Ex maestre che si erano licenziate perché non condividevano i "metodi educativi".
Vorrei capire bene ... c'era chi sapeva e si è limitato ad andarsene borbottando sui "metodi educativi non condivisibili"? Una domanda per chi studia giurisprudenza: è un reato l'aver assistito a maltrattamenti su fanciulli senza denunciarli?
Di certo a livello meramente etico ed umano, guardare da un'altra parte è un comportamento ingiustificabile.
Ad ogni modo, io ho due cugini piccoli. Il pensare che subiscano un trattamento simile mi toglie il sonno; e non penso ci sia un solo genitore coinvolto che se potesse mettere le mani addosso a quelle due maestre non si macchierebbe di un cruento delitto.
Noto con grande dispiacere che qui si sono delineati almeno due schieramenti: chi vorrebbe giustizia subito, e chi vuole accertare le cause di questi comportamenti e parla di recupero e rieducazione in caso di infermità mentale. Io penso ci sia una forte possiblità che ci siano delle infermità mentali; il comportamento naturale, istintivo, scritto nel nostro stesso genoma, è la tutela della prole per la preservazione della razza e tutta la solita tiritera sugli istinti di conservazione. Chi devia da questi comportamenti, è perché qualcosa l'ha fatto deragliare. Se scippi, lo fai perché hai una moralità discutibile, ma compi un atto che ti consente di appropriarti di un bene: è moralmente errato, ma utilitaristicamente "logico", c'è un ritorno economico. Qual è invece il ritorno di maltrattare con simile violenza dei neonati indifesi? A livello materiale nessuno; ma qualsiasi persona agisce sempre nella maniera che egli ritiene più conveniente, facendo ciò che si percepisce, a livello più o meno inconscio, come la cosa più giusta da fare. Persino il masochista che si infligge dolore, in fondo ne trae piacere o soddisfazione, pensando di meritare pene e sofferenza. Chi non studia mai, è perché ama il letto e gli piace dormire ed uscire con gli amici. Chi è violento e si lancia spesso in risse, è perché non riuscirebbe altresì a tollerare la sensazione di non aver attaccato l'altra persona, e preferisce la violenza al rimorso. Ognuno compie delle scelte. E penso che queste due maestre stessero esercitando il buon vecchio "delirio di onnipotenza"; la sensazione di avere in tuo potere un'altra vita può essere irresistibile. Quanti sono a dire "I nazisti erano tutti pazzi"? Troppi. Una persona è pazza. Ma un intero apparato di partito, le SS e buona parte del popolo tedesco? Cos'è, tra il 1934 e il 1945 erano tutti pazzi, ma poi c'è stata la cura? Infermità mentale? No. Impunità e delirio di onnipotenza. Per rendere più chiaro l'argomento, date un'occhiata a questo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Stanford_prison_experiment In breve, un professore di Stanford, una delle migliori università in America, ha svolto un esperimento simulando un carcere. Studenti volontari sono stati sorteggiati, c'era chi faceva il secondino e chi il prigioniero. Ai secondini furono dati poteri illimitati sui prigionieri. Risultato? Pacati studenti universitari di buona famiglia divennero aguzzini, e l'esperimento fu sospeso prima del termine a causa di ripetuti maltrattamenti. Quegli studenti erano tutti pazzi? Infermità mentale? No, il contratto sociale viene interrotto, e si scatenano dei meccanismi all'interno della psiche a volte incontrollabili.
Dopo tutta questa analisi, tornando al caso in questione il mio parere è che ci deve essere un'indagine accurata sul perché, insieme ad analisi psichiatriche. Ma che qualunque sia il risultato, quelle due persone debbano scontare una pena che sia più severa di un soggiorno in qualche istituto mentale. Alla SS che picchiava i prigionieri nei campi di sterminio, diamo l'infermità mentale? Ma sì, è una persona deviata: ma è pienamente cosciente delle sue azioni! Esercitava il suo potere di vita o di morte, e con grande gusto! E così quelle due maestre: un delirio di violenza, potere e controllo sulle vite altrui. Dunque, esclusa la possessione diabolica o il gemello malvagio che compie il misfatto al tuo posto, queste persone vanno punite. Con supporto psicologico e tutela dalle altre carcerate che renderebbero loro la vita impossibile, perché noi non siamo un paese incivile che ti getta in galera e butta la chiave. Ma non esistono scuse per comportamenti simili, men che meno la "pazzia" invocata per giustificare qualsiasi delitto che noi riteniamo non saremmo in grado di compiere.