E qua chiudo, non mi pare il caso di andare avanti all'infinito: la magistratura ha trovato un ottimo mezzo per attaccare i gruppi malavitosi/eversivi, i pentiti, e nelle intercettazioni telefoniche un buon mezzo per confermare le parole dei pentiti, ed a questi mezzi oggi pare più impossibile che difficile rinunciare, per arrivare a risultati concreti.Kratòs wrote: anche questo.
ma questo non significa che uno che viene accusato di associazione a delinquere (eccetera eccetera) sia nella posizione ideale per ricoprire la carica di presidente della regione.
se vieni indagato qualcosa dev'esserci, non è che tutti i processi sono basati sul nulla ed è colpa della magistratura 'colorata'.
se poi si rivela tutto (ma proprio TUTTO) una presa in giro, allora a pagare deve essere chi ha fatto arrestare una persona completamente estranea ai fatti senza avere uno straccio di prova in mano. ma è tanto difficile far passare la logica del 'chi sbaglia, ne paga le conseguenze'?
la soluzione non può essere il liberi tutti, è con questa logica che in parlamento (addirittura europeo...) troviamo borghezio che dispensa suggerimenti dall'estero per non farsi etichettare come fascisti e 'penetrare nelle istituzioni, ma sotto sotto restare gli stessi', che dà fuoco agli immigrati e così via. giusto per non citare sempre i mafiosi.
Però parte dei PM e dei GIP (sottolineo parte) usano in modo assurdo questi mezzi, eccedendo nell'uso, fidandosi eccessivamente, estrapolando e collegando arbitrariamente per sostenere teoremi e mancando gravemente nel trovare riscontri con i metodi tradizionali di indagine, tanto che a volte sembra di poter credere che non li sappiano più usare.
Quante volte abbiamo letto intercettazioni sui giornali per procedimenti che non hanno portato ad alcun processo?
Un presidente della ragione arrestato, portato via in manette, e poi si scopre che è avvenuto per via delle dichiarazioni di un unico accusatore che non sono state verificate prima dell'arresto, tanto è vero che è stato chiesto per tre volte il prolungamento delle indagini, dopo l'arresto, ed ancora aspettiamo di conoscere quali sarebbero stati i riscontri. Un PM non lo deve certo dire a me o ai giornalisti, anche se con i giornalisti spesso indugiano fin troppo, ma almeno al GIP quando chiede la conferma dell'arresto non sarebbe male se lo facesse, ed il gip dovrebbe pretenderle. Che non l'abbiano fatto è reso palese dal provvedimento attuale.
Ovviamente credo che fossero convinti della colpevolezza, non certo che i PM abbiano voluto portare un colpo politico, ma ciò non cambia, se non hai riscontri alle parole di un singolo accusatore, come accidenti puoi pensare di comportarti in quel modo con una persona?
Poi dicono che questi mezzi di indagini sono stati fondamentali per la lotta alla Mafia e li hanno sfruttati grandi del passato come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa.
Certo che li hanno sfruttati, ma non a capocchia. Verificando le dichiarazioni, incrociando le dichiarazioni di diverse persone, intersecandole con i normali mezzi di indagine, rintracciando i flussi finanziari.
Come sempre si confonde il mezzo con l'uso che se ne fa.
Se mandi un galera un povero cristo per le dichiarazioni di un singolo soggetto senza verificarle (e ripeto, la mancanza di verifica sta li, in quella disposizione che chiude il processo contro Del Turco, leggibile in un qualsiasi articolo di qualsiasi quotidiano di qualsiasi orientamento politico) non sei adatto a ricoprire l'incarico di pubblico ministero o di giudice per le indagini preliminari, punto e basta, non sono possibili conclusioni diverse.

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