Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Il Punto d'incontro dei Fans NBA di Play.it USA
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Porsche 928
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Porsche 928 »

dreamtim wrote: beh ci sarà un motivo se la vecchiezza ci sverna, dubito alla star media nba prema chi sta a basso reddito, a meno che non ci sia la telecamera di "nba cares"
Quando due anni mi sono fatto il viaggio, bisognava stare estremamente attenti al quartiere dove giravi, se ti allontanavi da Ocean Drive.
E' una città strana dove a 900 metri dal povero homeless girano un fottio di Ferrari, lambo e affini.
E' umido da far schifo, ma c'è l'oceano, miami Beach è un bel vedere e se hai i soldi te la godi.
Dubito un nativo dell'Ohio la schifi, sporatutto se viene da Cle.
Peraltro restando in Florida, Orlando l'ho trovata una città molto a misura d'uomo, senza il "pathos" di Miami.  

Mi pare cmque un nonsense, la città che con Riley firma i 3 pesci più grossi di quelli che si sono spostati qualcosa dovrà avere.
che senso ha negarlo?
è come dire alla propria ragazza: "se non fossi attraente, simpatica, complice, eccetera, beh oh non ti guarderei nemmeno"  :D

grazie al cacchio, aggiungo  :naughty:
Wade che fa il reclutatore.  :gazza:
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luciusnba
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by luciusnba »

mr.kerouac wrote: oh, finalmente qualcuno che smonta la tesi "miami gran bella città"
Un conto se vivi Miami Beach da professionista milionario, un conto da clandestino cubano...nel primo caso credo sia una delle meglio città in cui vivere (certo se odi il caldo poi è una'altra storia)
"Prima di quel fallo correvano da una parte all'altra, imprendibili. Dopo, diventarono come una persona anziana che deve attraversare la strada: guarda a destra, a sinistra, poi di nuovo a destra e poi tentennando parte".
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by kobe 84 »

doc G wrote: Non è proprio così la vicenda dei Lakers (non quella di Kobe, quella dei Lakers).
forse se glielo dici tu ci credono doc :lol2:
non c'è una cosa giusta detta in quel paragrafetto :D
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Heat33
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Heat33 »

luciusnba wrote: Un conto se vivi Miami Beach da professionista milionario, un conto da clandestino cubano...nel primo caso credo sia una delle meglio città in cui vivere (certo se odi il caldo poi è una'altra storia)

come per tutte le città
senza soldi dormi sotto i ponti di NY e chicago e LA

qualsiasi città del mondo funziona cosi ma Miami è una gran bella città
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by dreamtim »

mr.kerouac wrote: i vecchi svernano per il clima... mi sembra ovvio
oh, comunque a me fa cagare. posso? no perchè se mi devi asciugare come con mike allora ti do subito ragione...
:lol2:

io? l'ho asciugato io  :lol2:? questo è revisionismo storico  :D  ha scritto 2 genesi, e mò so io?
so che ti manda in crisi il confronto, era solo per capire come uno di Cle faccia a ritenere Miami un cesso.  Poi per carità, se non ti piace, niente da dire, il problema è che il fa non sei tu.

andate di rotelaaaaaaaaaaaaaa  :01:
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by mackzone »

Porsche 928 wrote: Wade che fa il reclutatore.  :gazza:
quoto. secondo me assolutamente il fautore di questa incredibile free agency,ben più di riley.
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Ciombe
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Ciombe »

Porsche 928 wrote: Adesso son d'accordo su quasi tutto il tuo post ma sto pasaggio qui non si puo leggere eh.
Come fai ad accostare LA come mercato e fascino a Miami (che poi di fascino ci sarebbe da parlarne quanto ne ha come citta in se stessa) una e` il secondo mercato USA l'altra e` la terzultima citta come % di persone sotto la soglia di poverta(domandare anche cosa ne pensa il buon Buffa sulla citta in se), difficile trovare due situazioni meno comparabili, da questo passaggio sembra che Miami sia 100 volte Cleveland "...hanno (LA e Miami) altro fascino..." magari sportivamente nel basket ce l'hanno adesso ma lasciamo fuori il resto va, economia in primis.

Che poi fino a un mese fa se Wade sceglieva un'altra meta anziche restare a Miami eravate alla canna del gas come squadra (avevate Chalmers e Beasley + i rookies ancora da firmare come roster), sicuramente messi peggio ma molto peggio di Cleveland e non mi ricordo ci fossero tutti sti FA che facevano la fila davanti a Riley.
beh, se allora lo dice Buffa, che ne stiamo a discutere.

Miami ha tutti i difetti che vuoi, ma è una città che negli ultimi 20 anni è in forte crescita economica.
E' un paradiso fiscale, è un paradiso naturale.

Un giocatore NBA sceglie per diversi motivi:

- i soldi.
- il contesto tecnico.
- la società.
- la città in cui andrà a giocare.

Metti a confronto in queste cose Miami e Cleveland e dimmi dove andresti a giocare te.

Miami dal 1996 in poi è una delle squadra più competitive della lega aggiungo.
E siamo passati attraverso 3 ricostruzioni nel frattempo.

