Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

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PLATOON
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by PLATOON »

tornando ad altro bellissimo che Feltri e belpietro chiedano le dimissini di Fini, non che non abbiano ragione eh.........un minimo di coerenza ci deve stare...........però sempre per la stessa coerenza dopo Fini chiederanno anche ad un altro di dimettersi? Io se fossi Fini cercherei un contropiede.............
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T-Time
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by T-Time »

PLATOON wrote: tornando ad altro bellissimo che Feltri e belpietro chiedano le dimissini di Fini, non che non abbiano ragione eh.........un minimo di coerenza ci deve stare...........però sempre per la stessa coerenza dopo Fini chiederanno anche ad un altro di dimettersi? Io se fossi Fini cercherei un contropiede.............
Fini fa benissimo a resistere alla clava mediatica adoperata dai giornali di Berlusconi. Un conto sono le indagini e soprattutto le condanne della magistratura, ma se passa il concetto che un giornale killer può dimissionare gli avversari politici fabbricando dossier ad hoc sono guai.
Il paragone col caso Scajola portato da alcuni è ridicolo.

Per me nella vicenda Fini ha stupidamente subito l'intraprendenza dei Tulliani bros, che sono due formidabili arrampicatori sociali.
Ingenuità e sciocchezza imperdonabile la sua, che sta pagando e pagherà eccome politicamente. Farlo pure dimettere però mi sembra troppo, anche perchè a quel punto per fatti simili o ben più gravi probabilmente dovrebbe dimettersi il 90% dei parlamentari.
Sì d'accordo free Magnus,
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by doc G »

T-Time wrote: Fini fa benissimo a resistere alla clava mediatica adoperata dai giornali di Berlusconi. Un conto sono le indagini e soprattutto le condanne della magistratura, ma se passa il concetto che un giornale killer può dimissionare gli avversari politici fabbricando dossier ad hoc sono guai.
Il paragone col caso Scajola portato da alcuni è ridicolo.
Per me nella vicenda Fini ha stupidamente subito l'intraprendenza dei Tulliani bros, che sono due formidabili arrampicatori sociali.
Ingenuità e sciocchezza imperdonabile la sua, che sta pagando e pagherà eccome politicamente. Farlo pure dimettere però mi sembra troppo, anche perchè a quel punto per fatti simili o ben più gravi probabilmente dovrebbe dimettersi il 90% dei parlamentari.
Qualsiasi sia la sua colpa, ancora non è nemmeno sotto processo.
Per chiederne le dimissioni io aspetterei una condanna, ma vogliamo per lo meno aspettare il rinvio a giudizio, ammesso che avvenga?
A me questa cosa della richiesta di dimissioni durante un'indagine non piace affatto.
Forse Berlusconi si è trovato per anni nella gogna mediatica di situazioni simili, giuste o errate che fossero le accuse mossegli, ed ora ha deciso di far provare la stessa medicina agli avversari politici più pericolosi, come in questo momento è Fini, che in teoria (in teoria, perchè non credo ne trarrebbe alcun vantaggio) potrebbe far cadere il governo.
Oppure vuol trasformare tutto in caciara per togliere questa arma ai suoi avversari.
Resta il discorso che chiunque ne sia sottoposto a me pare che sia una situazione assurda ed incivile.
Per la richiesta di dimissioni a mio parere serve almeno una richiesta di rinvio a giudizio, ed a volte non sarebbe nemmeno sufficiente, per effettuare una cosiddetta inchiesta giornalistica servono riscontri precisi ed un minimo di equità di posizione, altrimenti tutto finisce forzatamente in caciara. Purtroppo così è andata a finire e tutte le inchieste che riguardano i politici, di ogni parte, ormai è caciara e questo toglie ogni possibilità di arrivare ad ogni soluzione.
Torno a fare il solito esempio: Falcone e Borsellino non aprirono bocca con i giornalisti prima delle richieste di rinvio a giudizio, e si è arrivati al maxiprocesso.
All'epoca Di Pietro tenne tutto segreto fino all'arresto di Mario Chiesa e scattò tangentopoli.
Adesso sappiamo che probabilmente Bertolaso andava a puttane, sappiamo che Marrazzo andava a trans, ma non c'è alcuna possibilità che si arrivi ad un giudizio, perchè sono uscite informazioni prima del dovuto ed ormai se si dovevano far sparire prove è stato fatto e non c'è possibilità di effettuare veri riscontri.
Questa è caciara, non ricerca di giustizia.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Maialone »

