Re: Baseball Italiano - IBL and co.
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rene144
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Jackson ne saprà di più. Ma è vero che non sia un'iniziativa patrocinata a livello federale?
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Bella iniziativa no? ....le idee buone non vanno lasciate morire ,cambia poco rispetto al vecchio nazionale: il progetto è per fare giocare di più e per fare aumentare la qualità delle partite.rene144 wrote: Jackson ne saprà di più. Ma è vero che non sia un'iniziativa patrocinata a livello federale?
Non ha l'egida di un campionato è come un torneo "privato" solo che si articola in modo diverso...il patrocinio è relativo ,dubito che in federazione abbiano qualcosa da dire se Triveneto ed Emilia Romagna decidono di estendere l'attività
Se la montagna non va....
Last edited by Jackson9 on 19/12/2009, 16:41, edited 1 time in total.
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rene144
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Molto interessante. Spero che ne vengano pubblicati i dettagli e che venga esteso a diverse categorie di età e che nel tempo si allarghi. Sarei molto interessato soprattutto ai cadetti :hehe:
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Forse se ero meno scarso e se ci fosse stato il Sei Nazioni a quel tempo (e non solo la Coppa Europa coi russi ed i rumeni in tv a ore impossibili di notte) e se fosse esistito (sic!) un campionato giovanile per noi aquilotti della Vite d'Oro Udine, la cui squadra "grande" giocava in serie A, magari sarei stato in campo il 5 febbraio del 2000 contro la Scozia. Invece mi sono "ritirato" dal rugby a circa 10 anni per fare il portiere di calcio. :sbadat:rene144 wrote: Il rugby vive di 3-4 partite della nazionale ogni anno (incontri casalinghi del 6 nazioni ed un paio di test match ulteriori). Il campionato non se lo fila nessuno ad esempio. Riescono a creare l'evento, ma questo non ha stimolato niente a margine.
Certe cose hanno bisogno di tempo. E certamente anche di verità e di pianificazione e non di promesse vaghe.
Nel 1896 il campionato di calcio italiano è durato un giorno! Aveva quattro squadre!
Il calcio nel 1930 era ancora molto dietro al ciclismo come popolarità.
Poi vennero due vittorie mondiali (1934, 1938) a fare da fette di pane al prosciutto Olimpico (1936) che portò a casa l'oro proprio a metà di quel straordinario quadriennio.
Nel 1932 l'Italia - intanto - era terminata SECONDA nel medagliere alle Olimpiadi di Los Angeles 1932.
Il basket - ora secondo/terzo sport nazionale - era appena nato da noi, la FIP viene fondata nel 1921, ma ha già due commissariamenti (sic!) nel 1930 e nel 1937 nasce il campionato unico. Nel 1936 la nazionale arriva settima alle Olimpiadi e l'anno dopo perde di uno la finale degli Europei contro la Lituania. Anzi bisognava aspettare la Seconda Guerra Mondiale per giocare basket vero.
Fino a quel momento si era giocato copiando il modello del calcio: due attaccanti, un centrale che faceva su e giù per il campo, e due difensori. I campi non erano tutti delle stesse dimensioni, si giocava quasi sempre all’aperto. Il movimento continuo dei giocatori dall’attacco alla difesa, gli schemi chiamati con i numeri, le difese aggressive, li imparammo dai soldati americani in Italia che giocavano un basket più atletico e dinamico. Il baseball probabilmente ebbe destino simile. Ma poi nel baseball non arrivarono le Scarpette Rosse.
In quell'epoca, anni Venti e Trenta il pugilato era popolarissimo, Primo Carnera di Sequals, Friuli, sarà campione mondiale dei pesi massimi nel 1933. Anche la scherma, l'atletica erano molto popolari.
Ci sono state decise variazioni nella classifica della popolarità. La classifica stessa oggi si basa su altri parametri: sponsor, % del prodotto lordo di una nazione, numero di praticanti, altro ancora.
Il figure skating ha (aveva) rating TV fenomenali in USA. Superato solo dalla NFL. In pratica - secondo i numeri - TUTTE le donne americane lo guardavano. Non male per i pubblicitari di prodotti femminili, no?
I maschi non guardavano, ehm, a parte quando scendeva sul ghiaccio Katarina Witt.
Il programma corto alle Olimpiadi di Lillehammer del 1994 resta il sesto programma TV più visto negli USA. Davanti ci sono due Superbowl, l'ultima puntata in assoluto del telefilm M.A.S.H., Dallas con la puntata "Chi ha sparato a JR?" e l'ultima puntata di Radici. C'era stato a dire il vero il thriller "Tonya Harding-Nancy Kerrigan". Mi ricordo che quando Tonya scese a pattinare le si ruppero i lacci di un pattino. Il mondo intero guardava una ragazzina (che aveva ordinato ad alcuni "amici" di far azzoppare la rivale) diventare rossa e piangere in quell'orribile costume viola. Ma quello era il programma libero! che invece è "solo" trentaduesimo assoluto. Circondato nei ratings da una marea di Superbowl.
Allora alcune domande...
Che cosa fa scoppiare uno sport?
