Re: L'analisi logica del tifo.

La gente vuole solo il goal
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andreaR
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by andreaR »

Pablets wrote: Contento tu, contenti tutti. In TV il calcio è bello, allo stadio con gente tua conterranea è meraviglioso.
non sono contento pab, logico vorrei andare allo stadio, ma andare a torino mi costa un 100 € se siamo in quattro a dividere le spese, se no di più, e personalmente preferisco andare magari 5-6 volte in una stagione e guardare il resto da casa, è una questione principalmente economica, il tifo come detto non si cataloga, è impossibile, non esiste un tifoso di serie A o B
da francilive » 10 ago 2012, 17:20

grande rissa, cosi!!!! giu' mazzate, spaccagli il culo!!!
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steve
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by steve »

infatti a torino sono quasi tutti granata... gli juventini vengon tutti da fuori, principalmente lombardia :roll:
NckRm wrote:Leviathan ha portato il pianto preventivo ad un'arte giapponese
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Spree
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by Spree »

Mahor wrote: Quindi un milanese deve tifare Inter quando si trova ad aver in squadra 2 italiani su 20?
:penso:

Ancora ancora posso capire il discorso di Ripper perché sicuramente in una cittadina più piccola rispetto alle grandi metropoli quel discorso vale anche, del resto sono il primo che è andato molte più volte allo stadio a vedere il Varese piuttosto che la Juventus proprio per una questione geografica.

Di contro però il Varese non mi rappresenta. Non è un movimento sportivo che nasce e cresce abbeverandosi al bacino del varesotto posto che in prima squadra arriva un ragazzo della mia zona ogni quanto? :D

Mi riconosco nella nazionale italiana perché è la sintesi del calcio italiano con i suoi pro ed i suoi contro, tanto che sono il primo a ribadire più e più volte che la gente che ha doppio passaporto e non si sente italiano davvero (come un Amauri) farebbe bene a starsene alla larga.

Ma con una squadra di club la cosa non sussiste. Il Varese rappresenta Varese in maniera molto vaga proprio perché non mi pare sia una squadra portatrice di varesinità. Non stiamo parlando dell'Athletic Bilbao.
E penso che questa cosa valga un po' per tutte le zone d'Italia.

Con questo: se uno SCEGLIE o fin da piccolo si trova a tifare la squadra della propria cittadina quand'anche fosse in Serie D perfetto.
Se uno sceglie o si trova a tifare la squadra di 1000 km più in là non vedo il problema in tutta sincerità. Altrimenti bisognerebbe fare lo stesso discorso con chi tifa Barcellona, Chelsea, Real Madrid, West Ham, ecc, non è che si possa ridurre la cosa solo all'Italia a quel punto. :D

Posto che il Varese non mi rappresenta più della Juventus è una questione di attaccamento innato ad una maglia ed a dei colori, non certo un problema di provenienza.
Anche perché se dobbiamo dirla tutta a questo punto non dovrei andare a vedere nemmeno il Varese visto che io non mi sento particolarmente legato a Varese quanto più a Venegono. :D

Abbè, al massimo resterò tifoso solo dei Metrostars, che quantomeno mi rappresentano più del Varese. :stralol:
Game, set, match.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by giokn90 »

Io sono un tipico esempio di fede bipolare. :forza:
La mia famiglia è puramente e totalmente genoana, la fede mi è stata trasmessa sin da piccolo, ma contemporaneamente, nel momento in cui iniziavo a comprendere il gioco del calcio, a vedere le prime partite, si sviluppò, grazie a una diversa serie di fattori, una passione incondizionata per l'Inter.
La causa principale? Maurizio Ganz, all'epoca attaccante dell'Inter, era amico di papà e passava spesso nel suo negozio, dov'ero spesso anch'io, e giù autografi, magliette, cappellini, pantaloncini e quant'altro.
Ganz, tuttavia, se ne andò, ma la fede interista rimase fortissima, e da allora io sono vincolato inossidabilmente a 2 squadre, le spiegazioni sono chiare a tutti, e sono veritiere ed autentiche.
Io soffro per l'Inter, ma la domenica spesso vado allo stadio a tifare Genoa perchè soffro anche per il Grifone.
E' così, è fede, ed è autentica.
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Se la mia storia può avere un’influenza positiva su qualcuno, se qualcuno sta avendo gli stessi problemi che ho avuto io questi possono dire “Se Eddie ha avuto aiuto, anch’io dovrei chiedere aiuto, perché c’è ancora speranza” Mi vergogno per il mio passato, ma non di quanto ho fatto per correggere i miei errori. Sono orgoglioso di me stesso.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by lele_warriors »