E i FA da noi si sono sempre venuti.
mr.kerouac wrote: oh, finalmente qualcuno che smonta la tesi "miami gran bella città"
se a te fa schifo cazzi tua.
Porsche 928 wrote: Wade che fa il reclutatore.  :gazza:
secondo me ti gira ancora il cazzo che Bosh abbia preferito Miami a Houston.  :naughty:
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Ciombe »

kobe 84 wrote: forse se glielo dici tu ci credono doc :lol2:
non c'è una cosa giusta detta in quel paragrafetto :D
oh, subito con la coda di paglia quando si tratta di Kobe eh  :naughty:
l'ho ingigantita un po e ci sono subito state segnalazioni!!!!

Però non ditemi che cristo è morto dal sonno, mi offendo.

Buss nel 2004 fece la scelta più opportuna tra il tenere Kobe e il tenere Shaq, ma si arrivò a quella scelta per le bizze di Kobe e la sua ingestibilità in seno ai Lakers.

Poi la storia di Kobe che non volle più Jackson non l'ho certo inventata io.
E quando dopo due annate di bastonate è andato a ricercarlo?

E nonostante tutto voleva anche levarsi di turno fino a 15 gg prima che arrivò Gasol?

Probabilmente per Cleveland ingaggiando Redd o Allen anzichè Hughes sarebbe stato diverso.
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by mackzone »

Ciombe wrote:

secondo me ti gira ancora il cazzo che Bosh abbia preferito Miami a Houston.  :naughty:
non so a lui, un pò a me gira( il giusto,visto si parlava di tradare scola). ma questo che c'entra?
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by luciusnba »

mackzone wrote: non so a lui, un pò a me gira( il giusto,visto si parlava di tradare scola). ma questo che c'entra?
Rosicare per quella?
"Prima di quel fallo correvano da una parte all'altra, imprendibili. Dopo, diventarono come una persona anziana che deve attraversare la strada: guarda a destra, a sinistra, poi di nuovo a destra e poi tentennando parte".
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Mike »

Ciombe wrote:
Ciombe wrote:
a grandi linee condivido.
ma rilancio, il problema è sempre quello: se è vero che c'è stato un concorso delle due parti nelle sfortune della squadra, rimane il fatto che Cleveland senza James sarebbe stata spacciata (come appunto lo è oggi) mentre James senza Cleveland sarebbe stato libero di scegliersi (e si è scelto) un'altra squadra con altre opportunità. LBJ ha avuto, come tanti altri prima di lui, il cortello dalla parte del manico. soltanto che lui ha affondato il colpo ed ha poi abbandonato la nave, altri non l'hanno fatto o l'hanno fatto con qualche anno di più alle spalle. meglio abbandonare prima che sia troppo tardi? no, abbandonare quando si è ormai spacciati, come lo furono Robertson o più recentemente Garnett, Payton, Malone, Drexler solo per fare qualche nome. non scherziamo: a 25 anni ancora devi raggiungere l'apice della tua parabola e se sei bravo mantieni la traiettoia alta per almeno altri 8-10 anni.

che poi vorrei ricordare una cosa. la tesi di "LeBron ha messo (rimesso, correggerei) sulle cartine NBA una squadra da anni derelitta" ci sta fino ad un certo punto. sarebbe anacronistico dimenticare che il sistema di scelte al draft ha appunto come obbiettivo di favorire tramite lottery le squadre peggio messe, col tentativo di dare una possibilità a tutti di riemergere dal fondo. e non credo di doverle neanche spiegare io 'ste cose.

detto ciò, a me pare davvero limitativo concentrare il discorso riguardante un giocatore di pallacanestro ancora in attività sulle sue capacità manageriali.
parliamo di ciò che ha fatto in campo. tantissimo, soprattutto in RS. ma ai playoff, a parte l'impresa del 2007 (sfruttando comunque l'ultimo anno di competitività non altissima ad Est, aspettando i big three di Boston e la crescita di Orlando), negli ultimi due anni ha avuto sempre il fattore campo a favore e non è riuscito ad arrivare alle Finals. capisco che i playoff sono altra cosa (per fortuna, direi) ma non sono neanche uno sport completamente diverso.
il punto, tecnicamente parlando, è che in questi sette anni è cresciuto molto come giocatore ma in modo piuttosto avulso da un contesto di squadra, di rapporto con i compagni. ha creduto finchè non c'ha sbattuto la testa contro il muro di poter vincere da solo? non credo e comunque non c'è dato saperlo. ma nel momento in cui ha sbattuto contro quel muro, anzichè guardarsi intorno nello spogliatoio, è andato a cercarsi la via che gli avrebbe garantito maggiori possibilità di raggiungere il traguardo.
tutto ciò, se non del tutto sbagliato, è sicuramente biasimabile.
bannato
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è un forum di idioti.
non c'è nulla da fare!

