Re: Il ciclismo, Giro 2010

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ShoFunaki
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by ShoFunaki »

Scorpyon wrote: Io lo ricordo per alcune cose contro Pantani e questo mi basta.
aveva ragione: Pantani era risultato positivo e la squalifica era sacrosanta. poi si possono giudicare i metodi
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Scorpyon
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

ShoFunaki wrote: aveva ragione: Pantani era risultato positivo e la squalifica era sacrosanta. poi si possono giudicare i metodi
Conosci il Cannavò che durante il Giro attaccò Pantani (2001)?
Conosci il Cannavò che sputò sulla persona di Marco dopo la vicenda doping?

Ripeto, la morte di una persona dispiace sempre ma ritenerlo un grande giornalista per me è semplicemente una bestemmia.
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tzara
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by tzara »

Scorpyon wrote: Conosci il Cannavò che durante il Giro attaccò Pantani (2001)?
Conosci il Cannavò che sputò sulla persona di Marco dopo la vicenda doping?

Ripeto, la morte di una persona dispiace sempre ma ritenerlo un grande giornalista per me è semplicemente una bestemmia.
Scusa se uno che si chiama tizio Caio risulta positivo ad un controllo antidoping e poi risulta positivo alla cocaina, tu che fai? Non dai contro alla persona?

Adesso cambiagli il nome e dagli il nome Marco Pantani. Non e' la stessa cosa?
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by predu17 »

Pantani non è mai risultato positivo a nessun controllo antidoping. Giusto per la cronaca.
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tzara
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by tzara »

predu17 wrote: Pantani non è mai risultato positivo a nessun controllo antidoping. Giusto per la cronaca.
Ho controllato la biografia. E' vero. Scusa.
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Scorpyon
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

tzara wrote: Scusa se uno che si chiama tizio Caio risulta positivo ad un controllo antidoping e poi risulta positivo alla cocaina, tu che fai? Non dai contro alla persona?

Adesso cambiagli il nome e dagli il nome Marco Pantani. Non e' la stessa cosa?
Ti ha già risposto predu ma la conosci la storia del 2001? Quella della "rivolta"?
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Sberl
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Sberl »

Scorpyon wrote: Ti ha già risposto predu ma la conosci la storia del 2001? Quella della "rivolta"?
Io no....
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by predu17 »

tzara wrote: Ho controllato la biografia. E' vero. Scusa.

Bah figurati Edo  :forza: E che lo pensano in molti ma in realtà non fu trovata mai nessuna traccia di sostanza illecita nel suo sangue.

Cannavò dopo il fatto di Campiglio tratto Pantani come un appestato, e la sera prima cenarono insieme ringraziandolo per quello che dava al ciclismo. Insomma, non gli diede nessuna possibilità di difesa ne nulla.

Poi siccome la Gazza doveva fior di Miliardi a marco per l'incidente del '95 fece aprire nuove inchieste affossandolo ulteriormente. Non dico che Cannavò fu l'unica causa della morte di Marco, ma fu uno dei tanti che lo affossarono.
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

predu17 wrote:
Bah figurati Edo  :forza: E che lo pensano in molti ma in realtà non fu trovata mai nessuna traccia di sostanza illecita nel suo sangue.

Cannavò dopo il fatto di Campiglio tratto Pantani come un appestato, e la sera prima cenarono insieme ringraziandolo per quello che dava al ciclismo. Insomma, non gli diede nessuna possibilità di difesa ne nulla.

Poi siccome la Gazza doveva fior di Miliardi a marco per l'incidente del '95 fece aprire nuove inchieste affossandolo ulteriormente. Non dico che Cannavò fu l'unica causa della morte di Marco, ma fu uno dei tanti che lo affossarono.
Esattamente ma anche un articolo successivo alla morte di Pantani mi fece letteralmente vomitare.
Esaltò Pantani quando questo campione gli portava soldi in tasca, lo distrusse letteralmente quel famoso giorno, senza avere il minimo dubbio sulla sua innocenza.
Ricordiamo cosa fecero gli amici di Pantani alla corona di fiori inviata dalla Gazzetta al funerale?
Sberl wrote: Io no....
Il Giro d’Italia 2001 non è sicuramente brillante per Marco ma ai fini di questa analisi è importantissimo, ovviamente, quanto accade la notte del 6 giugno a Sanremo.


