BruceSmith wrote:
...ovviamente è un discorso generale, che ha poco a che fare con lo striscione sul pullman...
Bruce,
Intervengo, in punta di piedi, e solo perchè siamo nel canale della NFL.
E' molto difficile parlare di calcio in Italia. Paradossalmente.
Infatti ne parlano talmente tanto tutti che, se anche pensi di poter dire qualcosa che ritieni utile, ci rinunci.
La partita che ha deciso la Premier è stata: Man Utd 1, Chelsea 2.
Un mese fa circa.
Il gol del 2-0 di Drogba è in netto fuorigioco.
Che cosa è successo?
Questo.
http://www.youtube.com/watch?v=3RxBf5EY1RI
Il giornalista chiede a Ferguson del gol in fuorigioco solo alla quarta domanda.
Poi ne fa un'altra, poi parlano di altro.
Ovvio che Fergie è incavolato. E' – per gli standard britannici – infuriato. Ma non c'è nessun Varriale a gettare benzina, non ci sono Biscardi o altri giornalai.
Il problema è che all'andata c'è stato un calcio di punizione "criticato" per il Chelsea dal quale è nato il gol dell'1-0.
http://www.youtube.com/watch?v=0umXwQoM05M
Qui il giornalista - alla prima domanda - mette subito il dito nella piaga. Poi insiste, ma poi si parla d'altro.
In effetti Fletcher, secondo me, commette fallo. Sfiora la palla ma ribalta l'avversario. In Inghilterra in genere non regalano le punizioni.
"Play on! Play on!" Sono le parole che l'arbitro sa dire meglio.
E poi sulla punizione c'è fallo di Drogba? C'è fuorigioco?
Da noi ci sarebbe stato materiale per sei puntate del Processo.
Per una settimana di pagine rosee.
E invece tutto finisce.
Ingenui? Sottomessi?
Realisti e pragmatici, è andata così.
Ferguson è uno che si lamenta quando perde e spesso lo hanno anche multato.
Ma non ci sono i nostrani strascichi infiniti.
Ha parlato soprattutto di come ha giocato (malino) la sua squadra, non ha parlato solo dell'arbitro.
Ripeto, qui si sono giocati il titolo. Non erano partite qualsiasi, erano decisive.
C'è un ordine, nella società, c'è nel calcio, c'è nella politica.
Non è fascismo. Non è tristezza. E' avere un limite. E' sapere che è "better safe than sorry".
Meglio fermarsi due metri prima che un metro dopo.
Dopo l'ora del tè, nei pub degenerano, questo è vero, ma fa parte della tradizione, pure quello.
Non amo questo paese, amo l'Italia. Non amo il loro clima, il loro cibo. I bagni sono dei veri cessi, non c'è il bidet, non hanno il miscelatore nel lavandino. Piove sempre.
Amo la nostra cucina, amo il sole. Ma dell'Italia mi nauseano troppe cose. La politica, la auto blù, i concorsi. Le raccomandazioni, il nepotismo. Il calcio dei furbi, dei cospiratori, dei tuffatori.
La Gran Bretagna non è il paradiso, anzi, ci sono sacche di ignoranza e povertà inimmaginabili. Bevono come spugne, la birra scorre a fiumi. Hanno fatto troppi tagli alla sanità ed all'education.
Ma c'è una decenza di fondo, un non voler andare al di sotto di un certo livello, una decenza che è abbastanza diffusa e caratteristica. Una decenza che crea dignità e rispetto per le istituzioni importanti ed anche per il calcio, per certi versi.
Gordon Brown se n'è andato dal numero 10 di Downing St alle 18.00 dell'11 maggio.
Un mini-corteo di tre auto (lo inquadravano dall'alto) si è diretto, in pochi minuti a Buckingham Palace, senza sirene, senza fanfara, senza mille guardie del corpo. Una lady qualunque, vestita malissimo, lo ha accolto e lo ha accompagnato dalla regina. Si è dimesso.
David Cameron è arrivato alle 20.00. Giusto il tempo di cambiare le lenzuola.
Brown ha tentato per quattro giorni (dal 7 al 10) di fare un governo di coalizione e la mattina dell'11 i giornali, in massa, hanno detto che poteva bastare. Giornalismo come elemento vitale e di controllo democratico della società. C'è Il Sun, vero, pessimo tabloid populista che vende tantissimo, ma ci sono anche Il Times (ora di Murdoch purtroppo), l'Indipendent, il Guardian, il Telegraph.
Brown, schiena dritta, è uscito da signore, ha detto che è stato un'onore servire il paese e via, a casa! Ora è un backbencher, un deputato qualunque, non un consigliere d'amministrazione dell'ENEL.
I due quarantenni (noi abbiamo l'ottantenne De Mita a Bruxelles, uguale no? 40 + 40 = 80) Cameron e Clegg, dopo che per decenni vi era la regola del "un partito vince-un partito governa", hanno dovuto inventarsi una coalizione. Nessuno apeva neppure com'era fatta una coalizione di governo.
Tre giorni ed era pronta la lista dei ministri. Da noi anche se vince nettamente Berlusconi con tutti i suoi amici, per fare il governo passa sempre oltre un mese. Ed il paese intanto va alla deriva.
C'erano da combattere gli hooligans? Si sono prese le misure, severe. Il calcio è diventato ancor più popolare.
I politici inglesi, al Parlamento, hanno parlato di calcio per motivi seri, per mettere il passaporto ai tifosi, per mettere gli steward, per non alzare recinzioni e scavare fossati. Non hanno sprecato denaro pubblico per lagnarsi per i rigori non dati o per la pigrizia della Lazio o per le parole di Mourinho. Da noi Franco Carraro, che ha distrutto lo sport, si permette pure di esprimere un'opinione. E ha mai fatto nulla per metterlo nelle scuole?
Qui hanno fatto le leggi per evitare il ripetersi di Hillsborough e dell'Heysel, non per proteggere i delinquenti.
Il calcio.
Io mi sono rassegnato.
Noi italiani, lo abbiamo nel sangue, difficile spegnerlo.
Ma mi dispiace perchè stiamo rovinando tutto, anche i giorni in cui dovremmo festeggiare.