Una serie di grandi vittorie internazionale, tipo la pallavolo negli anni 90?
Il Settebello? La Valanga Rosa, la Valanga Azzurra?
Fu la vittoria della Coppa Davis o di Adriano Panatta al Roland Garros o entrambe le cose? Poi la FIT fece dei disastri inenarrabili.
Una grande rivalità (DiCenta - Belmondo) nello sci da fondo?
Potrà mai lo sci da fondo essere più popolare di quanto lo è adesso?
Mondiali in diretta TV, Olimpiadi in diretta, la Coppa del mondo comunque su qualche TV.
Non so che cosa porterà all'Italia (come movimento) avere un pezzetto di MLB, ma mi rendo conto che le federazioni sono piene di personaggi "strani" che tengono molto alla loro posizione e alla facciata, come i politici, insomma.
In due parole il baseball italiano, dove può arrivare?
E per arrivare da qualche parte che cosa intendete?
Un ceiling di società, numeri, praticanti c'è? Arrivare dagli attuali X a che numero?
Che cosa potrebbe essere considerato un successo - diciamo - fra 5 anni e fra 10?
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
beh, intanto facciamolo arrivare a quello che era negli anni 70 .. poi se ne parlajoesox wrote:
In due parole il baseball italiano, dove può arrivare?
E per arrivare da qualche parte che cosa intendete?
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
In due parole il baseball italiano, dove può arrivare?
E per arrivare da qualche parte che cosa intendete?
Un ceiling di società, numeri, praticanti c'è? Arrivare dagli attuali X a che numero?
Che cosa potrebbe essere considerato un successo - diciamo - fra 5 anni e fra 10?
Difficile dire, non so se ci sia una ricetta che dia un risultato sicuro , personalmente mi muoverei così :
1) limiterei al massimo le risorse destinate alla nazionale , facendo quanto possibile con l'espressione reale del nostro movimento (i soldi di provenienza Coni sono sempre meno e sempre meno saranno per cui viene a cadere la necessità di fare una nazionale ad "arte" ,che poi alla fine dei conti ha sempre e comunque fatto abbastanza male)
2) Bonus e risorse per le società che lavorano sul territorio e fanno sviluppo (attività nelle scuole , attività di promozione ,promozioni per le famiglie ,sensibilizzazioni varie delle persone sul territorio)
3) Obbligo alla sottoscrizione da parte delle società di un "gentleman agreement" per la presenza di giocatori non di scuola Italiana in squadra e conseguentemente l'inserimento di 3 giocatori non di scuola Italiana per la A (lanciatori e ricevitori esclusi) 1 giocatore per la B e nessun altro per le serie inferiori C , D1 e D2.
4) queste piccole cose metterebbero in condizione le società di investire in promozione e formazione ,perchè solo così potrebbero avere i giocatori per poter vincere, la presenza di molti giocatori Italiani legati al territorio sicuramente ripopolerebbe gradualmente gli stadi e la promozione presso le scuole farebbe il resto.Obiettivi : squadre Italiane, giovanili numerose e ben allenate(almeno una squadra per classe d'età), pubblico rinnovato con il fine di tornare al livello degli anni 70/80 che diceva Koper
E per arrivare da qualche parte che cosa intendete?
Un ceiling di società, numeri, praticanti c'è? Arrivare dagli attuali X a che numero?
Che cosa potrebbe essere considerato un successo - diciamo - fra 5 anni e fra 10?
Difficile dire, non so se ci sia una ricetta che dia un risultato sicuro , personalmente mi muoverei così :
1) limiterei al massimo le risorse destinate alla nazionale , facendo quanto possibile con l'espressione reale del nostro movimento (i soldi di provenienza Coni sono sempre meno e sempre meno saranno per cui viene a cadere la necessità di fare una nazionale ad "arte" ,che poi alla fine dei conti ha sempre e comunque fatto abbastanza male)
2) Bonus e risorse per le società che lavorano sul territorio e fanno sviluppo (attività nelle scuole , attività di promozione ,promozioni per le famiglie ,sensibilizzazioni varie delle persone sul territorio)
3) Obbligo alla sottoscrizione da parte delle società di un "gentleman agreement" per la presenza di giocatori non di scuola Italiana in squadra e conseguentemente l'inserimento di 3 giocatori non di scuola Italiana per la A (lanciatori e ricevitori esclusi) 1 giocatore per la B e nessun altro per le serie inferiori C , D1 e D2.
