Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

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nefastto
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by nefastto »

mr.kerouac wrote: intanto la merda rosa si premura di mettere in buona luce moratti...
credibility and fairness
Hanno fatto quello che ho fatto ieri io, mettere in risalto un punto su cui molti ancora marciano. Moratti non si ripulisce certo con questo ma si citano i fatti (cit.).

PS. certo che se per te quello è mettere in buona luce  :D
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Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
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mr.kerouac
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by mr.kerouac »

nefastto wrote: Hanno fatto quello che ho fatto ieri io, mettere in risalto un punto su cui molti ancora marciano. Moratti non si ripulisce certo con questo ma si citano i fatti (cit.).

PS. certo che se per te quello è mettere in buona luce  :D
ok citiamo i fatti... cos'ha fatto moratti di diverso da meani (e uno è proprietario/presidente, l'altro collaboratore esterno. quindi si passa da responsabilità diretta a responsabilità oggettiva... così, tanto per chiarire)?
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
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nefastto
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by nefastto »

mr.kerouac wrote: ok citiamo i fatti... cos'ha fatto moratti di diverso da meani (e uno è proprietario/presidente, l'altro collaboratore esterno. quindi si passa da responsabilità diretta a responsabilità oggettiva... così, tanto per chiarire)?
niente di diverso ma non è di questo che si stava parlando. In molti continuano a dire che Moratti ha sempre detto di non parlare con nessuno mentre nel 2006 lo disse, punto. Il resto come vedi io non lo sto discutendo
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Luca10 »

sonnechiosissimo wrote: vuoi mettere in dubbio la mia preparazione giuridica ???  :polliceverso:

il processo mediatico porta a storpiature come quella di garlasco! il p.m. sull'onda della stinta dei giornali basa tutta la sua ricostruzione dei fatti su prove tutt'altro che inattaccabili, ma dico scherziamo.

il mio non è un discorso alla moratti (cit.) è una costatazione dei fatti. Se vogliamo che siano i giornati a decide e a giudicare del diritto allora ben venga ma io non ci sto!
Non sapevo facessi l'avvocato, di Gerry si. :thumbup:

Ciò detto: visto che l'Inter ha beneficiato immensamente di un processo mediatico è giusto che ora si prosegua sulla stesso filone, altrimenti si farebbero due pesi e due misure.

Peraltro, poi, da (pseudo-)giornalista, pur sapendo che diversi miei "colleghi" sono delle vere e proprie merde che non sanno fare "o" con un bicchiere, di certo non mi lamento di un processo mediatico. Il futuro, ed il presente, è quello: media e comunicazione.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by vikings11 »

dreamtim wrote: Si dimentica la gea, le sim svizzere, e tante belle cose perchè oh sempronio (ma mi pare la a tutta) si parava e chiamava per avere condizioni decenti. Perchè esce quello dalle chiamate. si dimentica pure che succedeva alle squadre "nemiche".
Cioè, fammi capire tim, proprio il processo GEA mi citi? Proprio quello in cui è venuto fuori che il Tenente Colonnello Attilio Auricchio, quello che ha condotto le indagini GEA e Calciopoli, e il Sig. Franco Baldini, all'epoca dei fatti, fino a marzo 2005 DS della Roma, erano culo e camicia? Sai, perchè non vorrei svelare un altro arcano a tutti quelli che in questi mesi non hanno più seguito nulla ma si sarebbe passati da un'accusa per associazione a delinquere ad una condanna per violenza privata, dopo una sequela di testimonianze che non sapevi se metterti a piangere o a ridere, da Fresi che, si viene a scoprire, dopo aver accettato un trasferimento, secondo gli inquirenti forzato, a Perugia, invita il suo procuratore a cenare e dormire da lui felice e contento per aver strappato un contratto da quasi 2 miliardi. Cazzo che violenza privata...

Se vuoi farti un'idea precisa ti invito a leggere questo sui testimoni dell'accusa.
3) Boomerang dell'accusa

Molti testimoni convocati dall'accusa, chi protagonista o oggetto di intercettazioni interpretate in modo troppo malizioso, chi perché oggetto di testimonianze di terzi su presunte malefatte degli imputati, hanno smentito clamorosamente il teorema accusatorio. Alcuni di loro sono stati accusati di reticenza o falsa testimonianza, a volte sono stati sottoposti a confronti con gli accusatori nei quali hanno confermato la loro deposizione. Vedremo se ci saranno strascichi giudiziari per loro. Ad oggi, costituiscono dei clamorosi boomerang per l'accusa.

David Trezeguet (27-02-08): Contrariamente ai titoli che l'hanno preceduta, la sua è stata una testimonianza platealmente scagionante: «Con la società Gea non c’è stato alcun contratto. Ho incontrato Alessandro Moggi nella sede della Juventus a Torino e ho parlato con lui della mia situazione contrattuale presso la Juve, ma non ci sono state mai minacce. Non mi sono mai stati posti ostacoli per il fatto che non avevo accettato di affidarmi alla Gea. In uno degli incontri con Alessandro Moggi e un’altra persona mi fu detto che la Gea, così come era organizzata aveva maggiori possibilità per risolvere i miei problemi contrattuali con la Juventus». Il calciatore si è poi soffermato sui contatti avuti con Alessandro Moggi ribadendo che non fu mai invogliato, dietro minacce, ad affidare i suoi interessi alla Gea.

Christian Molinaro(04-03-08): Il Corriere dello Sport dedica alla sua deposizione solo due righe, e ciò di per sé è sufficiente a farci intuire che anche la sua testimonianza scagiona Moggi e la Gea.