Mah, dietro ste robe di Montecarlo ("me sun cagaà adoss a Montecarlo" cit.) ci sta solo il tentativo di far passare Fini come un cagnolino castrato al guinzaglio della prima sgallettata di turno (e della sua famiglia). Operazione geniale, chi l'avrebbe mai detto che un fascista del genere fosse tanto zerbino senza palle.
Cazzo guardi?
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by T-Time »

doc G wrote:
Per chiederne le dimissioni io aspetterei una condanna, ma vogliamo per lo meno aspettare il rinvio a giudizio, ammesso che avvenga?
A me questa cosa della richiesta di dimissioni durante un'indagine non piace affatto.
Mah, la richiesta di dimissioni ormai la fanno tutti in millemila situazioni, è un'arma trita e ritrita e quindi spuntata.
Vedo altre problematicità.
Per esempio l'ultragarantismo ha generalizzato l'impunità, e i condannati per mafia restano allegramente al loro posto fino al terzo grado di giudizio. Intollerabile.
I tempi della giustizia sono biblici, la politica non può e non deve conformarsi ai tribunali ma dovrebbe (come in tutto il resto del mondo democratico) sviluppare un minimo di coscienza.
Scajola nessuna delle due volte che l'hanno dimissionato era sotto indagine, ma è stato cacciato a furor di popolo lo stesso. Il suo è un buon esempio di come politica e giustizia dovrebbero correre su binari separati, i giudizi sui politici devono essere di natura politica, non processuale.

Detto questo, ripeto che non c'è motivo nemmeno politicamente al momento perchè Fini debba lasciare Montecitorio.
doc G wrote: Torno a fare il solito esempio: Falcone e Borsellino non aprirono bocca con i giornalisti prima delle richieste di rinvio a giudizio, e si è arrivati al maxiprocesso.
All'epoca Di Pietro tenne tutto segreto fino all'arresto di Mario Chiesa e scattò tangentopoli.
Adesso sappiamo che probabilmente Bertolaso andava a puttane, sappiamo che Marrazzo andava a trans, ma non c'è alcuna possibilità che si arrivi ad un giudizio, perchè sono uscite informazioni prima del dovuto ed ormai se si dovevano far sparire prove è stato fatto e non c'è possibilità di effettuare veri riscontri.
Questa è caciara, non ricerca di giustizia.
Altri tempi?
Faccio un esempio che conosco: a Milano dal presidente della commissione urbanistica (quello arrestato per la tangente da 5.000 euro) fin giù giù all'ultimo operatore allo sportello addetto alle Dia la mazzetta era la regola, non si scappava.
In un sistema come questo, dove in ogni ufficio potenzialmente ci sono decine di chiamiamoli opportunisti, gente disposta a spifferare tutto per soldi, la riservatezza diventa una chimera o quasi.
Oggi Di Pietro o Borsellino temo faticherebbero non poco a mantenere il silenzio sulle loro indagini, perchè dovrebbero gioco forza avvalersi della collaborazione di polizia, carabinieri, finanzieri, cancellieri, segretarie, ecc... e se solo uno di tutti questi si uniformasse al malcostume imperante il castello crollerebbe.
Last edited by T-Time on 17/08/2010, 4:21, edited 1 time in total.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by theref86 »

Il picconatore se ne è andato...portando nella tomba segreti...pace all'anima sua..non credo piangerò lacrime amare..RIP
Hobbit83
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hobbit83 »

http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-6365174/

Silvio Il Presidente, coadiuvato da Giulio il Ministro, fa uno sconticino del 95% su quanto dovuto per evasione fiscale dalla Mondadori, azienda che è di proprietà di Silvio il Tycoon, padre di Marina la Presidentessa, ed è difesa dallo studio di Giulio l'avvocato tributario.

Che paese di merda. (cit.)
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by lele_warriors »

Hobbit83 wrote: http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-6365174/

Silvio Il Presidente, coadiuvato da Giulio il Ministro, fa uno sconticino del 95% su quanto dovuto per evasione fiscale dalla Mondadori, azienda che è di proprietà di Silvio il Tycoon, padre di Marina la Presidentessa, ed è difesa dallo studio di Giulio l'avvocato tributario.

