Io sono stato a Kolkata e in zone rurali adiacenti, grazie al progetto di volontariato per cui lavorava mio padre in quel periodo. Qualche indicazione di massima:The Snake 12 wrote: tu in che zone sei stato?
Come hai fatto con gli spostamenti locali, con il cibo, con le vaccinazioni, etc?
Un collega che è stato a Mumbay mi ha raccontato delle storie incredibili, nel bene e nel male! Hotel di lusso, ragazze bellissime, grande cibo a bassissimo prezzo da un lato. Caos, sporcizia e inquinamento dall'altro.
- Spostamenti: a Kolkata ci sono metropolitana e tram, i cui prezzi sono ovviamente irrisori. I servizi sono poco frequenti e praticamente non programmabili (vai allo stop e speri). Occhio che quando sono andato io, nel 2003, la metropolitana aveva il lato per gli uomini e il lato per le donne (divisioni che trovi anche negli aeroporti, ad esempio).
Altrimenti ci sono i taxi, anch'essi estremamente convenienti, che ti portano ovunque (basta che tu sappia, oltre la via, il quartiere dove ti stai recando: poi arrivati nel quartiere il tassista chiede in giro dov'è la via, tieni conto che stiamo parlando di città sconfinate). Andare da un capo all'altro di una città, Kolkata come Mumbay, può richiedere 3-4 ore e non c'è modo di metterci di meno.
Se invece vuoi spostarti nel Paese, ci sono i treni, che però offrono un servizio penoso per i nostrio standard (lenti, sporchi, spesso senza toilette, viaggi di giorni). So cosa stai pensando, siamo abituati alle FS quindi botte di ferro. NO, è proprio un'altra roba. Per spostamenti oltre i 500km, quindi, vai sempre con l'aereo ove possibile. Seriamente.
- Cibo: forse non sono la persona più indicata per parlarne. Il cibo indiano per me non ha eguali al mondo. Estremamente vario, pasti sostanziosi, gusti e fragranze intensissime, molto attenta ai vegetariani. L'esperienza del pasto, se condivisa con dei locali, è quanto di più stimolante ti possa capitare. E' proprio un momento conviviale in cui si assaggia un po' di tutto.
Attenzione a: grado di piccantezza. Tutto, a parte raita, pane e eccezioni, è follemente piccante per il nostro palato. Due soluzioni: passi due/tre giorni a piangere e gocciolare dal naso durante i pasti e poi ti abitui, oppure chiedi sempre ed esplicitamente al ristoratore di venire incontro alle tue necessità.
Attenzione a, bis: dovesse capitarti di trovarti in un luogo dove si mangia con le mani (quando sono andato io non era così infrequente), mangia SEMPRE E SOLO con la mano destra. La mano sinistra per gli indiani è dedicata agli atti impuri ed è estremamente non rispettoso usarla per mangiare.
- Vaccinazioni: io ero andato in inverno e ricordo di non averne fatte. Penso che dalla primavera in poi sia auspicabile la profilassi antimalarica (che però non è una vaccinazione, è bene sottolinearlo, ed è parecchio pesante per il tuo organismo), almeno in certe aree. Per andare sul sicuro vai alla ASL più vicina e chiedi. Ti sapranno aiutare di sicuro, e ti lasciano libero di scegliere (a meno che non si tratti di vaccinazioni obbligatorie) dopo averti dato le info necessarie.
- Caos, inquinamento, sporcizia: rappresentano l'India e non credo che siano problemi risolvibili a breve termine. Raggiungono livelli che per noi non hanno senso, inconcepibili. Dopo una settimana ti abitui a vedere della roba nera uscire dal tuo naso. Per strada sei quasi sempre dentro una calca. Giri un angolo e improvvisamente ti ritrovi una tubatura saltata con conseguente puzzo di fogna. E gente che coglie l'occasione per lavarcisi dentro. Per questo ti dico che stare più di uno/due mesi nella grande città è deleterio. Ne va della tua salute.
Se hai altre domande chiedimi pure.







