ShOwmeHOw2play wrote:
Tra l'altro mi chiedevo una cosa.
Mourinho ha definito chi sta fino alla fine del campionato in panchina è un eroe. Questo in risposta ad una domanda inerente la situazione di Ferrara sulla panchina della Juve. In pratica vorrebbe sostenere, a quanto si capisce dalla conferenza stampa, che Ferrara è una vittima della società juve e del malcostume del campionato italiano.
Ora mi chiedo, da quanto mi ricordi, in caso di esoneri o comunque di situazioni difficili, in genere gli allenatori non prendono posizioni, come probabilmente è giusto che sia, preferendo non commentare la situazione di altre società. Possibile che questo dallo SPECIALchiacchierONE non sia contemplato e debba sempre comunque dare la sua interpretazione anche su questioni che non conosce? A me pare un po' poco elegante, anche se effettivamente ormai va molto più di moda la sparata che l'eleganza nel calcio..
oh, capisco che i nostri son scarsi eh... però almeno la dignità di esseri umani gliela potevi lasciare.. :lol2:
Ti riporto la risposta di MOu tratta dal testo della conferenza stampa:
Ciro Ferrara si è paragonato a "Rocky", possiamo dire che Mourinho è Ivan Drago?
"No. Non vado in questa direzione. Mourinho lavora per vincere, Ferrara lavora per vincere. Tutti gli allenatori nella loro carriera attraversano momenti difficili, in questo momento Ferrara non vive una situazione facile, una situazione che nessun allenatore desidera, però in Italia un allenatore che inizia e finisce il campionato sulla stessa panchina non è un allenatore, ma un eroe. Se io guardo al momento in cui sono arrivato in Italia, non so dire quanti allenatori sono rimasti gli stessi: forse non più di cinque o sei, io, Gasperini, Prandelli, Allegri e forse qualcuno di cui adesso non ricordo. Solo noi siamo alla guida della stessa squadra. Né la Lazio, né la Roma, né la Juventus, né il Milan, né il Palermo, né il Catania, né il Livorno, né l'Udinese hanno mantenuto lo stesso tecnico. In un anno e mezzo solo quattro di noi sono rimasti alla guida della stessa squadra, incredibile. A me piace ogni tanto parlare con il signor Arrigo Sacchi, e dico signore nonostante lui mi dica di dargli del tu, ma io non ci riesco: quando lui dice che in Italia è molto difficile per un allenatore innovare, è perché l'allenatore deve sopravvivere, non innovare. E questa è una cosa incredibile. Di chi è la colpa? Non lo so, ma sicuramente non sarà colpa degli allenatori, perché hanno qualità e sono bravi, ma se non hanno tranquillità per lavorare e condizione per innovare o per fare un lavoro in profondità, che duri nel tempo, la colpa non sarà certo loro, che sono allenatori di qualità, ma questa è la verità. Se abbiamo dimenticato qualcuno, ne abbiamo dimenticato massimo uno o due, ma ripeto, mi sembra che solo io, Prandelli, Allegri e Gasperini siamo gli stessi di un anno e mezzo fa. Di Carlo al Chievo? No, lui è subentrato. Adesso sta andando bene, ma non era lui alla guida del Chievo all'inizio della stagione 2008-2009. Alcune squadre hanno cambiato allenatore tre-quattro volte ed è così, perché nel calcio italiano ci sono troppi soldi e i club hanno i soldi necessari per pagare quattro o cinque allenatori, però è molto difficile essere allenatori in Italia".
A mio parere è vero che la domanda era diretta a Ferrara e lui è un pò andato fuori tema, come si suol dire, però più che una critica esplicita all'operato di dirigenze e società che non sono le sue, mi sembra una difesa della categoria con ripercussioni soltanto implicite, sull'operato di dirigenze.