andreaR wrote: quindi? una retrocessione o una mancata promozione della triestina vale quanto una sconfitta in champions contro il real madrid, per non dire milan, non è che io nel 1990 a 6 anni mentre guardavo le prime partite della juve dovevo fare un ragionamento socio culturale geografico per capire e decidere se era giusto o meno tifare per la juve (o inter o milan o roma o napoli)
farsi 6 anni di c2 di merda
finire in d e fallire
da alcuni anni in b a galleggiare nella media bassa classifica
non vedere la a da decenni

giusto,come essere juventino,tale e quale  :shocking:
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by BigBen Wallace »

giokn90 wrote: Io sono un tipico esempio di fede bipolare. :forza:
La mia famiglia è puramente e totalmente genoana, la fede mi è stata trasmessa sin da piccolo, ma contemporaneamente, nel momento in cui iniziavo a comprendere il gioco del calcio, a vedere le prime partite, si sviluppò, grazie a una diversa serie di fattori, una passione incondizionata per l'Inter.
La causa principale? Maurizio Ganz, all'epoca attaccante dell'Inter, era amico di papà e passava spesso nel suo negozio, dov'ero spesso anch'io, e giù autografi, magliette, cappellini, pantaloncini e quant'altro.
Ganz, tuttavia, se ne andò, ma la fede interista rimase fortissima, e da allora io sono vincolato inossidabilmente a 2 squadre, le spiegazioni sono chiare a tutti, e sono veritiere ed autentiche.
Io soffro per l'Inter, ma la domenica spesso vado allo stadio a tifare Genoa perchè soffro anche per il Grifone.
E' così, è fede, ed è autentica.
trova l'errore  :gazza:

per rientrare in topic.. io sono piemontese, ma sono cresciuto con la maglia del milan addosso. a 3 anni mio papà mi ha portato a festeggiare la champions con il completo rossonero, crescendo ovviamente ho continuato ad avere questa simpatia e "nel momento in cui iniziavo a capire il gioco del calcio:naughty:  è diventata sempre maggiore la fede rossonera.
invece la squadra della mia città (serie D), pur avendoci anche giocato qualche anno, non mi ricordo di essere andato a vederla..

in questo quoto il post di mahor.
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Yuppidù
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by Yuppidù »

Io sono nato a Como. Vivo in Svizzera. Papà, mamma e fratelli del toro (mio padre è cresciuto a Torino). Da piccolo un giorno vidi una partita della juve. Ricordo quel momento perfettamente. Chiesi a mio padre "che squadra è quella con la maglia a strisce"? Da quel giorno tifo juve.


Mi padre non la prese bene  :gazza:


Non sapevo manco che esistesse la juve, avrò avuto 5-6 anni. Non sapevo che era di Torino. Non sapevo che era una big. Non sapevo niente. Non c'è spiegazione, se non che sono juventino.

L'unica cosa che mi viene in mente che assomigli al tifo è l'amore: di logico non c'è niente. E' inspiegabile e basta.
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ripper23
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by ripper23 »

Mahor wrote: Quindi un milanese deve tifare Inter quando si trova ad aver in squadra 2 italiani su 20?
:penso:

Ancora ancora posso capire il discorso di Ripper perché sicuramente in una cittadina più piccola rispetto alle grandi metropoli quel discorso vale anche, del resto sono il primo che è andato molte più volte allo stadio a vedere il Varese piuttosto che la Juventus proprio per una questione geografica.

Di contro però il Varese non mi rappresenta. Non è un movimento sportivo che nasce e cresce abbeverandosi al bacino del varesotto posto che in prima squadra arriva un ragazzo della mia zona ogni quanto? :D

Mi riconosco nella nazionale italiana perché è la sintesi del calcio italiano con i suoi pro ed i suoi contro, tanto che sono il primo a ribadire più e più volte che la gente che ha doppio passaporto e non si sente italiano davvero (come un Amauri) farebbe bene a starsene alla larga.

Ma con una squadra di club la cosa non sussiste. Il Varese rappresenta Varese in maniera molto vaga proprio perché non mi pare sia una squadra portatrice di varesinità. Non stiamo parlando dell'Athletic Bilbao.
E penso che questa cosa valga un po' per tutte le zone d'Italia.

