io E venne il giorno non lo boccerei così nettamente, vero che a lunghi tratti pare sconclusionato, però imho le scene dei suicidi di massa sono inquietanti e in generale c'è quella sensazione di straniamento tipica dei film di Shayalaman (o come diavolo si scrive). Poi magari non digerisci il regista in particolare (che negli ultimi anni è uno di quelli che ha diviso di più le platee) e allora ti capisco. Però non mi pare un film da buttar via questo :D.Birdman wrote: Dico brevemente la mia ignorante opinione su un po' di film che ho visto recentemente:
-La 25a ora, bello, molto bello. Forse il più bel film di Spike Lee dopo Clockers. Film intenso, ma imho non sale di giri abbastanza per essere considerato un classico. Anche se "in culo ai negri di Harlem che non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno 5 passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi...." mi ha fatto morire. Edward Norton
-E venne il giorno, entra di prepotenza nel top 5 horror. Storia forzatissima e dialoghi imbarazzanti. Mark Wahlberg impresentabile, è riuscito a far peggio anche rispetto a quel "capolavoro" di Max Payne.
-L'uomo nell'ombra, storia non irresistibile, ma tecnicamente impeccabile. Ewan Mc Gregor fantastico.
-Amici miei, una perla, non saprei come altro descriverlo.
-La banda Baader Meinhof, intenso e coinvolgente. Purtroppo i personaggi sono poco approfonditi, così come le motivazioni che hanno scatenato la violenza. Finale veramente pessimo.
-La morte ti fa bella, gran film. Molto divertente, a tratti simil-splatter, regala scene memorabili.
Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
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Robyus
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
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Birdman
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Le scene dei suicidi di massa in effetti sono l'unica cosa che si salva del film. Sempre secondo i miei gusti, ovviamente.Robyus wrote: io E venne il giorno non lo boccerei così nettamente, vero che a lunghi tratti pare sconclusionato, però imho le scene dei suicidi di massa sono inquietanti e in generale c'è quella sensazione di straniamento tipica dei film di Shayalaman (o come diavolo si scrive). Poi magari non digerisci il regista in particolare (che negli ultimi anni è uno di quelli che ha diviso di più le platee) e allora ti capisco. Però non mi pare un film da buttar via questo :D.
Riguardo al regista, oltre a questo film, ho visto solo Unbreakable, dove imho era andato meglio, seppur non si tratti di un capolavoro.
Tutte le supercazzole sono un qualcosa di memorabilePENNY wrote: Vabbè c'è ne uno nettamente migliore degli altri :D
Antani, blinda la supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra? (cit.)

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Robyus
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
imho Unbreakable è il suo miglior film, pensa un pò. Poi ci sarebbe anche Il sesto senso, bello sì, ma a mio modo di vedere fin troppo osannato.Birdman wrote: Le scene dei suicidi di massa in effetti sono l'unica cosa che si salva del film. Sempre secondo i miei gusti, ovviamente.
Riguardo al regista, oltre a questo film, ho visto solo Unbreakable, dove imho era andato meglio, seppur non si tratti di un capolavoro.
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rene144
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Si, sopravvalutato nel senso che non è uno dei capolavori di ogni epoca, come sembrava passare al tempo. Ma è un bel film, e l'ho preferito ad Unbreakable, che mi è sembrato un po' troppo scontato e prevedibile.Robyus wrote: imho Unbreakable è il suo miglior film, pensa un pò. Poi ci sarebbe anche Il sesto senso, bello sì, ma a mio modo di vedere fin troppo osannato.
Per il resto ho visto quasi tutti i film di Shyamalan (Signs, The Village, Lady in the Water ed E venne il giorno) e mi è piaciuta davvero poca roba. Non da buttare suppongo, ma c'è di meglio. Sono un po' scimmiottati forse, con uno stile che a me non entusiasma.
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Robyus
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
io invece Unbreakable lo preferisco agli altri per come rivisita il tema del supereroe e del suo ruolo nella società. Il sesto senso non mi ha mai esaltato più di tanto, credo perchè me ne hanno sempre parlato in termini entusiastici creando in me aspettative troppo alte.rene144 wrote: Si, sopravvalutato nel senso che non è uno dei capolavori di ogni epoca, come sembrava passare al tempo. Ma è un bel film, e l'ho preferito ad Unbreakable, che mi è sembrato un po' troppo scontato e prevedibile.
