Catastrofe ad Haiti / terremoto magnitudo 8.8 nel Cile

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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suclò
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by suclò »

Spero di fare cosa gradita riportando una lista (credo esaustiva) di iniziative di raccolta fondi:
Corriere e Gazzetta - Un aiuto subito per Haiti con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport: è possibile effettuare donazioni sul conto corrente di Banca Intesa "Un aiuto subito", Iban IT86 R030 6909 4000 0000 0111 105. In alternativa è possibile usare la carta di credito tramite il numero verde 800.132.870 o effettuare un versamento sul conto corrente postale intestato ad Agire (ente che coordina molte ong italiane tra cui Amref e Save the Children) 85593614, causale "Un aiuto subito per Haiti". Infine con un sms al numero 48541 da cellulari Tim, Vodafone o da rete fissa Telecom Italia si donano 2 euro.

Caritas - La Caritas ha lanciato un appello per contribuire alla realizzazione del piano d'emergenza. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale 347013 specificando nella causale "Emergenza terremoto Haiti". Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui Unicredit Banca di Roma, via Taranto 49, Roma - Iban IT 50 H 03002 05206 000011063119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban IT 19 W 03069 05092 100000000012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban IT 29 U 05018 03200 000000011113. CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001.

Unicef - Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi. Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale "Emergenza Haiti"; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde 800745000; c/c bancario Banca Popolare Etica Iban IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051; i comitati locali dell’Unicef presenti in tutta Italia (elenco sul sito www.unicef.it).

Croce Rossa Italiana - Queste le coordinate per la raccolta fondi della Croce Rossa in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: numero verde tel. 800.166.666; donazione online www.cri.it; bonifico bancario causale "Pro emergenza Haiti", Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020. Per donare 2 euro alla Croce Rossa "Pro emergenza Haiti" è possibile inviare un sms da numero Wind e 3 al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio. Inoltre il Comitato internazionale della Croce Rossa ha attivato uno speciale sito Internet per aiutare gli haitiani ad avere notizie dei propri cari: l'indirizzo è www.icrc.org/familylinks.

Medici Senza Frontiere - Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria. Si può contribuire tramite carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario Iban IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale "Terremoto Haiti"; online sul sito www.medicisenzafrontiere.it.

Anpil – Si muove anche l'Anpil con una raccolta fondi in favore dei bambini vittime del terremoto: orfani e dispersi. L'associazione Anpil opera in Haiti da oltre 20 anni con progetti interamente dedicati all'infanzia. Per donazioni immediate: beneficiario Anpil-onlus; Iban IT49A 03069 09465 000026291186 (banca Intesa Sanpaolo) oppure conto corrente postale 42136200; causale "Emergenza Haiti". Per contatti diretti www.anpil.org, tel. 026701633 o 3381201353 (dr. Grazioli).

WFP - Per aiutare il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto si possono inviare offerte tramite: internet (www.wfp.org/it); bonifico bancario, causale "Emergenza Haiti", c/c 6250156783/83, Banca Intesa Iban IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383; versamento su conto corrente postale 61559688 intestato a Comitato Italiano per il Pam, Iban IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688.

Fondazione Rava - La Fondazione Francesca Rava è un'organizzazione umanitaria internazionale presente ad Haiti da 22 anni con numerosi progetti in aiuto all’infanzia. Gestisce l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi, gravemente danneggiato dal sisma. Servono urgentemente fondi per sostenere i soccorsi medici d’emergenza, organizzare gli scavi delle macerie per salvare i dispersi, ricostruzione dell’ospedale. Si può sostenere la fondazione attraverso bollettino postale su c/c postale 17775230; bonifico su c/c bancario Banca Mediolanum, Ag. 1 di Basiglio (Mi), Iban IT 39 G 03062 34210 000000760000, causale "Terremoto Haiti"; carta di credito su www.nphitalia.org o chiamando lo 02.54122917.

Misericordie - Le Misericordie Italiane hanno aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Haiti. È possibile fare una donazione sul c/c 000005000036, Monte dei Paschi di Siena, Firenze Agenzia 6, Iban IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul conto corrente postale 000021468509, Firenze Agenzia 29, Iban IT 67 Q 07601 02800 000021468509 entrambi intestati a Confederazione Nazionale con causale "Pro Haiti".