Che paese di merda. (cit.)
ennesimo schifo,come al solito passato bene in silenzio
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by doc G »

Hobbit83 wrote: http://www.repubblica.it/politica/2010/ ... e-6365174/

Silvio Il Presidente, coadiuvato da Giulio il Ministro, fa uno sconticino del 95% su quanto dovuto per evasione fiscale dalla Mondadori, azienda che è di proprietà di Silvio il Tycoon, padre di Marina la Presidentessa, ed è difesa dallo studio di Giulio l'avvocato tributario.

Che paese di merda. (cit.)
Scusami, Hobbit, sarà che su queste cose sono particolarmente sensibile, ma se leggi bene non è così.
Anzi, è l'ennesimo esempio di informazione non corretta in Italia.
Berlusconi ne sarà il primo responsabile? Posso anche essere d'accordo, ma questo articolo non è megliore di quelli di Feltri.
La Mondadori ha vinto in primo e secondo grado il ricorso. Giudici asserviti? Insomma, questi giudici sono lo scudo per la nazione contro le prepotenze di Berlusconi o sono asserviti? Oppure sono l'uno o l'altro a seconda di come decidono?
Vincere un ricorso fiscale non è affatto agevole. Molti contribuenti per paura di sborsare somme notevoli in perizie, commercialisti ed avvocati se hanno la possibilità di chiudere un contenzioso lo fanno anche se hanno avuto sentenze favorevoli, in fin dei conti pagano poco di più di quanto spenderebbero per spese processuali.
E l'ufficio delle entrate non si ferma mai prima di una sentenza definitiva, neanche se ha sempre torto.
Anni fa, quando uscì l'altro concordato, io ed il mio socio di allora avevamo appena vinto un ricorso in primo grado. Io pagai il concordato, il mio socio no. Vinse poi il secondo grado, la Cassazione annullò tutto per un errore nel primo processo, il mio socio ha rivinto ancora in primo e secondo grado ed attende la Cassazione. Comunque vadano le cose ha speso più o meno quanto me, ma con un'ansia differente, e nonostante 4, dico 4, sentenze favorevoli è ancora sulle spine.
La possibilità di chiudere un ricorso da parte del contribuente dopo sentenze favorevoli è stata giudicata positivamente da quasi tutti i fiscalisti ed analisti, anche di quelli che lavorano per lo Stato, perchè permette allo Stato di incassare qualcosa in controversie dove è perdente.
Cioè, lo Stato perde la causa, sottolineo perde la causa, ribadisco che perde la causa, ed incassa qualcosa perchè il contribuente ha paura delle spese dei gradi successivi.
Lo Stato incassa poco?
Incassa cifre non dovute.
Sottolineo: non dovute.
La Mondadori ha evaso il fisco? Forse. Non ne ho idea.
Ma chi deve stabilirlo? I giudici o Repubblica?
I giudici sembrano aver stabilito di no. In due diversi gradi di giudizio.
Ma Repubblica non era sempre e comunque dalla parte dei giudici? Ha cambiato idea? Saranno forse diventati delle "Metastasi" anche per Mauro?
Perchè mettiamoci d'accordo, o sono generalmente (con le dovute eccezioni) persone oneste e corrette, ed allora dobbiamo rispettare le loro sentenze, anche quelle che desidereremmo contrarie, anche quando danno ragione a Berlusconi, oppure è guerra di bande e vince la più forte.
Io preferisco ritenere che i giudici siano più o meno persone corrette che cercano di fare il proprio lavoro come meglio possono, con le dovute eccezioni. Repubblica pare pensarla in modo differente, come Berlusconi, me ne farò una ragione.
Se diciamo che l'avvocato inglese per noi è da considerarsi colpevole perchè è stato condannato in due gradi di giudizio prima della prescrizione, allora dobbiamo anche dire che molto probabilmente la Mondadori non ha evaso il fisco, e con questa decisione lo Stato incassa cifre che non avrebbe mai incassato, altro che perdere il 95%, guadagna il 5%.
La ratio legis è quella di incassare qualcosa sempre e comunque, dando contentini al contribuente. Tutte le decisioni degli ultimi 15 anni, anche del governo Prodi, sono state in tal senso. Se un contribuente accetta un accertamento e paga senza alcun appunto ha sconti notevolissimi sulle sanzioni, se si reca a trattare con l'ufficio, ha comunque uno sconto notevole. Se c'è accertamento con adesione, cioè la trattativa va avanti, il contribuente si difende, presenta controdeduzioni, prove e perizie ha comunque uno sconto. Questi sconti vanno da 1/2 a 1/8 delle sanzioni. Lo scopo di tutto ciò è convincere il contribuente a pagare subito senza stare troppo a ricorrere, e questa decisione va nello stesso senso, cercando di convincerlo a pagare qualcosina anche dopo che i giudici gli hanno dato ragione. Ripeto, dopo che gli hanno dato ragione.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Paperone »

