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Pablets
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Re: Forum
Io sì, sei pregato di portare più rispetto e piantarla di fare il saccente, grazie.rene144 wrote: Grazie per le belle parole. Peraltro ho appena scritto un post molto lungo nel topic del mercato... spero che nessuno se la sia presa...
Ragazzo, quando partecipi a un evento sportivo quello che conta non è vincere o perdere, ma quanto ti ubriachi
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Re: Forum
Non so proprio come interpretare questa frase, proprio non lo so. Anzi, facciamo così, non lo faccio e ci risentiamo poi.Pablets wrote: Io sì, sei pregato di portare più rispetto e piantarla di fare il saccente, grazie.
"That's a clown question, bro."
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Pablets
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Re: Forum
webba2000 wrote: Non so proprio come interpretare questa frase, proprio non lo so. Anzi, facciamo così, non lo faccio e ci risentiamo poi.
Ragazzo, quando partecipi a un evento sportivo quello che conta non è vincere o perdere, ma quanto ti ubriachi
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garylarson
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Re: Forum
Vi propongo un racconto tratto dal libro BAR SPORT di Stefano Benni, per me e per molti bolognesi della mia generazione un mito.
Con grande affetto per tutti
Il tecnico da bar, più comunemente chiamato «tennico» o anche «professore», è l’asse portante di ogni discussione da bar. Ne è l’anima, il sangue, l’ossigeno. Si presenta al bar dieci minuti prima dell’orario di apertura: è lui che aiuta il barista ad alzare la saracinesca. Il suo posto è in fondo al bancone, appoggiato con un gomito. Lo riconoscerete perché non si siede mai e porta impermeabile e cappello anche d’estate. Dal suo angolo il tecnico osserva e aspetta che due persone del bar vengano a contatto. Non appena una delle due apre bocca, lui accende una sigaretta e piomba come un rapace sulla discussione. Nell’avvicinarsi, emette il verso del tecnico: «Guardi, sa cosa le dico», e scuote la testa.
Il tecnico resta nel bar tutta la mattina: nei rari momenti di sosta tra una discussione e l’altra, studia la «Gazzetta dello Sport». Normalmente, si ciba solo di aperitivi, olive, patatine fritte e caffè, venti normali e venti hag, al giorno. Oppure fa un rapido salto a casa e mangia invariabilmente tortelloni, anzi li ingoia dicendo «Ho fretta, devo andare in ufficio». L’ufficio è il bar, dove il tecnico ricompare alle due meno dieci per restarvi fino all’ora di chiusura. A mezzanotte, il tecnico accompagna a casa tutti gli amici per le ultime discussioni della giornata. Va a letto e parla nel sonno recitando classifiche fi¬no alle sette, sette e mezzo. (…)
Di cosa parla un tecnico? Di calcio, di sport in genere, di politica, di morale, di macchine, di agricoltura, di prezzi della frutta, di diabete, di sesso, di trattori, di cinema, di imbottigliamento, di spionaggio. In una parola, di tutto. Quale che sia l’argomento trattato, il tecnico lo conosce almeno dieci volte meglio dell’occasio¬nale interlocutore, anzi, dirà, è una delle cose che lo ha interessato di più fin da piccolo. Il ve¬ro tecnico suffraga spesso la sua competenza con parentele. Esempio: se si parla di comunismo, lui ha un cognato che lavora a Togliattigrad; se si parla di pesca subacquea, ha un fratello fidanzato da sei anni con una cernia; se si parla di edilizia, ha un cugino manovale, e così via. Inoltre, è stato compagno di scuola di tutti i ministri dell’arco costituzionale, che spesso gli telefonano per sfoghi e confidenze.
Il tecnico di calcio vive in simbiosi con un altro personaggio, che è «l’uomo con cappello». In tutti i capannelli, infatti, se osservate bene, mentre al centro si trova il tecnico, leggermente defilato alla periferia c’è un uomo con il cap¬pello calato sul naso e le braccia dietro la schiena. Questo secondo personaggio sembra avere il compito di intervenire con bestialità tremende che fanno perdere le staffe al tecnico.
Tutti sanno che il momento più importante per un tecnico calcistico da bar è quando, il giorno prima di una partita della nazionale, egli deve dare la sua formazione. Il tecnico, a questo punto, raduna una ventina di persone e comincia: «In porta, sicuramente, ci metterei Zoff. Terzini, Rocca e Fedele». E spiega il perché della sua scelta: Zoff è una sicurezza. Rocca è meglio di Facchetti perché li ha visti tutti e due alla televisione e Rocca gli è sembrato più in palla. Infine Fedele l’ha visto allo stadio, e correva e fluidificava.
