Emmanuelle wrote:
La verità è che di gente cretina ce n'è in giro, eccome. Oggi pomeriggio sono a Romolo, dal parcheggio ATM mi dirigo verso la metropolitana. Un gruppo di ragazzetti (7-8 perdigiorno che non avranno avuto più di 13-14 anni) sta urlando contro l'autista di uno dei bus fermi nel piazzale antistante: Conducente, figlio di puttana.
Passo io.
Ciao, mamma!
No, che scherzi, se questa fosse mia madre... (e non ho sentito come finiva la frase).
Ciao, zia!
E giù risate.
Io sono stata zitta. Per due motivi:
1) perchè chi mi conosce sa che non ho proprio della mamma nè della zia, per cui a un certo punto mi è pure venuto da ridere.
2) perchè era un branco, e sappiamo tutti quanto pericolose possano essere le azioni compiute da un gruppo.
Però poi, sgomenta, mi domandavo: ma i loro genitori sanno che questi, invece di essere a casa a studiare, sono in uno spiazzo dell'estrema periferia milanese a prender per il culo la gente che passa e la gente che lavora? Ma che fine faranno, un domani?
Condivido.
Non voglio fare quello che parla per luoghi comuni, ma quando ero piccolo io (ed i miei amici) rispettavamo quelli più grandi, anzi, ci sembravano quasi "intoccabili". Mi ricordo quando d'estate si scendeva dopo cena e spesso di fermavano con noi, eravamo contenti.
Certo, non dico che non ho mai preso in giro nessuno, anzi, ero (e sono, probabilmente) sempre quello in prima linea, ma a parte qualche caso non l'ho mai fatto con malizia, ma solo per il gusto di una risata.
Ti racconto una cosa che è successa a me, non più tardi di qualche mese fa: chi mi ha conosciuto sa come mi vesto, una sera ero a casa dei genitori di Anna a cena, e prima di mangiare scendemmo a comprare delle cose nella sua zona. Per farlo passiamo davanti al classico gruppo di ragazzini diciottenni con i motorini che urlano più che parlare e che non hanno rispetto per niente, occupando magari metà strada, non permettendo alla gente di camminare sui marciapiedi e fermandosi in mezzo alla carreggiata in auto per parlare con quelli fermi facendo fare del traffico.
Io, che ero con Anna, passo ed uno fa (testuali parole): "Uè cinquanta cent" con tutti i suoi amici a ridere, chissà che battuta avesse fatto. Vabbè, io e Anna ridiamo più per l'estrema ignoranza dimostrata da quel personaggio che per altro. Naturalmente al ritorno dovevamo ripassare in quella zona, e facendolo lo stesso personaggio (un ragazzo più largo che alto) fa (testuali parole): "Cinquanta cent par e pall!" che non ha bisogno di traduzioni, credo.
A quel punto non ci ho visto più, e l'ho affrontato a muso duro: naturalmente si sono avvicinati almeno 5-6 di loro ma, vedendo che non cedevo di un cm perchè sapevo che erano solo una manica di sbruffoni senza coglioni, è arrivato il saggio del gruppo dicendo: "Vabbuò, nun'è succies nient ià, o cumpagn' mio ha sbagliat'.." e me ne sono andato.
La cosa principale è che non sanno cos'è il rispetto, per i propri coetani ma soprattutto per i più grandi/anziani e per le persone in generale. Ed anche io mi domando, spesso: ma come si comporteranno a casa?