Doc, tu hai ragione per quanto riguarda l'approccio "colpevolista" di parte dell'articolo, ma la domanda è un'altra: si tratta o no, secondo te, di un decreto ad-aziendam?
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by lele_warriors »

doc il discorso è un altro,nbessuno ha detto che la mondadori ha evaso o meno,ma:
-innanzitutto citami dove repubblica avrebbe criticato i giudici,io non lho letto,tu mi pare di si
-guarda caso proprio prima della sentenza di cassazione viene fatta spostare,da chi?i personaggi mi pare siano ben noti
-guarda caso riguarda proprio mondadori,che guarda caso poi caccia subito il 5%
-sono sempre ovviamente delle coincidenze assurde
-è ovvio si pensa male di chi da una vita fa politica per salvarsi le proprie chiappe

il contribuente può estinguere la pendenza, senza aspettare l'eventuale pronuncia successiva in terzo grado (cioè la Cassazione) versando all'erario il 5% del dovuto. È un piccolo "colpo di spugna", senz'altro. Ma è l'ennesimo, e sembra rientrare nella logica delle sanatorie generalizzate, delle quali i governi di centrodestra sono da sempre paladini. In realtà, è esattamente il "condono riservato" che serve alla Mondadori.

Il primo fatto accade al "Palazzaccio" di Piazza Cavour: il 27 ottobre il presidente della Cassazione Vincenzo Carbone (che poi risulterà pesantemente coinvolto nello scandalo della cosiddetta P3) decide a sorpresa di togliere la causa Agenzia delle Entrate/Mondadori alla sezione tributaria, e di affidarla alle Sezioni Unite come richiesto dagli avvocati di Segrate, con l'ovvio slittamento dei tempi in cui verrà discussa

presidente della Commissione Bilancio Antonio Azzolini, ovviamente del Pdl, trasmette alla Camera il testo di due emendamenti alla Finanziaria. Il primo innalza da 75 a 78 anni l'età di pensionamento per i magistrati della Cassazione (Carbone, il presidente che due giorni prima ha deciso di attribuire la causa Mondadori alle Sezioni Unite, sta per compiere proprio 75 anni, e quindi dovrebbe lasciare il servizio di lì a poco)

E pazienza se il presidente della Repubblica Napolitano, poco dopo, sul "decreto incentivi" invia alle Camere un messaggio per esprimere "dubbi in ordine alla sussistenza dei presupposti di straordinaria necessità ed urgenza, per alcune nuove disposizioni introdotte, con emendamento, nel corso del dibattito parlamentare". E pazienza se la critica del Quirinale riguarda proprio quell'articolo 3, comma 2 bis.

sono solo delle coincidenze,ahahahahahahah,ma perpiacere  :lmao: :lmao: :lmao: :lmao:
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hobbit83 »

