E cavolo, completamente d'accordo. Almeno fino ad una sentenza di condanna, un cittadino, anche se fa il politico, è innocente.Spree wrote: Aggiungerei che dire che i magistrati dovrebbero avere il diritto di indagare i politici NON significa dire in automatico che i politici indagati dovrebbero dimettersi :D
Io addirittura riformerei l'istituto dell'avviso di garanzia, rendendolo segreto.
Per altro concentriamoci su altro, ci sono decine di condannati in Parlamento, se poi condanne per alcuni reati minori possono essere perdonate, a condizione che la pena sia stata scontata, ci sono parlamentari condannati per aver tramato contro lo Stato, per reati come le associazioni a delinquere per fini terroristici o mafiosi. Se tu cospiri contro lo Stato, come cavolo fai a pretendere di ricoprirne una carica? A me sfugge.
Comunque non capisco molto la contrapposizione che a colte si fa fra Di Pietro e Berlusconi.
Uno è onesto e l'altro no, si dice?
Uno ha realizzato tantissimo e l'altro no, si replica?
Forse, ma non è questo il mio punto.
Dimentichiamo per un attimo la D'Addario, Villa Certosa, Noemi e Fede.
Si tratta di due politici che fanno proprio il populismo, preferiscono le piazze o la televisione alle sedi istituzionali, alzano sempre i toni della discussione, attaccano sempre e non fanno mai un passo indietro.
Se si parte dal presupposto che non si ama Berlusconi e si vuole un altro politico che si comporti in modo differente, io non sceglierei mai Di Pietro per sostituirlo. Magari lo prenderei come ministro delle infrastrutture, ma di sicuro non lo vorrei come premier.
Se invece uno in fondo ammira Berlusconi ma è di sinistra, allora Di Pietro è una ottima alternativa.
Fra l'altro per me la politica è sempre stata l'arte del compromesso, lo statista fa compromessi per il bene dello Stato e, se gli riesce, cerca magari di trarne benefici, il politicante fa compromessi per avere una poltrona. Cambia il fine, lo statista punta al bene dello Stato, il politicante al proprio, ma entrambi devono fare compromessi di continuo.
La Costituzione è frutto di un compromesso fra i politici di allora, democristiani, comunisti, socialisti, liberali e tutti gli altri.
Lo statuto dei lavoratori è frutto di compromessi fra i sindacati ed il governo.
Non sempre il compromesso è possibile, a volte si può raggiungere, a volte no, a volte per responsabilità di tutte le parti, a volte di una sola. Ma dovere di un politico è cercarlo sempre.
Se un politico insiste dicendo "Faremo da soli" oppure "Con questo governo non si tratta" vuol dire che rifiuta il compromesso a priori, di conseguenza è un pessimo politico oppure ha interesse (personale, non di Stato) a che le trattative saltino o non nascano.