Con questo: se uno SCEGLIE o fin da piccolo si trova a tifare la squadra della propria cittadina quand'anche fosse in Serie D perfetto.
Se uno sceglie o si trova a tifare la squadra di 1000 km più in là non vedo il problema in tutta sincerità. Altrimenti bisognerebbe fare lo stesso discorso con chi tifa Barcellona, Chelsea, Real Madrid, West Ham, ecc, non è che si possa ridurre la cosa solo all'Italia a quel punto. :D

Posto che il Varese non mi rappresenta più della Juventus è una questione di attaccamento innato ad una maglia ed a dei colori, non certo un problema di provenienza.
Anche perché se dobbiamo dirla tutta a questo punto non dovrei andare a vedere nemmeno il Varese visto che io non mi sento particolarmente legato a Varese quanto più a Venegono. :D

Abbè, al massimo resterò tifoso solo dei Metrostars, che quantomeno mi rappresentano più del Varese. :stralol:
Ma infatti non c'è nessun problema, vedo qualche utente un pò risentito, secondo me in maniera immotivata. Come detto prima, non si fanno tifosi di prima o seconda fascia. Io sono fermamente convinto che il tifo nasce da bambini, e quello non si "sceglie" più di tanto. Non credo che nessuno abbia fatto i conti a 6 anni dicendo "mmm... ok, la juve vince un sacco di scudetti, il palermo è in serie B, il pizzighettone lotta per i dilettanti... prendo la juve!". Semplicemente, in maniera un pò illogica (spesso tramandato dalla famiglia) si inizia a tifare per una squadra e spesso quella ti rimane dentro a vita. Io ho avuto la fortuna di essere stato portato allo stadio una volta a 6-7 anni ed essermene follemente innamorato. Da allora non esiste nient'altro che la squadra della mia città. Probabilmente se fossi rimasto a casa a vedere la tv oggi sarei tifoso di Milan, Inter, Juve. Ma non è un merito nè una posizione privilegiata, solo un caso come può essere avere Ganz che ti entra nel negozio.

E le cose che dicevo prima, e cioè poter vedere la partita dal vivo, tifare per la propria maglia allo stadio, e rappresentare i colori di una città intera, sono per me VANTAGGI che si hanno nel tifare la squadra della propria città, che lo rendono imho diverso e speciale rispetto a tifare una squadra a 1000 km. Ma non è un merito. E' solo una considerazione. Per cui non capisco dove vediate il problema e non capisco il risentimento di alcuni utenti.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by dreamtim »

Spree wrote: Game, set, match.
ma anche spritz, analcolico e scaldapizzette vari.

Che vor di?  :D
che fai cambi squadra a seconda della politica degli acquisti/valorizzazione del prodotto o degli italiani?
quello è un vanto se ce l'hai, mica motivo di non-pro tifo.

Se comprano 19 italiani poi li tifi i nerazzurri?

Varese non ti rappresenta perchè non attinge dal varesotto  :forza:
tifi la maglia mica i tesserati.

quindi che me state a di? eddai.


se siete attaccati ad una altra realtà è perchè siete romantici zero e siete sempre (quasi) tra le big 3.


Varese e varesotto li segui meno= ciao ciao bacino.
Last edited by dreamtim on 27/04/2010, 14:58, edited 1 time in total.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by lebronpepps »

Riporto dal topic della Roma:

Io penso che uno sia tifoso anche se non vive nella città della sua squadra,il tifo è qualcosa di irrazionale e non esistono tifosi di serie A e di serie B,sono juventino e vivo a Potenza e ho gioito quando il Potenza è salito in C1 e sto soffrendo adesso che è prossimo al fallimento,ma le emozioni che provo quando vedo la Juve in campo sono un'altra cosa,perchè il tifo è un qualcosa che uno non può programmare e soprattutto prende fin da bambino e ci fa tornare bambini ogni volta che vediamo quei colori(quali che siano) in campo...

E non è solo un fatto di vittorie,io la Juve la seguivo ogni sabato anche in serie B e la continuo a guardare anche in queste domeniche tristi,ed esulto al gol di Iaquinta in un inutile partita di fine campionato col Bari come se stesse giocando una finale di Champions,per non parlare dello stato d'animo dopo ogni sconfitta,e io sarei diverso da un romanista??Perchè??Chi la assegna la patente del buon tifoso??

Togliete romanista ovviamente e metteteci qualsiasi altra squadra,ma lì si era nel topic della Roma...