doc G wrote: Scusami, Hobbit, sarà che su queste cose sono particolarmente sensibile, ma se leggi bene non è così.
Anzi, è l'ennesimo esempio di informazione non corretta in Italia.
Berlusconi ne sarà il primo responsabile? Posso anche essere d'accordo, ma questo articolo non è megliore di quelli di Feltri.
La Mondadori ha vinto in primo e secondo grado il ricorso. Giudici asserviti? Insomma, questi giudici sono lo scudo per la nazione contro le prepotenze di Berlusconi o sono asserviti? Oppure sono l'uno o l'altro a seconda di come decidono?
Vincere un ricorso fiscale non è affatto agevole. Molti contribuenti per paura di sborsare somme notevoli in perizie, commercialisti ed avvocati se hanno la possibilità di chiudere un contenzioso lo fanno anche se hanno avuto sentenze favorevoli, in fin dei conti pagano poco di più di quanto spenderebbero per spese processuali.
E l'ufficio delle entrate non si ferma mai prima di una sentenza definitiva, neanche se ha sempre torto.
Anni fa, quando uscì l'altro concordato, io ed il mio socio di allora avevamo appena vinto un ricorso in primo grado. Io pagai il concordato, il mio socio no. Vinse poi il secondo grado, la Cassazione annullò tutto per un errore nel primo processo, il mio socio ha rivinto ancora in primo e secondo grado ed attende la Cassazione. Comunque vadano le cose ha speso più o meno quanto me, ma con un'ansia differente, e nonostante 4, dico 4, sentenze favorevoli è ancora sulle spine.
La possibilità di chiudere un ricorso da parte del contribuente dopo sentenze favorevoli è stata giudicata positivamente da quasi tutti i fiscalisti ed analisti, anche di quelli che lavorano per lo Stato, perchè permette allo Stato di incassare qualcosa in controversie dove è perdente.
Cioè, lo Stato perde la causa, sottolineo perde la causa, ribadisco che perde la causa, ed incassa qualcosa perchè il contribuente ha paura delle spese dei gradi successivi.
Lo Stato incassa poco?
Incassa cifre non dovute.
Sottolineo: non dovute.
La Mondadori ha evaso il fisco? Forse. Non ne ho idea.
Ma chi deve stabilirlo? I giudici o Repubblica?
I giudici sembrano aver stabilito di no. In due diversi gradi di giudizio.
Ma Repubblica non era sempre e comunque dalla parte dei giudici? Ha cambiato idea? Saranno forse diventati delle "Metastasi" anche per Mauro?
Perchè mettiamoci d'accordo, o sono generalmente (con le dovute eccezioni) persone oneste e corrette, ed allora dobbiamo rispettare le loro sentenze, anche quelle che desidereremmo contrarie, anche quando danno ragione a Berlusconi, oppure è guerra di bande e vince la più forte.
Io preferisco ritenere che i giudici siano più o meno persone corrette che cercano di fare il proprio lavoro come meglio possono, con le dovute eccezioni. Repubblica pare pensarla in modo differente, come Berlusconi, me ne farò una ragione.
Se diciamo che l'avvocato inglese per noi è da considerarsi colpevole perchè è stato condannato in due gradi di giudizio prima della prescrizione, allora dobbiamo anche dire che molto probabilmente la Mondadori non ha evaso il fisco, e con questa decisione lo Stato incassa cifre che non avrebbe mai incassato, altro che perdere il 95%, guadagna il 5%.
La ratio legis è quella di incassare qualcosa sempre e comunque, dando contentini al contribuente. Tutte le decisioni degli ultimi 15 anni, anche del governo Prodi, sono state in tal senso. Se un contribuente accetta un accertamento e paga senza alcun appunto ha sconti notevolissimi sulle sanzioni, se si reca a trattare con l'ufficio, ha comunque uno sconto notevole. Se c'è accertamento con adesione, cioè la trattativa va avanti, il contribuente si difende, presenta controdeduzioni, prove e perizie ha comunque uno sconto. Questi sconti vanno da 1/2 a 1/8 delle sanzioni. Lo scopo di tutto ciò è convincere il contribuente a pagare subito senza stare troppo a ricorrere, e questa decisione va nello stesso senso, cercando di convincerlo a pagare qualcosina anche dopo che i giudici gli hanno dato ragione. Ripeto, dopo che gli hanno dato ragione.
Mah, guarda Doc, io non posso discutere nel merito la cosa. Ma da quel che posso sapere, io vedo:
- un'autorità che come minimo rimanda un processo, come nell'interesse della difesa, e caso strano due giorni dopo passa un decreto che viene incontro a un desiderio della stessa autorità.
- un accusato e il suo avvocato che nel "ritardo" provocato promulgano una legge di cui, caso strano, si avvalgono subito dopo.

Oh, casi strani della vita che possono succedere a tutti, non metto in dubbio...
Tipo la legge sulla detassazione degli utili reinvestiti, quella sulle rogatorie, quella sul legittimo sospetto. Tutti casi strani, coincidenze.