4) queste piccole cose metterebbero in condizione le società di investire in promozione e formazione ,perchè solo così potrebbero avere i giocatori per poter vincere, la presenza di molti giocatori Italiani legati al territorio sicuramente ripopolerebbe gradualmente gli stadi e la promozione presso le scuole farebbe il resto.Obiettivi : squadre Italiane, giovanili numerose e ben allenate(almeno una squadra per classe d'età), pubblico rinnovato con il fine di tornare al livello degli anni 70/80 che diceva Koper
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Per adesso è allievi e la cosa è abbastanza sperimentale ,dovesse andare bene credo che potrebbe essere bello estenderlo anche ad altre categorierene144 wrote: Molto interessante. Spero che ne vengano pubblicati i dettagli e che venga esteso a diverse categorie di età e che nel tempo si allarghi. Sarei molto interessato soprattutto ai cadetti :hehe:
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Mi pare molto chiaro ciò che dici e molto logico.Jackson9 wrote: - limiterei al massimo le risorse destinate alla nazionale
- risorse per le società che lavorano sul territorio e fanno sviluppo
- squadre Italiane, giovanili numerose e ben allenate
Io credo che le scuole possano fare molto, ad esempio con il modello della scuola elementare integrata. In pratica lo sport diventa ora di lezione a scuola. Certamente è necessario avere un presidente federale che abbia a cuore i "piccoli", in tutti i sensi.
Ripeto che non conosco la situazione italiana baseball per cui ho chiesto i vostri pareri.
Grazie della risposta.
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
la creazione della IBL a franchigia potrebbe aiutare in questo senso.. rendere la massima serie autonoma finanziariamente e liberare quindi risorse per la federazione da investire in altri campi..
bisogna poi vedere come queste risorse saranno effettivamente investite e distribuite ..
i comitati regionali dovrebbero essere il motore del nuovo sviluppo con iniziative a livello territoriale che coinvolgano gli enti istituzionali/locali e la stampa/tv..e che siano di reale supporto alle società e alle possibili iniziative che si possano via via creare in ambito locale..
insomma due livelli separati di gestione: da una parte l'IBL che cura gli interessi delle grandi società e che tiene legami col baseball internazionale e dall'altra una gestione più decentralizzata, orientata al territorio sia in termini di promozione che di supporto alle piccole società..
mi rimane difficile comprendere Jackson quando parla di scuola italiana .. quale scuola italiana ? mettendo da parte le problematiche IBL che sono/dovrebbero essere ormai chiaramente separate da quelle della FIBS , per il resto il problema dello straniero mi sembra un non-proplema .. viviamo ormai in un contesto multi-etnico e non vedo quale difficoltà potrebbe creare l'integrazione di stranieri in società medio.piccole
..o forse non ho capito
EDIT: vorrei scusarmi preventivamente se alcune mie considerazioni sono poco aderenti alla realtà..
non sono un addetto ai lavori come può essere Jack,Paolo,Dicmod e quindi vedo le cose un po' come "un uomo della strada" senza conoscere le problematiche che stanno a monte di certe decisioni..
io faccio sempre riferimento ad un vissuto (lontano) di tecnico e dirigente e lo confronto con l'attuale e cerco di capire..
bisogna poi vedere come queste risorse saranno effettivamente investite e distribuite ..
i comitati regionali dovrebbero essere il motore del nuovo sviluppo con iniziative a livello territoriale che coinvolgano gli enti istituzionali/locali e la stampa/tv..e che siano di reale supporto alle società e alle possibili iniziative che si possano via via creare in ambito locale..
insomma due livelli separati di gestione: da una parte l'IBL che cura gli interessi delle grandi società e che tiene legami col baseball internazionale e dall'altra una gestione più decentralizzata, orientata al territorio sia in termini di promozione che di supporto alle piccole società..
mi rimane difficile comprendere Jackson quando parla di scuola italiana .. quale scuola italiana ? mettendo da parte le problematiche IBL che sono/dovrebbero essere ormai chiaramente separate da quelle della FIBS , per il resto il problema dello straniero mi sembra un non-proplema .. viviamo ormai in un contesto multi-etnico e non vedo quale difficoltà potrebbe creare l'integrazione di stranieri in società medio.piccole
..o forse non ho capito
EDIT: vorrei scusarmi preventivamente se alcune mie considerazioni sono poco aderenti alla realtà..
non sono un addetto ai lavori come può essere Jack,Paolo,Dicmod e quindi vedo le cose un po' come "un uomo della strada" senza conoscere le problematiche che stanno a monte di certe decisioni..
io faccio sempre riferimento ad un vissuto (lontano) di tecnico e dirigente e lo confronto con l'attuale e cerco di capire..
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Intervengo molto velocemente con la mia opinione:Jackson9 wrote: In due parole il baseball italiano, dove può arrivare?
E per arrivare da qualche parte che cosa intendete?
Un ceiling di società, numeri, praticanti c'è? Arrivare dagli attuali X a che numero?
Che cosa potrebbe essere considerato un successo - diciamo - fra 5 anni e fra 10?
Difficile dire, non so se ci sia una ricetta che dia un risultato sicuro , personalmente mi muoverei così :
1) limiterei al massimo le risorse destinate alla nazionale , facendo quanto possibile con l'espressione reale del nostro movimento (i soldi di provenienza Coni sono sempre meno e sempre meno saranno per cui viene a cadere la necessità di fare una nazionale ad "arte" ,che poi alla fine dei conti ha sempre e comunque fatto abbastanza male)
2) Bonus e risorse per le società che lavorano sul territorio e fanno sviluppo (attività nelle scuole , attività di promozione ,promozioni per le famiglie ,sensibilizzazioni varie delle persone sul territorio)
3) Obbligo alla sottoscrizione da parte delle società di un "gentleman agreement" per la presenza di giocatori non di scuola Italiana in squadra e conseguentemente l'inserimento di 3 giocatori non di scuola Italiana per la A (lanciatori e ricevitori esclusi) 1 giocatore per la B e nessun altro per le serie inferiori C , D1 e D2.