I Nas di Firenze e la Guardia di Finanza di Padova ( per due inchieste distinte), lo stesso giorno, nello stesso momento, effettuano uno spettacolare blitz negli alberghi occupati dai corridori, proprio alla vigilia della tappa più importante del Giro.
La storia di quel blitz è nota, è in corso un processo per una parte degli indagati che non occupa le prime pagine dei giornali, che si è già concluso, per alcuni, con il patteggiamento di pene minime mentre per gli altri si svolgerà esclusivamente dal punto di vista dell’applicazione delle norme, un puro rompicapo giuridico.


Ma quella notte e nei giorni successivi accadono cose importanti.
I corridori sono sconvolti dal blitz, indignati perché sono gli unici atleti sottoposti a queste prove, non accadrà mai una cosa simile alla vigilia di un’importante partita di calcio.
Figueras racconta ai giornali che i Nas gli avrebbero detto: Abbiamo fatto smettere di correre Pantani, vuoi che non ci riusciamo con te?


I giornali dell’epoca riferiscono che Cipollini, arrabbiato per la perquisizione anche ai giocattoli dei suoi figli, telefoni nella notte a Pantani e i due si vedono , poco dopo, in una gelateria di Sanremo per concordare un’azione comune.
Marco sta per ritirarsi a causa della bronchite ma, generoso e coraggioso come sempre, annuncia che l’indomani mattina firmerà il foglio di partenza per condividere con il gruppo la decisione che è stata preparata nell’incontro notturno. Ai giornalisti dice: Domani saranno scritte importanti pagine di sport.


Intorno alle 9 del mattino del 7 giugno inizia la riunione dei capitani delle squadre in un albergo di Sanremo, in via preliminare decidono che, qualunque sia la decisione e comunque venga presa, sarà presentata all’esterno come una decisione unanime, proprio per impedire rappresaglie contro i votanti di decisioni sgradite al sistema.


Alle ore 11,00 la decisione è presa, davvero all’unanimità: i corridori fermano il Giro d’Italia per protestare contro la loro criminalizzazione spettacolare. Il Dott. Ingrilli, del Sindacato corridori ciclisti professionisti, sta preparando il comunicato, ma la bufera è iniziata.
Castellano si premunisce e alle 11,30 annuncia che la tappa più importante del Giro è annullata, in attesa dell’ufficializzazione della decisione dei corridori.
Gli sponsor, gli organizzatori sono terrorizzati all’idea che il Giro venga fermato, inizia una pressione, anche ricattatoria, molto forte perché la decisione cambi.
Ceruti , Presidente della FCI, tenta di entrare nella stanza della riunione ma, riferiscono i giornali, viene bruscamente respinto dai corridori, poco prima aveva detto alla radio che il blitz era necessario, i corridori devono adeguarsi.
La decisione tarda ad essere annunciata,le pressioni degli sponsor sono fortissime, la compattezza dei corridori comincia a venire meno, un dirigente di una squadra importante esce dalla stanza infuriato: Se non mettono a tacere quella testa matta…….. ( il riferimento, secondo i giornali, è a Pantani).
Alle 13,45, la mossa decisiva, Candido Cannavò entra nella stanza della riunione. Il direttore della Gazzetta riesce a rompere la fermezza dei corridori., evoca l’idea dello stop al Giro come mossa irreparabile. C’è una lite fra lui e Pantani che gli urla: «Belle parole, ma da tre anni ci stanno impedendo di correre». Cannavò gli risponde gridando: «Benedetto ragazzo, ti rendi conto che se non continuate non vi ascolterà neanche il Papa?».
Cominciano ad arrivare telefonate importanti e tutte con l’imposizione ai corridori di non fermare il Giro: telefonano Samaranch, Petrucci e il nuovo ministro dello sport, Urbani.
Cede anche Cipollini.