Marcello Lippi (01-04-08): Nemmeno convocato in aula, viene comunque citata la sua audizione in fase istruttoria, in cui confermò che Moggi non effettuò pressioni per farlo diventare CT della Nazionale, né tanto meno ne fece per fargli convocare determinati giocatori juventini. Per tentare di spingerlo a parlar male di Moggi e Giraudo, il pm Palamara arrivò a sottoporgli un'intercettazione (vedi qui, al 3.4) in cui i dirigenti bianconeri, nell'estate 2004, si compiacciono della sua sostituzione con Capello. Ma il Marcello nazionale non se ne fece condizionare, anzi: "Sono convinto che loro abbiano una stima sicuramente diversa e tuttora positiva rispetto a quella che appare quando si parla di barche, donne e motori, tra di noi c’è un ottimo rapporto". Infine, ricostruì la carriera del figlio Davide nella Gea, rivendicando il fatto di non aver mai interferito nella sua attività.

Davide Baiocco (01-04-08): Ora al Catania, ha dichiarato: "Non ho mai subito pressioni né dalla Gea né da Moggi". Ha spiegato di aver cambiato procuratore da Allegrini ad Alessandro Moggi perché non era soddisfatto del primo (durante Farsopoli, un'intercettazione nella quale Moggi parlava di una trattativa in corso su di lui, venne manipolata dai media per far credere che l'ex DG facesse plusvalenze fasulle. Vedi qui, al 1.5). Il 19-06-08, in un confronto con Baldini che parlava di un incontro nell'ufficio del procuratore Antonelli nel quale avrebbe detto di aver ricevuto pressioni da Gaucci per passare alla GEA, ha dichiarato: "Non mi ricordo di aver detto questo ad una persona che conoscevo per la prima volta. Rifiutai la Roma perché il mio contratto sarebbe scaduto dopo un anno e mezzo e volevo valutare altre opportunita'".

Riccardo Allegretti (01-04-08): Ora alla Triestina. Sulle ipotetiche pressioni Gea o moggiane, vedi Baiocco.

Giorgio Chiellini (28-4-06): Ha dichiarato di aver scelto la Gea spontaneamente nel 2001 e di non aver mai ricevuto pressioni o minacce da parte di Moggi. "Dal mio agente Davide Lippi - ha aggiunto smentendo la testimonianza di Baldini - non ho mai avuto promesse o assicurazioni su una mia convocazione in Nazionale".

Così Moggi, il 17-06-08: "Sul caso Chiellini, Baldini ha detto solo menzogne, dalla prima all'ultima parola. Non è vero che il calciatore gli disse che preferiva andare alla Juventus perché Marcello Lippi, padre del suo procuratore, allenava la nazionale. La realtà è che il terzino era in comproprietà tra la Roma e il Livorno e che in Lega Calcio al presidente livornese Aldo Spinelli fu detto che il club giallorosso non poteva fare acquisti. Così il calciatore fu proposto alla Juve, il ragazzo ci interessava, lo avevamo anche seguito ma avevamo preferito lasciare in pace la Roma. Quando ci dicemmo interessati, Chiellini ancora non sapeva che sarebbe venuto da noi e solo dopo apprendemmo che il suo procuratore era Davide Lippi".

Fabio Gatti (27-03.08): Ridimensiona le accuse del suo ex procuratore Orlandini: "Venni contattato da Gaucci, che mi consigliò per il mio bene e per la mia carriera di passare la mia procura alla Gea. Non ho mai subìto pressioni. Non ero del tutto soddisfatto del lavoro fatto da Orlandini, dopo il mio passaggio alla Gea iniziai a giocare in maniera più costante nel Perugia e un mese dopo firmai l'adeguamento del contratto da 250 milioni di lire annui". Viene contraddetto dall'avvocato di parte civile, Ciardullo, che gli contesta una sua deposizione alla Guardia di Finanza nella quale parlò dell'invito di Gaucci a passare alla Gea come di qualcosa di più di un semplice consiglio. Il 28-4-06, anche il padre di Gatti smentisce Orlandini riguardo alle presune pressioni di Gaucci affinché desse la sua procura alla Gea.

Emanuele Blasi (28-4-06): Ha dichiarato: "Le pressioni da parte della Gea sono tutte mie invenzioni. Ho pensato che fosse l’unico modo per liberarmi di Antonelli, con cui non avrei mai rinnovato il contratto con la Juve. In realtà, io non ero contento del suo lavoro e avevo preso contatti con Davide Lippi dicendogli che avrei dato a lui la procura se mi avesse consentito di rinnovare con la Juve a cifre maggiori". E' successo che Antonelli (vedi al paragrafo 1 "Concorrenti rancorosi"), aveva registrato la telefonata in cui il padre del giocatore lo scaricava, consegnandola al maggiore Auricchio (vedi al paragrafo 5). Già nel maggio 2006, in piena Farsopoli, Blasi aveva fornito le stesse spiegazioni rese in aula, e cioè che il padre si era semplicemente inventato una scusa senza alcun fondamento nella realtà, ma il pm Palamara l'aveva accusato di reticenza.

Emiliano Viviano (7-10-08): Portiere del Brescia, smentisce il padre del suo ex procuratore Claudio Orlandini, negando di essere mai stato contattato da persone che non fossero il suo procuratore con offerte di trasferimenti alla Juve, nonché di essere stato invitato dall’ex presidente della Figc Innocenzo Mazzini a recarsi presso un albergo senza il suo procuratore per discutere di un passaggio alla Juve. Il pm Palamara ha chiesto un confronto con Orlandini.

Fabio Liverani (7-10-08): Ha negato di aver mai subito pressioni su convocazioni in Nazionale o un eventuale passaggio alla Juventus.