4) queste piccole cose metterebbero in condizione le società di investire in promozione e formazione ,perchè solo così potrebbero avere i giocatori per poter vincere, la presenza di molti giocatori Italiani legati al territorio sicuramente ripopolerebbe gradualmente gli stadi e la promozione presso le scuole farebbe il resto.Obiettivi : squadre Italiane, giovanili numerose e ben allenate(almeno una squadra per classe d'età), pubblico rinnovato con il fine di tornare al livello degli anni 70/80 che diceva Koper
1-Le risorse date dal CONI sono da usare (obbligatoriamente) in forte percentuale per attività di alto livello (Nazionale maggiore) o per progetti di alto livello (Accademia di Tirrenia)
2-Poche sono le risorse per la promozione (si può essere più o meno d'accordo, ma queste sono le disposizioni del CONI)
3-Qualche passo in questo senso si sta facendo,ma qui ci sarebbe da ragionare molto. Il discorso è molto complicato. Ok far giocare più Italiani, ma per merito e non per sangue. Semmai il nocciolo è, e qui con Alberto so di essere sulla stessa linea, come far si che gli Italiani diventino bravi.
4-Questa sarebbe un'aspirazione di tutti
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
EDIT: vorrei scusarmi preventivamente se alcune mie considerazioni sono poco aderenti alla realtà..
non sono un addetto ai lavori come può essere Jack,Paolo,Dicmod e quindi vedo le cose un po' come "un uomo della strada" senza conoscere le problematiche che stanno a monte di certe decisioni
Anch'io in questo caso mi sento molto uomo della strada ,perchè non conosco come Paolo i vincoli per l'utilizzo delle risorse Coni.
Se comunque l'attività della nazionale deve essere primaria , punterei sempre su atleti di scuola Italiana ,ma non per motivi di sangue (Paolo sai che sono tutt'altro che razzista o illiberale...),solamente per rappresentare e potenziare realmente il movimento...chessò camp prolungati ed estesi ai giocatori con disponibilità per migliorare anche la base allargata e non solo la ventina di atleti come oggi potrebbe garantire l'accademia.
La FISI negli anni 70/80 fece grandi cose in questa direzione e riuscì a produrre atleti di vertice anche in zone relativamente poco votate ,con un successivo effetto moltiplicatore a livello di movimento di appassionati.
Per me il nocciolo rimane come portare un risultato buono alla base, per modo che questa si entusiasmi e si faccia coinvolgere.
Oggi purtroppo fatico a vedere progetti che siano in questa direzione , sembra più che si cerchi di non scontentare la nostra base .
Abbiamo una base viziata ,auto referenziata ed auto celebrativa alla quale dovremo ,prima possibile, tagliare quella specie di cordone ombelicale che ormai necrotico fa affluire sempre meno linfa.
Vorrei potere andare allo stadio , sentire dire qualche "stupidata" al ragazzo poco "inserito" mentre spiega il gioco alla sua fidanzata...senza che venga visibilmente compatito o addirittura verbalmente delegittimato da noi vecchie cariatidi puriste.
Questo è un mero esempio ,ma sui nostri campi e nel nostro ambiente è all'ordine del giorno , e anche per questo i più fra quelli che arrivano scappano...perchè è un ambiente chiuso ,chiuso alle novità ,chiuso alle iniziative che non siano precodificate.
Questo lo si vede chiaramente ,su diversi livelli ,dai vertici alla base , dal supertecnico all'abituè del parterre(mi scuso per il Francese che non conosco... :D)...diverse volte questo disagio mi è proprio stato espresso da persone che avevano provato ad integrarsi.
Una cosa che credo sarebbe vitale , è la ricerca di quelle persone , di aria nuova svicolata dall'ambiente che fosse motore di nuove idee e nuovi approcci ai problemi ...ma anche perchè credo che solo queste potrebbero riavvicinarci a quella fascia di pubblico che vorremmo sensibilizzare ,ma che finora non siamo riusciti a coinvolgere.... perchè solo questi sono veramente a conoscenza dei "bisogni" di quella fascia di pubblico in quanto parte stessa di quel pubblico.
Da parte nostra ,l'idea è quella di proporre un prodotto di qualità come viatico di successo...ma la "qualità" è un assunto per noi , non necessariamente per quelli che sono il nostro target, anzi alle volte mi viene il dubbio che per il coinvolgimento di fascie nuove di appassionati, la qualità (intesa come livello di gioco..dal nostro punto di vista) sia totalmente irrilevante.