Alle 15,52 la riunione termina, il Giro riparte, la decisione , come da accordo, viene annunciato come unanime :ma un voto contrario c’è.
Marco esce dalla stanza con queste parole «C’è un comunicato...»
Questa la cronaca de Il Messaggero: Pantani non vorrebbe dir nulla, poi ci ripensa. E’ teso. «Sono molto abbattuto. Avevamo tutti la consapevolezza di fare un atto di forza compatto, poi ha prevalso un’altra logica, sotto la pressione degli sponsor. ».
Pantani parla senza interruzioni, un monologo che è anche il suo atto d’addio al Giro. «Avevamo deciso di finire qui il Giro e io mi sono battuto molto per questa soluzione, visto gli abusi che stiamo subendo. Quello che è successo è stato molto plateale: 180 carabinieri per noi.. loro hanno fatto il loro dovere, sono stati molto professionali. Purtroppo hanno coinvolto anche chi non c’entrava nulla: il personale delle squadre, gente che da cinquant’anni sta nel ciclismo come Gimondi, trattato come un delinquente.
Hanno messo le camere sottosopra, forse c’erano microspie e cimici: è terribile sapere che sei spiato nella tua stanza, non avere la libertà di stare in mutande. Si continua per salvaguardare gli interessi di alcuni sponsor. Personalmente la pensavo in maniera diversa, come tutti i miei colleghi che avevano votato all’unanimità per la fine del Giro. ».
Mario Cipollini dichiara: Avevamo deciso di smetterla col Giro, poi alcune telefonate importanti ci hanno indotti al ripensamento”.

Pochi giorni dopo inizia lo stillicidio giudiziario. Sono stati sequestrati centinaia di farmaci a Sanremo, ci sono decine di verbali sottoscritti dai ciclisti, a Marco Pantani ,a Sanremo, non è stato sequestrato nulla.
Ma gli interrogatori iniziano a Firenze il 28 giugno con Frigo ( reo confesso) e il 29 giugno viene ascoltato Pantani come persona informata dei fatti ( cioè come testimone). Probabilmente in questa occasione gli viene annunciato ( ascoltato come testimone vuol dire anche senza l’assistenza dell’avvocato difensore) che a Montecatini, qualche giorno prima del blitz di Sanremo, nella camera che dovrebbe essere stata occupata da lui, in sua assenza, è stata sequestrata una siringa
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

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La Gazzetta Sportiva, Domenica 6 giugno 1999
Editoriale di Candido Cannavò