A questo punto l’uomo con cappello intervie¬ne e dice: «Ma cosa dice. Se non stava in piedi». Allora il tecnico racconta, una per una, le ottanta azioni di Fedele della partita precedente. Molto spesso è preparato alla bisogna e ha con sé un quaderno di appunti. Poi cita a memoria le cronache dei quattro quotidiani sportivi. Ma ecco che l’uomo con cappello, spostatosi a de¬stra, dice dal tetto di una macchina: “Fedele ha il menisco”. Tutti allora si voltano allarmati verso il tecnico, per chiedere spiegazioni. Il tecnico li calma con un gesto della mano e passa in rassegna gli ultimi quaranta casi di menisco del campionato italiano. Spiega brevemente in cosa consista l’operazione; anzi, se qualcuno si presta, gli taglia un pezzo di pantalone e lo ope¬ra sul marciapiede con un temperino, mostran¬do agli astanti la funzione dei legamenti della rotula. Quindi prosegue:
«Stopper Morini, libero Burgnich, mediano sinistro Re Cècconi. Ala destra Mazzola, mezze ali Benetti e Rivera, ala sinistra Riva, centravanti Savoldi.»
L’uomo col cappello appare da un tombino sulla sinistra e dice: «Savoldi? Siamo matti, Savoldi? ».
«E perché?» gli viene chiesto.
«Perché ha i piedi piccoli. »
Allora il tecnico diventa color tecnico adirato, che è una bella sfumatura di rosso usata an¬che per i tailleur. Poi comincia a urlare tutti i numeri di scarpe dei centravanti italiani dal 1947, come un invasato: «Meazza 40, Piola 41,. Charles 42, Pivatelli 40», dicendo che il piede piccolo, a meno che non sia porcino, non è affatto un handicap.
L’uomo con cappello ribatte: «Sì, ma Savoldi ha il 39».
«E lei come lo sa?»
«Sono il suo calzolaio.» (Non è vero. Tutti gli uomini con cappello so¬no, oltre che incompetenti, malvagi e bugiardi.)
Allora il tecnico urla: «Lei è un tecnico di serie C», che in un bar è un’offesa quasi mortale, e l’uomo col cappello replica: «Sono quelli come lei che mandano in rovina la nazionale!» e in breve tempo si azzuffano. La gente li separa. Il tecnico si allontana con aria di superiorità. L’uomo col cappello, rimasto padrone del campo, dichiara che l’Italia non vincerà mai uno scudetto finché continua a tenere Pelé in porta.
Viene preso, pestato, e mandato via col camion del rusco.
Con grande affetto per tutti
Il tecnico da bar, più comunemente chiamato «tennico» o anche «professore», è l’asse portante di ogni discussione da bar. Ne è l’anima, il sangue, l’ossigeno. Si presenta al bar dieci minuti prima dell’orario di apertura: è lui che aiuta il barista ad alzare la saracinesca. Il suo posto è in fondo al bancone, appoggiato con un gomito. Lo riconoscerete perché non si siede mai e porta impermeabile e cappello anche d’estate. Dal suo angolo il tecnico osserva e aspetta che due persone del bar vengano a contatto. Non appena una delle due apre bocca, lui accende una sigaretta e piomba come un rapace sulla discussione. Nell’avvicinarsi, emette il verso del tecnico: «Guardi, sa cosa le dico», e scuote la testa.
Il tecnico resta nel bar tutta la mattina: nei rari momenti di sosta tra una discussione e l’altra, studia la «Gazzetta dello Sport». Normalmente, si ciba solo di aperitivi, olive, patatine fritte e caffè, venti normali e venti hag, al giorno. Oppure fa un rapido salto a casa e mangia invariabilmente tortelloni, anzi li ingoia dicendo «Ho fretta, devo andare in ufficio». L’ufficio è il bar, dove il tecnico ricompare alle due meno dieci per restarvi fino all’ora di chiusura. A mezzanotte, il tecnico accompagna a casa tutti gli amici per le ultime discussioni della giornata. Va a letto e parla nel sonno recitando classifiche fi¬no alle sette, sette e mezzo. (…)
Di cosa parla un tecnico? Di calcio, di sport in genere, di politica, di morale, di macchine, di agricoltura, di prezzi della frutta, di diabete, di sesso, di trattori, di cinema, di imbottigliamento, di spionaggio. In una parola, di tutto. Quale che sia l’argomento trattato, il tecnico lo conosce almeno dieci volte meglio dell’occasio¬nale interlocutore, anzi, dirà, è una delle cose che lo ha interessato di più fin da piccolo. Il ve¬ro tecnico suffraga spesso la sua competenza con parentele. Esempio: se si parla di comunismo, lui ha un cognato che lavora a Togliattigrad; se si parla di pesca subacquea, ha un fratello fidanzato da sei anni con una cernia; se si parla di edilizia, ha un cugino manovale, e così via. Inoltre, è stato compagno di scuola di tutti i ministri dell’arco costituzionale, che spesso gli telefonano per sfoghi e confidenze.
