quel tuo amico (ingrato come amico, non trova mai il tempo manco per farti una telefonata ma promette di rimediare presto) è vero che ha sempre sostenuto la tua prolissità ma è anche uno dei 4 o 5 su questo forum che ti legge ogni volta che becca un tuo post (a meno che non vada proprio di fretta data la sua proverbiale lentezza nel leggere).
pensavo anch'io a Boozer ed il modo con cui è stato liquidato
diciamo che rimarrà sempre un mistero.
tornando alle questioni serie, s'è fatto più volte il mio nome nelle ultime 4 pagine di topic che alla mia ultima festa di compleanno (vi ringrazio ma cerco di non montarmi la testa).
Goppas tranquillo, non chiedo risposte da chi non sa darmele ed è per questo che il silenzio ed il cambio di argomento (son passati al "vediamo chi salta più in alto tra un cestista, un decatlonista ed un tronista di maria") son le soddisfazione più alte che ti possa concedere questo forum. semplicemente, come t'ha fatto notare anche Toni, stavo discutendo con dipper, non tanto per snobbismo nei confronti degli altri che son sempre i benvenuti in questo genere di discussioni quando dimostrano di saperne, ma perchè so che dippa sulla questione è ferrato oltre che appassionato.
dreamtim wrote:
non quoto il post di Mike, per comodità dopo averlo cmque letto nella sua interezza.
Dò per scontato le tesi del "piano, a dargli del pirla" non le abbia letto nessuno, Mike compreso.
a quale tesi del "piano, a dargli del pirla" ti riferisci? c'è un post preciso dove posso leggerlo oppure è la solita marea di spam de tifosi Heat o di concubini lebroniani dei quali ho pensato bene evitarmene la lettura?
se non quoti il mio post io però non posso capire se e dove mi rispondi, leggendolo non mi sembra proprio una risposta al mio.
ad ogni modo ti rimprovero, se m'è concesso darti un consiglio, due cose:
la prima è il tuo odio per Kobe, che per quanto possa non piacerti come uomo o come giocatore non puoi vedere sempre tutto nero su di lui e accusarlo di ogni sciagura possibile dalla caduta delle Twin Towers al ritorno di Lippi in Nazionale.
la seconda, conseguenziale, è che dovresti omettere dal tuo ragionamento Kobe se ti sta così antipatico. non per tanto, ma ci sono tantissimi altri esempi di giocatori da fare, se sai che è un fatto sentimentale oltre che tecnico, sarebbe preferibile evitare di parlare di lui.
perchè si possono mettere sotto la lente d'ingrandimento tutti i comportamenti dietro (o no) le quinte di Kobe ma l'unico fatto oggettivo (sottolineo sia
unico che
oggettivo) è che lui nella sua squadra c'è rimasto anche quando faceva cagare e, fatto a questo punto non secondario, aveva un GM che proprio capacissimo non dimostrava di essere. ha aspettato che le fortune della franchigia si risollevassero ed eccolo lì a lottare per il titolo e vincerne altri due. che non faccia le stesse cose di MJ ai Bulls è un altro paio di maniche ed è un fatto oramai conclamato, neanche più lui crede di poter ancora intaccare il trono di Jordan.
su Bird e Magic, non stravolgiamo la storia, per cortesia. i Lakers l'anno prima della scelta di Magic erano in semifinale di Conference e con lui hanno immediatamente vinto il titolo. Bird non è stato scelto da una squadra così malandata, Boston aveva signori giocatoroni a roster (Archibald, Maxwell, Cowens, Maravich) ma erano male assemblati, tempo un anno arrivano Parish e McHale e vincono anche loro il titolo.