@Lele,e quindi può dirsi vero tifoso solo chi ingoia merda per anni??Mi dispiace per la tua Triestina,per carità,ma un tifoso della Triestina è tifoso e soffre tanto quanto un tifoso di qualsiasi altra squadra,dai che di questo passo anche noi juventini saremo onorati del titolo di veri tifosi fra poco...
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by lele_warriors »

ripper23 wrote:

E le cose che dicevo prima, e cioè poter vedere la partita dal vivo, tifare per la propria maglia allo stadio, e rappresentare i colori di una città intera, sono per me VANTAGGI che si hanno nel tifare la squadra della propria città, che lo rendono imho diverso e speciale rispetto a tifare una squadra a 1000 km. Ma non è un merito. E' solo una considerazione. Per cui non capisco dove vediate il problema e non capisco il risentimento di alcuni utenti.
:notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by Mahor »

ripper23 wrote: Ma infatti non c'è nessun problema, vedo qualche utente un pò risentito, secondo me in maniera immotivata. Come detto prima, non si fanno tifosi di prima o seconda fascia. Io sono fermamente convinto che il tifo nasce da bambini, e quello non si "sceglie" più di tanto. Non credo che nessuno abbia fatto i conti a 6 anni dicendo "mmm... ok, la juve vince un sacco di scudetti, il palermo è in serie B, il pizzighettone lotta per i dilettanti... prendo la juve!". Semplicemente, in maniera un pò illogica (spesso tramandato dalla famiglia) si inizia a tifare per una squadra e spesso quella ti rimane dentro a vita. Io ho avuto la fortuna di essere stato portato allo stadio una volta a 6-7 anni ed essermene follemente innamorato. Da allora non esiste nient'altro che la squadra della mia città. Probabilmente se fossi rimasto a casa a vedere la tv oggi sarei tifoso di Milan, Inter, Juve. Ma non è un merito nè una posizione privilegiata, solo un caso come può essere avere Ganz che ti entra nel negozio.

E le cose che dicevo prima, e cioè poter vedere la partita dal vivo, tifare per la propria maglia allo stadio, e rappresentare i colori di una città intera, sono per me VANTAGGI che si hanno nel tifare la squadra della propria città, che lo rendono imho diverso e speciale rispetto a tifare una squadra a 1000 km. Ma non è un merito. E' solo una considerazione. Per cui non capisco dove vediate il problema e non capisco il risentimento di alcuni utenti.
Personalmente non c'è risentimento eh, al massimo sorrido di 'sto discorso.
Come detto poi quoto anche almeno in parte quanto avevi già detto in precedenza, però se per te "non c'è problema" e non ne fai un discorso di "tifosi di A e di B" beh mi sembra palese che il modo di porsi di altri utenti sia particolarmente snobistico nei confronti di chi nasce a Varese e tifa Juventus o di chi nasce a Catanzaro e tifa Milan.

Percui vabbè, se ne discute ed ognuno porta il suo punto di vista, tutto lì.



Volendo rincarare la dose: posto che i Venegono Metrostars sono una squadra di calcio a 7 e volendo rimanere solo in ambito calcio a 11 seguendo un ragionamento strettamente geografico io non potrei tifare nessuno.
La Juve vabbè è scontato, Torino è lontana (e mi spiace un botto, spesso mi son detto come sarebbe comodo per me tifare Inter e Milan posto che Appiano e Milanello ce li ho entrambi a 10 minuti... :sbadat:).
Il Varese... come detto non è esempio di varesinità e comunque gli abitanti di Varese città sono i primi a snobbare quelli della provincia... e ovunque io sia, anche ad un incontro con Milito e Cambiasso a Monza, quando mi chiedono di dove sono rispondo Venegono, non Varese. :D
La Venegonese, paradossalmente, non posso tifarla neanche. :stralol: Posto che in prima squadra ci sono sì alcuni ragazzi di Venegono ma oggi come oggi mi sa che la squadra tipo non li vede in campo... il problema vero è che il campo della Venegonese è sito a Venegono Superiore e posto che fondamentalmente il discorso geografico è fortemente intriso di una componente campanilistica io non potrei MAI tifare una squadra che formalmente viene definita di Venegono ma che nella pratica è di Venegono Superiore, unico paese con cui io ho mai avvertito attriti campanilistici. :D

Quindi insomma, son tagliato fuori.
E dato che mi piace vincere facile bonciboncibobobo (per tornare all'apertura di questo post dove ti dicevo che non tutti pongono la questione come fai tu e da qui si può capire il risentimento di alcuni a mio avviso) mi son scelto la squadra che quando venivo al mondo andava a vincersi l'Intercontinentale. :D
Fosse stato l'Argentinos Juniors a vincerla oggi sarei un tifoso dei Bichos Colorados. :notworthy:

dreamtim wrote: tifi la maglia mica i tesserati.
Visto che ci sei arrivato da solo? :D
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Location: Mike alias Nessuno scrive:"Alle elezioni per i rappresentanti d'istituto il bibitaro raccolse l'88%

Re: L'analisi logica del tifo.