Emanuele Calaiò (7-10-08): Attaccante del Siena, ha detto di essere passato 4 anni fa da Beppe Bonetto ad Alessandro Moggi per “libera scelta, poiché Bonetto non mi prospettava offerte adeguate al mio rendimento, per cui ero insoddisfatto del suo lavoro e ho scelto di passare la mia procura a Moggi senza ricevere alcuna minaccia o promessi di ingaggi”.
Oberto Petricca (7-10-08): Ex presidente dell'Assoprocuratori, ha delineato un quadro ambientale in cui sono molti i casi di rapporti tra procuratori e dirigenti legati da parentela.
BALDINI? MANDAVA I NEMICI DELLA GEA DAI CARABINIERI

Melandri: “Non c’è riscontro: solo lui che ha detto un sacco di bugie nel processo: che faceva le riunioni con Antonelli per prendere a parametro zero Baiocco che aveva ancora un anno di contratto, che si incontrava per i lunghi caffè con Auricchio e che, quando sentiva qualcuno che si doveva lamentare per le invidie e le gelosie che nutriva nei confronti della Gea, li spediva a via Inselci. Insomma, sempre lui che ha approfittato dell’ingenuità di Luciano Moggi in aula che era affianco a me e che quando il Baldini ha detto che non aveva mai visto il Maggiore Auricchio se non quella volta o al massimo un paio, Luciano Moggi ha sorriso e gli ha detto ‘Se non l’hai mai visto’, e Baldini furbissimamente ha attirato l’attenzione del Presidente che aveva coperta la visuale dall’Avv. Prioreschi per continuare con la sua manfrina, dicendo che Luciano Moggi gli faceva gesti minacciosi. Io non voglio giustificare anche questi atteggiamenti di Moggi, però ritengo che sia assolutamente comprensibile l’atteggiamento molto adirato di chi per colpa di queste persone si trova senza lavoro, si trova ad aver rinunciato a ciò che aveva costruito con le capacità, di chi si trova imputato per associazione a delinquere. Ma se questi sono i fatti per i quali siamo a processo, se tutto il polverone che si è alzato ha generato questo? Ma veramente possiamo concedere a Luciano Moggi almeno di alterato con Baldini e Co!”.

CLAMOROSI RISVOLTI SU INDAGINI, INQUIRENTI E PRINCIPALI ACCUSATORI

Prioreschi: "Qui c'è un ufficiale dei Carabinieri che ha dichiarato il falso sapendo di dichiararlo. Perché ognuno nega di aver conosciuto l'altro? Invece questi personaggi si vedono, parlano, dicono e stradicono: eppure è su di loro che si basa tutto il processo. Perché negano? Hanno la coda di paglia? Hanno un palmo di rogna alto così?".
Rodella: “Dalle indagini erano risultati 300 calciatori, quando invece quelli della Gea erano solo 150, anche perché giocatori come Erjon Bogdani e Marek Jankulovski risultavano essere quattro persone anziché due".
Prioreschi: “E' un processo d'omicidio senza il morto. Dove l'accusa ha volutamente scambiato, fatto passare, il rapporto d'amicizia, di parentela, con un legame malavitoso. Si sono usate frasi ad effetto, ma la realtà è che da tutte le udienze, da ogni deposizione, è scaturito che nessuno è stato minacciato, o costretto ad affidarsi alla Gea, e che Luciano Moggi non sapeva intimidire proprio nessuno. Mancavano addirittura i presupposti per iscrivere gli imputati nel registro degli indagati. L'accusa prevista dal 513 bis d'illecita concorrenza con minacce e violenza, è stata ‘resuscitata’. A oltre vent'anni dal varo della norma si contano sulle dita delle mani i precedenti penali". A questo proposito, lo stesso presidente Luigi Fiasconaro è intervento rispondendo ad una domanda del legale ammettendo di non aver mai trattato una vicenda in cui si ipotizzava questa fattispecie.

PROCESSO GEA: NON ESISTONO NE’ ASSOCIAZIONE NE’ DELITTO

Prioreschi: "Mi chiedo come la Gea potesse controllare il mondo del calcio. Il pm ha chiesto la condanna per Zavaglia, Luciano e Alessandro Moggi ritenendoli i capi e Ceravolo come unico operativo. Molti generali e nessun esercito. Le trattative dei giocatori finite nell'occhio del ciclone riguardano 7 professionisti, da Amoruso a Zetulayev. Ditemi voi se valeva la pena mettere in piedi una organizzazione simile se si doveva conquistare la procura di tali calciatori. In questo processo mancano tutti i presupposti: è come un processo per omicidio senza il morto".
Melandri: “Rispetto ai salti logici compiuti dal pubblico ministero, Pindaro è un dilettante, in confronto. L'ex dirigente bianconero, di volta in volta, è stato usato come uno specchietto per le allodole. Il reato associativo è una cosa seria, per cui vanno perseguiti soggetti che sono capaci di incutere terrore. Qui abbiamo un commercialista (Zavaglia) che insieme ad un avvocato (Moggi jr) e ad un medico fanno una società per azioni con i tutti i figli di papà d'Italia. Ma quali minacce! Pertanto chiedo l'assoluzione di Luciano Moggi da tutti i capi d'imputazione per non aver commesso il fatto".
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/394-processo-gea-oltre-la-reticenza-dei-media.html?start=7
Poi se volete cantarvela e suonarvela con il fatto che la GEA comandava tutto e tutti, liberi di farlo...

Stessa cosa sullle Sim svizzere....
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Biron 43
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by Biron 43 »

touchdown  :applauso:
vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by vikings11 »

....e visto che anche 'sto discorso sulle sim svizzere mi ha ampiamente stufato, vi posto un riassunto di quello che è emerso a Napoli. Se non basta poi passiamo ad analizzare le attribuzioni una ad una, perchè nonostante si continui a specificare che nessun arbitro ne era in possesso e che ci sono molti risvolti sotto collegati al processo Telecom, con la storia delle sim svizzere si riempono la bocca tutti, a partire dai tifosi fino ai giornalisti faziosono e disinformati, ma disinformati forte....
Tra le deposizioni del processo Calciopoli del 2009, ne avevamo lasciata indietro una che pubblichiamo oggi, per celebrare degnamente la ripresa delle udienze dopo le feste. E' quella del maresciallo Di Laroni dei cc di via In Selci di Roma. Il maresciallo è l’autore delle informative sul teorema delle Sim Svizzere. Aveva deposto una prima volta il 10 novembre scorso (rileggi qui il nostro resoconto), ma un'udienza non era bastata ed era tornato in aula il 13 novembre per farsi controesaminare dagli avvocati Prioreschi (difesa Moggi), Morescanti (difesa Fabiani) e Sena (difesa Pairetto).
Di seguito, un elenco delle maggiori incongruenze riguardanti il famigerato teorema delle Sim svizzere emerse da quella seconda udienza.