Il tecnico di calcio vive in simbiosi con un altro personaggio, che è «l’uomo con cappello». In tutti i capannelli, infatti, se osservate bene, mentre al centro si trova il tecnico, leggermente defilato alla periferia c’è un uomo con il cap¬pello calato sul naso e le braccia dietro la schiena. Questo secondo personaggio sembra avere il compito di intervenire con bestialità tremende che fanno perdere le staffe al tecnico.
Tutti sanno che il momento più importante per un tecnico calcistico da bar è quando, il giorno prima di una partita della nazionale, egli deve dare la sua formazione. Il tecnico, a questo punto, raduna una ventina di persone e comincia: «In porta, sicuramente, ci metterei Zoff. Terzini, Rocca e Fedele». E spiega il perché della sua scelta: Zoff è una sicurezza. Rocca è meglio di Facchetti perché li ha visti tutti e due alla televisione e Rocca gli è sembrato più in palla. Infine Fedele l’ha visto allo stadio, e correva e fluidificava.
A questo punto l’uomo con cappello intervie¬ne e dice: «Ma cosa dice. Se non stava in piedi». Allora il tecnico racconta, una per una, le ottanta azioni di Fedele della partita precedente. Molto spesso è preparato alla bisogna e ha con sé un quaderno di appunti. Poi cita a memoria le cronache dei quattro quotidiani sportivi. Ma ecco che l’uomo con cappello, spostatosi a de¬stra, dice dal tetto di una macchina: “Fedele ha il menisco”. Tutti allora si voltano allarmati verso il tecnico, per chiedere spiegazioni. Il tecnico li calma con un gesto della mano e passa in rassegna gli ultimi quaranta casi di menisco del campionato italiano. Spiega brevemente in cosa consista l’operazione; anzi, se qualcuno si presta, gli taglia un pezzo di pantalone e lo ope¬ra sul marciapiede con un temperino, mostran¬do agli astanti la funzione dei legamenti della rotula. Quindi prosegue:
«Stopper Morini, libero Burgnich, mediano sinistro Re Cècconi. Ala destra Mazzola, mezze ali Benetti e Rivera, ala sinistra Riva, centravanti Savoldi.»
L’uomo col cappello appare da un tombino sulla sinistra e dice: «Savoldi? Siamo matti, Savoldi? ».
«E perché?» gli viene chiesto.
«Perché ha i piedi piccoli. »
Allora il tecnico diventa color tecnico adirato, che è una bella sfumatura di rosso usata an¬che per i tailleur. Poi comincia a urlare tutti i numeri di scarpe dei centravanti italiani dal 1947, come un invasato: «Meazza 40, Piola 41,. Charles 42, Pivatelli 40», dicendo che il piede piccolo, a meno che non sia porcino, non è affatto un handicap.
L’uomo con cappello ribatte: «Sì, ma Savoldi ha il 39».
«E lei come lo sa?»
«Sono il suo calzolaio.» (Non è vero. Tutti gli uomini con cappello so¬no, oltre che incompetenti, malvagi e bugiardi.)
Allora il tecnico urla: «Lei è un tecnico di serie C», che in un bar è un’offesa quasi mortale, e l’uomo col cappello replica: «Sono quelli come lei che mandano in rovina la nazionale!» e in breve tempo si azzuffano. La gente li separa. Il tecnico si allontana con aria di superiorità. L’uomo col cappello, rimasto padrone del campo, dichiara che l’Italia non vincerà mai uno scudetto finché continua a tenere Pelé in porta.
Viene preso, pestato, e mandato via col camion del rusco.
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Jonna79
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Re: Forum
Ritorno sul discorso dei post chilometrici.....
Seguo il baseball da solo 4-5 anni e sono iscritto a questo forum dal 2007... scrivo poco perchè sinceramente non penso di avere un livello di compentenza tale per poter offrire spunti di riflessione che non impallidiscano rispetto a post scritti da molti di voi.. detto questo, amo alla follia la maggior parte di questi famigerati/vituperati "post fiume" perchè spesso sono figli di una grande passione e conoscenza di baseball.
Leggendo quotidianamente il forum, (in primis i post di Renè) non ho solo imparato ad amare ancor di più questo meraviglioso sport ma anche ad interpretarlo con più consapevolezza.
Non trovo nulla di maleducato in un post di 30/40 righe se scritto in un italiano fluente, con toni garbati e se suffragato da argomentazioni valide.
Sinceramente non percepisco tutta questa tensione nel forum anzi, lo vivo come luogo dove la stragrande maggioranza degli utenti vive la propria passione con molta serenità che alle volte si, può andare un po' troppo oltre ma niente di più...
