Non ti offendere eh, ma hai detto una marea di cavolate. :Djay jay okocha wrote: .. Compito dei giornali, e dei giornalisti, è quello di dare delle informazioni, rispettando una deontologia professionale facilmente immaginabile e senz'altro conidivisibile. Laddove non esistano fatti da documentare in maniera oggettiva, nei casi quindi in cui sia lecito o anche dovuto prendere una posizione su eventi, comportamenti e quant'altro, il giornale/giornalista è libero intellettualmente e come cittadino di esprimersi in merito alle questioni.
Una sentenza giudiziaria non è interpretabile come meglio si crede.
Un programma politico si.
Il dato definitivo relativo ad una performance economica da delle valutazioni spesso univoche.
La dichiarazione di un personaggio pubblico no.
Poi, anche su un quotidiano di tiratura nazionale si può riuscire a relativizzare tutto, e dire che un giudice sia schierato, che una sentenza abbia altri fini, ma non si può francamente rispettare il principio di tripartizione dei poteri indipendenti, rispettare un equilibrio istituzionale come quello vigente in Italia (e in tutto il mondo occidentale e democratico), gettando allo stesso tempo un infamante discredito sull'intera magistratura.
Non si fa un servizio onesto intellettualmente, non si rappresentà la cosiddetta società civile, non si fa l'interesse di un paese. Poche storie. Non succede altrove, negli altri paesi democratici, motivo per cui mi viene da credere che il giornalismo non deve e non può sconfinare in giudizi tranchant quanto inappropriati.
Repubblica nasce come quotidiano di pensiero e d'opinione, destinato nelle intenzioni dei fondatori a divenire il portavoce di una categoria sociale, quella dei progressisti e riformatori di (centro) sinistra. Al di là delle valutazioni in merito alla validità e al rispetto della piattaforma ideale e programmatica che lo costituì, resta che il giornale romano non è solito interpretare gli avvenimenti non politici in maniera relativistica. Cosa che fanno quotidiani meno prestigiosi ma comunque importanti sul panorama nazionale.
Questo è il discrimine fra giornalismo e qualcosa di differente, tutto qua. Il tuo intervento è generico, fuori fuoco e piuttosto superficiale, francamente.
Questa è la tua opinione, ma i fatti sono un po' diversi nel mondo reale. Il sistema mediatico italiano è diverso da quello americano (o svedese, tedesco, ecc.). Al di là che ognuno ha le proprie specificità il sistema italiano è comparabile, per sommi capi, solo a quello francese, spagnolo, portoghese e greco.
Tirare fuori gli altri non ha senso, perchè sono cose diverse. Che possono piacere di più o di meno - pure a me piace di più quello americano - ma per definizione non sono migliori o peggiori, bensì diverse. Diverse caratteristiche, diversa la storia da cui è scaturita, diversa la finalità.
Ah, e poi si, TUTTO può essere visto e fatto passare in maniera diversa a seconda di quello che fa comodo; non ci vuole neanche molto, basta saper scrivere un filino. Ed un giornalista italiano che non presentasse più o meno qualsiasi notizia secondo la linea editoriale impostata dall'editore non farebbe il proprio lavoro, ma bensì sarebbe un pessimo giornalista.


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