Anche il Chievo sentiva i designatori
EMANUELE RIGHI
BOLOGNA
Anche il Chievo telefonava. Per quel che risulta da questa intercettazione non chiedeva favori, non faceva griglie, non indicava regalini e nemmeno prospettava pandori, con all’interno sim, di qualsivoglia nazione.
Nulla di grave dal punto di vista regolamentare e nemmeno penale. Quanto basta, però, a far rivedere a Narducci, pm del processo di Napoli, le proprie convinzioni: «..Piaccia o non piaccia non c’è una telefonata tra i designatori e Moratti, Facchetti e neanche con Campedelli del Chievo…». Narducci avrà nominato Campedelli come esempio, perché tutti erano convinti che il Chievo non telefonasse per nessuna ragione. Ed invece, nel momento in cui la difesa sta sbobinando le tremila telefonate collegate al numero di telefono del designatore Pairetto, ecco la prima novità: Campedelli parlava con il designatore.
È la sera del 6 gennaio 2005. Il Chievo ha perso 1 a 3 in casa contro il Siena. L’arbitro Bergonzi non ha concesso un rigore al Chievo.
Pairetto: «Pronto?».
Campedelli: «Campedelli, buona sera».
Pairetto: «Buonasera signor Campedelli».
Campedelli: «Auguri in ritardo».
Pairetto: «Auguri anche a lei».
Campedelli: «Come sta?».
Pairetto: «Abbastanza bene, insomma sempre qualche non problema ma qualche.. fanno parte purtroppo della nostra attività».
Campedelli: «Io ho chiamato solo per questo, sa non mi piace lamentarmi di queste cose, perché non fa parte del mio carattere».
Pairetto: «Sì lo so».
Campedelli: «Però anche oggi l’arbitro a due metri... rigore, lascia correre, e addirittura ammonisce il mio giocatore. Io capisco tutto però… ci sta l’errore non mi lamento...».
Pairetto: «C’era un rigore? Non ho ancora visto immagini…».
Campedelli: «Ecco se mi fa una cortesia, provi a guardare... Poi guardi io sono qua, il mio numero l’ha visto ce l’ha».
Pairetto: «Glielo dico».
Campedelli: «Magari mi posso sbagliare io per carità, non voglio fare, gestire..».
Pairetto: «No, no, diamine. Nel primo o nel secondo tempo?».
Campedelli: «Primo tempo».
Pairetto: «Lo guardo sicuramente e poi le dico qualche cosa al cento per cento».
Campedelli: «No, no. Cioè, se non c’è mi chiami, se c’è va bene, lasciamo stare».
Pairetto: «Glielo dico anche se c’è».
Campedelli: «Se non dovesse esserci preferisco…è giusto perché magari ho una visione diversa e lei me la può correggere».
airetto: «Certamente… Glielo guardo e sicuramente le dico qualche cosa, sia in un senso che nell’altro».
Campedelli: «La ringrazio… Lei è sempre gentilissimo ci parliamo così giusto per sentirci». ...
Pairetto: «Non si vive solo nei 90 minuti, ma anche nella quotidianità che conta almeno come quei 90 minuti. Per cui è giusto avere anche un certo tipo di rapporto. Mi sembra corretto»....
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