Ucodep - Ucodep lancia una raccolta fondi per sostenere i primi interventi di post emergenza, che svolgerà in loco con Oxfam. Le donazioni si possono effettuare sul sito www.ucodep.org con carta di credito, o telefonando al numero verde 800.99.13.99. In alternativa si può effettuare un versamento sul c/c postale 14301527 intestato a Ucodep, con causale "Emergenza Haiti". Ucodep, impegnata in un progetto di sviluppo rurale ad Haiti, è parte della rete di Oxfam International.

Creval - Il Gruppo Creval ha attivato una raccolta fondi su un apposito conto corrente (Fondazione Gruppo Credito Valtellinese - Emergenza terremoto Haiti. Iban: IT 40 M 05216 11010 000000020200). La donazione può essere effettuata presso tutte le filiali delle banche del gruppo (Credito Valtellinese, Credito Artigiano, Credito Siciliano, Banca dell'Artigianato e dell'Industria, Credito Piemontese, Carifano, Banca Cattolica) e per i clienti tramite bonifici online all'indirizzo www.creval.it. Sulle operazioni non verrà applicata alcuna commissione. I fondi raccolti verranno utilizzati per gli interventi di emergenza di Caritas e Avsi.
Sentitevi liberi di copiare ed incollare ovunque lo riteniate utile.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by rene144 »

nefastto wrote: Ma non c'è un controsenso nel vedere dio solo nelle cose buone e non in quelle cattive?
Prima parlavo solo per ipotesi, nel senso che essendo la religione una questione assolutamente intima (per me almeno), uno ha diritto di sentirsi come vuole in un senso o nell'altro, senza che un evento (positivo o negativo che sia) debba fargli cambiare idea in quanto dimostrazione di qualcosa.
Non ho assolutamente detto che Dio vada visto solo nelle cose buone e non in quelle cattive.
Spree wrote: Tutto molto bello, però c'è una piccola discrasia tra le premesse e la conclusione. Tu pensi che Dio sia lì per questioni ultraterrene, magari non tutti.
Assolutamente. E gli altri hanno diritto di pensarlo, figuriamoci. Io ho la concezione personale della Terra come una specie di Purgatorio, con le sue regole, e con Dio osservatore assolutamente imparziale e terzo, che non c'entra con quello che avviene qui. Una visione atea della vita terrena, pur essendo credente, se vogliamo. Può sembrare una contraddizione, ma per me ha un senso molto preciso. Non ho intenzione di convincere nessuno che io abbia ragione, ma solo di far capire che ognuno possa avere le sue convinzioni in materia. Al di là di quello che predica certa gente, a partire dalla Chiesa, la religione è tutto fuorchè una scienza esatta.

Il fulcro del mio discorso è che se uno ha delle convinzioni (in un senso o nell'altro) non dovrebbe lasciare che queste cambino solo per un evento determinato esclusivamente dalle "regole del posto" di cui siamo a conoscenza e da fattori controllati da noi, che sia positivo o negativo.

Insomma, non credo che la religione sia a gettone. Non credo che possa dipendere dai colpi di fortuna o dalle tragedie o comunque da singoli eventi. La Fede, ed il credo (o anche il non credere) dovrebbero essere qualcosa di più profondo per me. Altri sono liberi di pensarla diversamente, ma ovviamente rispondevo a chi si chiedeva come si potesse continuare a credere a fronte di eventi simili.
Last edited by rene144 on 15/01/2010, 16:46, edited 1 time in total.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Spree »

rene144 wrote: Prima parlavo solo per ipotesi, nel senso che essendo la religione una questione assolutamente intima (per me almeno), uno ha diritto di sentirsi come vuole in un senso o nell'altro, senza che un evento (positivo o negativo che sia) debba fargli cambiare idea in quanto dimostrazione di qualcosa.
Non ho assolutamente detto che Dio vada visto solo nelle cose buone e non in quelle cattive.

Assolutamente. E gli altri hanno diritto di pensarlo, figuriamoci. Io ho la concezione personale della Terra come una specie di Purgatorio, con le sue regole, e con Dio osservatore assolutamente imparziale e terzo, che non c'entra con quello che avviene qui. Una visione atea della vita terrena, pur essendo credente, se vogliamo. Può sembrare una contraddizione, ma per me ha un senso molto preciso. Non ho intenzione di convincere nessuno che io abbia ragione, ma solo di far capire che ognuno possa avere le sue convinzioni in materia. Al di là di quello che predica certa gente, a partire dalla Chiesa, la religione è tutto fuorchè una scienza esatta.

