Yuppidù wrote:
Tutti no. Ma tutti quelli dichiarano meno di quello che guadagnano, quantomeno menefreghisti lo sono, eccome. Se poi eludono e o evadono è diverso, d'accordo, ma comunque anche l'elusione a me una bella cosa non sembra.
OH: 20'000. VENTIMILA lavoratori autonomi che dichiarano di guadagnare più di 150mila euro in tutta Italia! E' una barzelletta, altro che crisi!
Il mondo è dei furbi, dicono. Ma ogni tanto servirebbero un po' di piume e catrame.
Perchè mai l'elusione non dovrebbe essere una bella cosa? Qua mi pare si chieda di essere non onesti, ma masochisti, il discorso è differente! Ribadisco che parlo di elusione, non evasione che è un reato e come tale va trattato. Le tasse vanno pagate, ma perchè mai pagarne pèiù del necessario?
I numeri sui lavoratori autonomi sono impressionanti, ma relativamente al discorso Umbria la cosa non mi stupisce affatto.
Nel piccolo e medio la situazione è molto ma molto negativa, più di quanto si dica. A Terni stanno mettendo in essere un concordato prefallimentare il vicepresidente e due consiglieri della confindustria, tutte società che esistevano da oltre 30 anni.
Poi ovviamente piume e catrame in alcune situazioni servirebbero pure, ma una generalizzazione tale mi pare eccessiva.
SafeBet wrote:
Contesto questo punto.
In primo luogo perché il nero non è usato, ma imposto ad alcune classi sociali. Il lavoratore (oggi spesso immigrato straniero, ieri spesso immigrato interno) dequalificato non ha forza contrattuale all'interno del mercato del lavoro (ancor di più se non ha nemmeno un documento valido per restare in questo paese), ed è costretto ad accettare un lavoro in nero perché spesso non ha altre soluzioni. Se n'è già discusso in riferimento ai fatti di Rosarno. Il nero coinvolge tutti, ma alcuni ne farebbero anche a meno se potessero scegliere.
Esempi vissuti in prima persona ne avrei a decine, ma basta citare la piccola ristorazione, dove migliaia e migliaia di camerieri/lavapiatti prendono meno dello stipendio minimo previsto dalla legge. Usano il nero? No, sono abusati dal nero.
Non sono poi convinto che il fenomeno sia in calo, come tu affermi. Non mi è mai capitato di vedere statistiche che parlano in questo senso, perlomeno. Se ce ne sono disponibili, ben lieto di cambiare opinione.
Manodopera non qualificata rispetto al grande non ha potere contrattuale, certo. Sul discorso di Rosarno e degli immigrati in genere mi sono già espresso, spesso troviamo situazioni di sfruttamento inaccettabile, che andrebbe represso con una durezza notevole. Ci sono anche realtà differenti da quella di Rosarno, ma situazioni simili non sono accettabili in un paese civile. Gente che lavora 10 ore al giorno, un lavoro faticoso ed usurante per guadagnare, se va bene, 50 euro da dividere col caporale è uno scandalo inaccettabile, è una situazione più vicina allo schiavismo che al rapporto di lavoro.
Se poi uno va a lavorare con una grande azienda poi se ha qualcosa in nero o a tempo determinato è perchè è obbligato, non certo come scelta.
Parliamo di italiani e di rapporto con il piccolo e medio, piuttosto. Capita spesso di persone che lavorino in una piccola azienda, una negozio, in un piccolo ufficio e preferiscano farsi dare qualche soldo in più a nero che qualcuno in meno regolarmente.
Per quanto riguarda il nero, nella situazione degli artigiani non è cambiato nulla, dico nulla.
Ci sono realtà invece in cui è cambiato tutto, per fortuna.
Parlo della realtà umbra, chiaramente, non so se a livello nazionale le cose siano differenti.
Edilizia, ad esempio, ormai gli imprenditori (grazie al cielo) hanno timore di avere operai non in regola, perchè in seguito ad un controllo viene immediatamente sequestrato il cantiere.
Ho già parlato mille volte della costruzione di un nuovo edificio e della compravendita di appartamenti, che una volta era una fabbrica di nero. Oggi non lo è più, o per lo meno lo è in modo molto minore.
Ristorazione? Discorso simile.
Affitti? Escludiamo in discorso extracomunitari, vale il discorso di prima. Escludiamo il discorso delle città universitarie, anche li il discorso spesso è a parte e spesso si crea una malsana associazione fra piccoli, ed hanno interesse a mantenere una situazione inaccattabile anche coloro che dovrebbero controllare.
Escluse queste due eccezioni diventa pericolosissimo non registrare un contratto e non rilasciare ricevute.
Se poi un professionista firma un lavoro, che sia un avvocato che notifica una citazione, che sia un architetto che firma un progetto, che sia un commercialista che firma un bilancio o un ingegnere che fa una direzione lavori come minimo devono rilasciare una fattura, se le fatture sono inferiori alle teriffe minime stabilite dall'ordine è molto facile che ci siano accertamenti. Si tratta di provvedimenti minimi, ovviamente, ma una efficacia l'hanno avuta.