Il discorso legato alla Nazionale e alle Nazionali io lo vedo in quest'ottica ,così come la gestione dei campionati o dei supercampionati....per il discorso delle giovanili , della progressione degli atleti e delle società sviluppatrici ,Paolo, sai benissimo che concordo al mille per mille.
non sono un addetto ai lavori come può essere Jack,Paolo,Dicmod e quindi vedo le cose un po' come "un uomo della strada" senza conoscere le problematiche che stanno a monte di certe decisioni
Anch'io in questo caso mi sento molto uomo della strada ,perchè non conosco come Paolo i vincoli per l'utilizzo delle risorse Coni.
Se comunque l'attività della nazionale deve essere primaria , punterei sempre su atleti di scuola Italiana ,ma non per motivi di sangue (Paolo sai che sono tutt'altro che razzista o illiberale...),solamente per rappresentare e potenziare realmente il movimento...chessò camp prolungati ed estesi ai giocatori con disponibilità per migliorare anche la base allargata e non solo la ventina di atleti come oggi potrebbe garantire l'accademia.
La FISI negli anni 70/80 fece grandi cose in questa direzione e riuscì a produrre atleti di vertice anche in zone relativamente poco votate ,con un successivo effetto moltiplicatore a livello di movimento di appassionati.
Per me il nocciolo rimane come portare un risultato buono alla base, per modo che questa si entusiasmi e si faccia coinvolgere.
Oggi purtroppo fatico a vedere progetti che siano in questa direzione , sembra più che si cerchi di non scontentare la nostra base .
Abbiamo una base viziata ,auto referenziata ed auto celebrativa alla quale dovremo ,prima possibile, tagliare quella specie di cordone ombelicale che ormai necrotico fa affluire sempre meno linfa.
Vorrei potere andare allo stadio , sentire dire qualche "stupidata" al ragazzo poco "inserito" mentre spiega il gioco alla sua fidanzata...senza che venga visibilmente compatito o addirittura verbalmente delegittimato da noi vecchie cariatidi puriste.
Questo è un mero esempio ,ma sui nostri campi e nel nostro ambiente è all'ordine del giorno , e anche per questo i più fra quelli che arrivano scappano...perchè è un ambiente chiuso ,chiuso alle novità ,chiuso alle iniziative che non siano precodificate.
Questo lo si vede chiaramente ,su diversi livelli ,dai vertici alla base , dal supertecnico all'abituè del parterre(mi scuso per il Francese che non conosco... :D)...diverse volte questo disagio mi è proprio stato espresso da persone che avevano provato ad integrarsi.
Una cosa che credo sarebbe vitale , è la ricerca di quelle persone , di aria nuova svicolata dall'ambiente che fosse motore di nuove idee e nuovi approcci ai problemi ...ma anche perchè credo che solo queste potrebbero riavvicinarci a quella fascia di pubblico che vorremmo sensibilizzare ,ma che finora non siamo riusciti a coinvolgere.... perchè solo questi sono veramente a conoscenza dei "bisogni" di quella fascia di pubblico in quanto parte stessa di quel pubblico.
Da parte nostra ,l'idea è quella di proporre un prodotto di qualità come viatico di successo...ma la "qualità" è un assunto per noi , non necessariamente per quelli che sono il nostro target, anzi alle volte mi viene il dubbio che per il coinvolgimento di fascie nuove di appassionati, la qualità (intesa come livello di gioco..dal nostro punto di vista) sia totalmente irrilevante.
Il discorso legato alla Nazionale e alle Nazionali io lo vedo in quest'ottica ,così come la gestione dei campionati o dei supercampionati....per il discorso delle giovanili , della progressione degli atleti e delle società sviluppatrici ,Paolo, sai benissimo che concordo al mille per mille.
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Quoto al 1000 per 1000. Unica cosa è che mi piacerebbe vedere più gente in campo con il fungo in mano....... :DJackson9 wrote: EDIT: vorrei scusarmi preventivamente se alcune mie considerazioni sono poco aderenti alla realtà..
non sono un addetto ai lavori come può essere Jack,Paolo,Dicmod e quindi vedo le cose un po' come "un uomo della strada" senza conoscere le problematiche che stanno a monte di certe decisioni
Questo lo si vede chiaramente ,su diversi livelli ,dai vertici alla base , dal supertecnico all'abituè del parterre(mi scuso per il Francese che non conosco... :D)...diverse volte questo disagio mi è proprio stato espresso da persone che avevano provato ad integrarsi.
Una cosa che credo sarebbe vitale , è la ricerca di quelle persone , di aria nuova svicolata dall'ambiente che fosse motore di nuove idee e nuovi approcci ai problemi ...ma anche perchè credo che solo queste potrebbero riavvicinarci a quella fascia di pubblico che vorremmo sensibilizzare ,ma che finora non siamo riusciti a coinvolgere.... perchè solo questi sono veramente a conoscenza dei "bisogni" di quella fascia di pubblico in quanto parte stessa di quel pubblico.
