andato a schiacciare. Canestro. In Israele. In quella che lui chiama «la terra dei Padri», anche se nessuno dei suoi è di qui. «Volevo venire da sempre, finalmente ce l’ho fatta»: Stoudemire, fra i cestisti più pagati d’America, appena passato per 100 milioni di dollari dai Phoenix Suns ai New York Knicks, è atterrato la settimana scorsa e non s’è fatto mancare nulla. Gli autografi dei turisti americani nella hall dell’hotel di Gerusalemme e il Muro del Pianto, le ore piccole a Tel Aviv e la salita di Masada, qualche palleggio nel tempio del Maccabi e la visita a Yad Vashem. Un viaggio per quelle che ormai sente come sue radici. Una promessa di vita: «Quando avrò chiuso con lo sport, verrò a vivere per sempre in questi luoghi».
LA RIVELAZIONE SU TWITTER - 28 anni, 115 kg, due metri e 15. Orfano di padre a 12 anni, la madre dentro e fuori di galera, una viavai tra scuole che l’accoglievano e lo cacciavano. A rivelare la sua sete spirituale, Stoudemire è arrivato per caso. Su Twitter, una sera, mentre chattava di basket, allenamenti, ragazze, sponsor, chiacchiere in libertà… Qualcuno lesse. E notò che nei messaggi spuntavano parole insolite, piazzate come tiri liberi: shalom, mitzvah, layla tov… Fu allora che partì la domanda: scusa Amar'e, ma perché parli in ebraico? La risposta fu un tiro da tre punti: «Io sono ebreo». «Non è ebreo, ma si sente tale», minimizza ora il suo manager: «Sua madre dice che in famiglia c’è qualcosa di quella tradizione, ma non so nemmeno se sia circonciso». «É vero – dice il campione -, in senso letterale non sono un ebreo. Nessuno in famiglia lo è. Nessuno è mai stato cresciuto in questi valori. Ma in senso spirituale, io lo sono. Nella mia cultura: leggo, studio molto. E nelle mie regole di vita: rispetto i comandamenti, Yom Kippur, il sabato, Pasqua. E tutti i digiuni, sempre che non ci sia una partita importante».
LA STELLA DI DAVID TATUATA - Quando gli hanno offerto d’allenarsi alla Nokia Arena di Tel Aviv, Stoudemire s’è presentato con la fidanzata e la kippa. Una stella di David tatuata sul braccio: «Sono giorni meravigliosi. Gerusalemme è una città emozionante: ho passato ore nei caffè, a cenare e migliorare l’ebraico. Tel Aviv è come Miami: ottimi ristoranti, bella gente, ragazze carine. Non so se potrò mai convertirmi, se verrò accettato. Di sicuro so che per me questo è il luogo dove vivere» Hanno provato a fargli qualche domanda sull’antisemitismo nel mondo: «Non ne so molto». E sulla questione palestinese: «Sono cose che non seguo». Però, quando gli hanno chiesto che cosa pensi di Obama, s’è acceso: «Lo sostengo al cento per cento. Sta mantenendo tutte le sue promesse». Il pellegrinaggio di Stoudemire è di pochi giorni. Ci sono una squadra e un campionato che l’attendono: «Quest’anno, sono felice di giocare a New York. Dopo Israele, Manhattan è il luogo con la più alta densità d’ebrei. E io mi sento legato a ogni posto in cui vive un ebreo».
:roll:
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)
nikfiumi wrote:
Parlavano su quale scegliere. "Quella di Kobe spacca, anche quella di Wade però.... Quella di James... Non la prendo neenche se me la regalano!" testuali parole della discussione....
bonzo wrote:
Shaq has even asked for your help, posting the following message to his Twitter followers: "hello green town. ok what u got 4 nicknames? make um good"
(ANSA) - ATENE - Il giocatore serbo Nenad Krstic e' stato arrestato in seguito alla maxirissa scatenatasi ieri nell'amichevole tra Grecia e Serbia. Il 27enne, attualmente in Nba con i Thunder di Oklahoma City, e' stato uno dei protagonisti in negativo della serata, finendo per lanciare una sedia contro un avversario durante il parapiglia. Le manette - dice la polizia greca - sono scattate per 'infrazione della legge sulla violenza nello sport'.