Strembald wrote:
Io credo obbiettivamente che si stia entrando in quella che è la metafisica del gioco....
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questa è la mia umile opinione che non conta nulla eh intendiamoci ma spero di avervi fatto capire come la penso...
Guarda, stavo pensando la stessa cosa.
Belichick prepara la partita meticolosamente. Usa il tempo durante la settimana per trovare le contromisure all'avversario di turno. I Pats sono una squadra molto duttile, ma con normali lacune come tutte le altre. L'idea è di limitare gli avversari e di piegarsi e non spezzarsi. Dietro a tutto ciò c'è preparazione e schemi. Ma poi c'è il polso della situazione. Un genio come lui e come molti altri head coach della NFL sentono, credono, in base alle loro conoscenze (anche statistiche) che in quella situazione vada bene una giocata piuttosto che un'altra. E' un immenso puzzle, una partita a scacchi in 120 azioni diverse. Andrebbero tutte analizzate - non solo una.
Infatti - proprio leggendo un libro sugli scacchi - ho scoperto che hanno fatto degli studi. Di psicologia della mente in situazioni complesse.
Si sono chiesti: perchè e come fa uno scacchista a scegliere una mossa tra mille, soprattutto nel mediogioco, cioè una volta completata l'apertura che ha tutta una serie di mosse iniziali di routine, come fa a decidere? Anche se studia le contromosse per 5, 6, 7 mosse oltre a quella in questione non potrà mai e poi mai prevedere tutto il possibile. Allora hanno concluso che il giocatore - in base alle sue conoscenze, all'esperienza ed alla situazione della scacchiera in quel momento, la disposizione dei pezzi, le minacce, le difese - "sente" che - ad esempio - il cavallo deve andare a finire in quella casa e muove di conseguenza. "Sente" che quella è la posizione dove tale pezzo che gli sarà più utile. E' logica, ma anche metafisica, in un certo senso. Lo sa dentro di sè che quella è la mossa da fare in quel momento. Non c'è nulla di fortunoso o scaramantico, è il risultato pratico di un ragionamento profondo di conoscenza.
Visto che le partite fra grandi campioni finiscono spesso in parità e spesso vanno avanti delle ore, e finiscono con la vittoria dell'uno o dell'altro magari solo per un pedone perso o guadagnato che crea un vantaggio decisivo, credo che si possa affermare che tanti grandi giocatori (forti) molto spesso azzecchino la stragrande maggioranza delle mosse - scelte con questa motivazione quasi metafisica direi. E magari con un colpo di genio (mossa che si marca nei segni degli scacchi con un punto esclamativo) riescono pure a vincerla. I segni più comuni sono ! e !! (buona/ottima mossa), ? e ?? (errore/errore grave), !? e ?! (mossa interessante/dubbia). Leggendo i resoconti di molte partite ho raramente trovato errori frequenti, molto più spesso colpi di genio.
Belichick in quel momento ha fatto, imho, un ragionamento del genere, frutto di tutta la sua conoscenza, della situazione, del momento. Difficile che HC a quel livello sbaglino le chiamate. I risultati non vengono perchè l'HC avversario fa i suoi ragionamenti e agisce a sua volta.
Troppo spesso anche noi focalizziamo la ns attenzione su un pallone, su una deviazione, su una singola giocata, perdendo di vista il quadro generale.
A me i Pats sono piaciuti moltisssimo, e pure i Colts hanno giocato molto bene, si sono spiegati ma non spezzati. Magari chi ha il vantaggio pensa di poter ammazzare la partita, ciò non sempre riesce. Ma chi è in svantaggio - a sua volta - sa che deve rischiare e magari indovina la rimonta vincente. E tutti ci credono a poter vincere. Se sono arrivati nella NFL credono in se stessi e nella vittoria. Non è che gli viene paura o gli passa la voglia di giocare. Ne hanno viste tante, nei licei, nei college, che questi giocano sempre al massimo.
Con Vikings e Saints sono queste, secondo me, le quattro più in forma al momento. O meglio le quattro che mettono meglio a frutto il personale a disposizione. Ma ci sono molte altre squadre che possono diventare -in un paio di settimane - molto competitive.
La NFL, il più bel campionato del mondo.