CAPITOLO MOGGI

- IMPOSSIBILE STABILIRE NUMERO E DURATA DELLE IPOTETICHE TELEFONATE FRA UTENTI SIM
Incalzato dall’avvocato Prioreschi e anche dal giudice, lo stesso Di Laroni ha ammesso che è impossibile stabilire quante telefonate siano state fatte con le famigerate SIM svizzere, né, tantomeno, è possibile stabilirne la durata. I dati che i CC hanno analizzato sono stati forniti da gestori diversi, che sulle medesime telefonate (o semplici tentativi di chiamata) riportano spesso orari e numero di contatti molto discordanti fra di loro. Alcune discrepanze messe in rilievo dal controesame dei difensori sono clamorose. Uno tra gli esempi più eclatanti: verso l'utenza 0041764334751 attribuita a Fabiani noi abbiamo, dall’utenza attribuita a Moggi, 10 contatti in uscita e 33 in entrata, al contrario 129 in uscita e 29 in entrata.

- LE IPOTETICHE ATTRIBUZIONI DELLE SIM AGLI ARBITRI SONO STATE FATTE CON METODI APPROSSIMATIVI E NON CERTIFICATI
Per mettere insieme gli schemini delle attribuzioni di cui da tre anni si straparla sui media, non è stato utilizzato alcun software o sistema di gestione professionale dei dati. I cc hanno fatto tutto a mano. Dalla deposizione di Di Laroni: ”Generalmente il gestore Tim li fornisce in txt, la Vodafone li fornisce in Excel, quindi noi ci siamo preoccupati di trasformare manualmente quelli forniti in txt in Excel in modo da averli tutti dello stesso formato; vengono inseriti con un copia e incolla.” Dunque l’analisi dei carabinieri, come ha sottolineato il difensore di Moggi, è stata fatta “a mano”, “un tanto al chilo”, senza usare software “certificati forensi, perché devono consentire che l'originale corrisponda alla copia e devono evitare che nella trasmigrazione dei dati possono esserci errori oppure possono andar persi dati”. Sulla questione, inoltre, emblematica una risposta data da Di Laroni al presidente del tribunale: “Presidente, ognuno interpreta i dati come vuole, c'è un famoso esperto in Italia, lasciamo stare il nome, che li interpreta in maniera informatica”.


- IMPOSSIBILE STABILIRE CON ESATTEZZA QUANDO SAREBBERO AVVENUTE LE IPOTETICHE TELEFONATE
Sempre sui famigerati schemini: come molti lettori ben ricorderanno, vi si indicavano i presunti contatti telefonici nell’arco della settimana pre e dopo gara, senza specificare in che giorno e a che ora. L’avv. Prioreschi ha chiesto spiegazione: “A dire il vero Lei non ha specificato quando questi contatti sono avvenuti, ha detto solo nella settimana prima, anche qui Le chiedo che tipo di contatti sono: chiamate, tentativi, eccetera?” La risposta del maresciallo è stata: “Non si può sapere, con il tabulato davanti uno li interpreta, io sono rimasto nel generico”.


- GLI SPECCHIETTI DISTRIBUITI ALLA STAMPA ERANO FRUTTO DI INFORMATIVE INCOMPLETE O ERRONEE
Sull’argomento i cc scrissero ben tre informative: marzo 2007, luglio 2007 e dicembre 2007. Nel controesame scopriamo che le prime erano in qualche modo incomplete, se non in conflitto con le seguenti (ad esempio, secondo Prioreschi, sia in quella di marzo che in quella di luglio sarebbero stati analizzati dei dati che in seguito le compagnie telefoniche avrebbero rettificato). Ebbene, a livello mediatico, la storia delle sim svizzere uscì ad aprile 2007, e cioè dopo la prima informativa, e da allora a livello popolare si ragiona ancora su quell’ipotesi, che evidentemente è fondata su dati erronei.



CAPITOLO FABIANI

Ad Angelo Fabiani i Carabinieri hanno attribuito “verosimilmente” due sim svizzere. Le basi della “verosimiglianza” sarebbero: la residenza (che era a Roma), le partite del Messina (per cui lavorava come DS) e le telefonate della Sim svizzera a utenze nazionali. Anche l’avvocato Morescanti, legale del Fabiani, nel suo controesame, ha messo a dura prova il metodo dei cc.

- MANCANO I RISCONTRI TECNICI SULLE CELLE E SULLA PRESENZA O MENO DI FABIANI A ROMA
Sulla residenza. Prima di tutto, non si capisce se le due schede in questione accendessero celle telefoniche romane in generale o celle del quartiere di “Primavalle”, dove risiedeva Fabiani. Lo stesso Di Laroni ha detto che solo una delle due schede accendeva, di Roma, prevalentemente la cella di Primavalle. Inoltre, il quartiere è molto vasto e contiene molte celle telefoniche. La Morescanti ha contestato l’assenza di diverse necessarie verifiche per attestare quell’attribuzione: non è stato verificato se le celle accese erano unidirezionali o multidirezionali (se unidirezionali, alcune celle non potevano essere agganciata dalla casa di Fabiani). Non è stato verificato che Fabiani si trovasse effettivamente a Roma in occasione delle telefonate (si è verificato solo che si trovasse nei luoghi delle partite). Non è stato verificato che le celle fossero di tipo SRB (stazione radio base – che dà l’indicazione del terminale) o MSC (che è solo un aggancio fra altre celle); e ciò è grave, perché le MSC non danno la localizzazione del cellulare. Non è stato verificato che la Sunrise avesse un roaming preferenziale (che a volta fa sì che il cellulare agganci una cella più lontana, perché in convenzione con il gestore straniero).