Kobe ha avuto una fortuna simile di entrare in una squadra che era ad un passo dal diventare contender e con lui, una volta maturato come giocatore, lo è appunto diventata. soltanto che a differenza di Bird, che nel contesto di Boston dove c'erano tanti grandi o grandissimi giocatori ma nessuno che svettava sugli altri come appunto fece poi Larry, Kobe s'è ritrovato a fare il secondo violino dietro Shaq un po' come Magic i primi tempi con Kareem (anche se qui si aprono scenari diversi, il primo titolo vinto con una straordinaria gara 6 contro i 76ers senza Jabbar, e poi la leadership predicata nel suo ruolo di playmaker,
altra stoffa, altra merce, altro prezzo. sbavo solo a ripensare a quella gara 6)
LeBron non ha avuto la stessa fortuna. la sua sorte è stata simile a quella di Robertson, di Jordan, di Garnett, come ho citato nel mio precedente post. tutti e quattro sono esseri umani dotati dalla natura di un talento fisico e tecnico incredibile ma qual è la differenza tra uno di essi e gli altri tre? che Jordan è rimasto ai Bulls finchè non ha vinto, gli altri ad un certo punto si sono dovuti arrendere e cambiare franchigia. ma c'è chi l'ha fatto sulla trentina come Oscar e Kevin, e chi l'ha fatto a 25 anni come James.
voglia di vincere? può darsi, anzi, sicuramente direi. ma ogni medaglia ha due facce. ha scelto la strada per vincere, la più facile per quanto nella vita nulla è assicurato, ma in cambio ha dato via la possibilità di rimanere immortale. lui chessenefrega? a me frega anche di meno, solo che è lui che s'è precluso quella possibilità avendone (e attribuendosi) tutte le possibilità di arrivare sull'Olimpo del gioco.
non possiamo ridurre tutto ad un mero fatto dirigenziale o di
coaching staff, perchè come a Chicago cambiò tutto il quintetto titolare così poteva accadere anche a Cleveland (ed è accaduto): veramente lo chiedo, usciamo da questo giochino di dar sempre la colpa ai GM perchè è stancante, oltre perchè dimostrate le sue responsabilità nell'ingerire negli affari da scrivania. la Cleveland di questi anni 2000 non ha nulla di diverso dalla Chicago che fu agli inizi per Jordan: una squadra che aveva avuto sino ad una decina d'anni prima una squadra dignitosa da primi turni di playoff ma che poi era tornata in disgrazia (la Chicago di Bob Love e Jerry Sloan e la Cleveland di Price, Nance e Daugherty a cavallo del '90).
ogni titolo a Cleveland sarebbe valso più di una tripletta a Miami. perchè?
punto primo perchè è la squadra che t'ha scelto (e non mi va di ripetere che 5 dei migliori 6 all time consensualmente riconosciuti ci son riusciti, il sesto invece è il più grande fenomeno individualistico di questo sport).
punto secondo perchè sei andato a giocare nella squadra di un altro dei primi 4 o 5 della Lega (con il declino fisico di Shaq, KG e TD e la moria di lunghi decenti, son rimasti loro due, Kobe e Durant a rappresentare la NBA di oggi). io ho capito che senza almeno un altro giocatorone in squadra non si vince, ma non con un altro primo ministro.
guardiamo a tutte le altre concentrazioni di superstar avvenute in precedenza? volentieri.
tralascio la Boston di Russell perchè lì furono tutte scelte e se vogliamo dir la verità, eccetto in parte Bob Cousy e poi dopo Havlicek che ha dimostrato di vincere anche contro un'altra generazione, gli altri Grandi Celtici vivono dell'aurea riflessa di Russell;
Baylor e West furono entrambi scelti al draft. furono poi seguiti da Chamberlain quando ci si rese conto che davvero contro Boston ci volevano le maniere pesanti e neanche così ci riuscirono a batterli (c'è da dire che furono sempre alle prese con problemi fisici e insieme tutti e 3 giocarono solo una stagione in realtà da quasi integri);
i Knicks primi anni '70 sono un gruppo di giocatori dal grandissimo talento ma senza nessun top10 anche se con due supereroi come Frazier e Reed;
ai Bucks Kareem, come già detto, fu raggiunto da un Oscar in fase calante di carriera;
ai Lakers Kareem, come già detto, fu raggiunto da Magic scelto al draft;
ai Bulls Jordan fu raggiunto da Pippen con una manovra fatta in sede di draft e per anni, come già detto da altri, Scottie era lontano dal diventare il giocatore che conosciamo oggi;
ai Rockets Olajuwon fu raggiunto da Drexler in fin di carriera, e lo seguì poi con minori fortune anche Barkley;
ai Lakers Shaq fu raggiunto da Bryant dopo la scelta al draft con tutte le polemiche del caso;
il big three della Boston recente si è finalizzato tramite scambi, magari discutibili, ma scambi e sia Allen che Garnett erano attorno ai trenta e con una decina di stagioni alle spalle.