EDIT:
giuro che non avevo letto il post di lele prima di scrivere quanto sopra  :lol2:
fine EDIT

Altre due cose:
Primo: se i fiscalisti amano questa legge, non vedo perchè la dovrei apprezzare io. Io pago TUTTE le tasse che devo, non di più, non di meno. Vorrei che tutti facessero lo stesso. Lo stato dovrebbe prendere questa direzione, non inventarsi scorciatoie. E se anche TPS e Tremonti fossero d'accordo sulla linea "facciamo pagare qualcosina a ogni presunto evasore", non vedo perchè dovrei essere d'accordo io. Siccome la giustizia è lenta, dobbiamo risolvere il problema con delle porcate? Velocizziamo invece i tempi della giustizia (e senza fare leggi del tipo "alla prima non colpevolezza sei libero"). Niente sconti o multine:
*Se le tasse le hai evase, paghi, tutto, fino all'ultimo centesimo, comprese multe, mora e le spese sostenute dallo stato per scoprirti e condannarti. L'unico sconto che ti concedo è di.... non pagare le spese processuali se ammetti subito di aver tentato di fregarci.
*Se le tasse le hai pagate, tante scuse, ci siamo sbagliati, se hai tenuto le fatture dell'avvocato ti rimborsiamo TUTTE le spese ingiustamente sostenute con gli interessi legali e ti diamo il 15% di quanto pensavamo che ci dovessi dare tu a titolo di risarcimento di danni morali.

Secondo: ho una visione romantica della politica. Se mi presento per amministrare il bene comune, dignità vorrebbe che, nel momento in cui faccio una legge che potrebbe favorirmi ai danni di altri soggetti (concorrenti o semplici e comuni cittadini) io NON la sfrutti. Perchè ovviamente avrò pensato quella legge per il bene di tutti, non per un mio squallido tornaconto personale. Vero?
Last edited by Hobbit83 on 19/08/2010, 17:20, edited 1 time in total.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Hank Luisetti »

La ratio legis è quella di incassare qualcosa sempre e comunque, dando contentini al contribuente. Tutte le decisioni degli ultimi 15 anni, anche del governo Prodi, sono state in tal senso. Se un contribuente accetta un accertamento e paga senza alcun appunto ha sconti notevolissimi sulle sanzioni, se si reca a trattare con l'ufficio, ha comunque uno sconto notevole. Se c'è accertamento con adesione, cioè la trattativa va avanti, il contribuente si difende, presenta controdeduzioni, prove e perizie ha comunque uno sconto. Questi sconti vanno da 1/2 a 1/8 delle sanzioni. Lo scopo di tutto ciò è convincere il contribuente a pagare subito senza stare troppo a ricorrere, e questa decisione va nello stesso senso, cercando di convincerlo a pagare qualcosina anche dopo che i giudici gli hanno dato ragione. Ripeto, dopo che gli hanno dato ragione.
Diciamo che in generale si puote sintetizzare così, ma è più logico andarsi a veder i fini della agenzie.. queste lavorano per obbiettivi di Budget secondo criteri di efficienza aziendalistica.

Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario permettono di ridurre la sanzione (solitamente) da 1/3 del minimo erogabile fino ad 1/10.
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by Maialone »

io non mi stupisco di niente, d'altronde ai tempi si gridò al regime per l'articolo della cd Legge Pecorella che rendeva inappellabili le sentenze di assoluzione in primo grado, nonostante nei testi più o meno accademici la quasi unanimità della dottrina non auspicasse altro... Boh...
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Re: Politica XVIII - Si conta fino a 100... poi si ricomincia... poi si posta

Post by doc G »

lele_warriors wrote: doc il discorso è un altro,nbessuno ha detto che la mondadori ha evaso o meno,ma:
-innanzitutto citami dove repubblica avrebbe criticato i giudici,io non lho letto,tu mi pare di si
-guarda caso proprio prima della sentenza di cassazione viene fatta spostare,da chi?i personaggi mi pare siano ben noti
-guarda caso riguarda proprio mondadori,che guarda caso poi caccia subito il 5%
-sono sempre ovviamente delle coincidenze assurde
-è ovvio si pensa male di chi da una vita fa politica per salvarsi le proprie chiappe

il contribuente può estinguere la pendenza, senza aspettare l'eventuale pronuncia successiva in terzo grado (cioè la Cassazione) versando all'erario il 5% del dovuto. È un piccolo "colpo di spugna", senz'altro. Ma è l'ennesimo, e sembra rientrare nella logica delle sanatorie generalizzate, delle quali i governi di centrodestra sono da sempre paladini. In realtà, è esattamente il "condono riservato" che serve alla Mondadori.

