MattBellamy wrote:
Mah.. Contropelo io capisco cosa vuoi dire. Però è anche vero che chi mi ha parlato per esperienza diretta della scuola superiore in altri stati (Inghilterra ad esempio) mi ha detto che, stando larghi, le cose non vanno meglio. Che ci sono aspetti ampiamente migliori ma altri ampiamente peggiori.
E non penserei tanto che "ok ora c'è l'università è tutto diverso". Cioè si, è tutto diverso, ma la merda (e tanta) c'è pure lì. E idem nel passaggio successivo al lavoro (nonostante la mia piccolissima esperienza in questo stia andando più che bene, ma parlo in generale).
Non voglio dire che va tutto bene così, e ovvio che ci sono millllllemila cose migliorabili (e che invece a me pare stiano peggiorando) ma diciamo che la tua visione secondo me è almeno un po' troppo cupa (o forse che quello che tu avresti in mente è troppo utopistico?)
Sì, quello che ho in mente io è troppo utopistico. Visto che poi nessuno ha voglia di migliorare la scuola davvero (forse considerandola una istituzione/cosa come altre, quale non è), sono quasi sicuro al 100% che sia troppo utopistico. Ma si tratta di piccoli cambiamenti, giusto a livello di struttura, che si possono fare. E io penso di poter dare un piccolo contributo. Come tutti quelli che non si rassegnano e propongono, del resto.
Per esempio, l'anno prossimo partirà un progetto mio e di altri tre coetanei (
http://ditestamia.it/index2009.php; area Blu, Web Informatore) in almeno 5-10 scuole di Firenze, a partire dalla mia (che è come avevo detto sopra sostanzialmente la più "importante"). Finanziato con diversi soldi della Regione Toscana. Intendo dire proprio non pochi (sono 20.000 sacchi). Essendo lungo più di 10 pagine non ho qui - non ancora - una sintesi accettabile, ma comunque si tratta di uno di tanti possibili piccoli passi verso una condizione leggermente migliore. Se avessi accettato lo schifo che mi si è presentato davanti in un Liceo Classico Michelangiolo che passa per essere la fabbrica della classe dirigente ecc.ecc., non avrei mai potuto neanche pensare di proporre un progetto, vincere un concorso e vederlo quantomeno messo in gioco (perché l'eventuale buona riuscita la vedremo col progetto pilota di 9 mesi l'anno prossimo).
Per il resto, tranquillo che non ho mai pensato che andasse meglio in altri paesi. Anzi, sento dire della roba raccapricciante anche io. Mai stato esterofilo (almeno, non
a prescindere, che è sempre sbagliato).
Fatto sta che io credo che la scuola abbia una grandissima importanza, e vederla così allo sbando non mi può fare che tristezza: però sto provando a migliorarla, assolutamente. Non avrebbe senso altrimenti accanirsi
così tanto.
lleo wrote:
Comunque io il liceo l'ho vissuto piuttosto bene, probabilmente dipende molto dai professori che trovi - e ovviamente non è una cosa positiva. Ho avuto prof (inglese, filosofia, anche italiano tutto sommato) che erano delle persone in grado di darti ottimi spunti, ovviamente devi anche aver voglia di raccoglierli.
Il problema è proprio che tutto alle superiori "dipende". Dipende da fattori del tutto casuali. "E' la vita", mi direte. Certo, e infatti è la verità.
Però ci sono delle piccole cose che possono dare almeno uno spunto a cambiare rotta, o almeno lo spero. Magari dal basso, ché ai "piani alti" non interessa - a quanto pare - avere una scuola nella media, figuriamoci d'èlite. E tutto, secondo me, sta nel non lasciare nell'anarchia tutto il sistema. I professori, rendiamocene conto, oltre ad essere blindati, non hanno alcun tipo di obbligo. Non si può pretendere che gli studenti si auto-insegnino le cose, altrimenti si zappa e si fa gli autodidatti, cazzo. Nella mia scuola s'è vissuto questo. Non dico nemmeno che ci debbano essere spunti, non sono così ottimista (per quanto non ci sia niente di meglio nell'istruzione).
Ma che almeno si dia una dritta, si educhi effettivamente e rigorosamente, secondo qualche regola fissa. E magari, cosa di pari importanza, non più soltanto in modo "frontale", ché nel 2010 fa veramente acqua questo metodo miope di porsi dietro la cattedra...
In sintesi non mi va che in un'istituzione pubblica di questa importanza sia la jella di avere un professore più o meno lavativo a determinare la tua cultura. Non è accettabile.
ripper23 wrote:
La verità è che sparare nel mucchio è sempre facile e spesso sbagliato. E' come se io dicessi "la colpa è degli studenti di oggi che non hanno voglia di fare un cazzo". Avrei ragione in alcuni (molti) casi, e torto in altri.