Il fulcro del mio discorso è che se uno ha delle convinzioni (in un senso o nell'altro) non dovrebbe lasciare che queste cambino solo per un evento determinato esclusivamente dalle "regole del posto" di cui siamo a conoscenza e da fattori controllati da noi, che sia positivo o negativo.

Insomma, non credo che la religione sia a gettone. Non credo che possa dipendere dai colpi di fortuna o dalle tragedie o comunque da singoli eventi. La Fede, ed il credo (o anche il non credere) dovrebbero essere qualcosa di più profondo per me. Altri sono liberi di pensarla diversamente, ma ovviamente rispondevo a chi si chiedeva come si potesse continuare a credere a fronte di eventi simili.
Ma io sono completamente d'accordo (cioè, diciamo in linea di massima, se volete una discussione teologica basta dirlo), anche se su presupposti sostanzalmente opposti - e cioè un sostanziale ateismo, o al limite una forma di agnosticismo panteistico.

La contraddizione era tra il "non possiamo dire agli altri come pensarla su Dio" e il "Dio non si occupa della vita terrena" (che pareva appunto dirlo). Tutto qui :ok:
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by rene144 »

Spree wrote: Ma io sono completamente d'accordo (cioè, diciamo in linea di massima, se volete una discussione teologica basta dirlo), anche se su presupposti sostanzalmente opposti - e cioè un sostanziale ateismo, o al limite una forma di agnosticismo panteistico.

La contraddizione era tra il "non possiamo dire agli altri come pensarla su Dio" e il "Dio non si occupa della vita terrena" (che pareva appunto dirlo). Tutto qui :ok:
Ok, tutto chiaro :ok:

Comunque meglio se chiudiamo qui questo OT, per quanto secondo me la discussione sia interessante... ma magari è meglio altrove.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by L-Magic »

rene144 wrote: La religione è intima e personale. Quello che voi credete è legittimo. Quello che credono altri pure. Se qualcuno crede nella fortificazione della fede, o nel Paradiso (che per una persona disagiata sarebbe anche un posto migliore della vita, in teoria, no?) o in altro ancora, non vedo perchè non possa credere in un Dio buono e misericordioso. Dio non è lì per accomodarci e tappare le nostre falle, le nostre mancanze ed i nostri errori.

Come ha implicato Tim, ad un certo punto diventa una questione di libero arbitrio. Noi abbiamo la Terra, se conosciamo i rischi che corriamo con certi comportamenti (a seconda dell'evento, non aiutando i paesi del Terzo Mondo, infischiandocene del riscaldamento globale, ecc, ecc, ecc), non è colpa di Dio (o della natura, o della sfortuna, o del caso, o di Beetlejuice) se poi succedono immani catastrofi, ma è colpa nostra in quanto umani menefreghisti e dannosi per il pianeta. Siamo noi a farci del male e ce la prendiamo con agenti esterni (a prescindere dal fatto che abbiate tirato in ballo la religione, ma il discorso vale per qualsiasi concetto)? Non ha senso. Conosciamo le regole del gioco e se quelle regole poi portano a conseguenze pesanti abbiamo solo noi stessi da incolpare.

Quanto detto da Porsche e Kratòs è un esempio piuttosto chiaro... sappiamo cosa potrebbe succedere anche da noi e lo sapevamo anche prima dell'Aquila. Ce ne siamo infischiati. E' successo un disastro. E' colpa di Dio? Se domani un terremoto analogo ci colpisse, sarebbe colpa di Dio?

Per favore... se Dio esiste, non esiste per punirci o premiarci sulla Terra, ma per questioni ultraterrene. Quanto succede qui è responsabilità nostra, nel bene e nel male.
Io in realtà parlavo del Dio cristiano, dunque un Dio le cui facoltà non sono solo ultraterrene. E dato che è onnipotente e può, secondo i cristiani, provocare diluvi e quant'altro, non vedo perchè questo Dio non possa placare un terremoto.