Il primo fatto accade al "Palazzaccio" di Piazza Cavour: il 27 ottobre il presidente della Cassazione Vincenzo Carbone (che poi risulterà pesantemente coinvolto nello scandalo della cosiddetta P3) decide a sorpresa di togliere la causa Agenzia delle Entrate/Mondadori alla sezione tributaria, e di affidarla alle Sezioni Unite come richiesto dagli avvocati di Segrate, con l'ovvio slittamento dei tempi in cui verrà discussa

presidente della Commissione Bilancio Antonio Azzolini, ovviamente del Pdl, trasmette alla Camera il testo di due emendamenti alla Finanziaria. Il primo innalza da 75 a 78 anni l'età di pensionamento per i magistrati della Cassazione (Carbone, il presidente che due giorni prima ha deciso di attribuire la causa Mondadori alle Sezioni Unite, sta per compiere proprio 75 anni, e quindi dovrebbe lasciare il servizio di lì a poco)

E pazienza se il presidente della Repubblica Napolitano, poco dopo, sul "decreto incentivi" invia alle Camere un messaggio per esprimere "dubbi in ordine alla sussistenza dei presupposti di straordinaria necessità ed urgenza, per alcune nuove disposizioni introdotte, con emendamento, nel corso del dibattito parlamentare". E pazienza se la critica del Quirinale riguarda proprio quell'articolo 3, comma 2 bis.

sono solo delle coincidenze,ahahahahahahah,ma perpiacere  :lmao: :lmao: :lmao: :lmao:

Sullo spostamento della competenza puoi aver ragione.
Anzi, probabilmente ce l'hai totalmente.
Come sulle leggi ad personam. Niente da obiettare sul fatto che ce ne siano state molte.
Qui però ripeto, parliamo di un provvedimento che interviene dopo due sentenze in cui la Mondadori aveva avuto ragione.
La Cassazione, ricordiamo, non decide nel merito, quindi non può dire se la Mondadori ha ragione o torto, deve semplicemente dire se il diritto è stato applicato correttamente o meno.
Se decidesse che alcune leggi non sono state applicate correttamente reinvierebbe la causa ai giudici che già l'hanno valutata in uno dei primi due gradi, quindi coloro che già hanno dato ragione alla Mondadori.
Diciamo che le possibilità di un ribaltamento sono piuttosto esigue.
Anche perchè è raro che la Cassazione ribalti una sentenza delle commissioni regionali.
Berlusconi ha corrotto i giudici facendogli fare una sentenza fasulla?
Non ne ho idea, può anche essere, ma in tal caso sarebbero sempre loro a giudicare in caso di annullamento della sentenza.
Di provvedimenti ad personam Berlusconi ne ha fatti tanti, per fare il primo esempio che mi viene in mente la riforma del falso in bilancio.
Se cerchiamo provvedimenti tali col lumicino in questo modo rendiamo ridicola la ricerca dei veri provvedimenti ad personam.
La caciara conviene solo a chi non vuole arrivare a verità, ma attaccare strumentalmente, come per il caso della casa di Montecarlo.