ATTORNO A LUI, IL TRADIMENTO

Erano passate le otto di sera, Campiglio restava ancora avvolta nella pagina più bella della favola rosa. Ore di delizia da centellinare, iperboli fantasiose, voli pindarici attorno al messia della montagna. "Perché non andiamo trovare Marco nel suo covo?": Pier Bergonzi mi invitava in quella che da Agrigento in poi, era stata la sua seconda casa. Pantani sedeva a tavola, dinanzi a una bistecca quasi intatta.
Mi ha fatto spazio al suo fianco e abbiamo parlato, per oltre unora, come due amici di generazioni diverse che hanno trovato unidentica sintonia umana.[...]
Il trionfale giro era solo un sottofondo. Marco non aveva nulla del Pirata: mi chiedeva consigli per iniziative di solidarietà, i bambini poveri, il Kosovo e soprattutto Emergency che lotta contro le barbarie delle mine anti-uomo. Faceva riflessioni sulla vita, sulle cattiverie umane, sulle coppie giovani che si separano perché cè troppa sete di libertà, non cè più pazienza. E il mio istintivo affetto per lui cresceva dinanzi a tanta sensibilità, a tanta saggezza. Quel delizioso ragazzo, che si apprestava a raccogliere gli onori di un trionfo, dieci ore dopo sarebbe stato un uomo distrutto, un essere smarrito,un campione smarrito, un esule senza rotta.
Penso sia inutile descrivere lo stato danimo di chi sta scrivendo uno degli articoli più tristi della sua lunga carriera. Ma tra i tanti aspetti deleteri che emergono da questa vicenda, quello che mi ferisce di più è il senso feroce del tradimento: umano e sportivo. Non so da quale fonte provenga, non so quale sia il grado di colpa di Pantani o quanto lui sia vittima del suo stesso ambiente. Ma comunque sia, di tradimento si tratta. Io me lo sento addosso. Lho letto nel volto della gente incredula, sgomenta, calpestata nei suoi sentimenti, alla fine anche civilissima.
Credo che neanche i più beceri tifosi possano tenere in piedi la tesi di un complotto. Illogica, irreale, profondamente stupida. Nellorribile mattino in cui è affiorata la notizia, le facce dei medici, dei giurati, dello stesso presidente Verbruggen esprimevano il nostro stesso doloroso scoramento. Analisi clinica clamorosamente sbagliata? Ne sarei paradossalmente felice, anche se il trauma si appesantirebbe di uningiustizia. Ma non è possibile crederlo, vista la tecnica approfondita, le prove e le riprove, che sorreggono questi esami della federazione internazionale: elementari ma affidabili.
Il 52% di ematocrito (densità del sangue) è peraltro un dato spaventoso e profondamente a rischio per latleta. Gli stessi corridori, due anni fa, intuirono il gravissimo pericolo e proposero i controlli volontari. E in più: Pantani ha difeso apertamente questa scelta. "I prelievi dellUci ha ripetuto più volte- sono indiscutibili. Non accettiamo le sovrapposizioni di enti estranei". Ora si parla di risultati difformi, di analisi effettuate su Pantani nel pomeriggio. I carabinieri hanno inoltre sequestrato i documenti dellUci. Noi seguiamo tutto, ma il fatto, quello che conta, resta concentrato nella squallida mattinata che ci perseguita come un incubo. Là è finito il sogno.
E allora, con tutte le cautele del caso, emergono i contorni del misfatto. Nel ciclismo regnano connivenza e ipocrisia. Bravo chi fa il furbo, chi riesce a sgattaiolare. Non esiste una reale volontà di liberarsi dai veleni e di scacciare i mestatori. I sorrisini di ieri, le solidarietà di facciata, il falso dispiacere di taluni direttori sportivi ci sono apparsi brandelli penosi del dramma. Penso, poi, al clan di Pantani, al suo squadrone, al clima di grande famiglia della Mercatone. Le lodi si sono sprecate. Ebbene, questo ambiente, questo gruppo esemplare, con i suoi dirigenti, i suoi medici, i suoi invidiatissimi tecnici, non è riuscito a proteggere da uno sporco errore, da una malefica tentazione, da una debolezza collettiva il più grande patrimonio dello sport italiano. Qui siamo proprio nel cuore del misfatto.
Disastroso e inutile: Pantani il Giro lo aveva stravinto. E credo proprio con le sue gambe.
Trentanni fa avvenne la stessa cosa con Merckx. Nel 1988 Ben Johnson venne cacciato dalle Olimpiade di Seul, allindomani del record del mondo. Il demonio del doping cambia faccia, ma non sarrende. Non credo che Pantani si ritiri, ma né il ciclismo, né il suo messia potranno più essere quelli di prima. Aiutare Marco a ricostruire se stesso adesso diventa per noi una missione. Ma è lui, col suo carisma, il suo fascino, la sua saggezza, il suo dolore, che deve guidare la rivolta: non contro poteri occulti, ma contro le ipocrisie, le falsità e gli inganni di un ambiente che lha trascinato in un inferno.
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by predu17 »

52% dato spaventoso.. E pensare che la tipologia dei controlli fu cambiata 6 mesi dopo. E Marco con quest'ultima modalità di controllo non sarebbe stato fermato ma avrebbe vinto il suo secondo Giro..
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

E quell'articolo uscì il giorno dopo, non aspettò un secondo, butto fuori frasi vergognose......

Poi uscì questa dichiarazione...

E’ del 16 Novembre la lettera che scrive alla mamma di Marco Pantani, dichiarando la sua verità su quel 5 Giugno 1999 quando Pantani viene allontanato dal Giro d’Italia ormai vinto perchè con ematocrito pari al 52%:

"Scusandomi per il “famigliare Tu” che vuole solo esprimere tutto l’Affetto e il Rispetto che porto a Te e a tutta la Tua Famiglia, immediatamente dopo aver ricevuto il massaggio inviato al sito, mi precipito a rispondere a Te e a Tuo nipote Thomas.

Lascio poi a Te la decisione se dare il via libera ad Antonella se mettere o meno in rete questa mia… Perché se da un lato, per la mia immagine, la cosa potrebbe tornare più che utile… dall’altro, capisco perfettamente che si tratta di un Dolore Talmente Grande e Personale che potresti desiderare di voler tenere tutto per Te!… Decidi Tu!!!…

Nel caso che Tu decidessi di non mandarla blog, come mi dovrei regolare con le domande che mi sono giunte (da Marco, la freccia, Gabriele Guerini, Bruno e…) sempre riguardo alla Tragica vicenda del Tuo Compianto Marco, che mi ha coinvolto a causa del passaggio ne Il fiore del male?… Ignorarle non mi pare corretto… ma altrettanto sarebbe se dicessi loro le stesse cose!… Fammi sapere… Grazie!

