Paperone wrote:
io fortunatamente non sono stato maltrattato, ma ho subito anche io un piccolo abuso: una delle maestre della materna mi ha costretto per 3 venerdì di seguito a mangiare il pesce, e puntualmente lo vomitavo. io da allora non riesco più a mangiare il pesce
Ti esprimo la mia solidarietà, per quanto valga.
Posso assicurarti, comunque, che quello relativo al cibo è un problema educativo non indifferente.
Per esperienza diretta posso dirti uno dei problemi principali che le figure che rivestono compiti educativi affrontano nel dover trattare con un bambino.
Nella mia esperienza ne ho vista qualcuna e ci sono comportamenti di alcuni bimbi - spalleggiati da genitori che probabilmente spesso non si rendono nemmeno conto di far del male ai loro piccoli - che sono shoccanti.
Ti dico solo che una bimba è finita in ospedale per un blocco intestinale perché si rifiutava in tutti i modi di mangiare anche solo un coriandolo di una qualsiasi verdura.
In casi del genere, dal mio punto di vista, non puoi non intervenire educativamente.
Così anche nel tuo caso, per come lo racconti (poi certo, ci sarebbe da capire esattamente il perché tu non mangiassi pesce, se era solo un capriccio o un problema reale).
Poi, però, è ovvio che a fare la differenza è il MODO. Se hai davanti un salmone intero e ti costringo con la forza a mangiartelo tutto sicuramente non ti faccio del bene. E non posso considerare quello un intervento educativo. Perché sarebbe una grandissima stronzata.
Però, ripeto, spero anche ti renderai conto che un intervento educativo
sarebbe stato giusto ci fosse.
frog wrote:
Io ti dico che le metterei in cura da qualche parte, ovvio che l'istinto sarebbe quello della legge del taglione, ma dopo hai risolto qualcosa ?
Apprezzo sempre molto lo stile ed il tenore dei tuoi interventi.
Spero un giorno di poterti conoscere personalmente per scambiare quattro chiacchiere live.
Detto questo... sicuramente sono persone malate. Cioè, non può essere altrimenti. Perché con tutto l'impegno che posso metterci DIFFICILMENTE posso trovare qualcosa di peggio di
far mangiare il proprio vomito ad una persona (scusa se lo scrivo piccolo ma è una cosa tanto schifosa che a qualcuno può dar fastidio e non mi va sia leggibile facilmente).
Sicuramente andrebbero rieducate, AMMESSO E NON CONCESSO sia possibile. Perché davanti a ciò che hanno fatto 'ste due sinceramente fatico a credere ci possa essere una cura. Posto che personalmente non ritengo gli psicofarmaci una cura. Nel senso che quelli ti spengono... io per curare intendo proprio tirare fuori una persona dallo stato in cui è, fare in modo che non abbia bisogno di nessun tipo di medicinale per poter vivere senza arrecare danni di questo tipo ad altre persone.
Detto questo, quindi, fatico a trovare per loro una pena
realisticamente giusta.
L'ergastolo in sè non ha senso se si parte col presupposto che si deve dare una pena rieducativa. E cosa rieduchi se la persona poi passerà tutta la sua vita in carcere?
Ma, come detto, anche fargli fare qualche anno in un istituto di igiene mentale temo non servirebbe a nulla.
Senza tener conto che queste due hanno fatto tutto ciò su dei BAMBINI.
Cioè, avessero fatto la stessa cosa su di me capirei che come pena gli si dovrebbe dare una pena rieducativa... ma queste si accanivano su bambini inermi.
Non esiste dignità in tutto ciò. NON NE TROVO NEANCHE UN BRICIOLO.
E se non c'è ombra di dignità in ciò che hanno fatto loro forse non dovrebbe essercene nemmeno nella punizione che va loro inflitta.
I miei genitori mi hanno dato dei valori forti, valori che a naso direi che sono in buona parte simili ai tuoi frog.
Però sinceramente quello che ho letto in quest'articolo non è sopportabile. Accanirsi su di un bambino non è plausibile.
Penso che ciò che provo nel pensare a quelle scene non sia spiegabile a parole.
In realtà, comunque, non esiste una pena
giusta. Nessun tribunale potrà mai affibiare loro una pena
giusta, secondo me.
E bene o male con quello che ho detto qui, sul valore rieducativo delle pene (cosa che mi trova pienamente concorde in relazione al 99% dei reati) penso di aver risposto, esponendo il mio punto di vista, anche a Dingo e Mike.
BruceSmith wrote:
vai tranquillo: in galera, glielo spiegheranno le loro colleghe.
Questa è una cosa cui penso spesso.
E penso che non abbia senso.
Tantissima gente si schiera - anche giustamente - a favore del valore rieducativo delle pene, a sfavore della pena di morte, ecc.
Anche quando si tratta, ad esempio, di violenza sui bimbi.
Poi però moltissima - non tutti ovviamente - di questa gente dice tipo: "10 anni, bene. Tanto poi ci penseranno i galeotti a sistemarlo."
Ma quindi questo che senso ha?
Ci sentiamo troppo civilizzati per affibiare una pena di morte ad una persona che ha stuprato un bambino (ovviamente ora mi sto staccando dalla storia in oggetto al topic, lo specifico prima che qualcuno non lo capisca) ma poi sotto sotto godiamo pensando che la pena di morte per quella persona è già scritta, perché
si sa che in carcere certe porcate non te le fanno passare.