- MANCANZA DI RISCONTRO SULLA PRESENZA DI FABIANI A MESSINA E SULLE CELLE DELLO STADIO
Sulle partite a Messina: non si è verificata la zona di Messina in cui il cellulare agganciava la cella, in particolare che si trattasse di una cella vicina allo stadio. Non si è verificato quale fosse l’albergo in cui dimorava Fabiani quando era a Messina. Non si è verificato quante fossero le persone che seguivano il Messina in trasferta, e in particolare dove dimorasse il Messina quando giocava a Roma (se in un albergo di Primavalle o no).

- MANCANZA DI RISCONTRO SUI NUMERI ITALIANI CHIAMATI DALLE SIM E IN EFFETTI IN USO A PERSONE SCONOSCIUTE A FABIANI
Sui contatti con utenze italiane. Riguardo a una delle sim attribuite a Fabiani, ci sono diversi numeri italiani, con tanto di anagrafica degli utenti che la contattano, ma i Carabinieri non hanno controllato chi fossero queste persone. In pratica, dal dibattimento del 13 novembre scorso, si è intuito che si tratta di gente che non ha nulla a che fare con Fabiani.


CONCLUSIONI (?)

La domanda finale è semplice: quali sono gli elementi che fanno sì che i carabinieri siano così convinti di aver attribuito le sim acquistate da Moggi ai corretti utilizzatori, e cioè a un gruppo consistente di arbitri? Fin troppo significativo un passaggio del controesame della Morescanti: il maresciallo Di Laroni ammette che gli inquirenti sono partiti dalla fine, e cioè che il novero dei possibili utenti è stato individuato solo fra gli indagati (poi imputati). Solo loro sono stati considerati, gli arbitri, nessuna ipotesi alternativa, perché era l’unica che interessava prendere in considerazione.
E non è tutto, ci sono altre tre o quattro cosette, emerse dall’udienza del 13 novembre, che vanno evidenziate.

1) IL NUMERO DELLE TELEFONATE DEI FAMOSI SPECCHIETTI DELLE SIM SVIZZERE ERA DEL TUTTO CAMPATO IN ARIA
Come ammesso dal Di Laroni su richiesta dell’avvocato Sena, difensore di Pairetto, che si è soffermato sulle incongruenze fra le diverse compagnie telefoniche sul numero di contatti fra le sim incriminate, i famosi schemini diffusi alla stampa non sono attendibili riguardo al numero delle telefonate intercorse, ma servono solo a indicare che dei contatti sono intercorsi. Gli schemini non hanno alcun valore né verità, non indicano il numero di telefonate, ma al massimo possono testimoniare che due numeri, genericamente, si sentirono fra di loro. Altro che "40 telefonate prima di Juve-Milan".


2) DELLE SIM PRESE IN CONSIDERAZIONE, QUANTE FURONO VERAMENTE FATTE ACQUISTARE DA MOGGI?
Di Laroni aveva raccontato che le Sim prese in considerazione appartengono a tre gruppi: il primo di 9, il secondo di 12, il terzo di 10. In seguito alla richiesta dell’avv. Morescanti su due numeri svizzeri, Di Laroni risponde che fanno parte del terzo gruppo, ma che il secondo e il terzo gruppo (12 e 10 sim) non corrisponde alle sim indicate come vendute dal De Cillis, ma sono deduzioni che i carabinieri fanno dal traffico, dai tabulati.
Dunque solo le prime 9 vennero acquistate da Moggi?

3) IN SVIZZERA SENZA ROGATORIA
L’avvocato Prioreschi ha ripetutamente chiesto al maresciallo se lui o qualche suo collega, in fase d’indagine, fosse stato in Svizzera, ma Di Laroni ha recisamente negato. Peccato che un mese dopo, e cioè il 22 dicembre scorso, il collega Nardone l’abbia contraddetto, ammettendo che almeno un viaggio a Chiasso ci sarebbe stato.

4) GIA' TRE ARBITRI ACCUSATI DI AVER AVER USATO LE SIM SONO STATI SCAGIONATI
Il 14 dicembre scorso c’è stata la sentenza di primo grado del rito abbreviato, nella quale è giunta l’assoluzione degli arbitri Gabriele e Cassarà, entrambi accusati, nel processo principale, di far parte della rete “segreta” di Sim protette, come illustrato dal maresciallo Di Laroni. Gabriele e Cassarà si aggiungono a Gianluca Paparesta, già prosciolto in fase istruttoria e poi testimone d’accusa che ha raccontato, ad uso del pm che non ha obiettato, che la sim svizzera a lui attribuita era in realtà in uso al padre per fini tutt’altro che illeciti.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by andreaR »

i commenti sotto gli articoli della cazzetta sono vomitevoli, è un mondo d'ingoranti purtroppo
da francilive » 10 ago 2012, 17:20

grande rissa, cosi!!!! giu' mazzate, spaccagli il culo!!!
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by dreamtim »

vikings11 wrote: Cioè, fammi capire tim, proprio il processo GEA mi citi? Proprio quello in cui è venuto fuori che il Tenente Colonnello Attilio Auricchio, quello che ha condotto le indagini GEA e Calciopoli, e il Sig. Franco Baldini, all'epoca dei fatti, fino a marzo 2005 DS della Roma, erano culo e camicia? Sai, perchè non vorrei svelare un altro arcano a tutti quelli che in questi mesi non hanno più seguito nulla ma si sarebbe passati da un'accusa per associazione a delinquere ad una condanna per violenza privata, dopo una sequela di testimonianze che non sapevi se metterti a piangere o a ridere, da Fresi che, si viene a scoprire, dopo aver accettato un trasferimento, secondo gli inquirenti forzato, a Perugia, invita il suo procuratore a cenare e dormire da lui felice e contento per aver strappato un contratto da quasi 2 miliardi. Cazzo che violenza privata...