Ok, ma io parto da un presupposto che può essere opinabile, ok, ma di fatto è come funziona la scuola, ovvero: il potere chi ce l'ha? L'insegnante. Forse non sa di averlo, forse fa finta che ce l'abbiano gli studenti bulli o i genitori cattivi che si lamentano. Fatto sta che è l'insegnante a dare il voto, a interrogare, a decidere di passare un ragazzo. Dal momento che lo passa, questo ragazzo è idoneo a sostenere l'anno successivo.
Comunque nello specifico hai ragione. Ma infatti la colpa non è "dei professori". E' del sistema scuola che li legittima a
non fare. Il sistema scuola è a sua volta formato dai professori. Non mi si venga a dire che gli studenti abbiano voce in capitolo o tantomeno potere ( :lol2:) in qualsiasi - ma dico qualsiasi, nemmeno solo scolastica - questione.
ripper23 wrote:
La scuola non funziona alla perfezione, e questo è certo, ma non è così male come la si dipinge da molte parti e soprattutto le responsabilità delle sue falle non sono da cercare solo tra gli insegnanti.
Sono da cercare nei governanti, anche, ovviamente. Come dici tu dopo.
E io non pretendo nemmeno che tutta Italia vada come la sezione C (sezione più rinomata) del Liceo Classico Michelangiolo (classico più rinomato) di Firenze (che proprio non è una cittadina qualsiasi). Perché peggio di così probabilmente nemmeno si potrebbe con la fantasia (poi lo spiegherò). Ma è il fatto che tutto ciò che è successo sia potuto accadere senza che il preside o chi per lui potesse fare niente agli insegnanti DI MERDA che abbiamo avuto. Ma niente di niente, non aveva né poteva avere del potere. Ma sono casi particolari, puoi dirmi.
I regolamenti, tuttavia, vengono fatti proprio perché certe cose non possano accadere.
Non perché, al contrario, ci si affidi alla buona sorte, e se va bene bene, altrimenti uno si becca il pazzo/paralitico/8 insegnanti di greco in un anno e così via. Ma ne parlo dopo, di questo.
ripper23 wrote:
Punto primo, la scuola è stata picconata anno dopo anno, governo dopo governo, da riforme assurde e idee balzane e contrastanti. Gli insegnanti sono dipendenti statali, non dirigenti.
Esatto. E questo è quel che mi fa tristezza, certamente.
ripper23 wrote:
Punto secondo, se vogliamo andare a cercare le colpe, andiamole anche a trovare nel completo e assoluto menefreghismo di buona parte della nuova generazione di studenti.
Allora, qui sono in completo disaccordo. Cioè, non sul fatto che ci sia menefreghismo e bulletti e fighetti con l'iPhone che ti vengono a dire, tu professore, che fai cacare perché loro sono "ganzi" e c'hanno le mutande D&G e non gliene fotte niente di studiare. Quelli ci sono. [Non dico ci sono sempre stati perché non si sa come la scuola di decenni fa, che ha "istruito" i cinquantenni di oggi (non dimentichiamolo), era un paradiso di rispetto e giovani modello (unici nella storia antecedente e successiva).]
Il problema è che qui si ribalta le responsabilità.
Io che vengo 14enne a scuola a fare lo sbruffone davanti al prof, secondo il buon senso o comunque un minimo di rigore, estremizzando, mi prendo una bella sfilza di 3 in tutte le materie (o un 3 in condotta, fa lo stesso) e ripeto l'anno.
E se continuo lo ripeto ancora, e ancora. E la prendo nel c**o.
Invece si vuole attribuire a Berlusconi, a Gesù Cristo, alle famiglie, il fatto che fondamentalmente gli studenti non siano educati e siano una forma degenere di studenti. Trascurando la generalizzazione, che ci può anche stare, ma dico io: come si può pensare che nella scuola siano gli studenti ad auto-insegnarsi la disciplina? Se, per di più, non la imparano in casa? Perché bisogna pretendere che la colpa della mancata disciplina sia di tutti gli dèi dell'Olimpo, degli studenti e delle famiglie quando la scuola, che dovrebbe educare, non ci sta a fare un cazzo invece? Come si può pretendere che chi va lì e non studia venga passato ogni anno e si faccia passare questo come un gesto di educazione? Questa è diseducazione. Assoluta. Totale.
Sento dei professori - mi ribolle il sangue - che si lamentano perché "ogni anno vengono passati tutti"... ma il consiglio di classe chi lo fa, il collettivo autogestito? O un fottuto insieme di professori che si riunisce lì non vedendo l'ora di andare a casina propria e quindi dicendo "massì dai, passiamoli tutti almeno si evita grane"?
La parte attiva dell'educazione frontale attuata nelle scuole è quella dei professori, stop.