Detto questo non c'è dubbio che la colpa è ovviamente dell'umanità che non è stata ancora in grado di difendere tutti i suoi individui dalle "regole del gioco". Ovvio.
Io non ho mai incolpato Dio (anche perchè non sono credente, quindi non avrei motivo per incolpare Dio), semplicemente non capisco tutti quelli che vivono la vita sperando in un Dio che dimostra in mille modi di non esistere o comunque di essere diverso da come viene descritto dai testi sacri.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Kratòs »

la risposta del tipico cristiano cattolico credente e praticante sarebbe che Dio vuole mettere alla prova la fede dei suoi figli, perchè la vera vita non è questa ma quella dopo la morte.

il punto è che di fronte a certe catastrofi mettersi a discutere di teologia imho è per lo meno curioso.
perchè se diamo per assodata la sua esistenza (e mettersene a discutere, anche se non si è credenti, significa almeno per un momento accettare la cosa), automaticamente presupponiamo l'esistenza di una entità superiore a noi e di cui non possiamo conoscere obiettivi, prospettive e quant'altro. quello che a un uomo può sembrare crudele e inumano, visto con prospettive di cui l'uomo non ha la più pallida idea può assumere tutt'altro significato.
e poichè non è possibile capirlo, io direi che invece di fare i teologi dopo (che è inutile), bisognerebbe fare le cose per bene prima, che si creda o meno.
L-Magic wrote: Io non ho mai incolpato Dio (anche perchè non sono credente, quindi non avrei motivo per incolpare Dio), semplicemente non capisco tutti quelli che vivono la vita sperando in un Dio che dimostra in mille modi di non esistere o comunque di essere diverso da come viene descritto dai testi sacri.
sicuro di conoscerli proprio così bene come credi?
perchè nella bibbia non sta scritto da nessuna parte di un dio che ti para il culo da tutto (e quindi non sta scritto da nessuna parte che debba impedire i terremoti), ma per dirne una, è colui che chiede a uno dei patriarchi di sacrificare il suo unico figlio, per metterlo alla prova.
è colui che ha mandato il suo stesso figlio a morire sulla croce, un padre dei nostri giorni che manda ad ammazzare suo figlio tu come lo considereresti?
e qui si ritorna al discorso di prima: pretendere di ergersi ad una prospettiva che per noi è inaccessibile (e se ne parli, ripeto, almeno finchè lo fai dobbiamo assumere che questo Dio e relativa prospettiva esistano) è un controsenso, d'altra parte se esistesse la formula per provare l'esistenza di Dio, o per metterci alla pari con lui, non si parlerebbe di fede e di credenti.

la fede, come dice rene, è intima e personale. da non credente non puoi capire i motivi che spingono i credenti a essere tali (così come non puoi dire che Dio dimostra in mille modi di non esistere, chi crede di sicuro non vede in un terremoto una ragione per dubitare dell'soggetto della propria fede, e anzi, ha bisogno di tutto meno che di prove della sua esistenza, se no, ripeto, non si parlerebbe di fede). e così il contrario.

io ho sempre creduto che chi ha provato a dimostrare con fatti concreti, con dimostrazioni logiche e via dicendo l'esistenza (o la non esistenza) di qualcosa che va al di là dell'uomo, in realtà non aveva proprio un cavolo da fare...
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Toni Monroe »

L-Magic wrote: Io in realtà parlavo del Dio cristiano, dunque un Dio le cui facoltà non sono solo ultraterrene. E dato che è onnipotente e può, secondo i cristiani, provocare diluvi e quant'altro, non vedo perchè questo Dio non possa placare un terremoto.