Se vuoi farti un'idea precisa ti invito a leggere questo sui testimoni dell'accusa.
Poi se volete cantarvela e suonarvela con il fatto che la GEA comandava tutto e tutti, liberi di farlo...

Stessa cosa sullle Sim svizzere....
Famose a capì

Io non mi auguro la vostra de-nuclearizzazione come temeva Show, tutt'altro.

Io non vi reggo se per due peti di grillo riarmate l'invincibile saudade e partite con l'elmetto in testa. Che è ben diverso.
Bianchettando e minizzando tutto e tutti, eh no la non ci starò mai.

in primis io non ho mai detto che la gea comandava tutto e tutti, se permetti però alle deposizioni dei giocatori credo il giusto (non dimenticherò mai il processo arcinoto dove i testimoni fingevano di non ricordare una mazza, famose a capi).....

di certo Baldini (licenziato in tronco poi) si era avvicinato a Moggi, mai negato.
qua abbiamo una pluralità di sfere di influenza che sfiora un reality show, e 3/4 di A che piangevano da Bergamo.


Poi se mi vuoi dire che gea, sim svizzere eccetera erano normali, non ci sto. Abbi pazienza.
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).
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Biron 43
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by Biron 43 »

dreamtim wrote:
Poi se mi vuoi dire che gea, sim svizzere eccetera erano normali, non ci sto. Abbi pazienza.
aridaje con sta gea e le sim
dreamtim
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by dreamtim »

Biron 43 wrote: aridaje con sta gea e le sim
fattori che devi considerare con tutte le scarpe, le cose le devi vedere nella sua totalità.

Non è che puoi invocare chiarezza omettendo a pene di segugio, Vik giustamente ridimensiona il fenomeno.

Da qua a negarlo, altra cosa.
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vikings11
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by vikings11 »

dreamtim wrote: Poi se mi vuoi dire che gea, sim svizzere eccetera erano normali, non ci sto. Abbi pazienza.
Ma non te lo dico io, lo dicono 'sti 4 dementi che hanno fatto le indagini che c'è qualcosa che non funziona. Sono deposizioni fatte in aula, sotto giuramento, con tutte le carte delle requisitorie davanti. Io veramente non so più come spiegarvelo, davvero, altro che cadere le braccia, qua partono palle, fegato, occhi, orecchie, e tutto quello che viaggia in coppia...

Poi sulle schede svizzere ci sarebbe anche questa interessantissima dichiarazione....
TORINO, 7 aprile - Le nuove intercettazioni di calciopoli, quelle ignorate dagli inquirenti ed emerse in questi giorni grazie al lavoro della difesa di Luciano Moggi, hanno ricordato a Silvia Morescanti un’altra vicenda in cui degli atti processuali vennero ignorati da chi doveva indagare per la giustizia sportiva. Avvocato romano, difensore, fra gli altri, dell’ex arbitro Massimo De Santis, la Morescanti ha una storia da (ri)raccontare in questi giorni di nuova luce su vecchie vicende. «Il fatto che molte intercettazioni siano state escluse dall’inchiesta fa indubbiamente pensare. Più o meno come pensai quando mi accorsi che l’ufficio indagini della Figc era in possesso di atti processuali nei quali si diceva che molti arbitri furono pedinati per ordine di Moratti e da quegli atti non nacque nulla».

Ci spieghi meglio.
«Si tratta di documenti che arrivarono a Francesco Saverio Borrelli nell’aprile del 2007 quando il pm era a capo dell’ufficio indagini della Figc. Erano atti del processo Telecom che la Procura di Milano aveva trasmesso a Borrelli. Lo venni a sapere quando, quegli stessi documenti, li richiesi e in seguito li acquisii io stessa, che in quel processo rappresentavo molti degli ex arbitri pedinati ».

Pedinati da chi?
«Secondo quanto deposto dagli allora indagati ora imputati Giuliano Tavaroli ed Emanuele Cipriani fu lo stesso Massimo Moratti a ordinare il pedinamento di una serie di arbitri, assistenti e dirigenti fra cui De Santis e Ceniccola, l’ex designatore Bergamo, l’ex dg del Messina Fabiani. Secondo quanto riportato negli atti, il patron interista chiese di verificare i movimenti degli arbitri, sospettando che ci fosse qualcuno o qualcosa che poteva controllarli o che, in qualche modo, potesse danneggiare l’Inter».

E questi controlli come avvennero?
«Attraverso pedinamenti, controlli dei conti bancari e dei tabulati telefonici. In pratica venivano verificate tutte le telefonate partite o arrivate alle utenze dei “pedinati” per capire con chi parlavano. E chi pedinava, per evitare di essere intercettato a sua volta, faceva uso di schede telefoniche svizzere».

Chi pagò quelle indagini?
«Secondo quanto affermato da Tavaroli e da Cipriani le fatture furono saldate dalla Pirelli, perché Moratti e l’Inter non dovevano assolutamente comparire».
E non si tratta di una dichiarazione campata in aria, ma di una dichiarazione di un avvocato che ha seguito anche il processo Telecom.