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Su questo faccio brutta figura ,l'anno prossimo causa lavoro mi sa che fungherò poco poco...diciamo che dovrei fare l'under 21 da terzo o quarto...praticamente a tempo persoPaolo54 wrote: Quoto al 1000 per 1000. Unica cosa è che mi piacerebbe vedere più gente in campo con il fungo in mano....... :D
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
Segnalo e condivido quanto scritto dal nostro Presidente sul sito Federale
22/12/2009 18.12
GLI AUGURI DEL PRESIDENTE RICCARDO FRACCARI AL BASEBALL E AL SOFTBALL ITALIANI
Ai Presidenti delle Società affiliate; ai Tecnici, agli Atleti, agli Ufficiali di Gara; ai Comitati Regionali e Provinciali della FIBS; ai Dirigenti Federali; agli appassionati del Baseball e del Softball italiani
Cari amici,
Questo 2009 che si sta per concludere sarà certamente ricordato come un anno importante per il baseball e il softball italiani.
È stata una stagione molto lunga, iniziata con il World Baseball Classic a febbraio e conclusasi con il Mondiale IBAF a settembre. È stata anche una stagione molto intensa, che dal punto di vista sportivo ha alternato gioie e delusioni. Per questo, voglio prendermi il tempo di riviverla con voi.
La vittoria ottenuta al Classic contro il Canada, a Toronto, è stata uno dei momenti più belli della mia presidenza. Quella sera avevamo in campo, come titolari, 4 atleti di scuola italiana: Peppe Mazzanti, Dallospedale, Liddi e Chiarini. Abbiamo battuto la squadra di casa, che schierava giocatori che sono stelle di Grande Lega come Jason Bay dei Boston Red Sox e Russell Martin dei Los Angeles Dodgers.
Chi mai si sarebbe aspettato che una nostra nazionale avrebbe avuto la possibilità di competere a questi livelli? Non parliamo poi di vincere.
Eppure, c'è chi non riesce nemmeno a godere di questi momenti così felici e importanti, e questo è un po' l'unico rammarico che provo al riguardo del lavoro che stiamo facendo.
Non capisco perché ci sia chi non vuol giudicare quello che facciamo con serena onestà.
La professionalità con cui è stata condotta la selezione per il World Baseball Classic, un lavoro iniziato un anno prima che il torneo effettivamente si giocasse, e la qualità dello staff tecnico che siamo riusciti a mettere in campo devono rendere il baseball italiano orgoglioso.
L'attaccamento alla maglia azzurra che hanno dimostrato giocatori come Frank Catalanotto e Nick Punto, l'apporto sincero di Mike Piazza, professionisti che guadagnano milioni di dollari all'anno, mi fa dire che sono particolarmente ingenerosi i giudizi, per fortuna ormai pochi, di chi ancora distingue tra "oriundi" e "italiani".
È ingeneroso anche contare quanti giocatori non di scuola italiana sono nella nostra nazionale maggiore, scordandosi di far notare che gli azzurrini hanno vinto in questo 2009 il titolo europeo della categoria Cadetti e si sono riconfermati Campioni d'Europa nella categoria Juniores.
Mi sento di dire, con serena convinzione, che questa Federazione parecchio di buono sul lavoro di crescita degli atleti italiani lo ha certamente fatto e non penso sia troppo chiedere che questo venga riconosciuto, a meno di non essere in buona fede.
Ancora: mai l'Italia aveva partecipato alle competizioni Little League. Quest'anno 2 nostre squadre (Cadetti e Allievi del Friuli Venezia Giulia) si sono qualificate alle World Series da Campioni d'Europa.
Non siamo alla ricerca di pacche sulle spalle, ma del giusto riconoscimento al lavoro fatto e alla coerenza di un progetto che, pur con gli inevitabili aggiornamenti in corso d'opera, è dal 2002 che segue la strada della valorizzazione della scuola italiana. Voglio a questo proposito ricordare le ultime delibere assunte dal Consiglio Federale nel mese di dicembre, riguardanti l'aumento in campo degli atleti italiani di scuola italiana e la ulteriore riduzione degli atleti stranieri, a conferma della volontà di questa Federazione di sviluppare e valorizzare la nostra scuola.
Credo sia stato ingeneroso anche cercare di bollare il Mondiale come un fallimento per la nostra nazionale. Purtroppo è andata in campo una squadra priva di alcuni dei suoi elementi migliori. Nonostante questo, abbiamo giocato alla pari con formazioni di primo piano.
Qualcuno non si rende conto del livello al quale si gioca un torneo come il Mondiale IBAF. Non si affrontano più ragazzini di College alla prima esperienza internazionale, ma professionisti esperti, giocatori completi, squadre di primo piano. Vincere a questi livelli è sempre più duro. Tanto che alla terza fase del Mondiale non si sono qualificate squadre di ben altra tradizione rispetto all'Italia, come Giappone e Corea.
Una brutta delusione è arrivata dal softball. Dopo ben 8 Europei consecutivi vinti, la nostra nazionale non è riuscita nemmeno ad entrare tra le prime 4.
Ci aspettavamo che la fine di un ciclo fosse vicina, ma davvero nessuno poteva pensare che tutto avvenisse in maniera così traumatica.
Stiamo riflettendo, non vogliamo evitare di vedere quel che non va per mancanza del coraggio di guardare.