parliamo, come vedete, sempre e comunque di "sede di draft" e "trasferimenti a fine carriera"
invece questi due (e mezzo, considerando anche Bosh) sono andati in visita alla muraglia cinese e si son decisi a far squadra insieme aspettando due anni che scadessero i loro contratti. e le modalità con cui tutto ciò è stato orchestrato le abbiamo viste tutti.
io capisco che i tempi cambiano, ma a 22 anni mi ritengo abbastanza elastico mentalmente per accettare questi cambiamenti. le cose son due: o è una porcata nelle regole, oppure è il nuovo modo di fare e mi devo ancora adeguare.
e già che ci sono continuo trasversando su un altro piano. qui lentamente si sta tracciando una strada che non so fino a quanto possa piacere ai vertici NBA. con l'aumento delle franchigie abbiamo assistito alla diluizione del talento, parzialmente contrastato dall'abbattimento delle frontiere e il conseguente arrivo di buoni/ottimi giocatori da altri continenti (anche se poi la moria di lunghi c'è comunque, ma questo è un altro discorso). per anni, con il numero di squadre maggiorato, hanno vinto squadre che potevano permettersi due fenomeni ed un buon contorno (i Lakers di Shaq e Kobe), un fenomeno ed un buonissimo sistema attorno (gli Spurs di Duncan), situazioni nel mezzo (gli Heat del 2006), una squara composta da una brillante coralità di giocatori al posto giusto (Detroit 2004). squadre lontane dai quasi all-star team di Celtics, Lakers, Pistons anni '80.
da un po' di anni ciò non basta più, esattamente da quando Boston ha portato a casa Allen e Garnett. inizialmente si era scettici riguardo le fortune che avrebbero avuto, ma alla fine i Verdi han vinto subito. a metà stagione poi si son mossi pure i Lakers per aggiungere Gasol ad una squadra che senza avrebbe potuto lottare a Ovest ma alla pari con tante altre. anche i Lakers han funzionato. ora la mania è quella dell'assemblamento di stelle: i tre a Miami. Paul e probabilmente anche Anthony che lasceranno quanto prima le loro franchigie per unirsi altrove ad altre allstar. per quanto rimanga scettico riguardo eventuali possibilità reali di titolo garantite da questa nuova modalità di creare
contenders (m'hanno sempre insegnato che si vince con la difesa e non soltanto assemblando talento offensivo), la strada pare segnata, e da un certo punto di vista si profila anche un grosso spettacolo dalle semifinali di conference in poi, per cui potremmo esserne anche contenti.
ma prima? e poi intorno?
non mi preoccupo tanto del primo turno di playoff perchè la postseason è sempre l'amata postseason, ma le 82 partite che vengono prima e che i piani alti si son sempre rifiutati di ridurre perchè servono per far soldi? rischiano di svalursi come non mai (o forse è una mia speranza perchè davvero vorrei si arrivasse ad una situazione drammatica che richiederebbe la riduazione delle franchigie). e le altre 25 squadre che restano? saranno un riciclio di mezzi giocatori che ventelleggeranno a turno in mancanza di veri fenomeni oltre che una rampa di lancio per futuri all star che abbandoneranno la nave il prima possibile? e le tanto decantate competività ad ampio raggio e riciclaggio di contenders del professionismo americano dove vanno a finire?
e tutto ciò credo non debba piacere poi moltissimo a Stern e il Palazzo tutto.
sarà il caldo, sarà che mi suggestiono facilmente, sarà che ogni estate pare debba accadere una rivoluzione e poi non cambia mai niente, ma sono un po' preoccupato (sempre al netto di mare, sabbia e cocktail nel bicchiere).
mi rimane solo la fiducia nella selezione naturale.