@Baldini vicino a Moggi....ma per carità....ma se c'è da mesi in giro l'intercettazione del ribaltone.
Anzitutto, vi troverete a chiedervi: ma perché questa intercettazione non è tra quelle conosciute, tra quelle che tutti abbiamo letto sui giornali? La risposta è piuttosto semplice, e in parte l'avevamo già data, descrivendo, nel silenzio generale, il singolare modus operandi degli inquirenti nei confronti di Franco Baldini, in questo articolo del 2008. Quasi due anni fa, insomma, partiva la nostra denuncia per un metodo ritenuto quantomeno strano, una denuncia caduta nel vuoto e non ripresa dagli organi di informazione, che oggi riproponiamo, forti di questo ulteriore e, ci sembra, decisivo elemento di accusa nei confronti del metodo inquirente. A pagina 414 dell'informativa di Novembre 2005, consultabile sul nostro sito, nell'area download, potete trovare la trascrizione di questa telefonata, effettuata dai carabinieri. Ebbene, ancora una volta , come potete vedere, c'è molta distanza e omissioni a nostro modo di vedere ingiustificate.
Secondo gli inquirenti, leggiamo, questa telefonata è utile per comprendere lo strapotere di Moggi nel calcio (!), e vengono riportate solamente le parti in cui Baldini chiede a Mazzini di interessarsi per far lavorare l'amico Renzo Castagnini.

Ascoltiamo l'intercettazione dall'inizio, e andiamo a snocciolare tutti gli argomenti che noi riteniamo pertinenti e degni di figurare nella trascrizione della telefonata nell'informativa. Quegli elementi che, se fossero stati trascritti, avrebbero sicuramente cambiato la percezione del "sistema" da parte del lettore. Quegli elementi omessi nella trascrizione.

E' NORMALE - La telefonata si apre con la promessa da parte del Baldini di un "discorso molto molto serio", ed effettivamente comincia a perorare la causa dell'amico Renzo Castagnini, che vorrebbe vedere impiegato come direttore sportivo all'Arezzo. Ricordiamo per i più disattenti che il signor Castagnini, dopo una mediocre carriera trascorsa tra squadre di mezza classifica di serie B, ha compiuto un decisivo salto di qualità nel dopo Calciopoli venendo assunto, tu pensa, niente meno che dalla Newventus. Se non lo avete già fatto, potete leggere la sua storia in relazione a questa vicenda, in questo articolo, sempre del 2008.
Baldini immagina che Moggi possa avere influenza nella decisione e, tutto di un pezzo, chiede a Mazzini di inoltrargli la richiesta, ripetendo fino allo sfinimento la stessa battuta: "Tu digli che io e Renzo si è litigato da piccini", in riferimento al noto astio che intercorre tra lui e Moggi. E fin qui ci siamo. Ci sono anche i carabinieri.

E' NORMALE? - Quello che i carabinieri non scrivono però è che Baldini promette a Mazzini: "Forse se tu ti comporti bene, quando farò il ribaltone, tanto lo farò perché io vivo per quello, fare il ribaltone, buttare tutti giù sotto dalla poltrona, io ti salverò forse...".
Quindi Baldini prefigura un ribaltone che gli consentirà addirittura potere di vita e di morte su un vicepresidente federale. Decisamente interessante, una notizia decisamente interessante, e meritevole di stare agli atti. C'è un competitore di Luciano Moggi che sta lavorando per scalzarlo dalla sua posizione e, come risultato del suo lavoro, prefigura un enorme potere. Un potere certo non proprio di un semplice cittadino.

Si fa per ridere, dite, è vuota millanteria? Andiamo alla fine della telefonata.
Mazzini a un certo punto se ne esce: "Tra un anno e mezzo quando cambieranno un po' di cose...", e giù una risata grassissima.
E Baldini lo conforta: "Mi son sempre guardato bene dal fare il tuo nome, ho parlato di Carraro, di Galliani, Giraudo... non t'ho mai nominato, ho avuto persino il timore che fossi geloso..." e giù altre grasse risate.

Boom. Decisamente troppo interessante.
E' la prova che Baldini, acerrimo competitore di Moggi, stesse collaborando con gli inquirenti? Parrebbe. Con chi avrebbe fatto nomi, altrimenti, che avranno come effetto il cambiare un po' di cose nell'estate del 2006, un anno e mezzo dopo? Beh, sarebbe interessante saperlo.
Ma andava trascritto. C'è un concorrente di Moggi che nella fase inquirente rappresenta a un alto dirigente un suo futuro potere. Il dirigente è ben conscio del cambiamento che verrà, e Baldini lo gratifica dicendo che sta omettendo di fare il suo nome, e che lo salverà in cambio di un favore.
Tutto questo non viene trascritto. Vi sembra normale?
Vi sembra normale che Mazzini e Baldini parlino di un cambiamento che sicuramente avverrà tra un anno e mezzo, data grosso modo coincidente con lo scoppio di Calciopoli nel 2006?
Ritorna la nostra grande domanda: ma come sono state condotte le indagini? A senso unico nei confronti di un imputato o a 360 gradi considerando anche i suoi competitori? Non è normale che questa telefonata sia stata trascritta con queste pesanti amputazioni.