Premesso che non vorrei passare per colui che vuol svelare il mistero di Fatima, posso dirti quanto è a mia conoscenza e che dissi senza togliere o aggiungere una virgola, al PM di Trento che venne ad interrogarmi, come persona informata sui fatti, subito dopo che la Gazzetta dello Sport aveva riportato uno stralcio del libro che sarebbe uscito da lì a poco.
Non sapevo e neppure ora so cosa sia successo di preciso: quel che è certo che quattro o cinque giorni prima che fermassero Marco a Madonna di Campiglio, mi avvicinò un amico, anche se forse lo dovrei definire solo un conoscente, che mi disse: “Renato, so che sei un bravo ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo… per questo mi sento di farti un favore”. Ero in vero un po’ sconcertato ma lo lasciai parlare… “Hai qualche milione da buttare?… Se si, puntalo sul vincitore del Giro!… Non so chi vincerà… ma sicuramente non sarà Pantani!…”… Da un lato ero certo che nessuno avrebbe mai pensato di potermi fare uno spiacevole scherzo… ma dall’altro vedevo Marco che viaggiava troppo forte!…

Glielo feci presente dicendogli testualmente Per non farlo arrivare a Milano in Rosa, gli possono solo sparare… e Lui continuò dicendo: Senti Renato, non so come, ma il giro Non lo Vincerà Sicuramente Lui!!!… Sapevo chi era e quali erano le sue frequentazioni a livello di scommesse clandestine e così la presi per buona, anche se non avrei comunque scommesso perché, non sono uno scommettitore… ma anche volendo, non avevo disponibile una cifra così consistente da cambiarmi la vita…

Le due sole possibili alternative allo strapotere di Marco erano, seppur molto alla lontana, Gotti e Jalabert, quindi, nella logica di quell’amico, avrei solo dovuto sceglierne uno… Se non ricordo male, Gotti era dato a 2 e 1/2 e Jalabert a 4 o poco meno!… e quando gli risposi no grazie… anche perché soldi da buttare non ne avevo!… Mi rispose che era talmente certo che la dritta fosse garantita che, se avessi voluto, i soldi della giocata me li avrebbe anticipati Lui… e che se Per Assurdo Pantani avesse vinto… saremmo stati pari… Era un suo modo per rassicurarmi… ma se io gioco difficilmente con i miei soldi, figurarsi se potrei mai farlo con quelli degli altri: così dissi di no!

Nei due o tre giorni seguenti Marco aveva guadagnato ulteriormente sui due rivali… ed io, dopo ogni arrivo, dicevo all’amico Si può solo sparargli… e Lui che era il solo che capiva anche se lo dicevo in presenza d’altri, mi rispondeva… Vedrai… e comunque, più Lui vince e più ci si avvicina a Milano… più le quote degli altri salgono…

Personalmente sono convinto che neppure Lui sapesse dove stava il trucco… cioè se, per fare un esempio, lo avrebbero fatto cadere, o se… uno spettatore impazzito gli avrebbe dato una martellata… ma era Certo che Marco NON avrebbe vinto!…

Il sabato, il giorno del blitz a Madonna di Campiglio, non erano ancora le otto e chiesi di andare in doccia, mi preparavo per il colloquio… il tempo che mi aprissero e una volta in corridoio, nel tragitto per arrivare alla sala docce, dovevo passare anche davanti alla cella di quell’amico che, vedendomi, ancor prima di salutarmi, mi disse: Hai sentito la tv?… C’è stato un blitz dell’antidoping al Giro… Hanno fermato Pantani… ripartiranno senza di Lui!… Mi sono detto “ecco dove stava il trucco”!… ma per non far capire nulla a nessuno, fossero essi detenuti o guardie, dissi solo Mi dispiace… ma ora devo andare a prepararmi per il colloquio… del resto, se per qualche conoscente a Napoli non era troppo difficile truccare qualche partita di calcio… figurarsi quanto poteva essere semplice impedire al più forte di vincere!… e queste, credimi, non sono supposizioni!!!…

Mia Cara Signora, io non posso dirti quello che non so, ma È Certo che 4 o 5 giorni prima di Madonna di Campiglio sono stato consigliato vivamente di puntare contro il Tuo Ragazzo perché, poteva vincere Gotti, o Jalabert… o, al limite, chiunque altro… ma Pantani non sarebbe arrivato a Milano in maglia rosa!!!