Per il resto ho visto quasi tutti i film di Shyamalan (Signs, The Village, Lady in the Water ed E venne il giorno) e mi è piaciuta davvero poca roba. Non da buttare suppongo, ma c'è di meglio. Sono un po' scimmiottati forse, con uno stile che a me non entusiasma.
Dimenticavo The village, che imho viene subito dopo Unbreakable. Lady in the water è l'unico che non ho visto.
Poi sì, il suo stile è riconoscibilissimo e, come detto in precendenza, non piace a tutti, ritmo lentissimo (per molti soporifero), sequenze stranianti, fasi apparentemente incomprensibili, sconvolgente (quando ci riesce) colpo di scena finale: il registro è sempre più o meno quello.
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Hank Luisetti
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Visti i vari Leone e visto Django hai sicuramente visto i migliori Speghetti Western.Jamal Crawford wrote: Io ho iniziato ad approfondire (e quindi a rimpolpare la mia relativa sezione DVD) gli spaghetti-western.
A parte "il solito" Leone, ho visto e apprezzato tantissimo Django. Notevole.
Il mio negoziante di fiducia mi ha sparato un po' di titoli cult, se qualcuno vuole fare altrettanto è cosa graditissima.
Ovviamente ricordo che c'era il topic di Hank dei film western, ma lì non so quanto mi resterebbe scremando i non-spaghetti e i più famosi...
Comunque nel genere ci sono tante altre pellicole valide, e tanti piccoli Cult..
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Grazie Hank. Sto mettendo insieme i consigli ricevuti e il ricco sito spaghettiwestern.net, non resta che pescare dal mazzo.Hank Luisetti wrote: Visti i vari Leone e visto Django hai sicuramente visto i migliori Speghetti Western.
Comunque nel genere ci sono tante altre pellicole valide, e tanti piccoli Cult..
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Quoto il buon Robyus, io preferisco Unbreakable al Sesto senso, Samuel Jackson è fantastico.Robyus wrote: io invece Unbreakable lo preferisco agli altri per come rivisita il tema del supereroe e del suo ruolo nella società. Il sesto senso non mi ha mai esaltato più di tanto, credo perchè me ne hanno sempre parlato in termini entusiastici creando in me aspettative troppo alte.
Dimenticavo The village, che imho viene subito dopo Unbreakable. Lady in the water è l'unico che non ho visto.
Poi sì, il suo stile è riconoscibilissimo e, come detto in precendenza, non piace a tutti, ritmo lentissimo (per molti soporifero), sequenze stranianti, fasi apparentemente incomprensibili, sconvolgente (quando ci riesce) colpo di scena finale: il registro è sempre più o meno quello.
Ho visto The village e non mi ha entusiasmato, mentre E venne il giorno mi ha inquietato molto, e dopo i suicidi collettivi quel senso di angoscia che pervade il film mi ha fatto andare così sotto che l'ho piantato a metà. Ma al di là delle mie idiosincrasie, debbo dire che Shyamalan mi ha deluso. Le premesse erano inizialmente buone, ma con gli ultimi lavori direi che non si è certo affermato come gran regista.
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Ma figuratiJamal Crawford wrote: Grazie Hank. Sto mettendo insieme i consigli ricevuti e il ricco sito spaghettiwestern.net, non resta che pescare dal mazzo.![]()
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Nel dubbio oggi ho visto il secondo atto.PENNY wrote: Vabbè c'è ne uno nettamente migliore degli altri :D
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
The Village ha un sottotesto interessante, e per nulla banale se si va a vedere l'anno di produzione. Negli altri film di Shyamalan più che altro si attende il finale.
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
A proposito di Carpenter...qualche film simile a Distretto 13 ?Hank Luisetti wrote: Ma figurati
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Beh sai c'è sempre un Dollaro d'Onore di Howard Hawks..Distretto 13 è appunto una rielaborazione visionaria e contemporanea del Western del maestro..ma puote anche esser visto come una rilettura metropolitana di La Notte dei morti viventi del grande RomeroJamal Crawford wrote: A proposito di Carpenter...qualche film simile a Distretto 13 ?