Detto questo non c'è dubbio che la colpa è ovviamente dell'umanità che non è stata ancora in grado di difendere tutti i suoi individui dalle "regole del gioco". Ovvio.
Io non ho mai incolpato Dio (anche perchè non sono credente, quindi non avrei motivo per incolpare Dio), semplicemente non capisco tutti quelli che vivono la vita sperando in un Dio che dimostra in mille modi di non esistere o comunque di essere diverso da come viene descritto dai testi sacri.
Nel percorso del fedele ci sono anche le disgrazie, ci sarebbe anche un meritarsi qualcosa in un paradiso che dovrà pur passare anche attraverso delle difficoltà estreme e tristissime, altrimenti si nascerebbe direttamente in paradiso, tanto che gli costerebbe a un Dio onnipotente, di farci tutti buoni? Sulla cosa, in varie forme, si discute da tempo immemore, figuriamoci se possiamo risolverla noi in poche battute. :D Tuttavia questo discorso del perché non placa il terremoto? O, in generale, il come fa a permettere che ci siano le cose brutte? E' frutto di un rifiuto che va anche benissimo se si applica al sè ma diventa fastidioso se lo si vuole estendere agli altri. Come è vero il contrario, ovviamente. Credo che ciascuno abbia tutto il tempo, durante una vita, per farsi un'idea e comportarsi di conseguenza. Io dico solo che non ho visto grandi differenze, nè in negativo nè in positivo, tra credenti e non credenti. Il mondo non sta come sta a causa degli uni o degli altri e non ho tanta fiducia che possa migliorare soltanto se si dà retta agli uni piuttosto che agli altri. Scusate l'OT. Sul fatto specifico, credo che comunque al giorno d'oggi esistano gli strumenti per poter monitorare le zone sismiche e che si potrebbe intervenire in qualche modo, fosse anche quello di evacuare le zone ad altissimo rischio e credo che anche questo argomento dovrebbe venir sollevato nelle riunioni dei paesi più industrializzati. Che poi viviamo in un mondo capace di farsene una ragione, di qualunque cosa accada, è desolante.  :carezza:
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Luca10 »

Ste disquisizione teologiche sono quasi peggio del terremoto di Haiti però eh. :polliceverso:

E, soprattutto, sono "un filino" OT. :01:
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Radiofreccia »

Porsche 928 wrote: Come l'Italia giusto?

L'Aquila ti ricorda nulla?

P.S. Se capitavano a L'Aquila 3-4 scosse di 7 come magnitudo, staremmo parlando di quanti morti, visto che parliamo di un paese che mi risulta europeo.
Immaginavo che qualcuno tirava in ballo L'Aquila. Puoi dire quello che vuoi, ma le situazioni architettoniche presenti in Europa(Europa, non perforza Italia) lì se le sognano.
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by rene144 »

Chi ne sa di più mi saprebbe dire quali (ovviamente ipotetiche) conseguenze ci sarebbero state in Giappone?
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Radiofreccia »

dreamtim wrote:
non fa una grinza, e ti capisco.

Ma mi incazzaerei di più con chi dico io che con quelli del piano di sopra.

Tutto qua.
Su questo non ci piove, no way..
Però i dubbi sorgono, inevitabilmente. Vorrei comunque parlarne con un sacerdote, forse c'è una visione ben precisa di queste cose che ha a che fare con Dio. Alla fine bisogna pure individuare cos'è la morte per la fede cristiana: se è il raggiungimento di Dio, non è assolutamente una cosa negativa.

Lo scopo della religione, è anche raggiungere Dio? E la morte è questo per la religione?
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by The blues brothers »

rene144 wrote: Chi ne sa di più mi saprebbe dire quali (ovviamente ipotetiche) conseguenze ci sarebbero state in Giappone?
Fosse accaduto un simile terremoto in Giappone, avremmo avuto solo pochi danni e qualche sfortunata vittima. Già in Italia si sarebbero avute conseguenze ben più gravi, più o meno paragonabili a quelle del 1980 in Irpinia o 1976 in Friuli.

fonte non so quanto attendibile:http://meteolive.leonardo.it/meteolive- ... 29195.html
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by Gio »

rene144 wrote: Chi ne sa di più mi saprebbe dire quali (ovviamente ipotetiche) conseguenze ci sarebbero state in Giappone?
Buona domanda ........

Come intensita ci siamo li:
http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Hanshin_earthquake
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by The blues brothers »

Nel giugno dello scorso anno, quando un sisma d’intensità pari a 7,2 gradi della scala Richter colpì il nord est del Giappone, 29mila abitazioni collocate nella zona colpita rimasero senza elettricità, ma le vittime furono poche decine. I feriti duecento.

Ho trovato anche questo.Fonte: http://www.mariafrancescacalvano.com/gi ... -da-morti/
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Re: Catastrofe ad Haiti

Post by rene144 »

Ho visto una foto che mi ha disturbato severamente. Volevo linkarla e condividerla, ma è meglio di no. A volte le mere descrizioni ed i meri numeri non bastano per farti entrare dentro la vera tragedia. I numeri ancora non sono accurati. Chi ha parlato di 500mila, chi di 100mila, chi di 50mila... speriamo che abbia ragione l'ultima voce, ma i numeri esatti temo che non li conosceremo mai.
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