Sul sito ufficiale dei Buccaneers, non potendosi pubblicare notizie relative alla free agency visto il totale immobilismo di Tampa Bay, è presente un lungo
"articolo", dal quale dovrebbe emergere quanto sia saggia la decisione di ringiovanire la squadra avvalendosi del draft per costruire un futuro vincente, anziché fare ricorso a veterani tramite free agency.
In sintesi:
"The Tampa Bay Buccaneers, under the direction of General Manager Mark Dominik and Head Coach Raheem Morris since January of 2009, want to build a foundation for lasting success, a core of players that will keep the team in Super Bowl contention year after year….It is no secret that they expect to find most of that core through the NFL Draft. This year's draft, in particular, looms as particularly important, a perfect intersection for the Buccaneers of a deep pool of available talent and their own thicket of picks."
Poi, andando a leggere dati e tabelle, emerge che una delle squadre più "anziane" che i Bucs hanno messo in campo negli ultimi 15 anni è stata proprio quella che ha vinto il Super Bowl, squadra che tra l’altro aveva un roster formato solo per il 21% da giocatori scelti nel precedente quinquennio (per dire, l'anno scorso quasi il 50% dei giocatori a roster proveniva dagli ultimi 5 draft).
Ora, è chiaro che il draft è basilare per costruire un buon team, ed è vero che i Bucs che vinsero il Super Bowl n. 37 avevano tra i propri punti di forza molti giocatori provenienti dal draft (Brooks, Sapp, Lynch, Barber, Alstott). Ma senza l’apporto di numerosi (e costosi) free agent quali il QB (B. Johnson) l’intera batteria dei WR (K. Johnson, Jurevicius e McCardell), alcuni uomini chiave della difesa (il DE Rice, il LB Quarles) e tanti altri ancora, col piffero che adesso avremmo in bacheca un Vince Lombardi Trophy.
E soprattutto, il draft NON è una scienza esatta, dato che anche un ottimo prospetto al college può rivelarsi un clamoroso flop una volta approdato tra i PRO, per cui mi pare quantomeno azzardato affermare con tanta sicurezza, come stanno facendo Dominik e Morris ad ogni occasione, che grazie alle tante scelte di cui i Bucs disporranno al draft di quest’anno verranno poste le basi per tornare ai fasti del decennio scorso. Come del resto è tutto da verificare che il buon Josh Freeman si rivelerà quel
"franchise QB" su cui Morris e Domink hanno scommesso buona parte della propria reputazione...
Tutto questo, per dire che gradirei un po' meno "integralismo" da parte di chi comanda in casa Buccaneers, perché la filosofia attualmente in voga
"il draft è il bene, la free agency è il male", mi pare abbastanza semplicistica. Piuttosto, si dica apertamente che non c’è la volontà o la possibilità di fare investimenti importanti su giocatori veterani che costerebbero troppi soldi per quella che è l'attuale disponibilità dei Proprietari, anziché continuare a menarcela con la bontà di 'sta
"young direction", grazie alla quale, un domani luminoso, raccoglieremo chissà quali frutti e arriveremo nuovamente alla Terra Promessa…