E' NORMALE? - Il punto chiave riguarda, forse ancor più di Franco Baldini, Innocenzo Mazzini, il vicepresidente federale. Ancora più di Bergamo e Pairetto, gli inquirenti lo avevano indicato come ingranaggio imprescindibile del sistema Moggi, graniticamente dalla parte della Cupola, il suo lavoro sempre ispirato dalla longa manus del ds della Juve. Un fedelissimo al sistema, insomma.
E invece cosa scopriamo? Che addirittura sghignazzava al telefono con il più grande nemico di Moggi, immaginandone la caduta, e non riferendo al suo presunto sodale i bellicosissimi propositi del Baldini. Eccoci, finalmente. Un elemento importantissimo: Mazzini, come abbiamo visto per i designatori, ha un orecchio per tutti. E non si finge amico per poi fare il delatore, offre davvero una sponda.
Quando parla di Moggi, Mazzini lo descrive persino come un millantatore: "Con tutti i benefici d'inventario di Luciano Moggi", riferendosi alle sue rassicurazioni rispetto all'intercessione per Castagnini. Incidentalmente nega qualsiasi liaison dangereuse tra lui e Moggi: "Io so' pure amico di Luciano Moggi... per fortuna mia io scheletri nell'armadio con Luciano Moggi non ne ho...".
Che dire... non era utile sapere tutto questo?
I GIP, i GUP non avrebbero forse dovuto prendere in considerazione questo elemento, sicuramente difforme rispetto alla vulgata dell'informativa? Crediamo di sì, ma non hanno potuto.
Pretendiamo spiegazioni.
Mazzini è talmente subalterno a Moggi, che si interessa che il suo peggior nemico trovi lavoro, indicandogli come vacanti alcune posizioni alla Fiorentina dei Della Valle. A proposito, è il 4 di aprile, e secondo i PM la Cupola sarebbe in piena fase punitiva nei confronti dei viola, mentre le parole di Mazzini non descrivono affatto astio, anzi la conoscenza approfondita di ciò che avviene (si sa già che dal prossimo anno Corvino sarà il nuovo ds), sintomo di una certa contiguità.
Baldini, per tutta risposta, gli rappresenta che Carraro (attenzione: Carraro, il prosciolto, e non Moggi, il mostro) ha chiamato i Della Valle per sconsigliarli rispetto a un suo eventuale ingaggio.
Quanta ciccia! Niente di tutto questo trascritto.

E' NORMALE? - Infine, nota di colore, ma neanche poi tanto, in apertura di telefonata scopriamo che Mazzini, per far piazzare Castagnini ad Arezzo, aveva consigliato a Baldini di chiamare Walter Veltroni. Ebbene sì, l'ex candidato premier del PD, che la scorsa settimana abbiamo letto moraleggiare, dalle colonne sulla Gazzetta dello Sport, sulla validità del progetto e i valori etici di John Elkann.
Nel gergo di Mazzini e Baldini, scopriamo che il presidente dell'Arezzo sarebbe passato dal "giro Veltroni" al "giro Moggi". Ma che, anche Veltroni aveva una cupola, allora? Non scherziamo. Evidentemente i "giri" erano lobbies, e qui, troviamo ulteriormente certificato da un alto dirigente federale, ce n'era più di una, in mutua concorrenza.
Anche questo, naturalmente, non è stato trascritto.
Chiediamo ancora: è normale?

1+1+1+1+1... - Ricapitolando qualche puntata precedente: Sandreani dice a Zavaglia che un amico di Baldini in quel di Arezzo gli avrebbe detto che Moggi&Giraudo dovranno fare le valigie, perché Montezemolo li vuole sostituire con Baldini. Dalle telefonate, sappiamo questa essere una convinzione che gira nell'ambiente, da Mazzini a Bergamo, dalla Fazi a Preziosi, sono in molti a considerarla vera e assai probabile.
Ora ascoltiamo questa telefonata.
Nell'estate di Calciopoli John Elkann aveva offerto il ruolo di direttore sportivo a Franco Baldini, che ha rifiutato, preferendo accodarsi ai milionari contratti di Capello all'estero.
Di tanto in tanto, questa voce ritorna: Elkann che offre il ruolo di ds a Baldini.
Ecco, non dimentichiamoci.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by Biron 43 »

dreamtim wrote: fattori che devi considerare con tutte le scarpe, le cose le devi vedere nella sua totalità.

Non è che puoi invocare chiarezza omettendo a pene di segugio, Vik giustamente ridimensiona il fenomeno.

Da qua a negarlo, altra cosa.
fermo, io non è che non voglio considerarli eh, ma se ci sono varie testimonianze e materiali che attestano che la storia delle sim è una buffonata è assurdo continuare a tirare fuori sta storia

poi oh, se non vuoi vedere quello che è veramente successo non so che dirti
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by vikings11 »

dreamtim wrote: Da qua a negarlo, altra cosa.
Che la GEA comandasse il calcio te lo nego nero su bianco, dimmi pure dove devo firmare. Ma almeno le leggi le cose che posto?  “Dalle indagini erano risultati 300 calciatori, quando invece quelli della Gea erano solo 150, anche perché giocatori come Erjon Bogdani e Marek Jankulovski risultavano essere quattro persone anziché due"., quindi mi spieghi con 150 calciatori su circa 1000 presenti tra A e B mi spieghi come si possano condizionare i campionati?

Che le SIM straniere le avesse Moggi te lo firmo anche nero su bianco, ma da qui a dire che ce le avevano gli arbitri di acqua sotto i ponti ce ne passa parecchia, anche perchè Paparesta ha già chiarito che non ce l'aveva lui ma il padre che fungeva da osservatore per Moggi (altra deposizione del processo penale che ovviamente tutti ignorano), Bertini ha specificato di non averne mai possedute e il suo avvocato ha smerdato l'accusa su come abbiano fatto ad attribuirgliela, e altri presunti detentori sono stati tutti scagionati. Rimane solo De Santis, che comunque non è ancora stato interrogato. Che facevano? Condizionavano il campionato in 2?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Post by bambinazo »

il maresciallo Di Laroni ammette che gli inquirenti sono partiti dalla fine, e cioè che il novero dei possibili utenti è stato individuato solo fra gli indagati (poi imputati). Solo loro sono stati considerati, gli arbitri, nessuna ipotesi alternativa, perché era l’unica che interessava prendere in considerazione
pazzesco!
"bambinazo, minaccioso, coordinato, ho il piacere di vederlo al piatto ben cinque volte, osservandolo dalla prima o dalla seconda base. Ed ogni volta mi fa avanzare" (joesox)

non sapevate perdere, tantomeno saprete mai vincere

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