Post by dreamtim »

lebronpepps wrote: Riporto dal topic parere:

Io penso che uno sia tifoso anche se non vive nella città della sua squadra,il tifo è qualcosa di irrazionale e non esistono tifosi di serie A e di serie B,sono juventino e vivo a Potenza e ho gioito quando il Potenza è salito in C1 e sto soffrendo adesso che è prossimo al fallimento,ma le emozioni che provo quando vedo la Juve in campo sono un'altra cosa,perchè il tifo è un qualcosa che uno non può programmare e soprattutto prende fin da bambino e ci fa tornare bambini ogni volta che vediamo quei colori(quali che siano) in campo...

E non è solo un fatto di vittorie,io la Juve la seguivo ogni sabato anche in serie B e la continuo a guardare anche in queste domeniche tristi,ed esulto al gol di Iaquinta in un inutile partita di fine campionato col Bari come se stesse giocando una finale di Champions,per non parlare dello stato d'animo dopo ogni sconfitta,e io sarei diverso da un romanista??Perchè??Chi la assegna la patente del buon tifoso??

Togliete romanista ovviamente e metteteci qualsiasi altra squadra,ma lì si era nel topic della Roma...

@Lele,e quindi può dirsi vero tifoso solo chi ingoia merda per anni??Mi dispiace per la tua Triestina,per carità,ma un tifoso della Triestina è tifoso e soffre tanto quanto un tifoso di qualsiasi altra squadra,dai che di questo passo anche noi juventini saremo onorati del titolo di veri tifosi fra poco...

ma soffri in che senso a tifar Juve che se va male giungi in europa league e pare morto gatto, cane, criceto e portiere del condominio?

ne perdete 10 all'anno di media, magari fischiano pure (spesso) a favore, vuoi paragonare a uno che vede lo slogan "serie b!" come un complimento????


e mi spiace per voi; non ve la godete per niente e infatti di media basta scendere dal 3 posto per farvi tutti vedove.

non credo esistano tifosi di a e b; ma quelli genuini sono localizzati.

il resto è apolidismo e al 90% concentrato sulle top 3.

piemontesi che tifano Samp (ha i colori e la maglia più belli) o Palermo, ndo stanno?????

fosse innata la delocalizzazione sarebbe condivisa.

invece va solo sulle solite.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by lele_warriors »

lebronpepps wrote:

@Lele,e quindi può dirsi vero tifoso solo chi ingoia merda per anni??Mi dispiace per la tua Triestina,per carità,ma un tifoso della Triestina è tifoso e soffre tanto quanto un tifoso di qualsiasi altra squadra,dai che di questo passo anche noi juventini saremo onorati del titolo di veri tifosi fra poco...
non dico che un juventino non soffra,questo è ovvio,
come non dico che chi ingoia merda per anni(anche se poi dopo anni di merda ogni minimo successo è una gran conquista)è l'unico vero tifoso.

dico solo che non puoi paragonarmi le sofferenze di uno juventino con uno che tifa triestina,padova,brescia,tatanto e via dicendo,assolutamente.


poi mi domando:guardacaso chi dice di tifare per la proria squadra della propria città e anche per una delle grandi,alla fine propende praticamente sempre per la grande che regolarmente è ai vertici,mentre la squadra della sua città naviga fra b,c e d.
come detto da pitter andare allo stadio,vivere nella stessa città,seguirla sempre,sentire gli umori è diverso che seguirla alla tv a 1000km di distanza,che si tifi inter,roma,triestina o padova.
che poi posso anche comprendere che uno di potenza(esempio a caso letto sopra)tifi sia per il potenza che anche milan inter o juve,ma fra le 2 scelga una delle seconda questo proprio non lo comprenderò mai in nessun modo.
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Re: L'analisi logica del tifo.

Post by Yuppidù »

Ma poi, scusate, siamo su un forum di sport americani. Si suppone che ognuno di noi o quasi tifi per una squadra USA.

Mò non posso tifare per i Knicks perché stanno dall'altra parte dell'oceano?  :nonsa:
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