Hobbit83 wrote:
Altre due cose:
Primo: se i fiscalisti amano questa legge, non vedo perchè la dovrei apprezzare io. Io pago TUTTE le tasse che devo, non di più, non di meno. Vorrei che tutti facessero lo stesso. Lo stato dovrebbe prendere questa direzione, non inventarsi scorciatoie. E se anche TPS e Tremonti fossero d'accordo sulla linea "facciamo pagare qualcosina a ogni presunto evasore", non vedo perchè dovrei essere d'accordo io. Siccome la giustizia è lenta, dobbiamo risolvere il problema con delle porcate? Velocizziamo invece i tempi della giustizia (e senza fare leggi del tipo "alla prima non colpevolezza sei libero"). Niente sconti o multine:
*Se le tasse le hai evase, paghi, tutto, fino all'ultimo centesimo, comprese multe, mora e le spese sostenute dallo stato per scoprirti e condannarti. L'unico sconto che ti concedo è di.... non pagare le spese processuali se ammetti subito di aver tentato di fregarci.
*Se le tasse le hai pagate, tante scuse, ci siamo sbagliati, se hai tenuto le fatture dell'avvocato ti rimborsiamo TUTTE le spese ingiustamente sostenute con gli interessi legali e ti diamo il 15% di quanto pensavamo che ci dovessi dare tu a titolo di risarcimento di danni morali.
Sul resto credo di aver risposto.
Leggi ad personam ce ne sono state e probabilmente ce ne saranno ancora, non discuto, esaminiamo solo questa.
Qui la Mondadori ha avuto ragione in due gradi di giudizio. Due gradi. Quale sarebbe la porcata? Lo sarebbe se avesse perso le cause.
E se la Cassazione annullasse la causa tornerebbe sempre da quelli che hanno dato ragione alla Mondadori.
Lasciamo quindi stare il discorso evasione fiscale, i giudici hanno già stabilito che non c'è stata. in due gradi di giudizio.
Il fatto che lo Stato possa rimborsare un euro di spese processuali se il contribuente ha ragione probabilmente appare in Star Trek o in Ritorno al Futuro, di sicuro non è mai avvenuto nella storia d'Italia che una cosa simile sia anche presa in considerazione. E mai lo sarà, visto lo stato dei conti pubblici ed il modo con cui lavorano Guardia di Finanza o Ufficio delle Entrate. Anche se si approva il loro modo di lavorare.
Lo sconto e le multine sono indispensabili per lo Stato per ottenere qualche soldo, non entriamo nel merito. Non a caso hanno deciso in questo senso tutti i ministri degli ultimi 20 anni, compresi quelli dei governi Prodi. Nella lotta all'evasione e nella pressione fiscale non c'è differenza fra il comportamento dei vari governi degli ultimi 20 anni, non credete ai polveroni di entrambe le parti. Non è vero che il governo Prodi abbia aumentato molto la pressione fiscale come non è vero che il governo Berlusconi abbia attenuato gli strumenti contro l'evasione.

lele_warriors wrote: doc il discorso è un altro,nbessuno ha detto che la mondadori ha evaso o meno,ma:
-innanzitutto citami dove repubblica avrebbe criticato i giudici,io non lho letto,tu mi pare di si
Ancora sulle leggi ad personam non ho nulla da obiettare, come sopra.
Se però io dico che la Mondadori ha effettuato manovre per pagare meno tasse, la guardia di finanza se n'è per fortuna accorta, quindi la Mondadori dovrebbe pagare non mi ricordo più quanto, Berlusconi fa una legge ad personam per salvare la sua azienda che ha tenuto comportamenti poco leciti, e poi si scopre che in ben due gradi di giudizio i giudici hanno stabilito che non c'è stata alcuna evasione e la Mondadori si è comportata correttamente, qual'è la conclusione?
L'unica possibile è che i giudici nei primi due gradi abbiano "sbagliato" le sentenze e Berlusconi è dovuto intervenire prima che la Cassazione mettesse tutto a posto.
Se le sentenze sono state corrette, perchè mai Berlusconi avrebbe dovuto aver paura di giudici che esaminano solo la corretta applicazione del diritto senza minimamente poter entrare nel merito?
Ho separato ciò dal resto perchè sopra rispondevo a te, qui parlavo dell'articolo.

Hobbit83 wrote: Secondo: ho una visione romantica della politica. Se mi presento per amministrare il bene comune, dignità vorrebbe che, nel momento in cui faccio una legge che potrebbe favorirmi ai danni di altri soggetti (concorrenti o semplici e comuni cittadini) io NON la sfrutti. Perchè ovviamente avrò pensato quella legge per il bene di tutti, non per un mio squallido tornaconto personale. Vero?
Qui il discorso è differente. Posso anche essere d'accordo con te, ma non c'è nessuno scandalo se avviene il contrario. Semplicemente hai l'arma della tua matita nel chiuso della cabina elettorale. Evidentemente a chi vota Berlusconi questa visione romantica non interessa, agli altri forse si forse no.
Il problema sarebbe trovare qualcuno nell'arco costituzionale che applichi questi principi, ma se c'è di sicuro va lodato per questo fatto.
Non può però essere considerato uno scandalo il contrario, semmai una nota di grandissimo merito questo comportamento.
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