Gli studenti non solo sono lì mediamente con un ruolo passivo, ma si permette loro di fare ciò che pare loro meglio (quindi il cazzeggio), salvo poi scaricare la responsabilità proprio su coloro ai quali si è dato libertà totale.
Aaaaah, che bello quando i giovani erano geneticamente portati all'ordine e alla disciplina, e non avevano bisogno di genitori e soprattutto professori che dicessero loro: "studia, impegnati, comportati bene".
ripper23 wrote:
La scuola è piena di insegnanti che non sanno fare il loro lavoro o che lo fanno male.
E qua io dico:
1) l'insegnante è uno dei ruoli più importanti che esistano;
2) non dico che debbano essere tutti perfetti. Al contrario, dico che ci deve essere un CONTROLLO che impedisca loro di essere DELETERI, ANTIDIDATTICI, ANTI-ISTRUZIONE. E' quel che ho visto, e non solo nel mio illustre liceo del c***o.
Credimi ripper23, non sono il tipico 18enne sfavato. Io alla scuola ci dedico molto del mio tempo, ma ce lo dedico fuori da essa, per migliorarla, perché è un ambiente ridicolo, una farsa totale.
E anche quando non lo è, lo potrebbe benissimo essere perché non esiste controllo e non esiste possibile cura quando un preside non può, in pratica, nemmeno levare dall'incarico un pazzo
dichiarato (ad es.; nel caso era un nostro prof di scienze che aveva cambiato 7 scuole in 7 anni; ovviamente ce lo siamo sorbiti senza poter fare niente, dato che gli studenti hanno potere).
ripper23 wrote:
Ma se si comincaisse a portare un pò di rispetto per quella parte del corso insegnante che è laureata, lavora seriamente, lavora con passione, lavora duramente (perchè te parli di 18 ore, ma anche qui si vede che chiaramente non sai di cosa parli in realtà) per uno stipendo IMBARAZZANTE, forse si comincerebbe ad andare meglio.
No, il rispetto si da solo a chi:
1) lo merita perché
svolge il suo lavoro, che è quello di educare noi poppanti e non viceversa;
2) rispetta gli studenti, ovvero sostanzialmente svolgendo il punto 1.
In più so di cosa parlo, molti amici di famiglia sono professori e confermerebbero quanto dico. Ovviamente con riserva su qualche eventuale privilegio. Come tutti però, nella norma.
Fai conto che la mia attuale prof di latino e greco (una delle poche persone valide incontrate in questo percorso, e per l'appunto ci sentiamo addirittura pomeriggio e sera per parlare anche di queste cose; ah e per l'appunto è under50) spesso mi appoggia, e sai perché? Perché io non me la prendo con
gli insegnanti. La categoria, la generalizzazione. Cioè, magari sì, ma la cosa di base è questa:
1) chi ha potere nella scuola? Gli insegnanti. E su questo non ci piove.
Non si può ribaltare la frittata e in sostanza dire che gli alunni devono venire già scolarizzati/
imparati/zitti e obbedienti. Se gli alunni non piacciono e non sono adatti a proseguire un percorso, si troncano. Punto, non c'è problema. Se poi non si vuole lavorare, non si vogliono grane, ecc., si passa tutto e tutti. Ma che poi non mi vengano a rompere il cazzo con gente che passa ogni anno con sfilze di 4. Non penso che siano i soggetti in questione a implorare di passare, e se anche lo facessero non cambia il fatto che devono bocciare.
2) non è tanto che un percorso vada male o bene, quanto il fatto che non ci sia alcun controllo e che quindi la situazione sia assolutamente casuale: se hai il professore buono, magari ti da anche spunti ed esci col sorriso dalle superiori. T'hai avuto fortuna. Altrimenti, sei spacciato. Cambia sezione, perché tanto chi hai davanti resterà lì e nessuno lo potrà mai scrostare di lì.
Ripeto, di tutto ciò ne parlo a ragion veduta: conosco tanti e tanti professori (anche amici di famiglia, ripeto) e soprattutto tanti e tanti altri educatori non formali (ovvero gente che realmente ne capisce, e che tendenzialmente non ha 50-60 anni e ancora è anche lucida).
Cioè io è da 5 anni che ho gli occhi sgranati per la mancanza di rigore da parte dei professori.
Non mi indigno perché bocciano la gente. Ci mancherebbe altro. Il problema è contrario semmai.
PS. Sulle 18 ore sono gli stessi prof a confermarlo. Ma comunque basterebbe che si lavorasse onestamente in quelle ore, e si avesse un cazzo di limite di tempo entro il quale consegnare compiti e roba simile.
Per il resto figurati se me la prendo, non sei stato offensivo e mi fa piacere trovare una discussione.

Ti rispondo a multiquote ché altrimenti mi perdo nei post.
Mi scuso con tutti per off-topic e lunghezza. Ormai è così oggi.