Però, anche nel softball, permettetemi di far notare che abbiamo piazzato 2 squadre alle World Series della Little League (Ragazze e Cadette della Lombardia). Il nostro movimento è tutt'altro che fermo. E sono convinto che presto metteremo le basi per un nuovo ciclo vincente, basato sulle atlete di scuola italiana. E anche qui il Consiglio Federale ha assunto deliberazioni che spingono in tal senso.
Dal punto di vista organizzativo, la Federazione ha visto la sua struttura messa a dura prova da un evento dell'importanza del Mondiale.
Credo che il nostro staff abbia dimostrato, nel corso dell'evento, l'alto livello di professionalità al quale è arrivato. Ha anche dimostrato la giusta maturità per interagire con un Comitato Organizzatore esterno e questo ha permesso alla FIBS di creare nuovi rapporti istituzionali, nuovi amici e nuovi contatti con importanti aziende che hanno espresso la volontà di continuare assieme il cammino intrapreso.
In un'epoca nella quale è ben lontana la certezza di piogge di denaro governativo a risolvere tutti i problemi, è anche con questo tipo di rapporti che si costruisce un futuro per il baseball e il softball italiani.
Dal punto di vista personale, l'ultima parte dell'anno è stata ancora più impegnativa. Un gruppo di Paesi mi ha chiesto di prendere in considerazione l'eventualità di candidarmi alla presidenza della Federazione Internazionale.
Prima di impegnarmi in questa avventura, ho voluto essere certo che il mio gruppo fosse disposto ad affrontare questo ennesimo impegno assieme a me. Ho ricevuto un supporto eccezionale dai miei Vice Presidenti, dal Consiglio Federale tutto, dal Segretario Generale e dalla struttura degli uffici romani. Ho capito che l'Italia era pronta per assumere un ruolo centrale.
Da domenica 6 dicembre sono il nuovo Presidente dell'IBAF. Ma sono sempre il Presidente della nostra Federazione, deciso a continuare il lavoro che tutti assieme abbiamo iniziato nel 2002.
Chi si affanna a cercare pettegolezzi sulla mia possibile successione e a scovare crepe nel cemento che unisce me a tutti i componenti del mio gruppo perde tempo. Siamo una squadra che condivide obiettivi e metodo di lavoro. E che ha come primo interesse lo sviluppo del movimento.
A nome mio personale, del Consiglio Federale e di tutto lo staff federale auguro a tutti voi ed alle persone a voi care un sereno Natale ed un 2010 colmo di cose belle.
Roma, 23 Dicembre 2009
Riccardo Fraccari
Presidente FIBS
22/12/2009 18.12
GLI AUGURI DEL PRESIDENTE RICCARDO FRACCARI AL BASEBALL E AL SOFTBALL ITALIANI
Ai Presidenti delle Società affiliate; ai Tecnici, agli Atleti, agli Ufficiali di Gara; ai Comitati Regionali e Provinciali della FIBS; ai Dirigenti Federali; agli appassionati del Baseball e del Softball italiani
Cari amici,
Questo 2009 che si sta per concludere sarà certamente ricordato come un anno importante per il baseball e il softball italiani.
È stata una stagione molto lunga, iniziata con il World Baseball Classic a febbraio e conclusasi con il Mondiale IBAF a settembre. È stata anche una stagione molto intensa, che dal punto di vista sportivo ha alternato gioie e delusioni. Per questo, voglio prendermi il tempo di riviverla con voi.
La vittoria ottenuta al Classic contro il Canada, a Toronto, è stata uno dei momenti più belli della mia presidenza. Quella sera avevamo in campo, come titolari, 4 atleti di scuola italiana: Peppe Mazzanti, Dallospedale, Liddi e Chiarini. Abbiamo battuto la squadra di casa, che schierava giocatori che sono stelle di Grande Lega come Jason Bay dei Boston Red Sox e Russell Martin dei Los Angeles Dodgers.
Chi mai si sarebbe aspettato che una nostra nazionale avrebbe avuto la possibilità di competere a questi livelli? Non parliamo poi di vincere.
Eppure, c'è chi non riesce nemmeno a godere di questi momenti così felici e importanti, e questo è un po' l'unico rammarico che provo al riguardo del lavoro che stiamo facendo.
Non capisco perché ci sia chi non vuol giudicare quello che facciamo con serena onestà.
La professionalità con cui è stata condotta la selezione per il World Baseball Classic, un lavoro iniziato un anno prima che il torneo effettivamente si giocasse, e la qualità dello staff tecnico che siamo riusciti a mettere in campo devono rendere il baseball italiano orgoglioso.
L'attaccamento alla maglia azzurra che hanno dimostrato giocatori come Frank Catalanotto e Nick Punto, l'apporto sincero di Mike Piazza, professionisti che guadagnano milioni di dollari all'anno, mi fa dire che sono particolarmente ingenerosi i giudizi, per fortuna ormai pochi, di chi ancora distingue tra "oriundi" e "italiani".
È ingeneroso anche contare quanti giocatori non di scuola italiana sono nella nostra nazionale maggiore, scordandosi di far notare che gli azzurrini hanno vinto in questo 2009 il titolo europeo della categoria Cadetti e si sono riconfermati Campioni d'Europa nella categoria Juniores.
