Complimenti, bel post. Per quel che conta mi trovi completamente d'accordo.jay jay okocha wrote: Goppas io non ricordo molto il Belinelli appena maggiorenne, ma mi sembra che tu sottovaluti un aspetto: il passaggio in Nba.
Da che mondo è mondo, la gran parte dei giocatori non americani che arriva nella Lega lo fa giocando da lungo, le guardie europee o sudamericane che riescono ad emeregere si contano sulle dita ( Parker, Ginobili.. uno-due gradini sotto Calderon, Fernandez, Barbosa, Sefolosha.. forse Rubio?).
Motivazione semplice: puoi essere bravo quanto vuoi in Europa, vedi Jasikevicius e Navarro, ma poi al livello Nba trovi in ogni roster almeno due-tre giocatori con caratteristiche di tiro e di tecnica simili alle tue, a cui però si aggiungono fisici esplosivi e atletismo superiore. Ogni draft escono nelle prime dieci almeno 4-5 comboguard e G-f, tutte con punti nelle mani e atletismo: la concorrenza per i Belinelli di questo mondo è decisamente spietata.
In fin dei conti, solo due fuoriclasse come Petrovic e Ginobili si sono imposti nel ruolo di guardia oltreoceano, a fronte di decine di lunghi non americani che oggi o in passato hanno giocato da protagonisti.
Ovviamente il vantaggio dei lunghi è dato da caratteristiche fisicche e tecniche di altezza, mobilità, tiro e spesso I.Q cestistico che risaltano nel panorama delle Pf-C statunitensi.
Bargnani e Gallinari ( e il secondo in particolare non credo che a 18-20 anni fosse inferiore al Belinelli di pari-età, francamente) godono di questa circostanza favorevole a livello Nba, il Mago è finito alla 1 quasi esclusivamente per le prospettive tecniche che un settepiedi mobile e abile offensivamente come lui poteva garantire, non per altro.
Poi non condivido la disillusione su Belinelli, in un anno è psssato dal collezionare Dnp e minutaggi impazziti al giocare stabilmente in una rotazione di una squadra da playoff, mettendo quasi la doppia cifra in punti. Ancora è giovane e potrà trovare altro spazio, certo ho difficoltà a vederlo fra le prime 20 guardie Nba in futuro, ma al momento, pensando soprattutto alla prima stagione da rookie, non sarei troppo tragico o catastrofico.
Non sottovaluterei però quello scritto da Goppas sulla 'testa' del giuovane Beli. Spero (illuso?) che la cura Nelson gli abbia insegnato umilità e spirito di sacrificio. Se questo dovesse essere vero ci possiamo aspettare ancora qualche sensibile miglioramento.
