Teo wrote:
Quoto tutte le parole Marghe, ma voglio fare una domanda, senza voler entrare nel merito specifico della discussione perchè non ne ho la facoltà e nemmeno la voglia.
Se uno dopo che ha visto i governi di centrosinistra finire male dopo pochi anni per casini interni dovuti alla mancanza di ideali politici affini, che ha contribuito l'Italia ad entrare nell'Europa Unita con dei paletti economici (il cambio dell'Euro) tragici per l'economia già traballante e poi ha visto i governi di centrodestra fare una politica praticamente di aria fritta, con parecchie leggi "specifiche" e tanti debiti che si sono accumulati, cosa fa?
O non vota piu' (è il mio caso) o vota quelle realtà piccole che magari non contano un cazzo, ma almeno ti danno la coscienza di aver votato qualcosa che almeno negli ideali e (forse) nelle persone è piu' vicino alla tua realtà.
Lascio lì il discorso cambio euro perchè è argomento talmente complicato (io non saprei neppure da dove iniziare a calcolare quale fosse il cambio migliore e/o equo nei confronti delle altre monete...) e di portanza talmente rilevante che riesce difficile affrontarlo (e cmq il problema non fu tanto il cambio a 1936 ma il mancato controllo sul tasso di conversione reale applicato, soprattutto da certe categorie. Perchè sui salari i cambio fu reale, sui prodotti di consumo no... e li sono stati cazzi.) e vado sul resto.
Si, la domanda ancora a monte è poi la tua. E quindi, alla luce di tutto, che faccio? Io, per come sono fatto e per quel che credo, penso che la dispersione del voto sia cmq sbagliata perchè alla fine, che ci piaccia o meno, le istituzioni esistono e servono a far funzionare la baracca. Male, bene, maluccio, benino... dipende dai punti di vista. Ma cmq esistono. Non se ne può fare a meno. Pertanto, fin quando ciclicamente dovremmo scegliere, qualcuno che le porti avanti deve esistere. E, forzo il concetto, anche nello sfaciume più totale, un meno peggio, per costituzione logica, esiste sempre.
E se proprio ci fa schifo tutto abbiamo sempre la soluzione per cambiare il corso delle cose: impegnarsi in prima persona affinche le cose cambino. La situazione attuale che tanto schifa la massa è anche figlia di una massa appunto che non si avvicina più alla cosa pubblica. Che delega agli altri. Che non prende parte, non si sbilancia.
Oh, non serve molto per accorgersi delle cose... basta entrare in una qualsiasi sede di partito, dal paesino di 100 anime alla metropoli e fare un censimento dell'età media di chi la frequenta, di chi partecipa, di collabora. Vediamo sempre le stesse faccie nelle classi dirigenti perchè la spinta dalla base è fioca, debole... e per essere rinnovata una classe dirigente c'è bisogno di una spinta forte dalla base di nuovi soggetti, di nuove idee, di persone che abbiano voglia di fare, di sporcarsi le mani. Altrimenti le situazioni sono destinate a rimanere immutabili ed il processo di cambiamento governato dall'inerzia.
Es: chi fa attivamente politica (non importa dove e come) in questo forum? so di paperone? altri? Facciamo un sondaggio e confrontiamo i numeri con i nostri pari età di vent'anni fa, di trent'anni fa, etc...