Poi non saprei..è un film talmente particolare che nello stesso Carpenter non se ne ritrovano di molto simili..ovviamnete nei vari film a cominciare da la Cosa a Il signore del Male ci sono diversi aspetti che ti ricordano il film..simile come ambientazione, però portata all'eccesso, e linguaggio c'è Fuga da NY
Fuori Carpenter, un film avvicinabile per certi aspetti tenderei a considerare The Warriors di Hill.
Last edited by Hank Luisetti on 06/06/2010, 11:45, edited 1 time in total.
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
Eh infatti anche The Warriors e Fuga da NY sono film che mi vengono sempre in mente come metro di paragone quando cerco "qualcosa di simile" a film cult imperdibili. E ovviamente finisco sempre per concludere che non ce ne sono altri così (se vogliamo The Wanderers per The Warriors...), putroppo. :(Hank Luisetti wrote: Beh sai c'è sempre un Dollaro d'Onore di Howard Hawks..Distretto 13 è appunto una rielaborazione visionaria e contemporanea del Western del maestro..ma puote anche esser visto come una rilettura metropolitana di La Notte dei morti viventi del grande Romero
Poi non saprei..è un film talmente particolare che nello stesso Carpenter non se ne ritrovano di molto simili..ovviamnete nei vari film a cominciare da la Cosa a Il signore del Male ci sono diversi aspetti che ti ricordano il film..simile come ambientazione, però portata all'eccesso, e linguaggio c'è Fuga da NY
Fuori Carpenter, un film avvicinabile per certi aspetti tenderei a considerare The Warriors di Hill.
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Re: La Settima Arte, Da Wim Wenders a Joe D'Amato: Il Topic del Cinema.
MILANO - Far arrabbiare uno come Mr T (al secolo, Laurence Tureaud) non è mai stata una mossa intelligente, come confermerebbero le decine di cattivi presi a pugni dal sergente Bosco P.E. Baracus nei 97 episodi dell’A-Team, il telefilm degli anni Ottanta che fece la fortuna di questa montagna di muscoli e dei suoi compagni di avventura. Eppure quelli di Hollywood ci sono riusciti, mettendo insieme un film da 180 milioni di dollari (150 milioni di euro) che, nelle intenzioni, doveva essere un remake-omaggio all’omonima serie ma che, nella realtà, si è trasformato in una pellicola tutta sesso e violenza, lontanissima dai principi che, invece, erano alla base del telefilm e che ne hanno decretato il successo mondiale.
LA PARTE RIFIUTATA - «Mi avevano offerto di fare un cameo – ha spiegato al Sunday Express un furibondo Mr T – ma ho rifiutato, perché sapevo che cosa sarebbe successo. Nel film c’è un sacco di gente che muore ed è pieno di sesso, mentre nella nostra serie non si faceva male nessuno ed era fatto tutto per ridere e divertire le famiglie. Ma questi elementi ormai non sembrano interessare più a nessuno». Grazie al taglio da moicano e a quell’aria truce, Mr T entrò nell’A-Team senza provino, meritandosi sul campo il soprannome di P.E. (pessimo elemento – bad attitude in inglese) e diventando immediatamente il personaggio più amato della serie, soprattutto fra i giovanissimi, che ne cominciarono ad imitare i modi di dire e il look da rapper, con tanto di catenone al collo e anelli sulle dita. «Non ho dubbi sul fatto che il film sbancherà i botteghini – ha proseguito l’attore intervenendo alla prima a Los Angeles la scorsa settimana – ma non ha niente a che vedere con lo show che mettevamo in piedi noi ogni settimana».