Boh, in realtà 'sta cosa mi lascia ancora più allibito.
A 'sto punto preferisco uno che venga e mi dica "Se fossi io a dover decidere prenderei un badile e mi accanirei sulle loro gengive fino a consumare tutto il glucosio che circola in questo momento nel mio sangue".
(Ovviamente ho preso solo spunto dal tuo post per una mia riflessione, non era una cosa diretta a te Bruce)
Da Brawl wrote:
figlio di due amici.
C'ho pensato parecchio prima di postare, proprio perché immaginavo che in un forum come questo potesse esserci qualcuno che fosse più o meno direttamente toccato dalla cosa.
Spero che l'apertura di questo topic non ti abbia dato fastidio.
Nel caso ne appoggio la chiusura.
ShOwmeHOw2play wrote:
Io credo che se lo facessero a mia figlia reagirei davvero male. Ma male male male....
Diciamo che c'ho messo un po', dopo averla letta, a metabolizzare 'sta notizia.
Non riuscivo a non pensare alle schifezze che facevano 'ste due e a come potessero sentirsi quei poveri bimbi.
Poi pian piano sono riemerso dalla mia allucinazione ed ho pensato subito a mio nipote (dato che un figlio ancora non l'ho e non so nemmeno se l'avrò mai).
Mi capita spesso, quando vedo notizie di cronaca nera in TV o suoi giornali, di pensare a come reagirei io se fosse un mio famigliare ad essere vittima di uno stupro, un omicidio, ecc. E sinceramente non so proprio dire come reagirei. Probabilmente avrei l'impulso di lanciarmi al linciaggio, però poi non saprei dire se mi bloccherei o meno.
Boh, anche meglio non pensarci via.
In questo caso, invece, mi è apparso subito abbastanza chiaro: stanza murata senza porte o finestre... senza tavoli, sedie, armi... NIENTE. Io e loro due. E basta.
Se mio nipote frequentasse quell'asilo (fortunatamente non ne frequenta nessuno dato che sta coi nonni materni, altrimenti ora sarei in para e domani mattina probabilmente mi presenterei io sul posto per cercare di capire come vanno le cose lì... e so che è una stronzata perché lavorando in campo educativo so che i posti così saranno uno su XXXXXXX, mica certo la norma... ma davanti a cose del genere mi parte il cervello) questo vorrei. Nient'altro.
Tra l'altro darei il mio contributo a snellire una sempre più oberata giustizia italiana.
Riguardo al resto del tuo post: cioè, non c'è nulla da ridere pensando a questa notizia... però mi hai quasi strappato un sorriso quando hai specificato che toglieresti loro i figli e la facoltà di lavorare ancora in campo educativo.

Come se fosse una cosa da dire.
Qui stiam parlando di pene.
Cioè, se c'è qualcuno che pensa che 'ste due in un futuro è giusto potranno (dopo tutta la rieducazione che vuoi) ancora esercitare questa professione lo dica così appena mettono l'ignore list che lo piazzo e mi tolgo un peso.
Suvvia, Show... ci mancherebbe altro. -.-'
BruceSmith wrote:
se non ricordo male, tu lavori con dei bambini: immagino tu sia particolarmente arrabbiato.
Guarda, non ti so dire se il fatto ch'io lavori coi bimbi (più grandi di quelli in oggetto alla questione, e quindi c'è comunque un pochino di differenza) aumenti il mio disgusto nei confronti dell'accaduto ed il mio disprezzo nel confronto di due donne che per altro nemmeno conosco e che mi auguro fortemente di non conoscere mai perché vero è che mio nipote tra quei bimbi non c'era ma altrettanto vero è che pur da ragazzo tranquillissimo quale ritengo di essere so che potrei avere degli scompensi non indifferenti.
Penso in realtà che più che la professione che mi trovo a svolgere sia una questione di sensibilità. Insomma, probabilmente non cambierebbe molto anche se non facessi l'educatore.
Poi certo... il fatto ch'io abbia creato e coltivi ogni giorno rapporti interpersonali con decine di bimbi può sicuramente incidire.
Fondamentalmente, comunque, ti posso dire che provai più o meno lo stesso disgusto anche quando, anni fa (ben prima di diventare educatore), vidi in tv delle riprese effettuate in una casa di riposo in cui si vedevano vecchietti malati di alzhaimer e chissà cos'altro - persone tutte pelle ed ossa più di là che di qua - venire PICCHIATE dalle INFERMIERE ogni qualvolta SI LAMENTASSERO.
Eppure non ho mai lavorato con gli anziani.
Boh.
Ci sono tante cose al mondo che davvero non riesco ad accettare.
Tra queste tante cose ce ne sono alcune che davvero mi mettono dentro un misto di incazzo, nervoso e schifo che mi ferisce.
Il racconto in questione è una di queste.
Comunque mi fa piacere ora tu abbia capito cosa intendessi capire con l'apertura del topic.
Fondamentalmente io poi non chiederei oggi ad un tribunale di emettere una sentenza nel quale si dice che si deve lasciare 'ste due in una stanza chiusa con i genitori dei bimbi. Perché capisco che non è una cosa fattibile, nonostante lo schifo che mi sento addosso.
Per questo non mi interessa un parere legale. Mi interessa il parere degli uomini e delle donne che stanno dietro ai nick che leggo ogni giorno su questo forum.