:gazza:
Seguo il baseball da solo 4-5 anni e sono iscritto a questo forum dal 2007... scrivo poco perchè sinceramente non penso di avere un livello di compentenza tale per poter offrire spunti di riflessione che non impallidiscano rispetto a post scritti da molti di voi.. detto questo, amo alla follia la maggior parte di questi famigerati/vituperati "post fiume" perchè spesso sono figli di una grande passione e conoscenza di baseball.
Leggendo quotidianamente il forum, (in primis i post di Renè) non ho solo imparato ad amare ancor di più questo meraviglioso sport ma anche ad interpretarlo con più consapevolezza.
Non trovo nulla di maleducato in un post di 30/40 righe se scritto in un italiano fluente, con toni garbati e se suffragato da argomentazioni valide.
Sinceramente non percepisco tutta questa tensione nel forum anzi, lo vivo come luogo dove la stragrande maggioranza degli utenti vive la propria passione con molta serenità che alle volte si, può andare un po' troppo oltre ma niente di più...
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Bounce
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Re: Forum
garylarson wrote: Vi propongo un racconto tratto dal libro BAR SPORT di Stefano Benni, per me e per molti bolognesi della mia generazione un mito.
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ANDREA ILB
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Re: Forum
Pablets, definisci "saccente" per cortesia.Pablets wrote: Io sì, sei pregato di portare più rispetto e piantarla di fare il saccente, grazie.
Preferisco un post ben scritto che mi illumini su una questione che per me solleva dei dubbi e mi fornisca strumenti d'analisi concreti, piuttosto che qualcosa come "Lincecum a me sembra un po' piccolino per fare il pitcher". Potremmo discutere di meccanica, grip, deception ed altre cose belle, ma poi anche io sembrerei saccente e ti mancherei di rispetto, penso sarebbe veramente offensivo, scusami.
Dunque sì, Lincecum è un nanetto ed è un bel mistero come faccia a lanciare così bene, è un fenomeno e la palla esce magicamente a 98 miglia. Mi contento di questa spiegazione e non vado nel dettaglio, morirò ignorante, ma contento. In fondo come sosteneva Schopenhauer, al crescere del sapere aumenta il dolore.
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Re: Forum
Ma stavo scherzando...era per far capire che se voglio essere offensivo lo sono (non per farlo capire a Renè eh), quindi di non leggere cattiveria se scrivo "Posey????". Fine.
Renè credo l'avesse capito.
Renè credo l'avesse capito.
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ANDREA ILB
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Re: Forum
PS metto le mani avanti: Pablets, forse eri ironico in quel post, non ho capito bene. Il mio discorso però non è diretto solo a te, ma anche ad altri: tu probabilmente scherzavi, altri purtroppo sono seri nell'affermare certe cose.
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Re: Forum
Ecco infatti, scusami non avevo capito fino all'ultimo che stessi scherzando.Pablets wrote: Ma stavo scherzando...era per far capire che se voglio essere offensivo lo sono (non per farlo capire a Renè eh), quindi di non leggere cattiveria se scrivo "Posey????". Fine.
Renè credo l'avesse capito.
Il discorso, purtroppo, resta. Il baseball è uno sport che si può affrontare su molti livelli. Se qualcuno decide di restare solo al livello "cuore, emozioni, divertimento, occhio della tigre" va bene, almeno non si lamenti di chi cerca di fare un'analisi più concreta, può tranquillamente saltarla se dà fastidio.
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Bingo! Grande AndreaANDREA ILB wrote: PS metto le mani avanti: Pablets, forse eri ironico in quel post, non ho capito bene. Il mio discorso però non è diretto solo a te, ma anche ad altri: tu probabilmente scherzavi, altri purtroppo sono seri nell'affermare certe cose.
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ANDREA ILB
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Con calma ci arrivoPablets wrote: Bingo! Grande Andrea![]()
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Re: Forum
ecc. Ringrazio il contributo di molti forumisti, in primis Renè che apporta conoscenze ampie di cui poi ognuno si farà la sua idea personale, e Joe per la sua poesia. Non concordo con lo sfogo di lephio sulla differenza tra questo forum e altri: non vorrei tu fossi un po' troppo suscettibile alla critica al baseball italiano, è vero si corre il rischio di navigare nel pessimismo cosmico ma in questo caso c'è poco da stare allegri davvero...Questa non vuol essere una apologia ne altro ma sono una constatazione...
Infine volevo dedicare anche io la mia personale genuflessione a garylarson e sopratutto (non me ne voglia gary) al mitico Stefano Benni, se Bar Sport lo avesse scritto nel 2009 invece che nel 1976 lo avrebbe potuto benissimo intitolare "Il forum del Bar Sport." Ciao a tutti, ora vado a mangiarmi una Lusiona...