LA VERSIONE ORGINALE - Nella versione originale, l’A-Team era formato da un gruppo di veterani del Vietnam, un tempo appartenenti alle forse speciali americane, che viveva in fuga perenne e ricercato dalle autorità a causa di un reato mai commesso; nella versione cinematografica, il commando di ex combattenti (formato da Liam Neeson – Capitano Smith, Bradley Cooper – Faceman, Sharlto Copley – Murdock, Quinton «Rampage» Jackson – Bosco P.E. Baracus e Jessica Biel – Capitano Carissa Sosa) arriva dall’Iraq e cerca di dimostrare la propria innocenza per crimini di guerra infondati. «È triste vedere come il nostro approccio a cuor leggero sia stato sostituito dal più crudo realismo – ha detto ancora Mr T – e come al giorno d’oggi non si possa fare a meno del sesso. Noi abbiamo retto cinque anni senza avere una scena bollente, ma adesso non puoi farla franca». Anche Dirk Benedict, che nella serie tv interpretava Templeton «Faceman» Peck, si è detto assai deluso dal film, che uscirà nelle sale italiane il prossimo 18 giugno (negli Usa arriverà una settimana prima), e nel quale appare per un brevissimo istante. «Se sbatti le palpebre, non mi vedi nemmeno – ha raccontato l’attore, ancora decisamente arrabbiato – e rimpiango davvero di aver partecipato, perché la mia è una non-parte. Loro volevano solo essere in grado di dire “abbiamo anche il cast originale”, ma non è affatto così. Io appaio per appena tre secondi e lo considero una specie di insulto». Completavano il cast originario George Peppard, indimenticato John «Hannibal» Smith, scomparso nel 1994, e Dwight Shultz, che faceva la parte dello «schizzato» Murdock. Quest’ultimo, ha preso parte pure lui al film di Joe Carnahan, ma non ha voluto rilasciare commenti. Forse perché bastavano quelli dei due compagni.
Simona Marchetti
06 giugno 2010
LA PARTE RIFIUTATA - «Mi avevano offerto di fare un cameo – ha spiegato al Sunday Express un furibondo Mr T – ma ho rifiutato, perché sapevo che cosa sarebbe successo. Nel film c’è un sacco di gente che muore ed è pieno di sesso, mentre nella nostra serie non si faceva male nessuno ed era fatto tutto per ridere e divertire le famiglie. Ma questi elementi ormai non sembrano interessare più a nessuno». Grazie al taglio da moicano e a quell’aria truce, Mr T entrò nell’A-Team senza provino, meritandosi sul campo il soprannome di P.E. (pessimo elemento – bad attitude in inglese) e diventando immediatamente il personaggio più amato della serie, soprattutto fra i giovanissimi, che ne cominciarono ad imitare i modi di dire e il look da rapper, con tanto di catenone al collo e anelli sulle dita. «Non ho dubbi sul fatto che il film sbancherà i botteghini – ha proseguito l’attore intervenendo alla prima a Los Angeles la scorsa settimana – ma non ha niente a che vedere con lo show che mettevamo in piedi noi ogni settimana».
LA VERSIONE ORGINALE - Nella versione originale, l’A-Team era formato da un gruppo di veterani del Vietnam, un tempo appartenenti alle forse speciali americane, che viveva in fuga perenne e ricercato dalle autorità a causa di un reato mai commesso; nella versione cinematografica, il commando di ex combattenti (formato da Liam Neeson – Capitano Smith, Bradley Cooper – Faceman, Sharlto Copley – Murdock, Quinton «Rampage» Jackson – Bosco P.E. Baracus e Jessica Biel – Capitano Carissa Sosa) arriva dall’Iraq e cerca di dimostrare la propria innocenza per crimini di guerra infondati. «È triste vedere come il nostro approccio a cuor leggero sia stato sostituito dal più crudo realismo – ha detto ancora Mr T – e come al giorno d’oggi non si possa fare a meno del sesso. Noi abbiamo retto cinque anni senza avere una scena bollente, ma adesso non puoi farla franca». Anche Dirk Benedict, che nella serie tv interpretava Templeton «Faceman» Peck, si è detto assai deluso dal film, che uscirà nelle sale italiane il prossimo 18 giugno (negli Usa arriverà una settimana prima), e nel quale appare per un brevissimo istante. «Se sbatti le palpebre, non mi vedi nemmeno – ha raccontato l’attore, ancora decisamente arrabbiato – e rimpiango davvero di aver partecipato, perché la mia è una non-parte. Loro volevano solo essere in grado di dire “abbiamo anche il cast originale”, ma non è affatto così. Io appaio per appena tre secondi e lo considero una specie di insulto». Completavano il cast originario George Peppard, indimenticato John «Hannibal» Smith, scomparso nel 1994, e Dwight Shultz, che faceva la parte dello «schizzato» Murdock. Quest’ultimo, ha preso parte pure lui al film di Joe Carnahan, ma non ha voluto rilasciare commenti. Forse perché bastavano quelli dei due compagni.
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