Questi sono i fatti che ho raccontato anche al giudice di Trento!… Mi spiace che la mia testimonianza non sia approdata a nulla!!… Sia perché avrei tanto voluto salvare l’Onorabilità di un Grande Sportivo qual è stato Marco… ma ancor più perché mi sono convinto (ma questa sì, che è solo una… drammatica supposizione!…) che… quell’episodio ha sconvolto la vita del Tuo Marco al punto, a quanto pare, da… consegnarlo alla droga!…

Mi rendo conto che questa mia, più che lenire il Tuo Dolore… finirà probabilmente per acuirlo… ma Tu mi hai fatto una domanda e io non ho potuto far altro che rispondere, pur consapevole che poco o nulla avrei potuto aggiungere a ciò che ho scritto nel libro e detto al magistrato! Avrei voluto fortissimamente dirti qualcosa per aiutarti almeno in parte a Capire… anche a costo di farti contattare personalmente e non attraverso la rete!!… Purtroppo non posso farti clamorose rivelazioni su quello che non conosco!!!

Ritienimi sempre a Tua completa disposizione per qualunque cosa!… e se un domani riuscissi a saperne di più… anche solo per dare a Te personalmente le risposte a quel che Ti angoscia… Sarà mia premura riferirtelo, hai la Mia Parola!!! Ti Saluto e Ti Abbraccio Unitamente a Thomas e alla Tua Famiglia Tutta. Con Stima ed Amicizia…

Renato"

Cosa c’è dietro quell’esclusione allora? Era davvero un complotto come ha detto Pantani fin dal primo momento? Vallanzasca non lascia alcun dubbio.

Una vita spezzata per amore del proprio sport. Marco credeva nel ciclismo, nelle proprie forze, in chi lo circondava. Tradito, forse, proprio da chi trascorreva con lui ore di gara, chi aveva interessi ben più grossi del veder vincere un campione.

La pista delle scommesse clandestine è stata accarezzata più volte dai tifosi, dai parenti, ma chi doveva decidere, chi doveva informare, giudici e giornalisti, non si son mai fatti nascere alcun dubbio. Quel 52% di ematocrito significava squalifica. E così fu.


Da notare, inoltre, che in caso di squalifica gli scommettitori NON venivano risarciti  :gazza:


Credo che neanche i più beceri tifosi possano tenere in piedi la tesi di un complotto. Illogica, irreale, profondamente stupida. (.cit)
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Post by tzara »

predu17 wrote: 52% dato spaventoso.. E pensare che la tipologia dei controlli fu cambiata 6 mesi dopo. E Marco con quest'ultima modalità di controllo non sarebbe stato fermato ma avrebbe vinto il suo secondo Giro..
52% e' alto, ma non altissimissimo. Inoltre, il significato dipende anche dall'altitudine alla quale e' fatto il prelievo (pur non risentendo di cambi di altitudine in maniera veloce, ci vogliono settimane di adattamento).
Per la cronaca, valori normali sono nell'uomo 38-45% e nella donna poco meno.
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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by mr.kerouac »

maxdance wrote: Cannavò si starà rivoltando nella tomba
dall'alto di cosa? perchè non ci ha pensato il suo ex giornale a farlo morire sputtanandolo e marciandoci sopra dopo averlo issato quasi a divinità?
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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Re: Il ciclismo, Mendrisio = Cadeeeeeeeel Evans

Post by Scorpyon »

tzara wrote: 52% e' alto, ma non altissimissimo. Inoltre, il significato dipende anche dall'altitudine alla quale e' fatto il prelievo (pur non risentendo di cambi di altitudine in maniera veloce, ci vogliono settimane di adattamento).
Per la cronaca, valori normali sono nell'uomo 38-45% e nella donna poco meno.
Bisogna ricordare che è un valore che può essere alterato dalla disidratazione e dall'altura.

Bisogna anche ricordare i valori di ematocrito che Pantani si era misurato poco prima di quel famoso test e che, miracolosamente, erano nella norma.
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