Mi sento di dire, con serena convinzione, che questa Federazione parecchio di buono sul lavoro di crescita degli atleti italiani lo ha certamente fatto e non penso sia troppo chiedere che questo venga riconosciuto, a meno di non essere in buona fede.
Ancora: mai l'Italia aveva partecipato alle competizioni Little League. Quest'anno 2 nostre squadre (Cadetti e Allievi del Friuli Venezia Giulia) si sono qualificate alle World Series da Campioni d'Europa.
Non siamo alla ricerca di pacche sulle spalle, ma del giusto riconoscimento al lavoro fatto e alla coerenza di un progetto che, pur con gli inevitabili aggiornamenti in corso d'opera, è dal 2002 che segue la strada della valorizzazione della scuola italiana. Voglio a questo proposito ricordare le ultime delibere assunte dal Consiglio Federale nel mese di dicembre, riguardanti l'aumento in campo degli atleti italiani di scuola italiana e la ulteriore riduzione degli atleti stranieri, a conferma della volontà di questa Federazione di sviluppare e valorizzare la nostra scuola.
Credo sia stato ingeneroso anche cercare di bollare il Mondiale come un fallimento per la nostra nazionale. Purtroppo è andata in campo una squadra priva di alcuni dei suoi elementi migliori. Nonostante questo, abbiamo giocato alla pari con formazioni di primo piano.
Qualcuno non si rende conto del livello al quale si gioca un torneo come il Mondiale IBAF. Non si affrontano più ragazzini di College alla prima esperienza internazionale, ma professionisti esperti, giocatori completi, squadre di primo piano. Vincere a questi livelli è sempre più duro. Tanto che alla terza fase del Mondiale non si sono qualificate squadre di ben altra tradizione rispetto all'Italia, come Giappone e Corea.
Una brutta delusione è arrivata dal softball. Dopo ben 8 Europei consecutivi vinti, la nostra nazionale non è riuscita nemmeno ad entrare tra le prime 4.
Ci aspettavamo che la fine di un ciclo fosse vicina, ma davvero nessuno poteva pensare che tutto avvenisse in maniera così traumatica.
Stiamo riflettendo, non vogliamo evitare di vedere quel che non va per mancanza del coraggio di guardare.
Però, anche nel softball, permettetemi di far notare che abbiamo piazzato 2 squadre alle World Series della Little League (Ragazze e Cadette della Lombardia). Il nostro movimento è tutt'altro che fermo. E sono convinto che presto metteremo le basi per un nuovo ciclo vincente, basato sulle atlete di scuola italiana. E anche qui il Consiglio Federale ha assunto deliberazioni che spingono in tal senso.
Dal punto di vista organizzativo, la Federazione ha visto la sua struttura messa a dura prova da un evento dell'importanza del Mondiale.
Credo che il nostro staff abbia dimostrato, nel corso dell'evento, l'alto livello di professionalità al quale è arrivato. Ha anche dimostrato la giusta maturità per interagire con un Comitato Organizzatore esterno e questo ha permesso alla FIBS di creare nuovi rapporti istituzionali, nuovi amici e nuovi contatti con importanti aziende che hanno espresso la volontà di continuare assieme il cammino intrapreso.
In un'epoca nella quale è ben lontana la certezza di piogge di denaro governativo a risolvere tutti i problemi, è anche con questo tipo di rapporti che si costruisce un futuro per il baseball e il softball italiani.
Dal punto di vista personale, l'ultima parte dell'anno è stata ancora più impegnativa. Un gruppo di Paesi mi ha chiesto di prendere in considerazione l'eventualità di candidarmi alla presidenza della Federazione Internazionale.
Prima di impegnarmi in questa avventura, ho voluto essere certo che il mio gruppo fosse disposto ad affrontare questo ennesimo impegno assieme a me. Ho ricevuto un supporto eccezionale dai miei Vice Presidenti, dal Consiglio Federale tutto, dal Segretario Generale e dalla struttura degli uffici romani. Ho capito che l'Italia era pronta per assumere un ruolo centrale.
Da domenica 6 dicembre sono il nuovo Presidente dell'IBAF. Ma sono sempre il Presidente della nostra Federazione, deciso a continuare il lavoro che tutti assieme abbiamo iniziato nel 2002.
Chi si affanna a cercare pettegolezzi sulla mia possibile successione e a scovare crepe nel cemento che unisce me a tutti i componenti del mio gruppo perde tempo. Siamo una squadra che condivide obiettivi e metodo di lavoro. E che ha come primo interesse lo sviluppo del movimento.
A nome mio personale, del Consiglio Federale e di tutto lo staff federale auguro a tutti voi ed alle persone a voi care un sereno Natale ed un 2010 colmo di cose belle.
Roma, 23 Dicembre 2009
Riccardo Fraccari
Presidente FIBS
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Re: Baseball Italiano - IBL and co.
che faccia di tolla ..
senza parole ..
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D'altronde il baseball è così: alle volte si vince, alle volte si perde, altre volte...... piove (Cit.P)
Bikinis & statistics show a lot, but not everything (cit.)
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