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Post by mackzone »

luciusnba wrote: Rosicare per quella?
per quella cosa? per la trade di bosh? non rosico per niente, io avrei fatto lo stesso al posto suo. si è semplicemente avanzata l'idea che il recruiting di wade sia la vera discriminante che ha determinato poi i vari avvenimenti.
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Heat33 »

paragonare la città di cleveland a Miami  :shocking:
ha risposto ciombe
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Post by luciusnba »

mackzone wrote: per quella cosa? per la trade di bosh? non rosico per niente, io avrei fatto lo stesso al posto suo. si è semplicemente avanzata l'idea che il recruiting di wade sia la vera discriminante che ha determinato poi i vari avvenimenti.
Quella intesa come Bosh! Non lo vorrei mai nella mia squadra, siete stati fortunati
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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Post by Ciombe »

Mike wrote: a grandi linee condivido.
ma rilancio, il problema è sempre quello: se è vero che c'è stato un concorso delle due parti nelle sfortune della squadra, rimane il fatto che Cleveland senza James sarebbe stata spacciata (come appunto lo è oggi) mentre James senza Cleveland sarebbe stato libero di scegliersi (e si è scelto) un'altra squadra con altre opportunità. LBJ ha avuto, come tanti altri prima di lui, il cortello dalla parte del manico. soltanto che lui ha affondato il colpo ed ha poi abbandonato la nave, altri non l'hanno fatto o l'hanno fatto con qualche anno di più alle spalle. meglio abbandonare prima che sia troppo tardi? no, abbandonare quando si è ormai spacciati, come lo furono Robertson o più recentemente Garnett, Payton, Malone, Drexler solo per fare qualche nome. non scherziamo: a 25 anni ancora devi raggiungere l'apice della tua parabola e se sei bravo mantieni la traiettoia alta per almeno altri 8-10 anni.

che poi vorrei ricordare una cosa. la tesi di "LeBron ha messo (rimesso, correggerei) sulle cartine NBA una squadra da anni derelitta" ci sta fino ad un certo punto. sarebbe anacronistico dimenticare che il sistema di scelte al draft ha appunto come obbiettivo di favorire tramite lottery le squadre peggio messe, col tentativo di dare una possibilità a tutti di riemergere dal fondo. e non credo di doverle neanche spiegare io 'ste cose.

detto ciò, a me pare davvero limitativo concentrare il discorso riguardante un giocatore di pallacanestro ancora in attività sulle sue capacità manageriali.
parliamo di ciò che ha fatto in campo. tantissimo, soprattutto in RS. ma ai playoff, a parte l'impresa del 2007 (sfruttando comunque l'ultimo anno di competitività non altissima ad Est, aspettando i big three di Boston e la crescita di Orlando), negli ultimi due anni ha avuto sempre il fattore campo a favore e non è riuscito ad arrivare alle Finals. capisco che i playoff sono altra cosa (per fortuna, direi) ma non sono neanche uno sport completamente diverso.
il punto, tecnicamente parlando, è che in questi sette anni è cresciuto molto come giocatore ma in modo piuttosto avulso da un contesto di squadra, di rapporto con i compagni. ha creduto finchè non c'ha sbattuto la testa contro il muro di poter vincere da solo? non credo e comunque non c'è dato saperlo. ma nel momento in cui ha sbattuto contro quel muro, anzichè guardarsi intorno nello spogliatoio, è andato a cercarsi la via che gli avrebbe garantito maggiori possibilità di raggiungere il traguardo.
tutto ciò, se non del tutto sbagliato, è sicuramente biasimabile.
finalmente un post di buon senso da pagine e pagine.

mi permetto.
hai tutto il mio appoggio, ok bello il draft e la parità di diritti, ma se guardi bene sono poche le squadre in centri minori che tramite draft risalgono la china senza perdere le proprie stelle attratte dai mercati più grandi o da promesse tecniche migliori.

Perchè sono ciclicamente sempre le solite le squadra in alto e le "dinastie" della varie Minnesota, Cleveland, Milwaukee, New Orleans sono sempre meno frequenti e solo di passaggio?

C'è tutta una serie di fattori, che va dalla forza o no del menagement (Spurs e OKC in questo senso rispecchiano un contesto tecnico elevato a discapito di mercato minori che sono cmq attraenti...), dalla città a tutto il resto.

Cleveland ha vissuto su James, ora che non c'è più avevano calcolato un danno economico di oltre 300 milioni di dollari.

Minnesota ha vissuto su KG, una volta partito è un gulag.

La stessa cosa succederà anche a NOH.

L'altro boldato esprime la mia grande critica a James, perchè io non voglio passare come un suo assiduo fan, e ne riconosco i limiti.

Ma c'è anche una possibilità, ovvero che James ha sviluppato il contesto avulso al gioco di squadra, anche per come lo hanno caricato i media con la storia dell'arma a doppio taglio del "prescelto" in cui si è immedesimato troppo e in cui lo hanno immedesimato troppo.

Miami è la possibilità che ha di ricostruirsi una reputazione e una carriera, lontano dalla pressione di essere il Prescelto. Non ora che la ferita per i delusi dalla sua scelta è ancora troppo profonda, ma nel futuro, quando tra 5/6 anni potremmo trarre una valutazione su un dato di fatto, non su ipotesi.
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